30.3.10
Galactic Empire State of Mind
Grazie a Fabrizio Marconi per avermela segnalata.
Non l'avevo mai vista.
Adesso sono un poco più felice.
E' sempre incredibile quanto mi attizzi il costume da Leia Slave.
p.s.
Questo è il testo:
Yeah
No longer Anakin
Formerly a Skywalker
Son's next rebel hero
But I'll be Sith forever
I'm the newest Dark lord And since my training years
I can choke from anywhere
Yeah my force is everywhere Used to run with Obi Wan We were both best buds foreva
But after three movies Now I've got a blood vendetta Grew up on Tatooine
No vegetation Catch me rolling through the cosmos in a moon-like station to Leia's home nation Death Star wrecks it Now princess knows, Vader ain't one to mess with
Flying through the trenches
Blasting rebel noobies
What happened to the fat one
Think he died of heart disease All that's left is this guy
Chasing him in my TIE I won't deny That his force is pretty damn high
Damn i just got wiped out
Falcon shot the back of me
Spinning into outerspace
But I'll be back definitely
[PRINCESS LEIA/ALICIA KEYS]
In Star Wars Empire is out to find Leia Death star plans in R2 Shoot the exhaust port Kenobi may now be see-through But the force is within Luke
Let's hear it for new hope, new hope, new hope
[Vader: You're welcome Obi Wan... I made you a ghost!]
[DARTH VADER/JAY-Z]
Catch me rockin boots and a cape like superman
Hell, I made wearing black more famous than that Jay-Z can
You should know I'd find you, hiding out at Echo
Now I got a Blizzard Force eliminate you quick yo
Welcome to the planet Hoth AT-ATs hit the spot Walking tanks are too legit
But they fall down a lot Check the front, check the back, cant find the Falcon yet
We need them all alive, so no disintegrations Boba Fett 8 million asteroids, where'd your little ship go?
Get me to Cloud City, I got Lando on my payroll
Me I gotta double check if carbonite's ok If freezin's safe for Han
Doing Luke the same way
New deal Lando
Ain't no pardon
Kid blew up my boys
Rest in peace Moff Tarkin
Turns out we are family
Embrace your dark fate
Dad and son together, yo No way the emperor's safe, cause...
[PRINCESS LEIA/ALICIA KEYS] In Star Wars
Now Han Solo's a coffee table
There's nothing Luke can do [Vader: Should've joined me, bro!]
He's on Dagobah
With some dyslexic Jedi dude
Right hand still got sliced through Looks like they struck back, struck back, struck back
[DARTH VADER/JAY-Z]
Lightsabers grinding
Palpatine's smiling
Cause he knew it would come to this The light side is blind with casualties
Who do evil casually, then gradually become worse
Don't fight your destiny
Wasn't a great dad, true
Absent all the while
No happy times behind us, and plus, now I'm killin' you
Keep fencing mister, 'cause now I sense a sister
You don't go bad, maybe I'll enlist her
Now Emperor wants you, only wants me rubbed out You controlled your anger, stayed light side devout Watch out kid, he's got lightning bolts to immolate Uh-uh, hell no, daddy powers activate
End this prune with a badass murder suicide
Bald headed, mask off, heart melted kid you were right Burn all my gear so those Ewoks can't wear it again
Do it, I'll be watching you, a ghost, name of Anakin
[PRINCESS LEIA/ALICIA KEYS] In Star Wars
Destroy new Death Star's generator
Ewoks to the rescue
Blast through to the core
This Regime's gonna be brand new
Galactic Empire's through
The Jedi have returned, returned, returned
Astarte di Fandango.

[RECE] Dragon Trainer
In America è partito col botto e adesso dilaga, in Italia non sta sfondando.Il che è un peccato perché è il miglior film 3D della Dreamworks e merita assolutamente di essere visto.
Del resto, da Sanders e DeBlois (i due autori di Lilo & Stitch, il mio cartone animato americano preferito di ogni tempo), non mi aspettavo di meno.
E comunque sia...

...agli imperatori si taglia la testa. O li si accoltella. O li si impicca.
29.3.10
Le chiacchiere stanno a zero.
Dopo l'orgia e l'illusione di Raiperunanotte, un bel reality check riporta il popolo di internet con i piedi per terra.Cartoomics 2010
Credo che l'errore sia stato a monte, quando, una settimana fa, ho deciso di approfittare delle offerte della FS per la tratta Roma-Milano sui loro Freccia Rossa.
27.3.10
Siamo uomini...

