2.12.10

Che certe volte ti impegni...

...ma, il risultato, non arriva comunque.
Ogni giorno scrivo (e disegno) un sacco di roba e, altrettanta, ne metto in cantiere.
Devo ammettere che sono poche le idee su cui ho creduto e investito e che poi non hanno visto la luce in una qualche forma.

Questa è una di quelle:

Zeon
- the Neon Knight -
proposta per una serie pre-teen
di


PREMESSA
Futuro prossimo.
L’umanità è una razza a rischio.
Il riscaldamento del pianeta e l’esaurimento delle risorse energetiche tradizionali hanno portato la Terra sulla soglia del disastro ecologico ma gli essere umani sembrano essere indifferenti alle condizioni in cui versa il loro mondo e continuano a costruire immense megalopoli, mostri urbanistici di cemento, acciaio e cristallo, popolati da milioni di persone e illuminati da miliardi di tubi al neon.
Vista dallo spazio, la Terra è una luce che squarcia le tenebre.
E la luce attira gli insetti.


L’INVASIONE
Delle creature provenienti dalla profondità dello spazio profondo, hanno preso di mira il nostro pianeta. Il loro nome è MANGIALUCE.
I Mangialuce sono una razza di giganteschi esseri che si alimenta di luce elettrica (o Luce Fredda, come la chiamano loro) I Mangialuce si muovono in SCIAMI. Ogni Sciame è composto da un nutrito gruppo di Mangialuce di livello minore e da un capo, più grosso, più sveglio, più cattivo.
I Mangialuce attaccano uno sciame alla volta perché, se due o più sciami puntassero allo stesso obiettivo, finirebbero inevitabilmente per divorarsi gli uni con gli altri, nel tentativo di assorbire quanta più luce possibile. Le megalopoli terrestri sono il nuovo obiettivo dei Mangialuce. Gli Sciami imperversano sul nostro pianeta, portando morte e distruzione. La popolazione terrestre è nel panico. I governi della terra impongono l’embargo: nessuna luce potrà più essere accesa.
Al calare del sole, la Terra sprofonda nuovamente nelle tenebre.


GLI ANNI BUI
Per lunghi anni dopo l’invasione del Mangialuce, i terrestri si sono nascosti nel buio, non osando accedere neanche una lampadina dopo il calare delle tenebre. Per lunghi anni, l’umanità ha sperato che i mostri abbandonassero il nostro pianeta credendolo ormai privo di luce... ma ogni speranza è stata vana. I Mangialuce sono là fuori, in attesa nelle tenebre, e sempre più affamati. E’ in questa situazione che un paladino si è innalzato come protettore dell’umanità. Il suo nome è ZEON.

ZEON
è un titano di 30 metri d’altezza, costruito in super lega e alimentato da un motore di Schrödinger, un generatore quantistico in grado di fornire incredibile energia e potenza al robot. Il corpo di metallo di Zeon è percorso da tracciati di energia, talmente luminosi da meritargli il soprannome di “Neon Knight” (il cavaliere al neon). Sono proprio questi tracciati di energia a rappresentare l’arma segreta di Zeon contro gli Sciami. La loro luminosità è tale che quando Zeon scende in battaglia attira tutti i Mangialuce verso di lui, distraendoli dalle città e dagli insediamenti umani. E grazie all’incredibile energia fornitagli dal motore di Schrödinger, Zeon è in grado di affrontare e sconfiggere i nemici, Sciame dopo Sciame. Zeon è il guardiano della notte della razza umana.



CHI HA COSTRUITO ZEON?
Il cavaliere al neon è frutto di due menti eccellenti e antitetiche: la professoressa Emma Dantes, un genio della scienza bellica, che ha progettato in suo indistruttibile e letale corpo in super lega di titanio e il professor Miguel Barra, un luminare nella ricerca di energie alternative, che ha sviluppato il motore di Schrödinger, l’unico generatore in grado di fornirgli l’energia necessaria per muoversi e combattere. I due geni sono apertamente ostili l’uno all’altro e la pensano in maniera diversa praticamente su tutto. Aggressivo e militarista il primo, mite e pacifista il secondo, la loro è una collaborazione difficile ma necessaria per la sopravvivenza della razza umana.


