30.3.10

Galactic Empire State of Mind


Grazie a Fabrizio Marconi per avermela segnalata.
Non l'avevo mai vista.
Adesso sono un poco più felice.

E' sempre incredibile quanto mi attizzi il costume da Leia Slave.

p.s.
Questo è il testo:

Yeah
No longer Anakin
Formerly a Skywalker
Son's next rebel hero
But I'll be Sith forever
I'm the newest Dark lord And since my training years
I can choke from anywhere
Yeah my force is everywhere Used to run with Obi Wan We were both best buds foreva
But after three movies Now I've got a blood vendetta Grew up on Tatooine
No vegetation Catch me rolling through the cosmos in a moon-like station to Leia's home nation Death Star wrecks it Now princess knows, Vader ain't one to mess with
Flying through the trenches
Blasting rebel noobies
What happened to the fat one
Think he died of heart disease All that's left is this guy
Chasing him in my TIE I won't deny That his force is pretty damn high
Damn i just got wiped out
Falcon shot the back of me
Spinning into outerspace
But I'll be back definitely

[PRINCESS LEIA/ALICIA KEYS]
In Star Wars Empire is out to find Leia Death star plans in R2 Shoot the exhaust port Kenobi may now be see-through But the force is within Luke
Let's hear it for new hope, new hope, new hope
[Vader: You're welcome Obi Wan... I made you a ghost!]

[DARTH VADER/JAY-Z]
Catch me rockin boots and a cape like superman
Hell, I made wearing black more famous than that Jay-Z can
You should know I'd find you, hiding out at Echo
Now I got a Blizzard Force eliminate you quick yo
Welcome to the planet Hoth AT-ATs hit the spot Walking tanks are too legit
But they fall down a lot Check the front, check the back, cant find the Falcon yet
We need them all alive, so no disintegrations Boba Fett 8 million asteroids, where'd your little ship go?
Get me to Cloud City, I got Lando on my payroll
Me I gotta double check if carbonite's ok If freezin's safe for Han
Doing Luke the same way
New deal Lando
Ain't no pardon
Kid blew up my boys
Rest in peace Moff Tarkin
Turns out we are family
Embrace your dark fate
Dad and son together, yo No way the emperor's safe, cause...

[PRINCESS LEIA/ALICIA KEYS] In Star Wars
Now Han Solo's a coffee table
There's nothing Luke can do [Vader: Should've joined me, bro!]
He's on Dagobah
With some dyslexic Jedi dude
Right hand still got sliced through Looks like they struck back, struck back, struck back

[DARTH VADER/JAY-Z]
Lightsabers grinding
Palpatine's smiling
Cause he knew it would come to this The light side is blind with casualties
Who do evil casually, then gradually become worse
Don't fight your destiny
Wasn't a great dad, true
Absent all the while
No happy times behind us, and plus, now I'm killin' you
Keep fencing mister, 'cause now I sense a sister
You don't go bad, maybe I'll enlist her
Now Emperor wants you, only wants me rubbed out You controlled your anger, stayed light side devout Watch out kid, he's got lightning bolts to immolate Uh-uh, hell no, daddy powers activate
End this prune with a badass murder suicide
Bald headed, mask off, heart melted kid you were right Burn all my gear so those Ewoks can't wear it again
Do it, I'll be watching you, a ghost, name of Anakin

[PRINCESS LEIA/ALICIA KEYS] In Star Wars
Destroy new Death Star's generator
Ewoks to the rescue
Blast through to the core
This Regime's gonna be brand new
Galactic Empire's through
The Jedi have returned, returned, returned

Astarte di Fandango.


Qualche tempo fa, su Comicus, si è molto discusso di questa edizione.
Adesso ne parla anche Daniele Barbieri.
Non ho ancora visto il volume ma se le cose stanno come dice lui, non c'è da stare allegri.
Personalmente, un Astarte impaginato come 300 e del tutto sconvolto rispetto alla concezione originale della tavola da parte dell'autore, non sono interessato a vederlo.
Sinceramente, non riesco nemmeno a capire come la Comandini possa aver supervisionato e approvato il tutto (cioè, sì, lo capisco, ma vorrei non capirlo).