...Jack lo vorrebbe.
Guardiamo in faccia la realtà e, stoicamente, accettiamola.
Non piangiamo. I duri non piangono.
Jack non piange.
Certe volte bisogna accettare i fallimenti, come i successi, con calma, dignità e classe.
MAPORCATROIAIMPESTATALURIDAVACCASIFILITICA!!!
NONVOGLIOPIU'VIVERE!!!
25.3.10
Canemucco Tavola 1

Per chi voleva saperne di più...


Faye Reagan (anche conosciuta come Faye Valentine).







Chiedilo al RRobe (e al Panda, già che ci siete).

Se venerdì 26 marzo (che per la cronaca, è domani) vi doveste trovare davanti al computer.
24.3.10
Non con le querele e nemmeno con le intimidazioni.

NON SI PUO' FERMARE IL SEGNALE.
23.3.10
Essere o non essere, Dylan Dog.

Scrivere un personaggio a fumetti creato da qualcun altro è difficile.
Se poi quel qualcun altro è Tiziano Sclavi e quel personaggio è Dylan Dog, l’impresa è ancora più complicata.
Perché Dylan, pur appartenendo alla tradizione dei personaggi Bonelli e condividendone molti dei tratti caratteristici, è probabilmente il più autoriale dei personaggi popolari. O il più popolare dei personaggi d’autore, decidete voi.
Costruito da Sclavi secondo i dettami avventurosi della casa editrice, fortemente codificato nei suoi atteggiamenti topici, al pari di un James Bond o di un Indiana Jones, Dylan è solo apparentemente un personaggio seriale. Sclavi infonde in lui tutta la sua sensibilità, le sue paure, le sue passioni e le sue ossessioni. Ma per quanto questa operazione sia degna di nota, non è poi tanto differente da quanto fatto prima da Guido Nolitta con Mister No, da Berardi con Ken Parker e da Alfredo Castelli con Martin Mystère. Quello con cui Sclavi segna davvero il punto di svolta nel suo approccio, rendendolo eversivo nei confronti della tradizione Bonelli, è nelle storie, pensate e costruite in maniera da poter essere interpretate e risolte dal solo Dylan Dog, in maniera quasi sempre lontanissima da quel sentiero avventuroso che un personaggio Bonelli dovrebbe seguire, inoltrandosi piuttosto nel reame del sogno, del non-sense e del surreale. Le storie di Dylan non si prestano pedissequamente a nessuna regola della narrativa di genere. Anzi, il genere lo sovvertono, lo contaminano, lo deformano, arrivando fino a negarlo platealmente, seguendo una logica che è propria solo del suo creatore, un free jazz la cui esecuzione si può solo applaudire, mai replicare.
Stesso percorso segue il linguaggio con cui queste storie sono raccontate, sempre lontano dalle logiche di una coerenza dogmatica (propria, per esempio, del Ken Parker di Berardi), Sclavi piega la grammatica del fumetto alle sue esigenze, contraendo o dilatando il ritmo dell’avventura Bonelli, utilizzando ogni suo strumento a sua disposizione per veicolare l’emozione prima del fatto, l’atmosfera prima del contenuto, non esitando nemmeno a barare platealmente con il lettore (al pari di un Dario Argento in grande spolvero) pur di raggiungere il risultato voluto.
E alle prese con tutto questo, ci siamo noi.
Affittuari di un personaggio facile da interpretare ma difficile da mettere in scena.
Perennemente inadeguati agli occhi dei lettori appassionati.
Sempre messi a confronto con un creatore che ci guarda da lontano, certe volte con indifferenza, certe volte con bonaria simpatia e qualche volta, ammettiamolo, con disappunto.
Comici, spaventati, guerrieri, alla ricerca di una propria voce personale da accordare al personaggio più personale di tutti, il meno intercambiale degli eroi Bonelli, l’Amleto del fumetto italiano.
Essere o non essere, Dylan Dog.
Questo è il problema che qualsiasi sceneggiatore si pone quando si trova alle prese con l’indagatore dell’Incubo.
Perché si possono scrivere delle dignitosissime storie di Dylan Dog esercitando un disincantato distacco dalla sua poetica, limitandosi a perpetrare i codici stabiliti, facendogli affrontare incubi garbati, scaldandogli il letto con la bella ragazza di turno e mettendogli in bocca il giusto numero di “Giuda Ballerino”, ma se si vogliono scrivere buone storie di Dylan Dog, di quelle che vale la pena ricordare, allora bisogna credere in lui.
Credere alle sue passioni e alle sue idiosincrasie, credere nei suoi ideali, alle sue lacrime, alle sue malinconie, credere alla sua eterna adolescenza, alla sua intollerabile mancanza di cinismo, alla sua purezza, alla sua fragilità, credere nell’amore e nell’orrore.
Credere. Fino in fondo. Senza alcun compromesso. Per tutto il tempo che ci vorrà per scrivere una sua storia.
Perché Dylan Dog è uno dei pochi personaggi che se ne frega del fatto che tu sia un solido professionista, se ne frega del tuo curriculum e di tutto il tuo mestiere. Se ne frega persino del tuo talento. Se nello scrivere di lui non ci metti il cuore e lo stomaco, lui ti smaschererà. E i suoi lettori (che sono e rimarranno i suoi lettori, mai tuoi) lo vedranno. E ti odieranno.
Rischiare rifiuti, correzioni, grattacapi. Esporre se stessi, la propria vita, le proprie debolezze.
Ne vale la pena?
La maggior parte delle volte, sì.
Perché per quanto possa essere difficile, frustrante e a volte doloroso, Dylan ti ripaga con la stessa moneta che pretende: emozioni reali.
E in giro non c’è nessuno più generoso di lui.
Ultime da Napoli
19.3.10
L'Audace Bonelli

