6.10.10

Non tutto il male.


Questa è la tavola che è stata pubblicata ieri sull'inserto de Il Manifesto.
Tutte le vignette sono state realizzate con l'iPad e poi montata e letterate (da Marxia Maio, contenta?) con CS.
Dopo averla inviata, mi sono reso conto che l'ordine di lettura è un poco ballerino (ma se andate da sinistra verso destra e dall'alto verso il basso, grossomodo non dovreste perdervi) ma, come primo esperimento, il risultato complessivo mi piace abbastanza.
Ovviamente, anche se mascherata, è una storia di Asso.

30 commenti:

comativa ha detto...

mi sono perso nonostante il tuo consiglio. potete sicuramente migliorare ma in complesso piace abbastanza pure a me. bellissima quella di asso che disegna.

Lui ha detto...

effettivamente per come avete posizionato la vignetta centrale, viene da leggerla in senso circolare antiorario la tavola, piuttosto che il canonico, sinistra destra alto basso.
Ma son seghe da grafici, per il resto è figa. Ma disegnata con l'iPad usando le dita?

RRobe ha detto...

Yep.

Giovanni ha detto...

Bella. M'è piaciuta.

Andrea V. ha detto...

Un grazie particolare a Marxia per le È accentate gravi maiuscole, un'autentica finezza da gurmÈ.

Lui ha detto...

Cavolo.

Greg ha detto...

molto molto carina

il sottile collegamento con David Murphy me lo sono sognato?

RRobe ha detto...

Tematicamente, c'è.

MarCus79 ha detto...

Sono riuscito a leggerla senza spiegazione, quello che mi ha stupito veramente è stato l'incredibile (si fa per dire) meccanismo che ha dato vita a leggi e quant'altro per la pubblicazione dei quotidiani e in seguito dei fumetti.
Mi sa che ti rubero questo spunto per una tesi sul fumetto. :D

Planetary ha detto...

Molto carina :)
CS sarebbe?

RRobe ha detto...

Photoshop scritto in fretta?

Planetary ha detto...

Sì è verosimile :p

Davide ha detto...

Tavola utilissima, ho colmato una mia (grave) lacuna: ho scoperto che il Geofge Hearst della bellissima serie della HBO, Deadwood, è un personaggio realmente esistito.

Slum King ha detto...

RRobe le altre storie le farai uscire anche se muore il CaneMucco?

RRobe ha detto...

Non credo che muoia, comunque, sì, una maniera si trova.

Katya ha detto...

E meno male che l'hai pubblicata leggibile altrimenti la vedevo a Natale! Bella la sintesi con cui riesci a rievocare la nascita del fumetto. Ma l'altro, Pulitzer, era meno stronzo di Hearst? Comunque gli americani sono così, stronzi ma capaci di essere mito, gli italiani, se sono stronzi sono solo merda...

RRobe ha detto...

Io credo che il problema vero non siano gli italiani o gli americani.
Credo che il problema sino i narratori italiani o americani.
Prendi un come Hearst. Era tanto diverso da un Berlusconi? No. Anzi, forse, in Berlusconi avrebbe dato più spunti e materiale a Wells di quanti non gliene abbia dati Hearst.
Berlusconi, aldilà dell'influenza che ha sulle nostre vite, è pura materia narrativa. E' un personaggio che uno scrittore non può non amare.
Eppure, in Italia, lo ha raccontato bene solo Moretti.
Tutti gli altri si limitano a fare o satira o giornalismo. Ma narrativa, mai.

senility ha detto...

certo rrobe, se le occasioni di uscita dal mondo del fumetto le si sfrutta così.

è da quando l'hai messa che mi trattengo, ma non ce la faccio più, questa pagina è imbarazzante sotto ogni punto di vista.

il senso di lettura è incomprensibile e te lo sei detto gia da solo, per me questo basterebbe.
Un professionista di levatura internazionale che alle prese con una tavola di impianto assolutamente elementare riesce a scazzare l'ordine di lettura.

Parli come se fosse un esperimento, ma esperimento di che? cosa hai sperimentato? Il formato vignetta+didascalia? l'innovazione sta nel fatto che non hai messo le didascalie in rima?

ma poi, i disegni, dio mio, non si guardano, ma dovevi per forza usare l'ipad? perchè?
l'unica vignetta che ha un accenno di impianto prospettico è devastante, con orson (che se non ce lo scrivevi che era lui non lo avrebbe capito neanche sua madre) preso dall'alto e dietro il palazzo preso dal basso... quella foto è stata fatta apposta per far vedere i giornali in terra, come ti viene in mente di metterci un palazzo alle spalle?

qualcuno dice che potete migliorare.
ma cos'è? La corrida?

-harlock- ha detto...

le critiche ci stanno - ci stanno sempre, del resto - soprattutto quando si scende nel terreno minato dei gusti e blabla.
ma il senso di lettura, cazzo, non vedo cos'abbia che non va. anzi. ho letto la tavola prima del post e dei commenti vari e ho pensato che il suo bello fosse proprio che offre varie possibilità di lettura. percorsi. puoi leggere prima una parte e poi l'altra e il senso non cambia, anzi si arricchisce. esempio: presumo il rrobe intendesse che senza di loro (i fumetti) oggi sarebbe disoccupato. ma funziona anche se uno deduce che senza di loro (randolph e figlio) sarebbe senza lavoro.
davvero, non capisco qual'è il problema. c'è sempre bisogno ella pappa pronta? allora poi non meravigliamoci se la gente considera i lettori di fumetti dei cerebrolesi.