CHI GUIDA ZEON?
C’è una sola postazione di guida all’interno di Zeon. Ma ci sono quattro piloti pronti a occuparla. I loro nomi sono Zero, Kurt, Lucy e Tanka. E sono quattro ragazzini. PERCHE’ DEI RAGAZI? Zero, Kurt, Lucy e Tanka sono delle DINAMO. Bambini generati in laboratorio con il preciso scopo di interfacciarsi con Zeon e di attivarlo. Il loro corpo è un acceleratore protonico in grado di “accendere” il motore quantistico di Zeon. Senza di loro, Zeon sarebbe una fredda macchina morta. Ognuno di questi ragazzini ha un tipo di energia diversa e, a seconda dell’energia che lo alimenta, Zeon cambia le sue caratteristiche di combattimento e il suo aspetto esterno.
Quando è Zero a pilotarlo, Zeon è percorso da fasci di energia rossa e le sue capacità di attacco nel corpo a corpo sono ai massimi livelli. Di contro è praticamente privo di attacchi a distanza. Quando lo pilota Kurt, invece, Zeon è percorso da fasci azzurri ed è in grado di muoversi più velocemente e di spiccare grandi balzi, pur essendo più debole in difesa. Quando a pilotarlo è Lucy, i raggi che percorrono la struttura di Zeon sono gialli e il robot aumenta le sue capacità di attacco a distanza. Purtroppo diventa molto debole nel corpo a corpo. Se c’è Tanka al posto di guida, Zeon è illuminato di verde e le difese del robot aumentano considerevolmente, anche se i suoi movimenti diventano lenti e limitati I quattro ragazzi sono costantemente sottoposti a un durissimo addestramento da parte dei due professori (che sono una coppia di stranissimi genitori e insegnanti, per loro), in un contesto che ricorda da vicino quello scolastico. Inoltre, Zero, Kurt, Lucy e Tanka, pur essendo amici, sono anche in fortissima competizione per poter avere il privilegio di guidare Zeon in battaglia.




LE BATTAGLIE
Il compito di Zeon è di distruggere i mostri che albergano nel buio, e per farlo usa la luce.
Le sue battaglie sono epiche perché gli sciami sono composti da un esercito di centinaia di Mangialuce e Zeon si lancia in mezzo a loro, aprendosi la strada con tutte le armi di cui dispone, fino ad arrivare al loro capo. Distrutto il capo lo sciame si disperde disordinatamente. Zeon combatte, note dopo notte, una logorante guerra contro le tenebre che pare non avere soluzione di continuità.
Grazie all’intervento di Zeon, gli esseri umani troveranno il coraggio per uscire dal terrore in cui sono sprofondati e rispondere alla minaccia dei Mangialuce. Purtroppo, la fame di questi mostri non farà che crescere, notte dopo notte, e Zeon, con la sua incredibile energia, diventerà la loro principale ossessione, spingendoli persino a unire gli sciami per affrontarlo.
La guerra tra Zeon e i mostri si farà quindi sempre più dura e spietata e, ben presto anche il Cavaliere al Neon comincerà a soccombere. I terrestri, per correre ai ripari, prima costruiranno una versione potenziata di Zeon (MegaZeon), in grado di combinare l’energia di due Dinamo alla volta, e poi un modello tutto nuovo (ZeonSupremo), che permetterà ai quattro ragazzi di unirsi insieme e partire per lo spazio profondo, con lo scopo di portare la guerra direttamente nel cuore delle fila dei Mangialuce.

APPLICAZIONI COMMERCIALI
Zeon è basato su un concetto classico e molto comune nell’infanzia: la paura del buio. Zeon è l’eroe che scaccia questa paura. Quindi tutti la linea di giocattoli dovrebbe puntare sul fatto che Zeon emette luce e che veglierà sui bambini, quando si trovano nel buio della loro cameretta. Oltre al fumetto, Zeon è quindi pensato per vari tipi di sfruttamenti:

GIOCATTOLI ZEON MINI: statuine in plastica, senza punti di snodo e piuttosto piccole (come la linea originale dei Gormiti) realizzate con plastiche fluorescenti che brillano al buio.