[RECE] Dragon Trainer

In America è partito col botto e adesso dilaga, in Italia non sta sfondando.
Il che è un peccato perché è il miglior film 3D della Dreamworks e merita assolutamente di essere visto.
Del resto, da Sanders e DeBlois (i due autori di Lilo & Stitch, il mio cartone animato americano preferito di ogni tempo), non mi aspettavo di meno.
Ottima sceneggiatura, bella caratterizzazione dei personaggi (sia visiva che psicologica), regia fantastica, colonna sonora da urlo. Fa ridere e emoziona.
Come al solito la Disney si segnala per la sua incapacità di trattenere i suoi talenti migliori.

Sul serio: fidatevi e andatelo a vedere.


E comunque sia...


...agli imperatori si taglia la testa. O li si accoltella. O li si impicca.
Non li si manda a casa con un voto.

29.3.10

Le chiacchiere stanno a zero.

Dopo l'orgia e l'illusione di Raiperunanotte, un bel reality check riporta il popolo di internet con i piedi per terra.

Forse, tra dieci, venti anni, quando la generazione nata e cresciuta con la rete prenderà il posto di quella svezzata dal tubo catodico, le cose cambieranno.
Forse. A patto che non riescano a farla stare zitta, la rete.

Comunque sia, per ora, l'Italia è questa.
E se non sono bastati i casi di Noemi, di Bertolaso, delle escort, della sentenza Mills, di Marazzo, della Englaro, della della sentenza Mondadori, della sentenza Mediaset, di Minzolini e di tutta la Rai... se non sono bastati i vergognosi attacchi alla magistratura, al Capo dello Stato, alla costituzione... se non è bastata la disapprovazione di una parte delle forze cattoliche, se non è bastato il casino con le liste e la pagliacciata della promessa della cura per il cancro entro tre anni... allora è giusto così.
Pochi cazzi, bisogna ammetterlo e basta: è giusto così.
Il governo è espressione di un popolo. Non il contrario.
Inutile starsi a lamentare.

OMFG

Non è nemmeno un teaser.
E' una robetta alla buona per far capire ai produttori come sarà il film.
Sono in fibrillazione.

Se ne volete sapere di più, andate QUI.

Cartoomics 2010


Credo che l'errore sia stato a monte, quando, una settimana fa, ho deciso di approfittare delle offerte della FS per la tratta Roma-Milano sui loro Freccia Rossa.
Il fatto è che mi fa rodere pagare 98 euro per un viaggio che mi garantiscono di tre ore e che, invece, di tre ore non lo è mai. Quindi mi sono detto: visto che c'è la possibilità di pagarlo la metà, perché non approfittarne?
Scartabellando nel sito delle ferrovie dello stato riesco a trovare un biglietto per un treno che parte alle sette da Roma Termini e arriva alle dieci in Milano Centrale.
Sveglia stimata per essere in tempo utile in stazione: le sei del mattino.
E io che pensavo che, dopo la fine del mio liceo, le sei del mattino avessero smesso di produrle.

Ovviamente, il giorno della partenza mi sveglio tardi.
Ovviamente, non ho fatto la borsa la sera precedente.
Ovviamente, esco di casa trafelato, certo di essermi scordato qualcosa di importante.
Nello specifico, a metà della corsa verso la stazione, mi rendo conto di aver lasciato a casa la cinta dei pantaloni. Me ne accorgo perché ogni venti metri sono costretto a tirarmeli su e questo mi rallenta.
Ma quanto bisogna essere coglioni e distratti per scordarsi la cinta dei pantaloni?

