2.11.10

Metafora

Piazza dell'Anfiteatro a Lucca.
La solita piazza dove i fumettari, fuori dalle cene e le feste ufficiali, si ritrovano ogni anno.
Sabato sera. Piove che Dio la manda e fa freddo.
Sono tutti davanti al solito locale, stretti, stretti sotto un tendone di plastica da cui filtra acqua gelida.
Ci sono altri locali nella piazza? Almeno altri due.
Ci sono altri tendoni nella piazza? Altri tre.
Tutti deserti, a parte qualche fumettaro isolato, tra cui il sottoscritto.
Osservo la scena, infreddolito e stanco, sforzandomi di trovare nella nutrita folla che mi si para davanti qualche autore Bonelli (ne trovo pochissimi), qualche editore (non ne individuo nessuno), qualche autore della scena italiana di alto profilo (non ne trovo ma forse sono io che sono cieco, senza occhiali).
Tra quelli che riconosco c'è un folto gruppo di autori italiani che lavorano negli USA (facilmente identificabili perché fanno parecchio gruppo tra loro, hanno sempre un codazzo di aspiranti alle spalle e, strano a dirsi, ma tendono a vestirsi con uno stile streetwear piuttosto simile), e tanti, tanti autori di quella che è stata definita "generazione mille euro a volume, quando va bene".
C'è gente simpatica e gente meno.
C'è gente dotata di grande talento e gente meno.
Ma tutti, belli e brutti, sono al freddo, sotto la pioggia, a bere cocktail e birra scadente (pagati entrambi troppo cari), in una cittadina che li odia, pigiati l'uno contro l'altro sotto un tendone che fa filtrare l'acqua. E non c'è nessuno che dice "oh, ma se ce ne andassimo tutti da qualche altra parte?".
E io e qualche altro, che ci sentiamo tanto più furbi a esserci allontanati di qualche metro per andare a occupare un tendone meno affollato, siamo comunque in quella merdosissima piazza.
Ma che bella cazzo di metafora, uh?

Sapete che c'è?
E' ora di dire basta.
Bisogna pensare fuori dalla scatola e farlo pure in fretta.