ZEON MEDIO: action figures con vari punti di snodo, realizzate in plastica e con filamenti di fibbra ottica colorata L’action figures di Zeon potrebbe essere alimentata da pupazzetti più piccoli dei quattro piloti che potrebbe nascondere al loro interno tanto le batterie quanto la luce (di colore diverso, in base al personaggio rappresentato) per far illuminare Zeon e fargli assumere le quattro diverse forme.

ZEON MAXI: un grosso robot elettronico, in grado di riprodurre vari effetti luminosi con varie funzioni digitali (radiosveglia, lettore MP3, rilevatore di movimento con allarme e via dicendo).

CARTE COLLEZIONABILI: su Zeon si potrebbe basare un gioco di carte realizzate con inchiostri fosforescenti che rivelano la loro natura solo al buio.

VIDEOGIOCHI: la natura prettamente action di una serie come Zeon la rende perfetta per uno sfruttamento video ludico.

GADGET: spillette, scarpe, zaini, articoli per la scuola, tutto caratterizzato da bande catarifrangenti e elementi fosforescenti che renderanno contente le mamme (assicurano maggiore sicurezza) e incanteranno i ragazzini.

59 commenti:

Hellpesman ha detto...

bel progetto. E non te lo dico da fan, ma te lo dico da producer di un network televisovo per bambini. Di progetti ne vedo molti ogni giorno. Se vuoi ti do anche un giudizio anche più approfondito.
:)

RRobe ha detto...

Magari!

mistake89 ha detto...

Incredibile fino a che punto il plot veda implicazioni commerciali. Non me lo sarei mai aspettato.

L'idea comunque non è male. Mi sarebbe piaciuto leggerlo.

RRobe ha detto...

In questo caso, l'idea di base nasce dal marketing e non il contrario.
In sostanza mi sono detto: si potrebbero fare dei giocattoli che sfruttano la luce (per vari motivi) e intorno a questa idea ha costruito la storia.

Avion ha detto...

Se la sceneggiatura non è di taglio bambinesco, voglio vederlo realizzato. :D

Tyler ha detto...

Strano che questo progetto non marci.
E' ben costruito,
moderno (con il giusto tocco retrò), commercialmente sfruttabile e col giusto numero di citazioni (gurren lagann, getter?).
Tutt'al più si può discutere con i vari espertoni di marketing sul design, ma l'idea di fondo è buona (paura atavica del buio).
Ti hanno mosso critiche di quale natura?!?

RRobe ha detto...

No, il referente a cui era stato proposto (e per un prodotto del genere ci sono giusto un paio di referenti in Italia a cui rivolgersi) si è detto non interessato a sviluppare proprietà intellettuali proveniente dall'esterno.

maurizio battista ha detto...

Ecco perchè hai l'avatar tutto giallo! Sei un "giappo" in icognito!
Scherzi a parte, complimenti a tutto lo staff per l'idea e i disegni. Non sarebbe male se si muovesse qualcosa fuori tempo massimo...

Stefano Santoro ha detto...

L'idea è fica e credo che molti, come me, vorrebbero vedere realizzato un progetto del genere made in Italy.

Siamo cresciuti con i "robottoni", queste cose (con una buona sceneggiatura) potrebbero tirare il ragazzino come il trentenne/quarantenne nostalgico (oltre ad avere svariate implicazioini commerciali, assolutamente da non sottovalutare). Possibile che nessuno lo capisce e ci investe su?

RRobe ha detto...

Ma trovare un editore per farlo sarebbe facile.
E' che, per un progetto del genere, per come lo avevamo in mente, non basta un editore.
Si entra nel campo di grossi giocatori nel campo dell'intrattenimento per ragazzi e, in quel settore, poi entrano in gioco altri fattori.
Non ultimo, la proprietà intellettuale.

Faust VIII ha detto...

Un po' come i Transformers (credo che vendere i giocattoli di robot che si trasformano fosse la priorità nella mente di chi li ha creati)...

L'influenza dei robottoni giapponesi c'è tutta, ma il concept è una piacevole variazione sul tema. In più hai già declinato tutte le possibili applicazioni commerciali. A mio parere, in Giappone una cosa come questa l'avrebbero già pubblicata.