Caracollo dentro al Freccia Rossa all'ultimo minuto e crollo nel mio posto.
Cinque secondi dopo sto dormendo il sonno del giusto.
Arrivo a Milano e, uscendo dalla stazione mi rendo conto che:
A) Piove
B) Fa un freddo porco
C) Nello zaino ho solo t-shirt perché qualcuno mi ha erroneamente informato che a Milano c'è bel tempo, proprio come a Roma.

Decido di fare un salto in centro, entrare da Zara o da H&M per comprare un qualche cazzo di maglioncino qualsiasi. E una cinta.
Ignoro la gialla che in Duomo mi ci avrebbe portato in cinque minuti (i duri fanno almeno un cambio della metro, qualsiasi altra soluzione è da gay), prendo la verde, scambio sulla rossa e sono a destinazione.
Comincio a salire le scale per uscire dalla metro e vengo sorpreso da una cacofonia di suoni che mi esplode nelle orecchie.
Ma che cazzo è?
E perché nessun altro sembra badarci?
Abbasso lo sguardo e mi rendo conto che gli scalini della scala sono dipinti di bianco e di nero, come i tasti di un pianoforte.
Una scala sonora, tipo il tappeto di Big.
Potrebbe essere pure un'idea carina se non fosse che su quella scala ci salgono e scendono mille persone.
Il risultato sono le prove sonore del concerto dell'Apocalisse.
L'idiozia della cosa mi lascia tanto sorpreso che mentre esco dalla metro metto un piede in fallo e cado.
Cado come è caduto Simon LeBon a Sanremo.
Cado come è caduto l'impero romano davanti ai barbari.
Cado come cade un uomo che cerca di proteggere il suo computer portatile dall'impatto.
In poche parole: cado male.

E così sono a terra, in mezzo a piazza del Duomo, sotto quella pioggierella fina e fitta di Milano, con un ginocchio sbucciato e un polso che sta già cominciando a gonfiarsi.
Mi chiedo se le cose possano diventare ancora più ridicole quando ecco che una vocetta stentata, sopra di me, mi chiede:
"Si è fatto male? L'Aiuto?"
Dall'abisso di umiliazione in cui mi trovo, racimolo la forza per alzare lo sguardo.
Davanti a me, a troneggiare sopra di me per essere più precisi, c'è la versione live action di Eritreo Cazzulati.
In poche parole: un vecchietto tremolante che si sta offrendo di aiutarmi a rialzarmi.
Sorrido, arrogante della mia gioventù, e mentre mi rimetto faticosamente in piedi, minimizzo:
"No, non si preoccupi... è stata una caduta da niente... lo faccio così, per divertire..."
Il vecchietto, impietoso:
"Sì ma stia attento, eh? Che è un attimo rompersi l'anca o il femore..."

Imbocco via Torino invocando Satana e mi fiondo dentro a Zara.
Ci metto un attimo a capire che la collezione invernale è stata smobilitata e che il negozio è pieno di primavera-estate.
Peccato che fuori piova, porca troia.
Il ginocchio mi fa male, sono in ritardo e non ho un cazzo di voglia di fare shopping.
Compro la prima maglia a maniche lunghe che trovo, un maglioncino di filo bianco, con il collo a "V", degno di un video degli Wham.
No, siamo onesti: combinato con i miei Ray-Ban Wayfarer è una roba alla Massimo Ciavarro su Sapore di Mare 2: un anno dopo.
Lo indosso al volo e vado.

Sopra Milano continua a piovere ma io canticchio Sognando California dei Dik-Dik e, per un momento, mi sento sereno.
Solo un'ora dopo mi rendo conto di non aver comprato la cinta.

E questo, grossomodo, è tutto quello che ho da dire riguardo a Cartoomics, la manifestazione fumettistica milanese. Se siete di quelli che si divertono a praticare l'antica arte delle dietrologia, traetene le vostre conclusioni.

Di cani, di whisky, di corvi e di altri problemi.

I Veri Mostri (titolo di lavorazione)
Di Recchioni-Caluri
Una storia a cui tengo parecchio.

27.3.10

Siamo uomini...


