30.1.10

Si chiacchiera ancora.

Domani mattina, se volete, potrete sentirmi in radio al programma di Baldini su Radio Kiss Kiss.
Intorno alle 11.


[RECE] Paranormal Activity


Ho visto questo film qualche mese fa, spinto dalla curiosità suscitata dal grosso successo che ha riscosso in patria. E l'ho subito dimenticato. L'uscita nelle sale italiane me lo ha riportato in mente.

Avete presente quando vi capita di fare qualcosa di così imbarazzante che il vostro cervello tende a cancellarla?
Una roba del tipo:
"Roberto, ti ricordi di quella volta che hai vomitato sui piedi del proprietario di un locale di biker?"
"No".
"E di quando uscivi con quel mostro Aniba che abbracciava gli alberi?"
"Nemmeno".
"E di quando andavi vestito uguale a Spike di Buffy, capelli ossigenati compresi?"
"Non ero io".
"Ho qui le foto".
"HO DETTO CHE NON ERO IO".

Ecco, così.
La visione di "Paranormal Activity" mi ha messo nello stesso stato di negazione da imbarazzo.
Vorrei non aver visto quel film. Vorrei non essere stato così stupido da sprecare un'ora e mezzo della mia vita solo perché no so resistere a una buona campagna viral.
Vorrei non aver costretto nessun altro a vederlo.
Paranormal Activity ha le stesse qualità di un film porno amatoriale, senza le scene di sesso.
Una presa per il culo continuata e insistita, il punto zero degli handy cam horror.
Lasciatelo perdere. Fate finta che non ne abbiate mai sentito parlare o, se proprio non ce la fate, scaricatevelo. Ma vi prego, non dategli i vostri soldi.

E comunque, alla fine lei viene posseduta e uccide lui.

p.s
nella versione originale, quella del primo montaggio, anche lei muore, uccisa dalla polizia.

p.p.s.
Sì, lo so. Siete incazzati perché vi ho rovinato il film. Ma fidatevi di me: vi ho fatto un favore.

29.1.10

Di prese per il culo all'iPad ce ne sono già molte...

...ma questa, per me, è la migliore:

Ancora chiacchiere.

Questa volta però sono di tono diverso e, sostanzialmente, non riguardano il fumetto.
Le trovate QUI.
Sono molto soddisfatto di come sia venuta fuori quest'intervista. E' bello quando ti fanno domande interessanti.

Non sto ridendo CON te.

Ma quanto è patetico vedere quelli che si aprono da soli una pagina di fan di Facebook e poi ti mandano l'invito ad aderire?
Il messaggio "Pinco è diventato fan di Pinco Pallino su Facebook e ti consiglia di diventarlo anche tu" è il monumento alla sfiga degli anni zero.

Ma se proprio ci tenete ad avere una pagina del genere... ma non potete chiedere a un amico, a una fidanzata/fidanzato, alla mamma, di aprirla per voi?

28.1.10

E' morto l'uomo invisibile.

Mi viene in mente almeno una persona che oggi sarà molto triste.


La scrivania di Dylan...

Lo scrittoio va bene.
La poltrona... insomma.
I testi di giurisprudenza americani... no.
La foto di Groucho è una nota divertente.
Come pure la tazza di Scotland Yard.
Il galeone fa schifo.
Il blog della pellicola insiste sul fatto che il film è ancora vivo e in fase di montaggio.
La cosa mi preoccupa di più che se non avessero detto niente.
Pare che effetti speciali siano affidati a Prana, il che è una buona cosa.

27.1.10

iPad: parliamone subito e leviamoci il dente.


Per quelli di voi che vivono su Marte (ciao, Betta!), sappiate che oggi la Apple ha presentato al mondo un device elettronico che Steve Jobs definisce come la più grande impresa della sua vita. Detto dall'uomo che ha creato il Mac, non è una affermazione da prendere alla leggera.

Comunque sia, per maggiori informazioni sul dispositivo, andate QUI e guardatevi il filmato.

I blog e i forum italiani sono pieni di gente indignata che trova l'iPad, semplicemente inutile.
E non me ne stupisco.
Non perché l'iPad sia effettivamente privo di utilità, quanto perché la cultura di cui questo aggeggio è portatore sano, in Italia non è ancora arrivata.
Questo non è un prodotto per gente appassionata di computer.
Questo è un prodotto per la gente, punto.
Gente che si sta abituando a vivere l'esperienza digitale come una parte naturale della sua vita, senza dover interfacciarsi necessariamente con tutte le competenze tecniche che sistema operativo di un computer (anche uno user friendly come quello dei Mac) richiede. Senza farsi domande. Senza cercare di aggirare il sistema. E pronta a consumare in punta di click.

Facciamo un esempio limite:
mia madre ha un computer a casa.
Lo usa per Facebook, per fare qualche ricerca, per guardare qualche filmato, sentire la musica e mandare le mail. Per giocare usa un Nintendo Ds.
Ogni volta che il computer le richiede qualcosa che esuli da queste attività, mi chiama e io devo risolvere il problema. E capita con una certa frequenza.
Mia madre sarebbe l'utenza perfetta per l'iPad. Anche perché ci potrebbe pure giocare e leggerci i libri e le riviste.
E come mia madre ci sono un mucchio di altre persone.
Quanta gente conoscete che è spaventata dai computer ma che non ha problemi a usare un cellulari? Io un mucchio.

E voi direte: ok, ma io che non ho problemi, perché dovrei comprarmi questo coso e non un computer portatile?
Non dovreste.
L'iPad non è pensato per sostituire i laptop.
Se avete bisogno delle capacità di un laptop, è un laptop quello che vi dovete comprare.
Il problema è capire bene quali sono queste capacità imprescindibili.