Molto epico. E per la caratterizzazione psicologica?

RRobe ha detto...

Quella dei due professori era stata abbozzata, per quella dei ragazzi ci sarebbe stato tempo.
Anche se, ovviamente, avrebbe seguito modelli archetipi.

comativa ha detto...

cioè ci vorrebbe, nomi a caso, clementoni giochi preziosi o simili? capisco bene? loro dovrebbero produrre gadget ecc. ma anche produrre stampare il fumetto?
penso è impossibile farlo senza una grande casa del genere dietro. altrimenti produrre e distribuire in tutta italia e guadagnarci è impossibile. parlo per esperienza..purtroppo..

Faust VIII ha detto...

Ma comunque, mi pare di capire che l'azione sia l'elemento preponderante (a differenza del filone post Evangelion)...

Hellpesman ha detto...

@rrobe: mi diresti solo se il format è un 26 eps x H/h?
@comativa:io le società che citi hanno il core business nei prodotti derivati, per un progetto AA (all around) serve un trust, ovvero: produzione derivati, produzione animazione, distribuzione estera animazione, distribuzione territoriale prodotti derivati, emittenza tv. Ovvero niente attività di licensing, ma tutta la produzione in una sola azienda. Ovvero il Disney model business.

rae ha detto...

"In sostanza mi sono detto: si potrebbero fare dei giocattoli che sfruttano la luce (per vari motivi) e intorno a questa idea ha costruito la storia."

Si vede. L'idea dei giocattoli a me piace, lo sviluppo di storia e personaggi mi sembra poco ispirata.
sul fatto che i robot stanno tornando... beh, sym biotic titans di tartkovski lo stai seguendo?

RRobe ha detto...

Per Hellpesman: non ci avevamo ancora pensato.
Ervamo davvero alle prime fasi di sviluppo.

RRobe ha detto...

Per Rae: per me, invece, aveva un mucchio di idee su una struttura molto semplice. Tutto il discorso sulla luce mi piaceva davvero un sacco.

RRobe ha detto...

E il fatto che l'unica difesa era anche la ragione per cui gli alieni attaccavano.
O il meccanismo sui ragazzini.

el mauro ha detto...

@Hellpesman
Ma a questo stadio della cosa a che serve sapere qual è il format del cartone animato?
Non esiste un cartone animato e per quanto raccontato da rrobe può tranquillamente essere adattato 13x23 o 26x23.
Ma sarebbe più un'esigenza del network di distribuzione/co-produzione che di roberto.

rae ha detto...

vero, i ragazzini che si scambiano è divertente. CHe il robot diventi lo stimolo ad attaccare mi puzza di gia' visto (ma ancora, il come sul cosa, poteva creare spunti interessanti). Ma in generale mi sembra che abbiate lavorato col freno a mano tirato, vivendo di rendita sull'ottima idea iniziale ( la luce e l'applicazione della stessa sul merchandising).

che poi è un po' lo stesso meccanismo dei pokemon e non si puo' dire non abbia funzionato :asd:

Tyler ha detto...

" in italia "
:)
Internet abbatte le distanze.
Puoi sempre provare ad estrarre il cilindro dal coniglio
(che è molto più difficile dell'inverso) provando con l'estero.
E' un pò una lotteria, ma per chi ha già i metodi, meno che per gli altri.
Dai che un "translator" da schiavizzare lo rimedi...
:)

Luca Erbetta ha detto...

Se nessuno in Italia te lo caga, porta il progetto all'estero.

RRobe ha detto...

Sono un provinciale.
E son pieno di impicci.

el mauro ha detto...

"Se non lo pubblichi in italia portalo all'estero!"

"se la roma è maggica cicciolina è vergine"

"non è bello ciò che bello ma che bello, che bello, che bello!"

Zapman ha detto...

Bellissimo progetto, poi i disegni di Werther spaccano come sempre. Sarebbe bello vederlo realizzato, incorciole dita, chissà...

Tyler ha detto...

Tornando a monte:
"si è detto non interessato a sviluppare proprietà intellettuali proveniente dall'esterno."
Tradotto:
Ho già chi mi sviluppa idee simili internamente, su linee collaudate e non mi muovo.