...Jack lo vorrebbe.
Guardiamo in faccia la realtà e, stoicamente, accettiamola.
Non piangiamo. I duri non piangono.
Jack non piange.
Certe volte bisogna accettare i fallimenti, come i successi, con calma, dignità e classe.

MAPORCATROIAIMPESTATALURIDAVACCASIFILITICA!!!
NONVOGLIOPIU'VIVERE!!!

25.3.10

Canemucco Tavola 1

Dovrebbe uscire sul secondo numero del CANEMUCCO.

p.s.
Sì, Marco. Ti sto per mandare le tavole. Sto finendo di pulirle e sistemarle.
Te le mando tra un'oretta.
Le prime 5, eh?
Le altre 3 la settimana prossima.
C'ho avuto casini.
Sono uomo di sfaccettatura, capiscimi.

Buon viaggio, Robert.

1930-2010
Sei sempre stato un figo.

Per chi voleva saperne di più...


Faye Reagan (anche conosciuta come Faye Valentine).
Non fa anal (per ora) ma, per tutto il resto, è piuttosto scatenata.
E' una modella della American Apparel e fa un sacco di facce buffe.


A vederla così non sembra nulla di speciale ma, vista in azione, è subito chiaro perché quest'anno è stata una delle nuove arrivate più apprezzate.



Per un breve periodo non faceva anal. Poi ha iniziato e lo ha fatto con un trasporto notevole, vincendo ogni premio possibile del settore. Secondo molti, questa ragazza ha dietro di lei il futuro del porno americano.


Reginetta anale ma poco più che un'operaia del porno.
Somiglia da morire a Michelle Trachtenberg (Dawn, la sorellina di Buffy) e per un nerd basta e avanza. Peccato per i brutti denti.


Anche qui, prima niente anal, adesso sì. E carriera in ascesa.
Ha perso qualche etto ma rimane il culone migliore del porno made in USA.

Poi ci sarebbe Stoya, che è davvero bellissima ma mi annoia solo pensarci.

p.s.
nei limiti del possibile, ho cercato di mettere foto che non vi creino troppi fastidi in ufficio, ovviamente, nessun link è office save.


Chiedilo al RRobe (e al Panda, già che ci siete).


Se venerdì 26 marzo (che per la cronaca, è domani) vi doveste trovare davanti al computer.
Se, proprio quel giorno, il vostro sito porno preferito fosse momentaneamente down.
Se vi pungesse una curiosità che proprio dovete soddisfare.
Se, insomma, non aveste veramente un modo migliore di impiegare il tempo...

Potete fare un salto su Yahoo! Answers e fare due chiacchiere con il sottoscritto e quel bel tomo di Giacomo Bevilacqua.
Rispondiamo a qualsiasi tipo di domanda, specie a quelle intime.
Per saperne di più, cliccate QUI.

p.s.
per rispondere subito alla prima domanda: la tipa nella foto è Tori Black, volto nuovo del porno americano e, insieme a Faye Reagan, a Kristina Rose e a Missy Stone, mia nuova porno eroina.

24.3.10

Non con le querele e nemmeno con le intimidazioni.


NON SI PUO' FERMARE IL SEGNALE.
Presto o tardi, o internet seppellirà gente come questa, o sarà gente come questa a seppellire internet.
Nel frattempo, lottiamo dalla parte giusta.

p.s.
è ovvio che rispetto a quello che succede in Italia, ai massimi livelli, tutta questa storia è un niente. Ma è un niente che è l'esatto riflesso di tutto quello che succede in Italia, ai massimi livelli.

23.3.10

Essere o non essere, Dylan Dog.

Tratto dal volume: l'Audace Bonelli -l'avventura del fumetto italiano-

Scrivere un personaggio a fumetti creato da qualcun altro è difficile.

Se poi quel qualcun altro è Tiziano Sclavi e quel personaggio è Dylan Dog, l’impresa è ancora più complicata.

