25.10.10

Tutti giornalisti con il culo degli altri.


"Combatto la tua idea che è contraria alla mia ma sono pronto a battermi fino al prezzo della vita perché tu la possa esprimere, liberamente."

- una frase ingiustamente accreditata a Voltaire -


Citazione scontata (e sbagliata) d'obbligo.
Dunque, qualche tempo fa, ho deciso di ignorare sistematicamente un sito di giornalismo fumettistico chiamato Fumetto d'Autore.
Le ragioni per cui ho deciso di ignorarlo sono che non mi piace il taglio dei loro articoli, la faziosità del loro punto di vista e, in certi casi, la loro etica professionale. In buona sostanza, ritengo che Fumetto d'Autore sia il corrispettivo fumettistico de il Giornale di Feltri. E come ignoro quel quotidiano, trovo del tutto lecito ignorare il sito di Bottero e Messina.
Ma tra questo e sperare che Fumetto d'Autore taccia, ce ne passa parecchia di acqua sotto i ponti.
Anzi, a dirla tutta, io credo che sia un bene che Fumetto d'Autore esista.
Prima di tutto perché è l'unico sito dedicato ai fumetti in Italia che fa del vero giornalismo, non limitandosi a pubblicare news dettate dagli addetti stampa, innocue interviste promozionali agli autori e qualche blanda recensione, ma proponendo approfondimenti e inchieste.
Certo, per me si tratta di approfondimenti e inchieste faziose, mosse spesso da fini utilitaristici per chi le scrive, ma intanto ci sono e, nel desolante panorama del giornalismo fumettistico italiano, è già tanto.
In secondo luogo, per me, l'esistenza di Fumetto d'Autore è importante perché sottolinea tutta l'immaturità delle varie figure professionali del nostro settore.
Per la prima volta un sito di giornalismo fumettistico fa domande e cerca, alla sua maniera, di unire i puntini... e la gente va in panico, si indigna, minaccia querele, invoca l'intervento di non si sa quale arbitro. E, più che altro, mostra tutta la sua inadeguatezza in termini di comunicazione e la sua scarsa riflessione su cosa significhi, davvero, una stampa libera da ogni censura (e non solo "la stampa che piace a noi libera da ogni censura").

Sia chiaro: non sto dicendo che le domande di Fumetto d'Autore siano particolarmente intelligenti o ficcanti o che le sue teorie e posizioni brillino per acume. Anzi, a dirla tutta, credo l'esatto opposto. Ma se le loro domande sono goffe e le loro conclusioni claudicanti, le reazioni che suscitano lo sono ancora di più, anche da parte di chi avrebbe tutte la ragioni per uscire a testa alta da qualsiasi confronto.
Mi chiedo che cosa succederebbe se ci fosse davvero qualche giornalista in gamba a venire e rimestare nel nostro piccolo orto e quante magagne uscirebbero fuori. Perché se c'è qualcosa di cui il nostro settore ha paura sono le domande, lo dimostra il recente caso di Ciccarelli e CUS e lo dimostrano, ogni giorno, le reazioni agli articoli (spesso davvero innocui nella loro infondatezza) di Fumetto d'Autore.

In maniera probabilmente inconsapevole, il sito di Bottero e Messina è diventato il perfetto reagente per evidenziare tutta l'inadeguatezza di un settore che ha l'aspirazione di essere, e fare, "cultura" e che invece è ancora fermo alle riunioni di condominio.

A margine, aggiungo che è triste pensare ad un mondo in cui a fare informazione c'è solo il Giornale di Feltri e nemmeno un Corriere della Sera qualsiasi, ma questa è un'altra storia.