Posto che persino Harry Potter è stato rifiutato da diverse case editrici (i licenziamenti meglio motivati nella storia...) resta da capire cosa fare per convincere l'investitore.
Investitore che, non dimentichiamolo, RISCHIA SOLDI.
Potresti procedere "step by step".
Se parti con il fumetto e riscontri un discreto successo di pubblico giovanile, la questione potrebbe essere rinegoziata dati alla mano.
Un conto è proporre una serie tv di the walking dead partendo dalla sola idea, un conto dal successo del fumetto.
p.s.
Finalmente un autore che si sforza di motivare come mai i cattivi non attacchino tutti insieme!
:)

flaviano ha detto...

non voglio fare il guastafeste e tutto il progetto dall'idea ai disegni è favoloso (ed i 3 nomi a capo del progetto la dicono lunga) ma...in che modo dei ragazzini di oggi (che guardano i gormiti, ben 10, naruto) dovrebbero essere attratti da un prodotto per nostalgici degli anni 80?
non voglio essere offensivo eh, è che non capisco il targhet, lo capirei di più se fosse diretto ad un pubblico adulto come lo sono i Venture Bros.

Hanuman ha detto...

Da amante di robottoni, alzo decisamente in su il pollice (ehi a proposito, quando puoi, sono curioso di un parere sul delirio mazinghesco che ti ho dato a Lucca ^__^)... una curiosità: uno dei professori è una citazione diretta da Saotome di Getter Robo, o sbaglio?

Tyler ha detto...

@flaviano.
Non credo sia un prodotto per nostalgici. I nostalgici colgono più aspetti. I giovanissimi si divertono con la superficie...

kingsimon ha detto...

a parte che non ci vedo nulla di nostalgico, e' solo usare un robottone, anzi mi sembra piuttosto uno svecchiare un genere non piu' cosi' in voga da noi e adattarlo ai piccoli essere umani d'oggi.
e quando si parla di gente che non e' interessata alla proprieta' intellettuale altrui mi viene in mente un gruppo di fatine mal disegnate con storie insulse, realizzate sputando in faccia a tutta la logica della narrazione per lo sviluppo degli infanti e le regole della sceneggiatura,insomma fatine che sono diventate proprieta' intelletuale di qualcuno dopo essere state proprita' intellettuale di qualcun'altro( e questa e' storia....storia del marketing ma sempre storia)

stai attento rrobbe', chefacile che fra un po' esca un cartone con leon, robottone fatto di luce, che scassa a manetta i ciuccia luce.....

Andrea Mazzotta ILGLIFO ha detto...

Uhm....

Lui ha detto...

In realtà Flaviano non ha tutti i torti visto che la serie dovrebbe essere pre-teen, temo che abbia un plot troppo complesso.
Chiariamoci io da 30enne sta storia l'adoro, ma non so come reagirebbe il mercato pre-teen.
Per le esperienze che ho avuto con DeA e le loro serie (parliamo di serie per web non per tv giusto per chiarire) animate basate appunto su prodotti di merchandising, il plot che avete ideato è fin troppo adulto. Questo guardando un mercato in cui, per un pubblico maschile, il riferimento sono i Gormiti.

Chiaramente queste sono riflessioni personali frutto di una limitata esperienza nel settore, e che tengono conto sopratutto del mercato italiano, infatti a mio avviso tutta la storia ha molto più il respiro del mercato estero, vedi Ben10 o molte produzioni Giapponesi. Però qui mi fermo perchè va oltre alle mie conoscenze e sarebbero solo idee campate per aria.

Di mio il tutto mi ha ricordato il Gurren Lagann in alcuni punti. E già solo per questo vi voglio bene.

RooB. ha detto...

Mi piace molto lo sviluppo delle problematiche relative alla luce. Ovviamente partendo da un'idea che pesca dal reale e da un futuro verosimile, penso sia molto "azzeccata" la trovata di far reagire il genere umano solo ad un attacco esplicito dell'uomo nero di turno, da sconfiggere con la stessa risorsa che lo attira (un po' come sconfiggere gli incubi con i sogni).
Sarei davvero tanto curioso di vedere gli sviluppi del progetto...spero in una migliore fortuna futura.

el mauro ha detto...