L’Audace Bonelli
L’avventura del fumetto italiano
PAN | Palazzo delle Arti Napoli
19 marzo – 9 maggio 2010
a cura di Napoli COMICON
Dal 19 marzo al 9 maggio 2010 il PAN | Palazzo delle Arti Napoli ospita una grande mostra dedicata alla più prestigiosa casa editrice di fumetti made in Italy, la gloriosa Sergio Bonelli.
La mostra, promossa dall’Assessorato alle Politiche Giovanili, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e il PAN, a cura di Napoli COMICON e Sergio Bonelli Editore, è inserita nel progetto VisioNa 2010, e s’intitola L’Audace Bonelli. L’avventura del fumetto italiano. Il percorso espositivo si articola in tante tavole originali dei maggiori artisti che hanno lavorato e lavorano per la Bonelli, in una collettiva che prevede opere di decine di disegnatori, attraverso alcune sezioni tematiche, incentrate in particolare sulla Storia e i Primordi della Casa editrice, sui Grandi Personaggi, sui Progetti attuali e le Prospettive future, e infine sulla nutrita "scuola campana".
Questi sono anni di ferventi celebrazioni per il mondo del Fumetto, nel mondo e in Italia. E il fumetto italiano ha spesso un cognome ricorrente, Bonelli. Gianluigi, in primis, di cui da poco (2008) si è celebrato il centesimo anniversario della nascita e di cui in questo 2010 si celebrano i 70 anni dall’acquisto delle edizioni Audace, che si trasformarono nell’attuale casa editrice più importante d’Italia, sotto la guida, nel dopoguerra, della moglie Tea, e poi del figlio Sergio, il cui nome significa da più di trent’anni garanzia di pubblicazioni popolari di qualità e successo.
Negli anni, Napoli COMICON ha sempre collaborato con la storica Casa milanese, per mostre, ospiti ed eventi. Era giunto, però, il momento di omaggiare la Sergio Bonelli Editore con una grande esposizione a 360 gradi che possa fare il punto su un fenomeno editoriale unico nel mondo della Nona Arte mondiale.
Si dà largo spazio ad alcuni dei personaggi e delle saghe più note tra gli appassionati, e non solo, della Letteratura Disegnata, che hanno attraversato decenni di storia italiana, mantenendo inalterata la qualità: innanzitutto Tex, naturalmente, e Dylan Dog, oltre a Zagor, Martin Mystère, Magico Vento, Napoleone, Julia, Dampyr, Brendon, Nathan Never,Mister No, Comandante Mark, Piccolo Ranger, fino ai recenti Brad Barron, Volto Nascosto, Caravan e Greystorm.
È fondamentale rimarcare la peculiarietà tutta italiana dell’ormai paradigmatico albo popolare bonelliano, un caso che non ha raffronti al mondo e che vede serie “aperte”, con cadenza quasi sempre mensile, affidate a valenti sceneggiatori, e a un’enorme fucina di talenti e a molte affermate matite, nella maggior parte di autori italiani. Gli albi sono rigorosamente in bianco e nero, tranne alcuni numeri dichiaratamente “speciali”. Una vera industria del fumetto, insomma, che ha anche il paradosso di essere gestita in maniera “familiare”, mantenendo un’umanità e un’umiltà che si ritrova, ad esempio, nello scarso sfruttamento commerciale del proprio prodotto, per volontà di Sergio Bonelli in persona e dei suoi fidati collaboratori.
Particolarmente curato è l’apparato informativo della mostra, sia nel ripercorrere l'aspetto storico, che per la descrizione bio-bibliografica. Larga parte sarà poi dedicata agli albi e alle pubblicazioni, italiane ed estere, con un intenso lavoro di ricerca tra storici e collezionisti. Il tutto incastonato in una evocativa cornice scenografica, che colpisca lo spettatore anche con apparati multimediali e contenuti interattivi, con l’ausilio di computer e filmati, materiali già esistenti e prodotti per l’occasione.
La presenza di molti dei disegnatori e dei protagonisti, a partire dallo stesso Sergio Bonelli, catalizzerà l’attenzione nei due mesi della mostra, con incontri, dibattiti, pubblicazioni e sedute di autografi programmate in un calendario di eventi che tengano vivo l’interesse per l’esposizione.
La mostra sarà ad ingresso gratuito e rispetterà i seguenti orari:
da lunedi a sabato ore 9.30-19.30
domenica e festivi ore 9.30-14.30
chiuso il martedì
PAN | Palazzo delle Arti Napoli, via dei Mille 60 - 80121 Napoli
Per INFO: Tel: +39 0814238127
Napoli COMICON e SERGIO BONELLI EDITORE
presentano
FENOMENOLOGIA DI BONELLI
PAN | Palazzo delle Arti Napoli
via dei Mille 60 - terzo piano
venerdì 19 marzo ore 15:00-19:00
15:00
Introduce
Claudio Curcio, direttore generale Napoli COMICON
15:30-18:15
Relazioni di:
Alberto Abruzzese, Luca Boschi, Sergio Brancato, Moreno Burattini, Franco Busatta, Matteo Stefanelli
18:15-19:00
Tavola rotonda con Sergio Bonelli, Alberto Abruzzese, Sergio Brancato, Graziano Frediani, Gino Frezza
Interverranno:
Giancarlo Berardi, Gianni Bono, Alfredo Castelli, Roberto Recchioni
Io ci sono.
E QUI trovate tutte le informazioni per vedere il convegno in diretta in streaming.
18.3.10
[RECE] God of War III