Perché Dylan, pur appartenendo alla tradizione dei personaggi Bonelli e condividendone molti dei tratti caratteristici, è probabilmente il più autoriale dei personaggi popolari. O il più popolare dei personaggi d’autore, decidete voi.

Costruito da Sclavi secondo i dettami avventurosi della casa editrice, fortemente codificato nei suoi atteggiamenti topici, al pari di un James Bond o di un Indiana Jones, Dylan è solo apparentemente un personaggio seriale. Sclavi infonde in lui tutta la sua sensibilità, le sue paure, le sue passioni e le sue ossessioni. Ma per quanto questa operazione sia degna di nota, non è poi tanto differente da quanto fatto prima da Guido Nolitta con Mister No, da Berardi con Ken Parker e da Alfredo Castelli con Martin Mystère. Quello con cui Sclavi segna davvero il punto di svolta nel suo approccio, rendendolo eversivo nei confronti della tradizione Bonelli, è nelle storie, pensate e costruite in maniera da poter essere interpretate e risolte dal solo Dylan Dog, in maniera quasi sempre lontanissima da quel sentiero avventuroso che un personaggio Bonelli dovrebbe seguire, inoltrandosi piuttosto nel reame del sogno, del non-sense e del surreale. Le storie di Dylan non si prestano pedissequamente a nessuna regola della narrativa di genere. Anzi, il genere lo sovvertono, lo contaminano, lo deformano, arrivando fino a negarlo platealmente, seguendo una logica che è propria solo del suo creatore, un free jazz la cui esecuzione si può solo applaudire, mai replicare.

Stesso percorso segue il linguaggio con cui queste storie sono raccontate, sempre lontano dalle logiche di una coerenza dogmatica (propria, per esempio, del Ken Parker di Berardi), Sclavi piega la grammatica del fumetto alle sue esigenze, contraendo o dilatando il ritmo dell’avventura Bonelli, utilizzando ogni suo strumento a sua disposizione per veicolare l’emozione prima del fatto, l’atmosfera prima del contenuto, non esitando nemmeno a barare platealmente con il lettore (al pari di un Dario Argento in grande spolvero) pur di raggiungere il risultato voluto.


E alle prese con tutto questo, ci siamo noi.

Affittuari di un personaggio facile da interpretare ma difficile da mettere in scena.
Perennemente inadeguati agli occhi dei lettori appassionati.
Sempre messi a confronto con un creatore che ci guarda da lontano, certe volte con indifferenza, certe volte con bonaria simpatia e qualche volta, ammettiamolo, con disappunto.

Comici, spaventati, guerrieri, alla ricerca di una propria voce personale da accordare al personaggio più personale di tutti, il meno intercambiale degli eroi Bonelli, l’Amleto del fumetto italiano.

Essere o non essere, Dylan Dog.

Questo è il problema che qualsiasi sceneggiatore si pone quando si trova alle prese con l’indagatore dell’Incubo.

Perché si possono scrivere delle dignitosissime storie di Dylan Dog esercitando un disincantato distacco dalla sua poetica, limitandosi a perpetrare i codici stabiliti, facendogli affrontare incubi garbati, scaldandogli il letto con la bella ragazza di turno e mettendogli in bocca il giusto numero di “Giuda Ballerino”, ma se si vogliono scrivere buone storie di Dylan Dog, di quelle che vale la pena ricordare, allora bisogna credere in lui.
Credere alle sue passioni e alle sue idiosincrasie, credere nei suoi ideali, alle sue lacrime, alle sue malinconie, credere alla sua eterna adolescenza, alla sua intollerabile mancanza di cinismo, alla sua purezza, alla sua fragilità, credere nell’amore e nell’orrore.

Credere. Fino in fondo. Senza alcun compromesso. Per tutto il tempo che ci vorrà per scrivere una sua storia.
Perché Dylan Dog è uno dei pochi personaggi che se ne frega del fatto che tu sia un solido professionista, se ne frega del tuo curriculum e di tutto il tuo mestiere. Se ne frega persino del tuo talento. Se nello scrivere di lui non ci metti il cuore e lo stomaco, lui ti smaschererà. E i suoi lettori (che sono e rimarranno i suoi lettori, mai tuoi) lo vedranno. E ti odieranno.