@King Simon
quale sarebbe la storia del marketing?

uomoragno ha detto...

Idea e possibili sviluppi interessanti, per me un pò troppo giappo, anche negli schizzi dei disegni, ma capisco la scelta.
E' sempre molto interessante scoprire come è stata creata e sviluppata una certa idea!

Planetary ha detto...

Progetto davvero molto interessante :)
Sulla complessità non saprei, non è che i robottoni che guardavamo noi da bambini fossero più semplici, anzi, eppure ci piacevano (magari non ne coglievamo tutte le sfumature, ma sapevamo che c'erano). Per non parlare della letteratura per ragazzi. Credo si debba dare un po' più di fiducia ai bambini e non pensarli sempre come degli idioti :)
In bocca al lupo :)

Evilex ha detto...

Davvero un bel concept! Semplice e intrigante. Avrei aggiunto delle luci staccabili, tipo "esche" luminose remote, o in grado di separarsi dal corpo principale, così da aumentare non poco le possibilità tattiche di Zeon e permettergli di attaccare a sorpresa. Pour parler, ovviamente,eh?

Giovanni ha detto...

Aaaaahhh! E' bellissimoooo!!!!!!!

Ok, ritorno un minimo "professionale" e riprendo gli interventi di Flaviano e di Lui. Effettivamente, il target pre-teen non mi sembra il più indicato per il mercato attuale italiano. Un progetto di questo calibro, con così tante declinazioni tra merchandising e derivati, necessita di uno start-up molto robusto sulla serie animata e quel tipo di target, per quanto uno dei più ricchi in termini di riscontro economico per i derivati, forse non è il più indicato vista la trama. A meno che tu non voglia passare "dall'altra parte" e partire dall'oggetto giocattolo, ma le regole del gioco cambiano totalmente e sei costretto a rimetterti alle decisioni del "giocattolaio" in quel caso.

Probabilmente per metterlo in onda dovresti rivedere tutto l'impianto narrativo, o spostare il target (quindi personaggi più adulti, tanto per dare un consiglio non richiesto). Per fare un altro esempio che aleggia nei commenti, Winx ha un target veramente basso rispetto all'età delle sue protagoniste. Non è una regola d'oro (stranamente per le bambine sembra essere più importante che per i maschietti lo stacco d'età tra la loro e quella delle loro eroine ).

Certo, se ti sposti da qua le cose cambiano. A primo impatto mi ha ricordato questo progetto qua (sia chiaro, non c'entra un cavolo con la trama, però un paio di punti di contatto ce li ho trovati):
- http://en.wikipedia.org/wiki/Sym-Bionic_Titan
- http://www.youtube.com/watch?v=HrCIkDQ6qHQ
Ma stiamo parlando di Genndy Tartakovsky su Cartoon Network. Anni luce dalle produzioni RAI e affini di questo periodo.

Marco ha detto...

Non sono un esperto di marketing, ma rimango totalmente affascinato dal modo in cui hai amalgamato una storia convincente e ben strutturata attorno all'idea commerciale di partenza. Su questo blog si impara parecchio, non c'è niente da fare. Grazie :)

RRobe ha detto...

Grazie, Giovanni: mi ha fatto pensare.

nightwing ha detto...

Io da sempre spero che prima o poi qualcuno faccia un fumetto sui robottoni ma in pieno italian style.
Sia nei disegni che nell'approccio alla storia.Molto realistico e verosimile (una specie di gundam de no artri!!!)

Bello il progetto di questa serie. Lo guarderei certo con inetresse se passasse in tv
ma io non faccio testo perchè sono malato di "animazioni mecha"!!!!

nightwing ha detto...

fanculo la dislessia da tastiera
:/

Tyler ha detto...

oplà...

Non è nuovo, ma è un gradito ritorno dalla mia infanzia...

http://img524.imageshack.us/img524/4024/bigrobot.jpg

(E' italiano, di Alberico Motta.)

RRobe ha detto...

Big Robot lo adoravo.

Paolo Boscolo ha detto...

ok. voglio una dannata gn. albetti. volumi. insomma, trovate un qualche modo di pubblicarla, che a leggerla mi divertirei come un bimbo.

