10.11.10

[RECE] Cerebus: alta società


Ho la febbre alta e in ospedale mi annoio. Ma devo riuscire a tornare a scrivere, sia per motivi alimentari, sia per capire lo stato della mia lucidità mentale.
Quindi, iniziamo con le recensione più facile di tutte, quella del secondo volume della saga realizzata da Dave Sim.
La presentazione da parte dei tipi della Black Velvet (editori italiani del volume) la trovate qui e comprende anche la spiegazione per cui si è scelto di partire dal secondo volume e non dal primo.
Che dire dell'opera? L'avevo letta molto tempo fa, l'ho riletta con piacere (grazie all'ottima traduzione che deve aver convinto Sim, visto che per anni ha rifiutato edizioni estere proprio per questo motivo) e continuo a trovarla un pezzo fondamentale del fumetto americano indipendente degli ultimi trent'anni, al pari di "robbette" come Bone, Love & Rockets, Black Kiss, Usagi Yojimbo, Il Corvo e via discorrendo. Insomma, se volete bullarvi di essere "Michele, l'intenditore di fumetti", Cerebus dovete leggerlo e questo volume, forse uno dei più celebrati dell'intera saga, in particolar modo.
Liquidata la questione artistica, parliamo della veste editoriale.
Che dire?
512 pagine.
Cartonato.
Ben stampato.
Ben rilegato.
Curato con tutta la passione maniacale e nerdica di cui solo i ragazzi della Black Velvet sono capaci.
E quanti euro vi scucirà tutto questo tripudio di amore e gran fumetto?
30.
Che se guardate quanto costano i romanzi nuovi di Mondadori o Rizzoli o un qualsiasi fumetto di un editore da libreria (specializzata e di varia), anche con foliazione minore, è un prezzo assolutamente moderato.
In sostanza, un volume da comprare a occhi chiusi.
L'unica perplessità deriva dal fatto che la Black Velvet si è imbarcata in due progetti enormi e impegnativi (questo Cerebus ma anche, e in special modo, l'integrale di Doonesbury) e per ora non ha ancora garantito una continuità di uscite tranquillizzante per le mie stime di mortalità.
Speriamo che la nuova partnership con Giunti dissolva questi miei dubbi.

p.s.
se vi state chiedendo lo stato della mia lucidità mentale, posso solo dirvi che ci ho messo il solito quantitativo di tempo per scrivere questo pezzo ma che poi ho passato mezz'ora a rileggerlo per togliere tutti i refusi. Se non ci sono riuscito, perdonatemi. O anche no. Che a me 'sti cazzo d'invalidi a cui viene scusato tutto mi sono sempre stati sul cazzo.

42 commenti:

Obi-Fran Kenobi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Obi-Fran Kenobi ha detto...

"iniziamo con LE recensione", il resto mi pare ap osto, quindi la tua lucidità non va così male.
Forza e coraggio!

edit: cancellato commento precedente perché conteneva un refuso, lol. :D

Mauro Padovani ha detto...

Auguri di una pronta guarigione.

Giulio ha detto...

Tra i progetti a lungo termine della Black Velvet ci sono anche Omaha e De Luca... speriamo bene :(
-Brendon

Andrea Gadaldi ha detto...

Voci dicono che abbiano completamente cannato la font a livello di accenti mettendo solo apostrofi e ci sono anche un fottio di refusi nel lettering che manco la Planeta dei tempi d'oro. Conferme?

RRobe ha detto...

Io non l'ho notato ma non faccio testo su questi difetti perché, tranne per gli strafalcioni di italiano della Planeta, li noto poco. In questo periodo, ancora meno.
Qualcuno lo ha letto e può confermare o smentire (non ho il volume sotto mano)?.

nuvoleonline ha detto...

Come primissima cosa: grazie.

Poi, per chiarezza:

Voci dicono che abbiano completamente cannato la font a livello di accenti mettendo solo apostrofi e ci sono anche un fottio di refusi nel lettering che manco la Planeta dei tempi d'oro. Conferme?

