3.11.10

Primo: non prenderle.


Durante la fiera di Lucca m'è capitata una cosa strana: ho incontrato più di un autore e più di un editore, felici di aver terminato le copie di qualche titolo che avevano portato, alla mattina del terzo giorno della manifestazione, cioè 48 ore prima della chiusura del mercato.

"Ciao, come sta andando?"
"Da paura! Infatti, è andata così bene che me ne sto tornando a casa!"
"Ma scusa, non ci sono ancora due giorni di fiera?"
"Le copie sono finite, le abbiamo vendute tutte. Che ci rimango a fare?"
"Perdonami... ma quante ne ha portate il tuo editore?"
"400"
"Ma all'altra Lucca non ne avevi vendute quasi il doppio, del volume precedente?"
"In effetti, sì... ma pazienza. E' una figata! IL MIO FUMETTO E' ANDATO ESAURITO!!"
"..."

Nel mondo reale, nel mercato reale, non riuscire a soddisfare la domanda è una cosa grave, una cosa per cui saltano le teste.
Per farvi un esempio facile, quando la Nintendo non è riuscita a soddisfare l'enorme domanda di Wii, perdendo un mucchio di soldi, il suo direttore di produzione ha passato davvero un brutto momento, rischiando di perdere il posto, nonostante il Wii fosse un palese successo planetario.
Nel fumetto, invece, si gioca sempre come una squadra di Trapattoni.

- La maggior parte degli editori fa tirature che coprono giusto le spese e garantiscono un guadagno moderato anche in caso di sold out. Ristampano raramente e, quando lo fanno, fanno generalmente tirature risicate.
Perché nessuno vuole rischiare di trovarsi sul groppone copie invendute, anche a scapito di di perdere possibili vendite.

- Le librerie specializzate ordinano sulla base delle prenotazioni ricevute dai loro clienti e non una copia di più. Qualche volta, semmai, qualche copia in meno. Se rischiano su qualcosa, ordinando qualche copia in più da tenere esposta in libreria e se per caso gli va bene e le vendono, raramente riordinano. La ragione è la stessa di poco sopra.

- I distributori fanno esattamente la stessa cosa delle librerie specializzate, solo su scala più grande. E, in alcuni casi, seguendo logiche e interessi strettamente legati alle loro strategie commerciali e che poco hanno a che spartire con la realtà del mercato fatta dalle richieste del pubblico.

E questo tipo di forma mentis si riflette in ogni ambito del nostro settore, dalla stanza dei bottoni in cui vengono prese le decisioni importanti, fino al responsabile a cui spetta la decisione di quali fumetti portare in fiera e in quale quantità, che magari, per non correre il rischio di doversi riportare indietro qualche scatolone, preferisce perdere qualche vendita (anche molte, in certi casi).

In sostanza, la regola aurea del nostro settore è sempre "non prenderle".
Pareggiare va bene.
Vincere non è necessario.

23 commenti:

isametal88 ha detto...

bah... infatti il fatto che avarat fosse esaurito lunedì mattina mi ha fatto parecchio storcere il naso (roba da portare quattro bancali solo di quello....)

Valido ha detto...

Non mi intendo del mercato specifico e potrei dire una vaccata enorme, ma quanto puo' influire un discorso del tipo "le faccio aumentare di valore e le vendo a prezzo quadruplo su ebay"?

Lowfi ha detto...

E infatti con David Murphy me lo sono preso nel culo.

Me ne mandi una copia con pelo pubico attaccato in quarta di copertina?

Gala ha detto...

Ottima analisi (o almeno, sicuramente hai colto in pieno uno dei grossi problemi dell'editoria italiana)

Luigi ha detto...

"ma quanto puo' influire un discorso del tipo "le faccio aumentare di valore e le vendo a prezzo quadruplo su ebay"?"

Secondo me il mercato è così in gran parte perché Panini ha copiato il modello americano: là le serie mensili hanno un mese di vita e le case editrici non hanno un servizio arretrati; la tiratura è calibrata in modo da fare il tutto esaurito e ci sono piccole ristampe solo quando i fumetti hanno molto successo.
Questo come filosofia generale.

Per quello che riguarda i volumi il mercato non è mai decollato perché per una decina d'anni (dal 1995 al 2005) chi aveva i titoli di sicuro successo (Vertigo e qualcosa della DC) non ha quasi mai ristampato neanche titoli come Sandman, Watchmen, Preacher e Il ritorno del Cavaliere Oscuro.

In questo contesto le speculazioni sono una conseguenza più che una causa.

Avion ha detto...

Mi ha fatto venire in mente questa vecchia strip.

Davide ha detto...

mah

il post è ben costruito
sarebbe interessante quantificare questi autori, questi editori...
per uno che viene da modena fare un secondo viaggio "annusando" la fine delle scorte la domenica mattina non è molto complicato e sicuramente ne vale la pena... forse anche da roma...

mi chiedo quanto c'è di estrapolazione (legittima perchè poi parla di altre vicende molto reali) e quanto di semplice "mala" previsione di vendita

Barbara ha detto...