Viviana Boccionero ha detto...

A proposito di Emma Dantes, ecco lo slogan perfetto per il lancio di questo capolavoro illuminista: "Il buio attira gli incesti...". Che ne dici, RRoby? Tiratura limitata. Ai pretìn piacerà.

Henry Triplette ha detto...

meh.

E non me ne vogliate, non giungo qui per trollare, ma per pura e semplice sincerità.

Concept debole e decisamente abusato.
Storie e temi già visti dagli anni 80, e parlo da ragazzo cresciuto con i power rangers.
Cambiano i nomi ma non la trama.

Nota positiva: è un prodotto precotto con aggiunta di qualche spezia particolare [TRON flavour?] e quindi estremamente digeribile da un pubblico abituato a sapori industriali, dalle merendine alla musica.

Potrebbe essere un vero successo economico, se si considera l'attuale stato delle cose.

Potrebbe essere un vero successo se presentato con una grafica visiva alla Blame,Noise,Abara o Biomega [chiedo scusa se bestemmio in chiesa, ma a me Nihei Tsutomu piace, e lo considero magistrale nel campo delle ambientazioni post-industriali nerdcore].

PS: piacevole il nome del motore del robottone.

Henry.

Daniele Di Nicuolo ha detto...

Posso farti una domanda più "legale"?

Come vi siete tutelati per evitare che vi fregassero l'idea?

Fuz ha detto...

Bello, peccato non abbia visto la luce.

Rouges-1973 ha detto...

@RRobe,
c'e' una cosa che non ho capito.
I mangialuce assorbono la luce elettrica distruggendo la fonte o si limitano ad oscurare tutto attorno???
Nel primo caso il "motore di Schrödinger" non potrebbe essere usato per creare una luna luminosa artificiale che ruoti attorno alla Terra, semmai in linea col sole, cosi da allontanare i Mangialuce dalla terra e far sterminare gli sciami tra loro???
(vabbe cosi addio al marketing)
Vado con la seconda fine osservazione, che poi è anche la più importante.....
Immagino che il cartone animato, preveda un grande uso di effetti luminosi, non pensi che la scritta:
Attenzione, potrebbe causare attacchi epilettici etc etc
potrebbe scoraggiare le madri e le nonne dal far vedere il programma al pargolo???
Certo sarebbe un cartone per cui i pupi ti sbaverebbero dietro, o davanti se si osserva dalla tv.....
(fine pessime battute).

In bocca al lupo per il progetto.

Se poi vuoi sviluppare un prodotto più adulto potresti montare il "motore di Schrödinger" su un'"astronave pianeta" costretta a navigare in eterno nello spazio per allontare i mangia luce dal pianeta Terra.....
Certo nello spazio in fuga ci si annoia, ma l'equipaggio composto per ottime ragioni da fie e fii potrebbe darsi al sesso sfrenato, e il porno vende.....
(ok avevo detto di smettere con le pessime battute, perdono.....)

(tanto per prevenire, tutta la parte era per ridere (con voi e non dell'idea di RRobe), l'idea mi pare valida e relativamente poco sfruttata, la luce come base per una linea di giocattoli è sempre stata poco sfruttata, al massimo si usa la fosforescenza e poco altro)

VAI COL LUCIOTTO HI-TECH.....

;P

Nervo ha detto...

La serie mi piacerebbe molto, la guarderei. Mi sono esaltato mentre leggevo.
Il commento "Bello, peccato non abbia visto la luce." di Fuz è meraviglioso.

Artemisio ha detto...

l'idea è davvero bella, però molto poco "italiana": da noi non si rischia mai per nulla, ci si accoda soltanto a quelli che hanno avuto la fortuna di fare il colpaccio (vedi la giochi preziosi coi gormiti e straffi con le winx, anche se in quest'ultimo caso alla fortuna va aggiunta anche una bella dose di spionaggio industriale.. :D).
Che non sia adatto ai bambini non lo darei per scontato: come stile e atmosfera mi ha evocato molto la serie di batman degli anni '90, cupa e ricca di stile. Avere qualcosa di diverso da guardare e, soprattutto, che nn li tratti come dei bambocci a cui indorare la pillola ai bambini fa sempre piacere, specie ai pre-teen che vogliono fare i grandi XD
quindi in buona sostanza, spero che il progetto vada lo stesso in porto o/

..poi, in realtà volevo chiederti se il motore Schrödinger funzionava tramite un gatto sospeso nel vuoto con sulla schiena una fetta imburrata rivolta in su, creando così il moto perpetuo u_u

Tyler ha detto...

