15.11.10

Mi perdoni, Signor Eco.


Mi perdoni perché le ho rubato un libro.
Quello nuovo.
Il Cimitero di Praga.

Deve sapere che per motivi legati alla mia coscienza ed a una cronica mancanza di spazio casalingo, ho deciso di abbandonare la lettura su carta per convertirmi completamente al digitale.
Cosa che, per il momento, mi sta dando più noie che vantaggi visto che i libri in lingua italiana sono ancora pochi e sono costretto ad affrontare i testi che mi interessano in lingua originale. Il lato buono della faccenda è un conseguente miglioramento nella conoscenza della lingua inglese, il lato negativo è un generale rallentamento nei miei ritmi di lettura.
Ma questi sono problemi che non la interessano.

Veniamo, piuttosto, al libro che le ho rubato.
Il fatto è che era mia piena intenzione comprarlo legalmente nel suo formato digitale ma, visto che il suo editore ha aderito alla piattaforma di Biblet e al suo DRM che taglia fuori tanto l'iPad di cui sono possessore, quanto il Kindle (ovvero le due piattaforme per i libri digitali più diffuse al mondo), non ho potuto.
Quindi, per procurarmi il suo libro, ho aperto un programma di torrent e l'ho scaricato, tanto in formato ePub, quanto in PDF.
Vorrei anche specificare che tutta questa operazione mi ha richiesto delle conoscenze informatiche assolutamente basilari, un totale, due minuti e venti secondi in termini di tempo e che è stata fatta attraverso un cellulare e un computer portatile senza l'ausilio di una linea telefonica fissa (al momento che le scrivo, sono bloccato in ospedale).
L'edizione del libro che ho scaricato è esattamente la stessa di quella messa in vendita dal suo editore, con la differenza che il DRM è stato rimosso e che io, adesso, quel libro posso leggerlo sul dispositivo che preferisco e posso anche prestarlo a chi voglio (proprio come si è sempre fatto con i libri su carta stampata).
Il problema però è che mi sento in colpa per aver rubato qualcosa a uno scrittore che stimo enormemente (e ad un appassionato lettore di quel Dago edito da uno dei miei editori, a quanto mi dicono) e vorrei, quindi, poterla risarcire in qualche maniera.
Non sentendomi però, per nulla in debito nei confronti del suo editore e della sua miope e monopolistica politica per il controllo del catalogo digitale e della sua politica dei prezzi... che ne dice se le mando i soldi a casa?

Distinti saluti
RRobe