Prendiamo il mio caso, per esempio.
Cosa mi offre il mio Macbook o il mio Mac Mini o il mio iPhone che questo device non mi offre e di cui ho strettamente bisogno?

- Una tastiera fisica.
Ma a questo la Apple ha già pensato.

- Una webcam.
L'iPad la offre come periferica esterna (e questa è una stupidata, doveva essere integrata)


- Un word processor.
Ma l'iPad ha Works e sono convinto che, a breve, arriverà anche Office.


- Photoshop.
E qui la vedo dura.

- Alcuni programmini di terze parti, tra cui quelli (fondamentali) per il file sharing.
E questi non credo che ci saranno mai.

- La possibilità di poter gestire liberamente i miei file e documenti.
E anche sotto questo punto di vista, tenendo conto del sistema blindato dell'iPad (derivato da quello dell'iPhone), mi sembra difficile poterla ottenere.

- La possibilità di eseguire più operazioni in contemporanea.
E qui l'iPad fallisce miseramente.

A conti fatti, tenendo conto dei pro e dei contro, posso dire di non essere l'utente ideale per un uso esclusivo dell'iPad.
Forse, però, potrebbe essermi utile se affiancato alle altre macchine in mio possesso.
Esaminiamo quindi le cose che l'iPad sarebbe in grado di darmi in maniera esclusiva.

- E' un ebook reader a colori.
L'iPhone è troppo piccolo per garantire una lettura piacevole, il MacBook ha uno sviluppo in orizzontale, è grosso, spesso e pesante, Kindle è in bianco e nero (e costa uno stonfo per quello che offre).


Fine.
Tutte le sue altre funzioni le posso sopperire con il mio MacBook e l'Iphone.
Mi sembra pochino per il suo prezzo. Piuttosto aspetto un Kindle a colori.
In conclusionei, io (utilizzatore "forte" di tecnologia) trarrei pochissimi vantaggi da possedere questo splendido aggeggio. Mia madre, (utente tecnologicamente "debole") ne avrebbe molti.

E torniamo al mio punto: geek di tutto il mondo, che cosa vi state lamentando a fare? L'iPad non è un prodotto per voi. E' un prodotto consumer rivolto al pubblico più generalista possibile. E' il sogno di Steve Jobs di un device elettronico senza nessun tasto che tutti possono usare con facilità. E' un prodotto che, se dovesse diventare di largo consumo, potrebbe realmente salvare l'industria dell'intrattenimento, stroncando la pirateria, diffondendo in maniera massiccia (e obbligata) il digital delivering.
Incidentalmente, è anche una distorta interpretazione della cultura digitale, una bestemmia nei confronti del Think Different che caratterizzava la Apple di tanti anni fa e un ulteriore passo in avanti verso il futuro immaginato da Wall-E.

La cosa divertente (per modo di dire) è che Wall-E è un prodotto Apple (Apple>Pixar>Disney).
Questo significa che anche la scusa della buona fede viene meno: Steve Jobs non solo ci sta riducendo a consumatori non-pensanti ma lo sta facendo in maniera cosciente.

p.s.
se ve lo state chiedendo: non sto dicendo che NON lo comprerò. Il potere che la Apple esercita su di me è enorme, anche adesso che è passata al Lato Oscuro della forza. Dico che cercherò di non comprarlo.

p.p.s.
Mi fanno notare una cosa: ma da quand'è che la Apple si costruisce i suoi processori da sola?

Raramente...

...mi trovo concorde con Alessandro Bottero, specie sugli editoriali del suo sito.
Ma QUESTA volta ha ragione da vendere.

Che la mamma e De Rossi raramente deludono.


L'edificio che ospita la redazione e gli studi di Rai News 24 è una palazzina di Saxa Rubra dai muri scrostati con il cemento a vista, uffici desolati, vecchi computer, divanetti ricoperti di polvere e moquette lisa. Fuori piove e fa freddo anche dentro la palazzina.
Quando arrivo mi perdo immediatamente e dopo due minuti la mia mente si convince di essere in un dedalo burocratico del politburo sovietico dei primi anni settanta. O in un sequel di Hostel. Quello più spaventoso. E invece sono davvero alla Rai, tanto è vero che dopo dieci minuti qualcuno mi recupera e mi porta in sala regia per procurargli delle immagini da mandare in onda.

"Non vi è arrivata la mia mail?"
"No. Ma abbiamo casini con i computer".
Guardo i computer e non me ne stupisco.
Gli scarico qualche immagine da internet, poi gli propongo di mandare in onda uno dei teaser che Massimo ha realizzato.
"Eh, sarebbe bello... ma su queste macchine non abbiamo flash istallato e i filmati di Vimeo non li possiamo vedere".
Ok, va bene. Pazienza.
Mi lascio accompagnare in una saletta d'attesa larga un paio di metri per un metro e mezzo.
Un divanetto bianco e macchiato, un vecchio televisore a tubo catodico e nient'altro.
"Il giaccone se vuoi toglilo ma poi portalo in studio che lasciarlo qui non è sicuro..."
"Non c'è un guardarobaa?"
"No. Lascialo su una scrivania. Non sulle sedie che quelle servono ai cameraman".
"Capito".
"Ti serve il trucco?"
"Direi di no".