Le voci (che son null'altro che una cordiale chiacchiera sul facebook di Alessio D'Uva) dicono che ci sono, purtroppo, due refusi - intendendo per refusi che la prima lettera di una parola successiva si attacca alla parola precedente - e senz'altro non è bello, nell'introduzione.

Riguardo agli apostrofi al posto degli accenti, come detto in quella chiacchiera, è una cosa che Black Velvet, ma non solo, fa da 13 anni: è una scelta.

Un esempio di un altro fumetto letterato così?
Ho appena controllato sull'applicazione iPhone dell'Aurea: John Doe.

Baci!
c.

Design270 ha detto...

Questa soluzione editoriale è perfetta. L'ho preso appena sono arrivato a Lucca quest'anno.
Poi quando lo comprate, perché lo dovete comprare, sollevate la fascetta e guardate cosa appare sotto coperta... aaah che goduria, è bellissimo.
Bravo Omar e bravi tutti.
E bravo Rrobbe che ne parli.

Andrea Gadaldi ha detto...

@Nuvole: Ottimo, contento che i refusi siano un'inezia e sulla questione font sinceramente mi infastidisce ovunque e comunque, anche su JD, ma capisco che sia un problema di "pochi talebani" come me a questo punto... Peccato! Grazie mille del chiarimento! :D

rae ha detto...

Non sei il solo, ma penso sia deformazione professionale (peggio solo i doppi spazi)

RRobe ha detto...

Detto da quello che "non usa l'apostrofo su internet" :asd:

Carlo Del Grande ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Carlo Del Grande ha detto...

Sarà una scelta, ma ci sarà un motivo per cui uno si chiama accento e l'altro apostrofo, no?

Antonio ha detto...

Non solo si commette l'errore gravissimo di mettere l'apostrofo al posto dell'accento quando basterebbe semplicemente un trova/sostituisci a rimediare il tutto ma lo si giustifica anche come "scelta editoriale"... complimenti alla faccia tosta chissà quali altri strafalcioni si commettono nel settore che passano inosservati ai più in nome della "scelta editoriale".
Mi ricordo ancora quando lavoravo in tipografia che per una virgola che non tornava tra le cianografiche e lo stampato si fermava la macchina bestemmiando e si cercava di capire da dove era scaturita la discrepanza fra i due testi. Fa piacere vedere oggi la professionalità andare a puttane e pure giustificarla arrogantemente come scelta editoriale

Tyler ha detto...

-_____-!

Boh... Per me non bastano un'accento o un'a virgola messa; male a minare la qualita di un fumetto.
Se c'è un'idea valida, uno sviluppo dei personaggi adeguato, una regia originale, è dura che il tutto cada per colpa di qualche refuso di punteggiatura (o scelta che sia).
nemhctaw ol iereggel ehcna la oirartnoc .....

nuvoleonline ha detto...

@Antonio:

arrogantemente?

baci!
c.

Antonio ha detto...

L'atteggiamento di puntare il dito su altri che commettono lo stesso errore non scusandosi per lo sbaglio ma addirittura facendo capire che non solo si sbaglia sapendo di sbagliare ma che anche tutti gli altri lo fanno e quindi "milioni di mosche non si possono sbagliare" come lo si vuol chiamare?

nuvoleonline ha detto...

Antonio,
mi parli con la confidenza di gente che si conosce da una vita, invece non ci conosciamo. Dato che si parla di libri e non di vino al metanolo o distribuzione di pane avvelenato potremmo pure avere toni più da discussione civile, non credi?

Lavoro in Black Velvet e mi occupo di tutt'altro che la cura dei libri, ci lavoro da circa tre anni e la casa editrice esiste da 13. Da 13 anni la Black Velvet ha preso la decisione di letterare i libri così (o preferisci "cosi'" ;-)? )

Se leggi fumetti, prendi a caso un pugno di albi dalla tua libreria e ti renderai conto che, per quanto opinabile la scelta editoriale, è una cosa condivisa da tantissimi fumetti, non l'abbiamo certo inventata noi.

