5.10.10

Manuale per fare i soldi con i fumetti.


Di Pic-Nic e dei Super Amici avevo già parlato QUI.
Matteo Stefanelli approfondisce sul suo blog.
Una lettura decisamente interessante.
E poi, lasciatemelo dire, adoro la gente che non chiacchiera ma agisce.

11 commenti:

Matteo ha detto...

Buono a sapersi. La terrò presente.

comativa ha detto...

vinceranno quando copriranno tutto il territorio. a mio parere.

Andrea V. ha detto...

Bravi.
Ma continuo a intravedere un grosso limite in questo modello di business: la scarsa declinabilità.
Lo stile dei SA, infatti, mi sembra applicabile solo a un piccolo gruppo di ambiti merceologici, e viceversa.
Il che rischia di farne l'ennesimo prodotto di nicchia.

MicGin ha detto...

un prodotto di nicchia distribuito a venti/trentamila persone?

e perché i super amici non potrebbero essere abbinati alla gastronomia o all'elettronica?

MatteoStefanelli ha detto...

concordo con andreav: pur apprezzando (e praticando) questo stesso modello, non dimentichiamo che i confini ci sono sempre. L'applicabilità non è infinita: alcune cose sono inevitabilmente più facili da fare, altre più difficili.

Il che non toglie cmq nessuna forza all'idea e all'iniziativa. Che in effetti mi pare sì "di nicchia", ma di una nicchia molto più ampia di molti altri prodotti di nicchia. Per esempio certi fumetti Bonelli (eh già: quand'è che ammettiamo che alcuni prodotti Bonelli sono di nicchia?)

RRobe ha detto...

Quando Tex smetterà di vendere quello che vende.
Non confondiamo la nostra percezione con la realtà dei fatti.
Tex è il mainstream assoluto, come San Remo o la Nazionale.
Magari, io San Remo non lo vedo (in realtà, sì), e magari non lo vedoni nemmeno la gran parte dei miei amici, ma questo significa che è di nicchia solo nel mio contesto, che non è il contesto reale.

MatteoStefanelli ha detto...

Tex di nicchia, ma scherzi? Ma certo che è il "mainstream assoluto".
Ma Leo Pulp non è esattamente mainstream. E forse Gea o Zagor sono prodotti per nicchie specifiche, più che prodotti popolari rivolti alla 'massa'. Checché vogliamo dirne quando li rubrichiamo - e comprensibilmente - come 'popolari'.

Un aspetto interessante nella vita dei prodotti culturali, è che un prodotto può nascere mainstream ma diventare di nicchia col tempo (così come può essere di nicchia all'inizio ma diventare mainstream: pensiamo ai libri della Satrapi o Riad Sattouf - anche Gipi, in un certo senso).

E qui direi che per Zagor o Blek o Miki o Mark vale proprio questo discorso: erano (nazional-)popolari qualche decennio fa. Ma oggi sono di nicchia. Punto.

MicGin ha detto...

dall'applicabilità non infinita al prodotto di nicchia ce ne corre. se ho inteso bene il discorso sulle nicchie.

ma su bonelli, forse ci sono dei livelli da considerare. la produzione bonelli in quanto tale non è certo di nicchia. è ancora oggi popolare, magari tra un pubblico più adulto, ma cmq ancora sufficientemente pervasiva. poi se guardiamo ai personaggi uno per uno...

RRobe ha detto...

Concordo, Matteo.

MatteoStefanelli ha detto...

micgin, appunto: bisogna guardare prodotto per prodotto. E ammettere che Zagor e Blek sono meno pervasivi dei taaanta roba 'indie' (che ormai, ricordiamolo, significa sempre meno...).
Il che non è un giudizio sulla qualità, sia chiaro.

MicGin ha detto...

ok