21.10.10

[RECE] Taverna Paradiso

questo pezzo è apparso in origine sulla rivista Film TV della settimana scorsa.


Chissà cosa deve essere passato per la testa di Sylvester Stallone quando ha deciso di esordire alla regia con questo strano e meravigliosamente sbagliato, film.

Contestualizzando la sua carriera, appare chiaro che lo Stallone di allora non era quello a cui siamo abituati a pensare. All’epoca era un italo-americano di belle speranze la cui dote più spiccata era la scrittura. Non a caso, due anni prima di questo Paradise Alley, Sly aveva incassato un oscar grazie a uno script perfetto, quello di Rocky. E nonostante con F.I.S.T. avesse fatto un mezzo passo falso, scrivendo e interpretando una versione romanzata della vita di Jimmy Hoffa, il pubblico (e la critica, soprattutto) lo percepiva ancora come un vero autore, e non solo come il divo tutto azione e poca sostanza, che sarebbe diventato in seguito. E così, Stallone si mette alla sua macchina da scrivere e sforna un romanzo che arriva nelle librerie, incentrato sulla vita di tre fratelli neri nel quartiere newyorkese di Hell’s Kitchen, negli anni quaranta. Il passo successivo è l’adattamento in sceneggiatura della stessa storia, scritta con l’intenzione di dirigerla solamente. I produttori però, accettano di farlo esordire dietro la macchina da presa solo a patto che ci si metta anche davanti, quindi Stallone è costretto a modificare la storia, dando origini italo-americane ai tre protagonisti. Ancora non soddisfatto, Stallone si prende anche la briga di cantare la canzone d’apertura della pellicola.

Soggettista, sceneggiatore, regista, attore e cantante.

Sembra evidente che Stallone a questo film ci tenga in maniera particolare. E forse è per questo che, ancora oggi e nonostante tutti i suoi evidenti difetti, Taverna Paradiso è un film a cui è difficile non volere bene. Sospeso in una atmosfera a mezza via tra Fellini e lo Scorsese di Mean Streets, la pellicola ha delle curiose analogie con il C’era Una Volta in America di Sergio Leone, che però è successivo di ben sei anni al film di Stallone, condividendone molti degli aspetti migliori come l’alternanza tra un sognante romanticismo legato al ricordo di un passato mitizzato e, per contrasto, la messa in scena squallida e brutale della realtà, un certo gusto per una messa in scena platealmente fittizia, l’umanità e la fallibilità dei protagonisti, l’uso sapiente della colonna sonora (nel caso del film di Stallone impreziosita dalla presenza, nel cast, di Tom Waits) e alcuni dei lati peggiori come un ritmo soporifero, un lirismo esasperato che sfocia quasi nell’involontaria parodia e uno script di forte impatto emotivo ma di discutibile solidità. A differenza del film di Leone però, Stallone rifugge dal gigantismo, preferendogli una sfera squisitamente minimale che trova il suo apice nella conclusione del film, un combattimento di wrestling infinito e straziante, combattuto su di un ring allagato. Una scena che pur essendo analoga a quella di Rocky, ne sovverte le meccaniche, svuotando il combattimento di qualsiasi dimensione epica e trasformandolo in una burla, buffa e sentimentale. E forse la ragione dell’insuccesso della pellicola sta tutta qui: il pubblico non è mai stato particolarmente interessato al lato sentimentale e autoriale di Sylvester Gardenzio Stallone, quel lato in grado di conferire una straordinaria umanità e fragilità a personaggi come il primo Rocky Balboa e il primo John Rambo. Piuttosto, quello che di Stallone ha fatto davvero breccia, è stato l’aspetto più palese, quello dell’eroe più grande della vita, imbattibile, inarrestabile, capace di porre fine a ogni guerra a forza di pugni, frecce e smitragliate.

Ed è un peccato, perché per quanto Sly sia indiscutibilmente una delle poche divinità action, lo Stallone autore è stato capace di ottime prove come scrittore, come regista e come attore.

E sarebbe ora che qualcuno gli riconosca questi meriti.

7 commenti:

marco tullio ha detto...

è sempre bello imparare qualcosa. :)

MarcoS. ha detto...

Bella Rece...l'avevo già letta su film Tv. Molto bella.

Andrea ha detto...

Secondo me gli americani spettatori ne sanno poco di cinema. Fanno film bellissimi che in sala vengono snobbati e poi affollano i botteghini per vedere puttanate come Jackass 3D. Stallone meriterebbe maggior rispetto,anche nei suoi film più eccessivi c'è sempre il cuore, Taverna Paradiso è un film ben fatto e molto godibile.
Ogni anno il povero Sly si becca il lampone d'oro e ancora non capisco il perchè...

Tyler ha detto...

Sta cosa la sapevo.
:)
Stallone è (era?) geniale, ma non frega a nessuno.
Vogliamo vedere i muscoli e le esplosioni!
Botteghino 1, arte 0....
Il quesito è: quante altre idee argute sono rimaste nel cassetto per far posto a Rochi 16 e Rimbo 8 (hanno cambiato nome, visti gli acciacchi e l'età...)

Greg ha detto...

clapclapclap

Final Solution ha detto...

prende il lampone d'oro perché i premi li assegnano i fan degli arcade fire

Francesca Silveri ha detto...

Stallone l'uomo d'azione e Stallone l'autore che scrive storie di personaggi col cuore sono due essenze che coesistono, secondo me, perfettamente, due parti bilanciate della stessa persona. Il fatto che la maggior parte dei suoi film d'azione (vogliamo parlare di the Expendables?!) siano praticamente privi di contenuti vuol dire che ci sta a suo agio a fare film cosí. In fondo la gente li va a vedere e incassano, sicuramente si diverte a farli, per cui che male c'é?

La sceneggiatura di Rocky é una delle piú belle e perfette che abbia mai letto. La sua interpretazione nel film é sottile e impeccabile. Se avete visto l'ultimo capitolo di Rocky (Rocky Balboa) avrete notato come sia riuscito a fare comunque un ottimo film. Non sará al livello del primo Rocky, ma ci ha messo il cuore, la sua interpretazione é ottima e le tematiche non sono uno scopiazzamento del primo, ne sono la naturale evoluzione. A me é piaciuto molto.

Nei meandri del dimenticatoio hollywoodiano si perdono film interessanti e divers di molti attori e autori, film che magari sono una dipartita o un detour dai ruoli soliti. É bene ricordarli ogni tanto... Questo non l'ho mai visto, per cui cercheró di vederlo Rob.