Perché i fumetti si scrivono in maiuscolo - anche questa cosa è scorretta grammaticamente, se vogliamo fare le pulci a tutto - e non sempre il font ben si adatta agli accenti, "abbassando" la lettera accentata del caso creando a volte effetti grafici spiacevoli alla vista. A quel punto uno decide, metterli o non metterli. Black Velvet, fino ad oggi e per più di cento libri e il caso Cerebus è il primo per cui qualcuno (per lo più addetti ai lavori, mi sembra) si lamenta, non li mette.

Io, fuori dal mio ruolo in BV, ho lavorato con tantissimi editori italiani anche in qualità di letterista, editori specializzati in fumetti e non solo: mi son sempre adeguato a quello che mi dicevano i boss di fare, a volte ho usato gli accenti e a volte no.

Il paragone con la tipografia lo trovo totalmente fuori luogo: ci credo bene che se ti consegno i file con gli accenti e me lo stampi con gli apostrofi poi devi rifare tutto, ci mancherebbe. Ma non è questo il nostro caso.

Per cui, fermo restando che la scelta editoriale è una scelta e non c'è un letterista che ha sbagliato per 520 pagine a metter apostrofi piuttosto che accenti, fermo restando anche che è una scelta che può essere non condivisa e nessuno vuole convincere nessuno, e che Black Velvet piuttosto di dire "scusa ho sbagliato" si assume la responsabilità della sua scelta presa con cognizione di causa tanto tempo fa e prendendo in esame i pro e i contro e, ancora, scegliendo una soluzione piuttosto dell'altra... cosa ti devo dire?

Sarò arrogante, vabbè.

Baci,
c.

Antonio ha detto...

La discussione è già andata troppo OT, fermo restando il plauso per il coraggio di portare Cerebus in Italia, la mia critica non è mossa contro la persona o la casa editrice ma verso un atteggiamento che purtroppo oramai si è largamente diffuso. Ci sono delle regole ben precise per chi svolge un mestiere come quello del grafico/tipografo se si vuole ottenere un prodotto di una certa qualità che poi giustamente ricade nelle tasche degli acquirenti. Scegliere font americani dove non è previsto la lettere accentata e poi vedersi costretti a usare l'apostrofo come soluzione, usare la x al posto del × faccio un esempio per esprimere valori numerici come le dimensioni di un quadro 8non nel caso di Cerebus ma di cataloghi d'arte) o altre amenità simili mi fanno pensare che non ci si limiti SOLO a questo. Urania che taglia una buona percentuale dei racconti e romanzi che pubblica per rientrare nella foliazione prevista, Planeta che evidentemente utilizza il traduttore automatico di Google (o un traduttore coreano che lavora in contemporanea ai cartoni dei Simpson) altrimenti non si spiegano gli strafalcioni grammaticali... insomma si parte dal piccolo per poi magari giustificarsi da soli via via fino ad arrivare ad essere intollerabile per il rapporto qualità prezzo che il prodotto offre.

Yeeshaval ha detto...

Nuvoleonline: ma che bisogna aver cenato a casa tua per dirti che dici stronzate?
La tua linea è indifendibile, così come lo è quella di chiunque crede di avere chissà quale regia esenzione di attenersi alle regole dell'italiano.
Apostrofi o accenti, per me pari sono? Ma scherziamo?
Una scelta? Ma (detta con la voce di Mario Brega) scelta de che??
Ma facci il favore, va.

RRobe ha detto...

State dando uno spettacolo ridicolo.
Ma perché, in Italia, chi fa cose (bene, oltretutto) deve essere osteggiato tanto?
Invidia del pene?

RRobe ha detto...

Ah, per la cronaca: la risposta di Nuvole è del tutto lecita e sensata.
Forse a voi paladini della lingua italiana è sfuggito un dettaglio, ma ogni editore sceglie le sue regole di scrittura. E tali regole non sempre coincidono con quelle dell'accademia della crusca. E parlo di editori di varia, non di fumetti.
Guardate le differenze che passano tra il modo di segnare i dialoghi di, chessò, un romanzo di Feltrinelli, uno di Mondadori e uno di Rizzoli. Caporali, trattini, virgolette e via dicendo.
Guardate come, diversamente, viene applicata la punteggiatura, rispetto alla soluzione adottata (il punto alla fine delle frase pronunciata all'interno dei caporali, oppure fuori) e via dicendo.
La verità che credete di avere in tasca è solo saccenza.