In teoria non ci sarebbe niente da dire.
Tutti i siti professionistici dicono che è un capolavoro.
Tutti quelli che da ieri lo stanno giocando, dicono che è un capolavoro.
E sì, lo dico pure io: è un capolavoro.
Quindi, se non siete in cerca di sofismi, fermate qui la lettura e andatevelo a comprare, punto.
Se invece vogliamo andare a cercare il pelo nell'uovo... ecco una breve lista di cosette che non mi hanno convinto nella magnificenza complessiva dell'ultima fatica degli studi Santa Monica.
- è sempre, sempre, la stessa minestra.
Per carità, è la miglior minestra sulla piazza (basti vedere quella cagata di Dante's Inferno per capire quanto God of War 3 sia perfetto nelle sue meccaniche), però è irritante continuare a rivedere le stesse idee proposte solo in una versione più grossa, più figa, più spettacolare. A stringere, quello che si faceva nei primi due capitoli, si fa anche qui. E basta.
16.3.10
15.3.10
14.3.10
Predatori.
Strano a dirsi ma non mi convince tanto.
Detto questo... qualcuno mi spiega che è successo a Adrien Brody? Sembrava uno che voleva fare i film seri, dopo King Kong la sua carriera era lanciata, poi ha fatto (e prodotto) quella cagata di Giallo di Argento e adesso finisce a fare il mercenario su un dubbio sequel di Predator...
12.3.10
WILLISSCHWARZENEGGER!
Hanno fatto i primi screentest.11.3.10
Orvieto Horror Fantasy Awards...

Su quello che sta succedendo intorno al concorso letterario della manifestazione volevo farci un pezzo io.
Da domani a Terni...

La manifestazione inizia il 13 ma a me mi ci trovate da domani, alle ore 17, alla BCT (Biblioteca Comunale di Terni) per un incontro su Dylan Dog e Mater Morbi.