Cinque minuti dopo vengo microfonato e accompagnato in studio.
Qualche pannello metallico, delle scrivanie in plexliglass, alcuni schermi e la solita moquette lisa e polverosa. Nonostante le lampade, fa un freddo cane.
La magia della televisione deve essere davvero potente per trasformare quel set in qualcosa di accettabile.
Nove e venticinque. In studio ci siamo io, due cameraman annoiati con un orecchio alla partita (li invidio) e nessun altro. Da quando sono entrato ho visto un totale di sei persone. Pensavo che per fare televisione ci volesse più gente.
Qualcuno si preoccupa: il giornalista-presentatore è in ritardo. Una segretaria di produzione (la persona numero cinque) lo va a cercare e lui arriva dopo qualche istante. Si era distratto a parlare con un amico. Ha i capelli laccati e la sua pelle ha una sfumatura arancione.
Ringrazio mentalmente me stesso di non aver voluto il trucco.
Mi siedo sulla poltroncina solitaria davanti alla sua scrivania e siamo in onda.
Inizia l'intervista e va come previsto.
Nessun reale attenzione nel trattare l'argomento, domande banali, basate sulle due robe lette su internet e, soprattutto, nessun interesse ad ascoltare le risposte (che qualche spunto lo davano). La cosa più interessante di tutto il programma è la mia maglietta di Ralph Super Maxi Eroe. Sto serissimo per tutta la durata della pantomima.
Mezz'ora dopo è tutto finito e io schizzo via ,verso la macchina che mi riporterà a casa, lontano da quel posto brutto, grigio e rassegnato.

Nel frattempo, De Rossi ha segnato contro il Catania e mia madre mi ha mandato un SMS con scritto "bello de mamma".
Sorrido.
Finalmente.

26.1.10

Io! IO! IO!!

Se ancora non vi siete stufati di sentir parlare di questa storia (io sì, ma io non ho scelta), ecco le informazioni per la diretta televisiva di questa sera:
il canale è Rai News 24. Lo trovate sul digitale, sul satellite e sul web.
Il programma si chiama Tempi Dispari e andrà in onda dalle 21 e 30 alle 22 e 30.
Se, come me, non vi siete presi lo sbattito di sintonizzare il digitale terrestre e non avete manco una parabola sul vostro balcone, potete vederlo via web. Il link è QUESTO.
Vediamo se riesco a parlare di fumetti invece che di menate.
E se ancora non vi basta di sentire le mie chiacchiere, su DDComics trovate una mia intervista riguardo all'old boy.

Cronache del Regno dei Due Laghi


Con colpevole ritardo segnalo la trilogia di Tito Faraci e Silvia Ziche, che ha esordito in edicola su Topolino 2826.
In genere, io con le storie fantasy del topo ho un rapporto bivalente che si può riassumere così: adoro La saga della Spada di Ghiaccio, detesto tutte le altre.
Questa di Tito però, fa eccezione.
Prima di tutto perché è scritta con una tecnica notevole (Tito da sempre il meglio in ambito Disney), poi perché è spassosa, infine perché è intelligente. E poi perché ha qualche rimando alla saga delle Guardie Cittadine di Terry Pratchett e non è mai un male.
Ci sono anche i disegni della Ziche che, sorprendentemente, si sposano a meraviglia con un'ambientazione che non pensavo potesse essere nelle sue corde.
Insomma, io me la andrei a comprare.

p.s.
Qui trovate un approfondimento di Comicus.

25.1.10

Non guardarsi indietro.


Segnalandovi questo gioco potrei darvi l'idea di essere uno di quei noiosi, nostalgici, retrogamer che passano la giornata a trastullarsi con il Mame e a rimpiangere i bei tempi andati.
Non è così.
Amo alcuni vecchi classici e mi capita di rigiocarli, ma non scambierei mai un Colecovision con la mia 360 o la mia PS3.
Forse con la Wii. Ma questo è un altro discorso.

Comunque sia, aldilà di tutto questo, quello che rimpiango di alcuni vecchi videogiochi, in particolare quelli dell'Atari VCS, era la capacità evocativa che esercitavano su di me.
Cerco di spiegarmi.

Ve lo ricordate Pitfall!?
Pitfall! era questo:
All'epoca della sua uscita, Pitfall! era un capolavoro di grafica, sonoro e giocabilità e io lo adoravo. A giocarci oggi, grossa parte delle sue qualità sono andate perdute, ovviamente.
Eppure... eppure quell'omino senza un volto, quegli accostamenti di colori, quella foresta senza un nome, continuano a stimolare la mia fantasia più di quanto potrà mai fare un Uncharted 2 (e ricordatevi che, per me, Uncharted 2 è il miglior gioco dell'anno).
Chi è quell'avventuriero in maglia verde? Nel manuale di gioco viene identificato come Harry e niente altro (in seguito il suo cognnome è stato fatto coincidere con Pitfall ma all'epoca della commercializzazione del primo gioco, non era così). Perché si trova in quella foresta? Che foresta è? Perché gli scorpioni lo perseguitano?
Da ragazzino avevo scritto mille storie per creare un contesto in cui calare le avventure di Harry, storie che poi, in qualche maniera, mi sono portato dietro.

Lo stesso vale per H.E.R.O. :
Un uomo con un girocottero che salva dei minatori. Chi è? Lavora per qualcuno? Ha una agenzia di salvataggio? Dove ha preso il girocottero? Lo ha costruito lui? Perché la miniera è così profonda? Come ci sono arrivati i minatori così a fondo? A chi appartiene quel tentacolo che spunta dal magma negli ultimi livelli?

O per il mio amatissimo gioco di Bruce Lee:
Ok, lui è Bruce Lee, Ma gli altri due? Un Ninja e un lottatore di sumo verde?
WTF?
E perché Bruce deve spegnere le lampade? Ma soprattutto... cosa rappresenta l'inquietante schermata finale?

Vi sembrerà ridicolo ma sono pronto a credere che il motivo per cui oggi faccio questo mestiere dipenda in larga parte dalle suggestioni che questi giochi, e altri come questi, mi hanno suggerito. E alle domande che mi hanno fatto porre.
E anche una certa predilezione per le trame minimali e i personaggi ridotti a gusci vuoti, meri vettori dell'azione e via dicendo.