Sulle winx ho maturato un certo pensiero....
L'idea vincente di Straffi, non è (solo) nel prodotto.
L'idea vincente di Straffi è prettamente economica.
Ha prodotto una serie vendendola praticamente a prezzo di costo, l'ha smerciata in mezzo mondo ed ha creato un esercito di acquirenti per i gadget. Gadget sui quali guadagna praticamente a rischio zero....
E la vera furbizia nel prodotto, sta nell'andare a scuotere l'interesse di una fascia di mercato (ragazzine) sottosfruttata e rivolta solo al tradizionale (bambole ecc.)

Marco Pellitteri ha detto...

Alcuni brevi commenti sparsi.

1) Complimenti per i bozzetti e l'iniziale proposta di trama.

2) Applicazione per pupazzi snodabili: se vuoi fare stare in piedi il pupazzo in varie posizioni, devono esserci degli snodi alle caviglie; ergo, occorre una modifica delle gambe a livello di design per fare in modo che i piedi siano indipendenti dalle gambe stesse.

3) Complessità di trama e significati: quello che va fatto è solo una stratificazione e disvelamento progressivi di tutti gli elementi, non una semplificazione. I ragazzi di oggi sembrano a noi tanto idioti quanto noi sembravamo idioti agli adulti di trent'anni fa.

4) Mi preoccupa ad ogni modo l'enorme quantità di elementi fin troppo ripresi, come design, trame e cliché usati per i personaggi, dalle serie di Nagai e simili. Capisco la citazione, ma non il calco. Mi pare più che altro un rischio per gli autori.

5) In ogni caso il partire dal marketing e da lì sviluppare l'idea per un cartoon a mo' di spot narrativo a puntate è una cosa partita in Giappone proprio da Mazinga Z nel 1972 (ma negli USA dalle Hot Wheels, nel 1969 o giù di lì). Da allora non ci si è più fermati.

6) Ti consiglio di cambiare nome alla scienziata Emma Dantes. Come sai, uno dei registi di teatro più famosi in Italia, oggi, è la palermitana Emma Dante.

7) Se ritieni che l'idea valga la pena, puoi proporla l'anno prossimo a Cartoons on the Bay alla sezione Pitch Me e vedere che succede. L'idea dell'estero comunque è da percorrere, in particolare Canada e Francia. Non il Giappone: per loro sei un gaijin, in quanto tale inferiore, e al massimo possono proporti di comprarti tutta l'idea in blocco per una miseria, acquisendone tutti i diritti per la vita, per poi trasformarla in qualcosa d'altro o per non usarla mai più e bloccarla, dato che i robot sono quasi una loro esclusiva. Peraltro, la loro prospettiva su questo tuo progetto, a torto o a ragione, sarebbe "plagio megagalattico di più fonti messe insieme".

In bocca al lupo!
Marco

Pog ha detto...

volete allargare il target? Fai giocare i robottoni a carte.
Lanciate quindi un gioco di carte sui robottoni, che giocano a carte: un gioco di carte dentro un altro gioco di carte, con dei robottoni nel mezzo.
Come ultima cosa trovatevi un riparo, inizieranno a piovere cosi tanti soldi che qualcuno potrebbe farsi male.

sabo ha detto...

bella idea ma mi convince poco il motivo per cui i Mangialuce dovrebbero restare su un pianeta al buoi in attesa che venga "riaccesa la luce". Forse si dovrebbe trovare un pretesto più credibile.. se no sembra di avere a che fare con i Rattodonti..

Viviana Boccionero ha detto...

Forse attendono l'avvento della Sailor Mucca. Oh-oh-oh.

Myst ha detto...

non mi pare molto originale, ma potrebbe funzionare.

p.s.

attento alla "fibbra" ottica ;)