DrGonzo ha detto...

Ma i nazisti degli accenti si sono accorti che la stessa scelta la fa, per dire, anche la Bonelli?
Alle armi! Morte agli apostrofi!

Mamma mia che livello...

Yeeshaval ha detto...

E Tu cosa pensi di avere in tasca?
E bada che lo chiedo senza polemica.
Poi, se vuoi far passare per giusto ciò che è incontrovertibilmente sbagliato arrampicandoti sugli specchi, fai pure: questo blog è tuo e ci scrivi quello che ti pare.
Ma un apostrofo resterà un apostrofo, anche se lo travesti da accento, che vi piaccia o no... E ci fai pure lo sceneggiatore...

RRobe ha detto...

Non hai letto una virgola di quanto è stato scritto per dimostrarti che stai scrivendo una cazzata. Pazienza. L'occasione di imparare qualcosa ti è stata data. Resta salda nei tuoi assolutismi senza conoscenza.

Yeeshaval ha detto...

Azz, ho perso l'occasione, professor Recchioni.
Chi è che parka per assolutismi, ora? :D

RRobe ha detto...

Dove sarebbe l'assolutismo? Sicura di conoscere quell'italiano di cui ti stai facendo cieca, e stolta, paladina?

Andrea Gadaldi ha detto...

DrGonzo, i nazisti degli accenti, a differenza tua, sanno che in Bonelli la differenza tra accenti e apostrofi la conoscono molto bene. Idem la Star Comics (ho potuto controllare solo Valter Buio, però!)

Il discorso della punteggiatura e dialoghi credo sia una scelta puramente semantica (anche dovuta allo scrittore stesso, vedi King che fa un po' quello che cazzo gli pare), l'utilizzo di un apostrofo al posto di un accento è semplicemente un errore che "cambia" la parola in qualcosa d'altro rispetto al suo significato. Che poi ci si sia abituati, è tutto un altro discorso.

Dai Rrobe, non è questione di essere ridicoli né di invidia del pene la nostra, è avere il paraocchi e non volere accettare il fatto che sia una cazzata e continuare a non fare niente per sistemarla.

Che poi è la sintesi del pensiero italiano in tanti frangenti ed ambiti.

Obi-Fran Kenobi ha detto...

http://vimeo.com/15412319

E lo posto da grammar nazi e revisore di testi per una webzine.

Viviana Boccionero ha detto...

I nostri figliuoli si fanno i fumenti e poi, a scuola, ti mettono apostrofi al posto di accenti.

RRobe ha detto...

I BAMBINI!! NESSUNO PENSA AI BAMBINI!!

RRobe ha detto...

Per Andrea: non è così. In parte deriva dallo stile dell'autore (che, sorpresa: le regole ortografiche le piega alle sue esigenze stilistiche) e in parte deriva dalla "formattazione" editoriale scelta come linea comune dall'editore, che è una cosa che cambia, e di parecchio, da editore a editore. Per esempio, le virgolette usate per i dialoghi sono, per molti versi, un errore (il perché è lungo da stare a spiegare) ma non sono pochi gli editori che le adottano per la loro linea editoriale.
Ma poi, state parlando della lingua come se fosse una cosa scritta nella pietra non è per nulla così.

RRobe ha detto...

Per Obi: quel video è magnifico.

maurizio battista ha detto...

Secondo me dipende dall'ambito. In passato ho scritto parecchi articoli tecnici (pubblicati su riviste di informatica), e qualche volta mi è capitato di usare l'apostrofo al posto dell'accento per le maiuscole accentate. Pigrizia e fretta, mi hanno portato a commettere questa leggerezza. Risultato? Quasi tutte le volte in redazione nemmeno ci facevano caso. Al massimo mi contestavano la comprensibilità dell'articolo e il rispetto degli obbiettivi prefissati. Per cui, ok, un accento è un accento. Ma, tornando ai fumetti, se facessimo un sondaggio, quanti lettori fanno caso a certi aspetti del lettering?

nuvoleonline ha detto...