E veniamo, finalmente, alla ragione per cui avevo deciso di fare questo post:

Terry è un programmatore di giochi indipendenti con una certa passione per lo stile retrò.
Questo in apparenza.
Il suo capolavoro Don't Look Back sembra un gioco per l'Atari VCS 2600 ma, invece, non lo è per niente.
In primo luogo perché pur essendo graficamente minimale è anche raffinatissimo e dotato di una colonna sonora favolosa.
Poi perché è ludicamente molto più profondo e complesso di quello che sembra (lo scoprirete poco a poco).
E infine perché, narrativamente è un capolavoro in grado di mettere in chiave ludica la vicenda di Orfeo e Euridice, caricandola di tutto il suo bagaglio emozionale e riuscendo a evocare le suggestioni dell'ade con poco più di una manciata di pixel, lasciando alla fantasia del giocatore la possibilità di riempire lo schermo di gioco.
Aggiungiamoci poi che il titolo del gioco sembra fungere tanto da allusione alla vicende del gioco stesso, quanto da manifesto creativo metatestuale, invitando tutti i programmatori a non guardare al passato ma a andare avanti, e il capolavoro è servito.

Con pochi K, Terry Cavanagh umilia i ragazzi di Visceral Game e quella cagata di Dante's Inferno.
Mica male.

Epilogo.


Il sottosegretario di stato a lavoro, salute e politiche sociali, Eugenia Roccella, ha letto l'albo.
L'articolo lo trovate QUI.
E' un bel pezzo.


24.1.10

Lemmy: the movie

Nessuno se lo meritava più di lui.
QUI il sito.

Bullarsi un po'.



Giuro che dal prossimo post non parlo più di questa storia.
Ma che ieri siamo stati l'articolo più letto del Corriere mi fa ridere.
E mi sento pure in colpa visto che al secondo posto c'è la rimonta della Roma.
Scusa Capitano.

22.1.10

Machecazzodigente...


Oggi è una giornata strana perché i vari pezzi dedicati a Mater Morbi, in particolare quello del Corriere, stanno producendo un effetto slavina non indifferente.
In poche parole, il cellulare continua a squillare, la casella mail è zeppa e rispondo a un sacco di domande.
Sono quasi tutte chiacchiere con giornalisti generalisti che, purtroppo, non sono tanto interessati al fumetto in quanto tale ma solo al fatto che un fumetto (popolare, oltretutto) abbia parlato di certi temi.
Nonostante questo, devo dire che avere l'occasione di dire la mia e magari portare il discorso su tematiche che mi interessano, non è tanto male. Comunque sia, in questa lunga serie di chiacchiere, tutte più o meno piacevoli, una si è distinta per sgradevolezza e involontario umorismo.

"Salve, parlo con il signor Recchione?"

"Recchioni"

"Ecco, infatti, mi pareva strano... comunque sia, la chiamo per quell'intervista che ho concordato con quelli della sede centrale..."

"Sede centrale?"

"Sì, di Milano".

"Ah, con la Bonelli... va bene, cominciamo pure".

"Dunque, la storia parla di malattia... ma è Dylan il malato o lui che segue un malato?".

"...è una storia che vede Dylan colpito da una malattia".

"Capisco... la storia ha suscitato polemiche, è questo lo spirito con cui l'ha scritta?"

"No, non direi. L'ho scritta perché mi sembrava una buona storia. Poi la maniera in cui è stata percepita è una cosa diversa".

"Sì, ma io intendevo dire... l'ha scritta cercando di suscitare questo effetto, cercando questo tipo di attenzioni?"

"Cioè... se ho scritto una storia che, tra le altre cose parla di eutanasia e testamento biologico, per cavalcare un argomento caldo?"

"Sì."

"No. Basti dire che la storia è stata scritta due anni e mezzo fa, in tempi assolutamente non sospetti".

"Capisco. E come finisce?"

"Prego?"

"Come finisce la storia? Dylan si salva?"

"Io penso che farebbe parte del suo lavoro leggerla, la storia, visto che deve scriverci un pezzo sopra, no? Tutto questo è vagamente squalificante per il mio lavoro... "

"Senta, io ho visto solo le vignette su internet e visto che ne parlavano gli altri quotidiani..."

"Mi faccia capire... mi chiede se ho scritto una storia per cavalcare l'onda del momento e poi scrive un pezzo su qualcosa solo perché ha visto che ne parlano gli altri?"

"Senta... io ho solo visto le vignette su internet e la polemica con la Roccella e volevo sapere il suo punto di vista..."

"Il mio punto di vista è che l'intervista è finita, buona giornata".

Che dire se non... BAH!


Era solo questione di tempo...


...continua la rassegna stampa, questa volta tocca al Corriere della Sera.
Finalmente un po' di polemica.
Sulla critica della Roccella il mio invito è a leggere più attentamente la storia: l'accettazione della malattia e della sofferenza è uno dei punti cardine dell'albo.
Domani esce l'intervista su Liberazione.

CORREZIONE: il pezzo su Liberazione è uscito oggi. Lo trovate QUI.

p.s.
oggi mi buttano fuori e torno a casa. Giuro che ricomincio a postare roba più interessante.

21.1.10

Front Page


Dylan Dog 280 continua a attirare l'attenzione dei quotidiani.
Oggi, ironicamente, sono stati pubblicati due altri articoli, uno sul Secolo d'Italia e l'altro su L'Unità. Ironia della sorte.
Il primo (un bel pezzo di Roberto Alfatti Appetiti), appare in prima pagina e lo potete trovare on-line QUI. Il secondo, invece, lo trovate QUI.
Sommando questi articoli a QUESTI e a quello su FilmTV che mi ero scordato di segnalare, adesso mi mancano solo Famiglia Cristiana e Cavalli e Segugi per avere una bella collezione.

p.s.
aldilà dell'ovvio bullaggio mascherato dall'ironia a sua volta mascherata dalla mia consueta arroganza... sono davvero felice di questa cosa.
Far parlare di fumetti, metterli quanto più possibile sotto la luce dei riflettori, è una di quelle cose su cui ho sempre teorizzato (e rotto i coglioni a chiunque).