Cercare di scrivere bene Dylan Dog è rischiare ed esporsi.

Rischiare rifiuti, correzioni, grattacapi. Esporre se stessi, la propria vita, le proprie debolezze.

Ne vale la pena?

La maggior parte delle volte, sì.

Perché per quanto possa essere difficile, frustrante e a volte doloroso, Dylan ti ripaga con la stessa moneta che pretende: emozioni reali.
E in giro non c’è nessuno più generoso di lui.

Ultime da Napoli


il tempo era splendido. Il convegno è stato interessante (ma davvero, davvero, troppo lungo). Mi sono divertito un sacco con Castelli, Berardi e tutti gli altri. Claudio, Alino, Glauco e tutti quelli del Comicon sono sempre favolosi. Ho conosciuto Ticci, cosa che mi ha abbastanza emozionato. L'Audace Bonelli, la mostra organizzata al PAN di Napoli, è davvero bella e curata, dura un sacco di tempo, fossi in voi un salto ce lo farei (magari in concomitanza con una visita al Comicon). Il catalogo della mostra è eccezionale, sia come veste editoriale, sia come contenuti (che ripercorrono e analizzano la storia e l'importanza del fumetto Bonelli in Italia). Nel catalogo della mostra c'è un mio pezzo. Il pezzo ve lo posto nel prossimo intervento.

19.3.10

L'Audace Bonelli



L’Audace Bonelli

L’avventura del fumetto italiano


PAN | Palazzo delle Arti Napoli

19 marzo – 9 maggio 2010

a cura di Napoli COMICON



Dal 19 marzo al 9 maggio 2010 il PAN | Palazzo delle Arti Napoli ospita una grande mostra dedicata alla più prestigiosa casa editrice di fumetti made in Italy, la gloriosa Sergio Bonelli.

La mostra, promossa dall’Assessorato alle Politiche Giovanili, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e il PAN, a cura di Napoli COMICON e Sergio Bonelli Editore, è inserita nel progetto VisioNa 2010, e s’intitola L’Audace Bonelli. L’avventura del fumetto italiano. Il percorso espositivo si articola in tante tavole originali dei maggiori artisti che hanno lavorato e lavorano per la Bonelli, in una collettiva che prevede opere di decine di disegnatori, attraverso alcune sezioni tematiche, incentrate in particolare sulla Storia e i Primordi della Casa editrice, sui Grandi Personaggi, sui Progetti attuali e le Prospettive future, e infine sulla nutrita "scuola campana".


Questi sono anni di ferventi celebrazioni per il mondo del Fumetto, nel mondo e in Italia. E il fumetto italiano ha spesso un cognome ricorrente, Bonelli. Gianluigi, in primis, di cui da poco (2008) si è celebrato il centesimo anniversario della nascita e di cui in questo 2010 si celebrano i 70 anni dall’acquisto delle edizioni Audace, che si trasformarono nell’attuale casa editrice più importante d’Italia, sotto la guida, nel dopoguerra, della moglie Tea, e poi del figlio Sergio, il cui nome significa da più di trent’anni garanzia di pubblicazioni popolari di qualità e successo.

Negli anni, Napoli COMICON ha sempre collaborato con la storica Casa milanese, per mostre, ospiti ed eventi. Era giunto, però, il momento di omaggiare la Sergio Bonelli Editore con una grande esposizione a 360 gradi che possa fare il punto su un fenomeno editoriale unico nel mondo della Nona Arte mondiale.