...volevo prendere blacksad 4, ho chiesto domenica mattina e mi hanno risposto che l'avevano esaurito venerdì! ...cioè nel primo giorno di fiera!! Ma quanti ne avevano portati? Dieci volumi?

maurizio battista ha detto...

@ Lowfi
In fumetteria si trova ancora. Se non fai passare molto tempo dovresti riuscire a recuperarlo.

Lowfi ha detto...

mi sono autointerdetto dalle fumetterie per evitare di lasciarci il portafogli :)

scherzi a parte lavornado molto lontano da ogni fumetteria è un dramma passarci, invece già a che ero a lucca... Va beh, troverò un modo.

Riccardo ha detto...

Pareggiare va bene.
Vincere non è necessario.

beh, se la tua squadra piglia sempre schiaffi fai solo quello che serve per rimanere in serie A, è comprensibile

macchiedinchiostro ha detto...

Ma quanto hai ragione lo vogliamo dire?

verogabri ha detto...

Ecco perché non trovo mai niente in Fumetteria.

Vorrà dire che spenderò i miei soldi in altro modo.

Però come sono furbi questi editori

Amal ha detto...

Allora non sono strana. Sono d'accordo con te. Parecchio.

kingsimon ha detto...

se penso alle cataste di " bambole di pezza " che ci abbiamo sul groppone.......

Antani Comics ha detto...

io non ho mai ordinato meno di quello che prenotano i clienti.
ordino quello, più un "x" da tenere al negozio. Che magari è zero, magari 10, magari 1.
Ho investito in tanti titoli, sbagliano ed azzeccandoci. Talvolta anche creduto poco in qualcosa che è andato.
Ma, sicuramente, le 400 copie vendute a Lucca moltiplicate per 50 (ipotetici) editori, sono copie in gran parte tolte alla distribuzione in fumetteria...

spino ha detto...

C'è da dire che è SEMPRE stato così, e che l'atteggiamento non è derivato dalla crisi...

keison ha detto...

:D

uomoragno ha detto...

Discorso molto interessante che ho letto con assoluta attenzione e nel quale mi sono purtroppo ritrovato, non a Lucca, ma in fumetteria.
Il rischio, letto come magazzino e come investimento, molto spesso non viene preso, anzi, in molti casi, anche in fumetteria, ci si ritrova senza più "caselle"... e la cosa fa un pò irritare...

Claudio Cerri ha detto...

Ottima analisi davvero. Ma al di la di tutto non è un po' troppo semplice esaltarsi per aver venduto (poche) copie in una fiera di appassionati del settore? Io sinceramente fossi un editore mi esalterei solamente se riuscissi a vendere al di fuori di una (seppur grossa) nicchia di appassionati.

SJ ha detto...

La attuale realtà dei fatti è che se non ordini entro la fine del mese non hai garanzia alcuna di trovare ciò che esce e questo è una stortura assurda della distribuzione,
o compri a scatola chiusa o ti prepari a ricerche estenuanti ed attese infinite

L'assurdo è che stiamo parlando di roba che tu cerchi e vuoi pagare Ma ti rendono la vita impossibile

Luigi ha detto...

Avarat:

- esaurito a Lucca con un giorno di anticipo;

- non più disponibile presso il distributore dopo 3 giorni dall'uscita in fumetteria;

- esaurito in fumetteria.

Le fumetterie che hanno ordinato poche copie dovranno aspettare che tornino i resi dalle edicole (quanto tempo? Due mesi?).
Sperando che i resi tornino: se Avarat fa il tutto esaurito anche in edicola Panini lo ristamperà quando uscirà Avatar 2 al cinema...

Marco Pellitteri ha detto...

Hai ragione, ma non è così per tutti gli editori. La Tunué per esempio ha una politica dell'atteggiamento/condotta nelle fiere che secondo me è esemplare, dal punto di vista delle copie che si porta da vendere. Ne porta uno sfracello. Lo stand Tunué è sempre uno scenario da acquolina in bocca. Tutto è disposto con criterio, in modo sobrio ed elegante, e non c'è il rischio che qualcosa vada esaurito, anche quando le vendite vanno alla grande (e quest'anno sono andate molto bene): il numero di copie di ciascun titolo portato è molto alto, proprio perché lo stand rimanga in sostanza sempre com'era il primo giorno, anche alla chiusura. L'immagine di uno stand semivuoto è penosa, perché che si siano vendute molte copie lo sa solo il proprietario dello stand, invece i visitatori vedono un'immagine di squallore, come il mercato ortofrutticolo poco prima dell'ora di pranzo.
C'è una spesa e una fatica, quella di fare, disfare e rifare scatoloni pieni di volumi, ma alla fine il tutto rende benissimo in termini di vendite, immagine e stile.
Marco