Dai Rrobe, non è questione di essere ridicoli né di invidia del pene la nostra, è avere il paraocchi e non volere accettare il fatto che sia una cazzata e continuare a non fare niente per sistemarla.

Che poi è la sintesi del pensiero italiano in tanti frangenti ed ambiti.


Ma ti sembra che mi devo beccare di quello che vive col paraocchi, che non fa niente per sistemare le cazzate e che sono il portabandiera del pensiero italiano!? Ma respirare e contare fino a 10 prima di battere i tasti no eh?

La tua prima risposta era stata ragionevole Andrea, e ci si poteva fermare lì, anche perché sei partito dicendo che Cerebus era pieno "di refusi che neanche la Planeta degli anni d'oro"...

Ma quando hai pubblicato il tuo John Doe con gli apostrofi al posto degli accenti l'hai portata avanti la tua battaglia da alfiere della crusca?

Basito.
Grazie Rrobe per i tuoi tentativi di riportare alla realtà questa discussione. E grazie ancora per la recensione da tutta BV. Ora mollo che le polemiche preferisco farle a nome mio se devo, non dell'editore per cui lavoro. Avremo modo.

baci,
c.

saldaPress ha detto...

A me BV piace a prescindere.

Mi dispiace che abbiano portato in Italia Cerebus soltanto perché ciò, l'aveva scritto Nostradamus e citato io sul forum di ComicUs, questo atto darà il via alla fine del mondo, almeno as we know it.

Per intenderci, è l'unica casa editrice verso cui mi sento in colpa quando non acquisto qualcuno dei suoi libri che non mi interessa. E questo perché a quei neri ragazzi gli voglio un gran bene e perché hanno pubblicato così tanti libri che ho amato e che nessun altro editore avrebbe mai pubblicato (salvo poi accorgersi in molti che erano capolavori).

Detto questo, i font dove quando metti l'accento "è brutto perché tocca il carattere sopra" (o che addirittura non ce l'hanno perché gli ammerigani gli accenti lo schifano), si possono anche modificare perché tutto vada a posto.

E anche questo, detto with love, per citare Michael Jackson.

Andrea Gadaldi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Andrea Gadaldi ha detto...

@Rrobe: ci mancherebbe di pensare alla lingua come scolpita, è che come scritto sopra sono un po' talebano.

@Nuvole: Non mi riferisco a te come persona, quanto alla Black Velvet e alla sua linea editoriale. E come detto sopra, mi infastidisce il "problema" ma riesco comunque a leggerli i fumetti, è "talebanismo" concettuale, non mi farò esplodere per questo! Volevo solo puntualizzare! :-)

Per alleggerire un po' qualcuno mi trova il Demo dei 2000 vecchi davanti al cantiere, divisi per ruolo? :-D

byroneloisa ha detto...

@andrea: non è proprio vero che in Star Comics conoscono la differenza, il 'San Michele' che è in edicola è zeppo di "pò", "và", "si"(avverbio). Comunque direi che in linea di massima non è corretto dire che apostrofi e accenti pari sono. Simulare un accento con un apostrofo in una lettera maiuscola (riportando cioè la consuetudine che spesso si utilizza quando si scrive a mano libera) lo vedrei sicuramente meno grave (essendo solo un artificio grafico) di un errore ortografico che invece presuppone una non conoscenza della lingua italiana (vedi "pò", "qual'è" etc etc).

Andrea Gadaldi ha detto...

@byroneloisa: come scritto parlavo solo di Valter Buio, degli altri albi non posso dire.

Luigi ha detto...

Quel segno è un apostrofo solo sulla tastiera del pc. Nel momento in cui viene usato come accento da un letterista - che è chiamato a fare anche scelte di stile - diventa un accento.

Quello che chiamate errore di grammatica potrebbe essere al massimo (ma non lo è) un errore di utilizzo della tastiera.

rae ha detto...

"Detto da quello che "non usa l'apostrofo su internet" :asd:"

ma internet è una cosa, la stampa un altra. SOno campi diversi, che rispondono a regole e convenzioni diverse. Tu parli come scrivi?

Poi ammetto che mi infastidisce, ma non pregiudica la fruizione dell opera. Tanto piu' se è una cosa cercata e non dovuta a noncuranza.