20.1.10

[RECE] 24 Day 8 premiere

24 è tornato con la sua ottava stagione e con una season premier composta di quattro episodi, trasmessi in sole due serate, una di fila all’altra. Una strategia che si è già dimostrata vincente per le precedenti tre stagioni e che permette di reintrodurre in maniera morbida tutti i personaggi, il linguaggio, lo scenario e le tematiche della serie, per poi iniziare a fare sul serio. Se la FOX avesse mandato in onda solo i primi due episodi, è molto probabile che gli appassionati di 24 avrebbero reagito piuttosto male, vista la quasi totale assenza di legami con quanto accaduto prima. Di contro, se la storia fosse partita in quarta, riallacciandosi immediatamente ai turbolenti eventi con cui si era chiusa la stagione precedente, si sarebbe alienata qualsiasi possibilità di acchiappare qualche spettatore nuovo che si sarebbe trovato a dir poco spaesato.

Detto questo e senza spoilerare... cosa c’è di buon in quanto visto fino a questo momento?

- Kiefer Sutherland. Ormai gli basta sudare per essere più Jack Bauer che mai.

- Kate Sackoff, AKA Kara Trace, Starbuck, Scorpion o come cazzo vogliate chiamarla.

- Il mio Silone preferito

- Lei (non cliccate se non volete spoiler)

- L’ambientazione a New York.

- La consueta padronanza del ritmo e della suspance.

- Una certa dose di violenza a tratti davvero brutale e gratuita.

- Una prima e una quarta puntata da sturbo (sul serio... la quarta puntata mi ha fatto QUESTO effetto)

Cosa c’è di poco convincente?

- La nuova sede del CTU (sembra la USS Enterprise)

- Freddie Prinze Jr. Quest’uomo ha distrutto la carriera di sua moglie, è un attore di merda e ha una faccia che appena lo vedi pensi “speriamo che sia un traditore e che Jack lo debba torturare fino a fargli sanguinare le palle degli occhi”.


Cosa aggiungere?

Niente. L'ottava stagione è ancora 24. Con tutto quello che comporta, nel bene e nel male. Vediamo come procede.

19.1.10

Nagai perdonami.

Sto scrivendo e disegnando una roba nuova per una cosa, altrettanto nuova, che verrà.
Questa è un piccola anteprima.
I colori sono di Ottokin.

p.s.
no, non è un porno.
Sì, è una storia romantica con tanta sodomia dentro. E parla anche di temi sociali.

18.1.10

Forse...

...tra due-tre giorni la finisco con il circo sanitario che mi sto trascinando dietro da prima di Natale (casini, febbre, flebo giornaliere, antibiotici, picc e chi più ne ha più ne metta). Per ora sono di nuovo all'ombra del grande pupazzo bianco e ne avrò per qualche giorno. Poi dovrebbe essere ora di basta (spero, a patto che tutto fili come deve e via discorrendo).
Questo per dire cosa?
Niente. E' che faccio prima a postare qui che a telefonare a quelli che mi conoscono per avvertirli.

p.s.
se state aspettando una risposta da me, dovrete pazientare ancora qualche tempo.

17.1.10

Cercasi disegnatore.


Riccardo Torti (il bel tomo che vedete qui sopra), sta cercando un disegnatore REALISTICO (se non avete uno stile realistico, inutile fargli perdere tempo) per un progetto già approvato, pagato e per una casa editrice di spicco del panorama italico.
La sua mail è riccardo.torti@gmail.com
Se vi interessa, fatevi sentire con lui.

Giusto per darvi l'idea della persona con cui andrete a lavorare :asd:

16.1.10

[RECE] Avatar

E' davvero difficile dire sotto quanti aspetti Avatar sia rilevante e perché.
Talmente difficile che ho deciso di non farlo.
Sia perché sarebbe un lavoro lungo e faticoso, sia perché non tollererei obiezioni di sorta da sprovveduti che NCCUCDC.
Quindi prendo la cosa sotto un punto di vista personale:

il mio rapporto con mio padre si può definire, se vogliamo essere diplomatici, come "discontinuo".
Nonostante questo, gli devo molte cose.
Le tante domeniche mattine passate in giro per Roma in cui mi ha insegnato ad amare questa città e a conoscerla, per esempio. O il mio amore per i western e la fantascienza. O la passione per il disegno.
Ma, soprattutto, gli devo il fatto che a quattro anni mi ha portato a vedere Guerre Stellari, cosa che si è poi rilevata come una delle esperienze più importanti delle mia vita (e, marginalmente, un punto di svolta per il cinema mondiale).

Ecco: questa sera mi sarebbe piaciuto avere un figlio di quattro anni per portarlo a vedere Avatar.

Nei prossimi anni passerò ore a analizzare i singoli aspetti di questo film, studiandone ogni dettaglio e sfumatura con la passione di un nerd, il rigore di un accademico e la fede incrollabile di un santo.
Questa sarà però l'unica recensione completa che scriverò sull'ultima fatica di Cameron presa nel suo complesso.
E va benissimo così.


15.1.10

Today is the day.




Niente.
Non fateci caso.
Questo topic è un promemoria per me.
Per mettere un "segnalibro" a questo momento specifico, a questo 15 gennaio 2010. A queste 16 e 30. Un giorno avrò bisogno di andare a rileggermi questo topic, forse per ritrovare l'entusiasmo che adesso mi pervade.