Si dà largo spazio ad alcuni dei personaggi e delle saghe più note tra gli appassionati, e non solo, della Letteratura Disegnata, che hanno attraversato decenni di storia italiana, mantenendo inalterata la qualità: innanzitutto Tex, naturalmente, e Dylan Dog, oltre a Zagor, Martin Mystère, Magico Vento, Napoleone, Julia, Dampyr, Brendon, Nathan Never,Mister No, Comandante Mark, Piccolo Ranger, fino ai recenti Brad Barron, Volto Nascosto, Caravan e Greystorm.

È fondamentale rimarcare la peculiarietà tutta italiana dell’ormai paradigmatico albo popolare bonelliano, un caso che non ha raffronti al mondo e che vede serie “aperte”, con cadenza quasi sempre mensile, affidate a valenti sceneggiatori, e a un’enorme fucina di talenti e a molte affermate matite, nella maggior parte di autori italiani. Gli albi sono rigorosamente in bianco e nero, tranne alcuni numeri dichiaratamente “speciali”. Una vera industria del fumetto, insomma, che ha anche il paradosso di essere gestita in maniera “familiare”, mantenendo un’umanità e un’umiltà che si ritrova, ad esempio, nello scarso sfruttamento commerciale del proprio prodotto, per volontà di Sergio Bonelli in persona e dei suoi fidati collaboratori.

Particolarmente curato è l’apparato informativo della mostra, sia nel ripercorrere l'aspetto storico, che per la descrizione bio-bibliografica. Larga parte sarà poi dedicata agli albi e alle pubblicazioni, italiane ed estere, con un intenso lavoro di ricerca tra storici e collezionisti. Il tutto incastonato in una evocativa cornice scenografica, che colpisca lo spettatore anche con apparati multimediali e contenuti interattivi, con l’ausilio di computer e filmati, materiali già esistenti e prodotti per l’occasione.

La presenza di molti dei disegnatori e dei protagonisti, a partire dallo stesso Sergio Bonelli, catalizzerà l’attenzione nei due mesi della mostra, con incontri, dibattiti, pubblicazioni e sedute di autografi programmate in un calendario di eventi che tengano vivo l’interesse per l’esposizione.



La mostra sarà ad ingresso gratuito e rispetterà i seguenti orari:
da lunedi a sabato ore 9.30-19.30
domenica e festivi ore 9.30-14.30

chiuso il martedì

PAN | Palazzo delle Arti Napoli, via dei Mille 60 - 80121 Napoli



Per INFO: Tel: +39 0814238127




Napoli COMICON e SERGIO BONELLI EDITORE

presentano


FENOMENOLOGIA DI BONELLI

PAN | Palazzo delle Arti Napoli

via dei Mille 60 - terzo piano

venerdì 19 marzo ore 15:00-19:00


15:00

Introduce

Claudio Curcio, direttore generale Napoli COMICON


15:30-18:15

Relazioni di:

Alberto Abruzzese, Luca Boschi, Sergio Brancato, Moreno Burattini, Franco Busatta, Matteo Stefanelli


18:15-19:00

Tavola rotonda con Sergio Bonelli, Alberto Abruzzese, Sergio Brancato, Graziano Frediani, Gino Frezza


Interverranno:

Giancarlo Berardi, Gianni Bono, Alfredo Castelli, Roberto Recchioni



Io ci sono.

E QUI trovate tutte le informazioni per vedere il convegno in diretta in streaming.



18.3.10

[RECE] God of War III


In teoria non ci sarebbe niente da dire.
Tutti i siti professionistici dicono che è un capolavoro.
Tutti quelli che da ieri lo stanno giocando, dicono che è un capolavoro.
E sì, lo dico pure io: è un capolavoro.
Quindi, se non siete in cerca di sofismi, fermate qui la lettura e andatevelo a comprare, punto.

Se invece vogliamo andare a cercare il pelo nell'uovo... ecco una breve lista di cosette che non mi hanno convinto nella magnificenza complessiva dell'ultima fatica degli studi Santa Monica.