RRobe ha detto...

Mi confondo sempre: Trinchero, giusto?

senility ha detto...

si scusa, non mi sono firmato nella foga iconoclasta.
ciao caro

Giorgio Trinchero

RRobe ha detto...

Ciao, Giorgio.

Alessio ha detto...

Devo dire che è l'unica tavola, tra quelle di tutti e tre i fascicoli, che è estremamente personale e non solamente "didattica". Da questo punto di vista forse è la più originale e interessante. Ci ho messo poco a capire lo strambo senso di lettura, ma è stato molto innaturale e faticoso. Se c'è stato un tentativo voluto di sovvertire le normali regole del fumetto secondo me non è molto riuscito. Nella mia esperienza, solo JH Williams III (in Promethea) è riuscito a farmi leggere in modo del tutto semplice e naturale delle vignette in senso "sbagliato".

RRobe ha detto...

Ma il fatto che sia stato il primo a dire che l'ordine di lettura è, purtroppo, ballerino?
Se me ne fossi accorto prima, lo avrei sistemato.

. ha detto...

Il messaggio in sé non è affatto male visto il contesto in cui la tavola è stata pubblicata, ma gli esempi che porti ne fanno perdere l'efficacia.
Riguardo al primo che hai portato, i fumetti son nati prima di Yellow Kid e compagnia; al giorno d'oggi quello che viene ritenuto il primo fumetto è "Storia del signor Bosco Vecchio". Questo senza tener conto di chi ritiene le pitture rupestri i primi fumetti.
Riguardo al secondo, direi che "Il Tempio Maledetto" non è considerato abbastanza brutto da rendere la battuta particolarmente furba o divertente.
Oh chiariamoci, non è un commento che scrivo guardandoti dall'alto in basso, anzi mi piacerebbe un riscontro da parte tua nel sapere se ho visto giusto o meno.

Max

P.S.: Com'è andata poi con la gattara?

RRobe ha detto...

- Sì. Ma per convenzione, si ritiene Yellow Kid.

- SUl secondo punto. Temo che ci sia un fraintendimento. Non mi riferivo a nessun Indy nello specifico ma al personaggio in generale. Indy, senza i nazi, sarebbe come il pane senza il burro.

Katya ha detto...

La senility sicuramente crea molti problemi, tra cui l'incapacità di riuscire a leggere ancora i fumetti. E detto questo non vado a contestare le immani sciocchezze riportate dal sopra detto solo perché non meritano tanto. Constato però quanto segue: ci troviamo di fronte a uno splendido esempio di tavola sinottica attraverso la quale Rrobe riesce a dire mille cose con poche immagini. Il supplemento al Manifesto gli mette a disposizione un'unica paginetta e lui cosa fa? Non ci prova neanche a raccontare una storia, perché comunque sarebbe impossibile farcela stare, ma ti regala pochi flash che ti raccontano più di quello che potrebbero fare 100 pagine. Strizza e tira fuori tutta la capacità narrativa del fumetto che in questo non trova confronto con nessun'altra forma di comunicazione. Ti spiattella un'intera epopea, la spietata industrializzazione, il pionerismo della carta stampata, la nascita del fumetto, il mito del cinema e ovviamente sé stesso, perché il Rrobe nel modello ci mette sempre l'artista che lo ritrae (e cioè se stesso). Cit. da Oscar Wilde (una dotta k.). Però commette alcuni errori. Uno grossolano è quello di svelare che la composizione è stata fatta dalla grafica. La composizione ha un suo linguaggio molto chiaro (e comprensibile) e questa excusatio, anzi accusatio nei confronti della poverina, sfruttata, lavoratrice del manifesto da parte del sior artista dalibelibraghibianchi risulta proprio cattivella. E soprattutto perché riduce a caso quel che invece poteva essere una intelligente scelta di linguistica fumettistica. Il secondo errore sta nell'aver posto al centro Orson Welles in una tavola in cui tutta l'attenzione andava incentrata sugli Hearst. Il tratto ipadico invece è perfetto ed ha il fascino di restituire il profumo del tempo antico con un strumento del futuro. Non è da poco.

RRobe ha detto...

No, no. La colpa della composizione è mia, non della grafica.
Marxia ha seguito le mie indicazioni. L'ho segnalata con una battuta solo perché nel post precedente me l'ero scordata e lei, scherzosamente, se l'era presa.
Ma l'errore (perché hanno ragione quelli che mi criticano: l'ordine di lettura, almeno che non volutamente destrutturato e non è questo il caso, deve essere univoco e lasciare ambito per speculazioni).

senility ha detto...

sei proprio una roba, non si riesce a non volerti bene.

• emmeics • ha detto...

ma xchè non vi concentrate sul messaggio invece che sulla forma?...
mamma mia quante chiacchere sterili...
cmq grazie Rob a prendere le mie difensive... ma le critiche me le prendo tutte... magari DIVENTO BRAVA chissà... come tutti questi strasuper/supertecnicidellamarò... buona lettura.