Nota per me stesso:
sei felice, stronzo.
Ricordatelo.

p.s.
la giapponesina qui sopra serve solo per darvi qualcosa da guardare.
E, tanto per cambiare, tette al posti di culi.

14.1.10

Buffo...


...in un solo anno, secondo i quotidiani e le riviste nazionali, sono stato il Fascista Zen del fumetto italiano, un Comunista, mi sono espresso sullo "sbattesimo" e ieri, a leggere il bell'articolo di Luca Telese dedicato all'uscita del n. 280 di Dylan Dog e apparso sul Fatto Quotidiano, sono anche un fervido sostenitore del diritto a morire dignitosamente. A giorni dovrebbe arrivare anche un pezzo di Terra (sarò anche ecologista?) e uno di Liberazione (e l'ipotesi comunista passa in testa con due segnalazioni). E io che speravo in un bel gossip con Noemi Letizia (ma sono l'unico a cui questa foto continua fa venire in mente le prime scene di un episodio della immortale serie Teenage Anal Princess?).


Prima che diventino domande ricorrenti.

- No. Il mio impegno con la Bonelli non verrà meno. Anzi. Sono sempre più coinvolto da Dylan e non solo. Mi piace lavorare per la Bonelli. Mi piace lavorare con la gente che c'è in Bonelli. Mi piace lavorare sui loro personaggi. E un giorno riuscirò a scrivere Tex.

- Massimo Carnevale non sarà più il copertinista di John Doe, propio come ha scritto lui stesso su Facebook. Per Massimo il discorso con il golden boy si è chiuso insieme alla chiusura del suo rapporto con l'Eura e adesso si sta concentrando completamente con i suoi impegni italiani e esteri.

- Non siamo ancora intenzionati a rivelarvi chi sarà il nuovo copertinista di John Doe. Quello che è certo è che JD non potrà mai avere copertine "normali".

- La nuova serie di JD uscirà sul finire del 2010 perché vogliamo prenderci il nostro tempo per curarla come si deve e rilanciarla nel modo giusto. E sì, potrà essere letta anche da chi non hai mai letto prima un numero di JD ma, al tempo stesso, sarà la diretta prosecuzione della vecchia serie Eura.

- Sì. Mi sto per tagliare i capelli come Sheldon Cooper. E allora?

13.1.10

The boys are back in town...



Volevate saperne di più?
Adesso potete saperne di più.

QUI e QUI.

Alla fine arriva Mauro.

"Ciao, Roberto, il mio blog è quasi pronto"
"Hai poi deciso come chiamarlo?"
"Sì, sei pronto?"
"Sono nato pronto."
"Almeno un minuto insieme".
"..."
"Allora?"
"Fantastico. Sembra il blog di Moccia. Abbreviato tutti lo chiameranno AMI".
"Androide Paranoico?"
"Bellissimo se hai quindici anni e hai appena finito di leggere la Guida Galattica per gli Autostoppisti".
"Straziami Ma di Baci Saziami? Gelato al Limone? Piccolo Pippo Cucciolo Eroico? La Lingua Batte Dove il Clito Ride?"
"L'ultimo non era male..."
"Vabbè, sei inutile".
"E' un lavoro difficile, ma qualcuno deve pur farlo".
"Non ti stavo cercando".
"Che fai, rinneghi la nostra amicizia?"
"No, come titolo".
"E' da sensibilone".
"Io sono sensibilone!"
"Contento tu..."


Mauro Uzzeo (regista in forza alla Rainbow, sceneggiatore, socio, amico) si è aperto un blog.
E ha recensito Avatar. L'infame.

12.1.10

Lo so...

...che state aspettando maggiori informazioni.
Ma, per ora, non ne saprete di più di quanto ho già detto su Twitter.
Io e Lorenzo dobbiamo ancora sistemare delle cose, parlare con delle persone, stabilire certi parametri.
Quello che conta è che il ragazzo d'oro sta tornando (del resto, lo aveva promesso, no?) e lo farà alla sua maniera.

10.1.10

[RECE] Rec 2

Ci vogliono le palle per prendere qualcosa che ha funzionato e nel darle un seguito, riscriverla, alterandone del tutto la natura. Palle e incoscienza, due qualità che i Balaguero e Diez, i due sceneggiatori di Rec 2 (Balaguero è anche co-regista insieme a Paco Plaza) sembrano avere in abbondanza, insieme a una grand dose di mestiere, consapevolezza, talento e idee.

Rec 2 è il seguito diretto del primo capitolo (la vicenda si apre quindici minuti dopo la fine del film precedente) e la prima cosa che fa è stravolgere i supposti della pellicola originale, riuscendo a sottrarsi alla mischia sin troppo affollata di film a base di morti viventi.
Sì perché, occhio allo spoiler...

WARNING!

...Rec 2 on è un film di zombie.
E, alla luce di quanto racconta, nemmeno il primo lo è più.

WARNING!

Per farla breve, questo Rec 2 è un ottimo film: spaventevole, angoscioso e a tratti decisamente spassoso. E' ben diretto, riesce a eludere tutte le trappole del suo tipo di approccio (parlo di tutti quei problemi in cui incappano puntualmente i film, dalla strega di Blair in poi, che raccontano qualcosa attraverso l'occhio di una telecamera diegetica) e in più ha il merito di appartenere a un club estremamente esclusivo: quello dei sequel che non solo sono migliori del capitolo originale ma che lo arricchiscono.
In sostanza, dopo aver visto Rec 2, amerete di più il primo Rec e non vedrete l'ora di poter andare a vedere Rec 3 (per sapere come finisce la storia).

Consogliato.
Tanto.


p.s.
notarella a margine: nel film appare la versione in carne, ossa e tonaca di Don Zauker.
Giuro.