- è sempre, sempre, la stessa minestra.
Per carità, è la miglior minestra sulla piazza (basti vedere quella cagata di Dante's Inferno per capire quanto God of War 3 sia perfetto nelle sue meccaniche), però è irritante continuare a rivedere le stesse idee proposte solo in una versione più grossa, più figa, più spettacolare. A stringere, quello che si faceva nei primi due capitoli, si fa anche qui. E basta.

- certe cose che non funzionavano benissimo nei primi due capitoli, continuano a non funzionare benissimo nemmeno qui.
Le ali di Icaro, per esempio, e più in generale una certa pigrizia nella risposta ai comandi da parte di Kratos in tutte le azioni non strettamente legate al combattimento. E' assurdo che, in un gioco del genere, il maggior numero di game over si abbia a causa di un salto sbagliato piuttosto che in un combattimento contro qualche boss.

- la grafica, assolutamente magnifica, non è così impressionante e fuori dal mondo come invece lo era nei capitoli per PS2.
I primi due God of War erano semplicemente incredibili e sfruttavano la potenza della vecchia ammiraglia di casa Sony fino al midollo, tanto è vero che, ancora oggi, non sfigurano nei confronti di alcuni giochi della next gen.
Questo terzo capitolo, invece, pur essendo notevole e graziato da una regia davvero spettacolare, non è così assurdamente superiore alla concorrenza come ci si aspettava. Per dire, Uncharted 2 ha una grafica migliore.
Sia chiaro, si sta parlando di livello tecnico. Il livello artistico è sempre fuori scala.

- Effetti sonori un pelo più mosci e anonimi. Specie quelli non legati strettamente al combattimento.

Per il resto: è divertentissimo, è ignorante, è violento oltre ogni immaginazione e Kratos rimane il personaggio più incazzato della storia dei videogiochi.
E per assurdo (visto che il gioco non ne avrebbe nemmeno bisogno), ha anche una storia davvero niente male.

A conti fatti, gli darei un 9.
Non il 10 che si sta beccando in giro.

Abbiamo una data...


...e pure un nuovo poster.

Ok, quello corto lo avete visto tutti...

...ma le versione extended?

16.3.10

Spazio.


Pure se non sembra, anche questo è Dylan Dog.
Vignetta d'apertura della mia nuova storia con Massimo.

15.3.10

14.3.10

Predatori.


Strano a dirsi ma non mi convince tanto.
Detto questo... qualcuno mi spiega che è successo a Adrien Brody? Sembrava uno che voleva fare i film seri, dopo King Kong la sua carriera era lanciata, poi ha fatto (e prodotto) quella cagata di Giallo di Argento e adesso finisce a fare il mercenario su un dubbio sequel di Predator...

12.3.10

WILLISSCHWARZENEGGER!

Hanno fatto i primi screentest.
Quelli che hanno assistito, parlano di un film d'azione molto violento.
Molto più violento dell'ultimo Rambo, per capirsi.
Non pensavo che si potesse essere molto più violenti dell'ultimo Rambo.
La vita è davvero una cosa meravigliosa.

11.3.10

Orvieto Horror Fantasy Awards...


Su quello che sta succedendo intorno al concorso letterario della manifestazione volevo farci un pezzo io.
Poi mi sono detto... mi diranno che me la prendo sempre con gli stessi oscuri intrallazzatori che da anni impestano il settore fumettistico come un cancro e che adesso, cercando di farsi una nuova verginità, si stanno dando anche ad altri ambiti.
Quindi ho aspettate e il pezzo lo ha fatto qualcun altro.
Un sacco di altri.

Leggete QUI, seguite i link e poi fatevi quattro risate.
Sempre gli stessi figuri.
Sempre gli stessi.

Ma ci hanno davvero preso per GrUlli?


Da domani a Terni...


La manifestazione inizia il 13 ma a me mi ci trovate da domani, alle ore 17, alla BCT (Biblioteca Comunale di Terni) per un incontro su Dylan Dog e Mater Morbi.

Per il resto, ci vediamo in fiera.
Per ulteriori informazioni, cliccate QUI.