9.1.10

Adoro i piani ben riusciti!

Dieci anni fa gli uomini di un commando specializzato operante in Vietnam vennero ingiustamente condannati da un tribunale militare. Evasi da un carcere di massima sicurezza si rifugiarono a Los Angeles vivendo in clandestinità. Sono tuttora ricercati, ma se avete un problema che nessuno può risolvere e se riuscite a trovarli forse potrete ingaggiare il famoso... A-Team.



Pensavo peggio. Pensavo molto peggio. L'hype sale.
Il ragazzino che è in me, esulta.

p.s.
La scena finale del trailer è la scena più esagerata che mi è capitato di vedere dai tempi di Charlie's Angels 2.

8.1.10

Mega 64 Rocco.

L'ho scoperto grazie al blog di Voglino e già lo adoro.
Si chiama Rocco, ha creato il network Mega64 e passa la giornata a comportarsi nel mondo reale come i personaggi dei videogiochi. Un genio.

6.1.10

Camminando nella terra dei (quasi) morti.


Un paio di giorni fa avevo intenzione di scrivere un pezzo per celebrare la morte dei siti italiani dedicati al fumetto. Poi ci ho pensato e ho capito di essere troppo severo.
I siti italiani dedicati al fumetto non sono morti: sono in coma.
E nemmeno tutti, solo la maggior parte.
Se si vuol leggere qualcosa di interessante sul fumetto in questo momento, l'unica è rivolgersi ai blog (tanto degli autori quanto di semplici appassionati) e alle comunity dei lettori (forum e mailing list). Per il resto, questo è lo sconsolante panorama che si offre ai nostri occhi:


Comicus
Stato: confuso e infelice.

L'homepage penalizza gli aggiornamenti, non segnalandoli in maniera opportuna. La grafica della homepage, pur gradevole nel suo insieme risulta visivamente povera, con immagini piccolissime impilate l'una sulle altre.
Le news arrivano in ritardo (quando arrivano), spesso bruciate (anche di giorni) dal forum del sito stesso.
Non si riesce a distinguere la differenza tra recensione e minirecensioni visto che entrambe le categorie presentano pezzi brevissimi, spesso molto superficiali. Ancora più grave, le recensioni escono con settimane, a volte mesi, di ritardo sull'uscita del prodotto trattatato. Ora, forse sono scemo io, ma una recensione, specie una breve e non troppo approfondita e in un contesto come quello di CUS, è prettamente uno strumento per aiutare il pubblico a orizzontarsi nei suoi acquisti. Recensioni vecchie di prodotti da edicola che, al momento della pubblicazione della recensione, in edicola non ci sono nemmeno più, non servono a niente in questo senso. Se non si può essere più rapidi, allora che si scelga un approccio differente, dando maggiore approfondimento alle recensioni e rendendole uno strumento di critica e analisi.
Alcune rubriche "fisse" non sono aggiornate da oltre sei mesi.
Gli approfondimenti sono diventati sempre più sporadici e sempre più superficiali.

Terapia suggerita:
buttare via l'acqua sporca. A rischio di gettare via anche il bambino.
Vista la natura prettamente mainstream di Comicus e la carenza di contenuti, la grafica del sito andrebbe ripensata da capo (io prenderei a esempio siti come QUESTO o, alla peggio, alla sua copia italiana), dando a tutta la homepage un maggiore dinamismo atto ad attrarre l'attenzione dei visitatori e a nascondere le lacune in fatto di approfondimenti e recensioni. Ovviamente, tutto il discorso decade se alla base non arriveranno nuove iniezioni di entusiasmo e voglia di fare.


Manga Forever
Stato: si agita.

Il sito presenta una sezione di news accettabile, aggiornata puntualmente anche se praticamente priva di contenuti inediti o esclusivi. Gli approfondimenti ci sono e se forse ci si può lamentare della loro qualità generale (ma ci sono buone eccezioni), almeno sono scritti con passione e voglia di fare. Vivace (rispetto al resto dell'italico panorama) la parte dedicata alla recensioni.
Il vero problema di Manga Forever è la grafica del sito (ferma al web dei primi anni '90) e al fatto che è letteralmente infestato di finestre pop-up, banner pubblicitari e cazzate varie.
Ma il sito è portato avanti con passione e si vede. Nel bene e nel male

Terapia suggerita:
un bel lifting e una maggiore igiene personale (digitalmente parlando).


Lo Spazio Bianco
Stato: fermo come un semaforo. Spento.

Grafica vecchia, brutta, squalificante e faticosa per chi la fruisce.
Il sito non è specializzato in news e va bene, purtroppo anche gli approfondimenti e gli interventi critici degni di nota, sono ormai merce sempre più rara. Vista la frequenza con cui vengono aggiornate, le recensioni sono del tutto trascurabili nell'economia del sito. Molto discutibili anche le "brevisioni": verrebbe da pensare che una recensione breve è tale perché riguarda un fumetto uscito di fresco e analizzato rapidamente dalla redazione, non si capisce il senso di brevisioni di fumetti usciti mesi prima.

Terapia suggerita:
decollare e nuclearizzare.
Buttare la vecchia impostazione del sito, ripensare ai propri obiettivi, abbandonare ogni velleità di stare sul pezzo e dedicarsi (con passione e puntualità) a quella che, una volta, sembrava la vera attitudine dello Spazio Bianco: approfondimenti e analisi critica.


Glamazonia
Stato: si tocca.

Una casa povera ma, abbastanza, onesta.
Glamazonia propone un decente spazio per le news (anche qui ci si limita a riportare quanto trovato da altre parti, senza particolare voglia di andare a cercarsi la notizia), approfondimenti, recensioni e recensioni in breve segnalate con chiarezza dalla home page. Sotto l'aspetto sobrio però, si nasconde una certa povertà nella quantità dei contenuti.
In più, alcune rubriche non hanno aggiornamenti da mesi.

Terapia suggerita:
fare di più, sbattersi di più. Se siete appassionati, da vent'anni oltretutto, dimostratelo.

Stato: veste male.

La grafica è sobria ma vecchia nella concezione e nel gusto. La homepage è "ferma" e disagevole.
Lo spazio per le news non è male e non si limita a riportare comunicati stampa o news di altri siti. Buone le anteprime (fatte tutte di materiale esclusivo). Buone le recensioni (ce ne vorrebbero di più e più puntuali ma rispetto alla media non ci si può lamentare). Buoni gli approfondimenti.

Terapia suggerita:
sorprendentemente (visti i miei trascorsi burrascosi con quelli che lo realizzano), trovo che UBC tra i siti fumettistici italiani, uno dei meno peggio. E' vecchio, è poco dinamico e una bella aggiornata alla grafica e alla concezione della homepage non gli farebbe male, ma ha spessore, ha una linea editoriale (che spesso trovo discutibile ma che c'è, ed è già tanto), ha costanza e professionalità.


Stato: gioca con gli altri bambini nella scatola della sabbia.

E' un problema mio. Sono allergico all'approccio di tutti i blog del network di Blog.It.
I redattori sono generalmente ragazzi gettati allo sbando, spesso con pochissima (o nessuna) esperienza, pagati quello che sono pagati e costretti a scrivere a peso.
Ma manca una qualsiasi linea editoriale, manca una supervisione seria, manca la coerenza, qualche volta manca la correttezza (nel riportare la fonte delle news riportate, per esempio) manca l'approfondimento. Certe volte mancano anche le basi dell'italiano. Poi sì, tra i tanti redattori, c'è qualche nobile eccezione, ma l'impressione è che ognuno scriva quello che gli pare per incassare i suoi 3 euro.

Terapia:
non saprei da dove cominciare.


Stato: chiuso in casa, aspettando che suoni il telefono.

E' un sito di news e pubblica news, con discreta puntualità, integrando i comunicati stampa con notizie cercate attivamente per la rete. Segnala. Offre spunti. Qualche volta recensisce. Il tutto con competenza e professionalità. Ma chi lo nota?

Terapia:
uscire. Vedere gente. Fare cose.


Stato: deceduto.

Era tanto un bravo ragazzo.

Terapia:
mangiare tanta verdura. Dalla parte delle radici.

Stato: in the ghetto.

Non so davvero come giudicarlo.
Da una parte è un sito abbastanza volenteroso e aggiornato. Dall'altra parte è l'incarnazione virtuale di Hammamet per Bottero e le edizioni Cagliostro.

Terapia:
mettere da parte le piccole beghe da cortile e badare al sodo (e al proprio).

Stato: speravano in un grande cambiamento, per il momento, fanno movimento per il movimento.

Loro non mi amano ma questo non mi impedisce di amarli (in maniera squisitamente etero, sia chiaro). Fanno il loro, lo fanno da tanto, sono sempre (o quasi) stati fedeli alla loro linea. Non si curano delle news e fanno bene, perché la loro indole è quella di un sito di critica e approfondimenti. Ogni tanto si leccano troppo il culo tra amici ma è un peccato veniale. Il sito è elegante, fruibile e fresco. In termini assoluti non brillano per la frequenza degli aggiornamenti ma, rispetto allo stato in cui versano attualmente i colleghi, sembrano l'Ansa. Il problema è che sul web hanno deciso di essere sostanzialmente invisibili, proponendosi e segnalandosi pochissimo.

Terapia:
alzare il pugno in aria e gridare.

PRIMA CHE COMINCINO LE POLEMICHE: ogni volta che mi capita di lamentarmi della qualità dei siti web italiani dedicati al fumetto, arriva sempre qualcuno a dirmi che sono tutte realtà amatoriali, gestite da appassionati, e che quindi, più di tanto non si può pretendere.
Perfetto. Accetto il vostro punto di vista. Posso tollerare che, in alcuni casi, manchi la professionalità, il rigore, l'obiettività, persino la cultura... ma la passione, no. Quella ci deve essere, cazzo.
Gli appassionati, i nerd, i wannabe, si sbattono, si spendono, sono sempre sul pezzo, sono ossessivi, scrivono tanto (pure troppo) e ti investono con il loro entusiasmo. I siti di fumetto italiani, nella maggior parte dei casi, non sembrano più nemmeno gestiti da appassionati ma da annoiati impiegatucci che fanno il minimo indispensabile, giusto per timbrare il cartellino e dire "io c'ero".
Grazie ma, no grazie.
Il fumetto merita di meglio e di più.

3.1.10

Non lo capisco...


...e un poco mi spaventa. Ma non riesco a smettere di guardarlo!

Pagina bianca.


Un mese lontano dalla scrittura.
Una roba che se me la dicevano non ci credevo.
E invece.
Una volta scrivevo in qualsiasi condizione e in qualsiasi contesto. Adesso sono una mammola.
Ma sto ricominciando. Le parole stanno di nuovo, faticosamente, mettendosi una dietro l'altra e
certe volte, se viste insieme, compongono frasi di senso compiuto.
Significa che tornerò a postare con maggiore regolarità anche sul blog.
A questo proposito, mi sono reso conto di non aver ancora ringraziato Nebo, Lowfi e Bapho per i giorni di completo black-out. Grazie. Ma siete stati sin troppo timidi. Io, al posto vostro, mi sarei almeno pisciato sul divano.

Restate in zona che domani si celebra la morte dei siti web dedicati al fumetto.
Sarà una cosa divertente.