30.6.10

Le Déjeuner sur l'Herbe e le miserie del nostro settore.

Ultimamente, nella blogosfera fumettistica, non si fa altro che parlare di soldi, di condizioni lavorative e di mercato.
Non sono entrato nel merito di queste chiacchiere per due ragioni:
la prima è perché discussioni del genere sono state fatte e rifatte centinaia di volte e dopo sedici anni di attività professionistica mi sono rotto le palle di leggere e scrivere sempre le stesse robe.
La seconda è che chiunque intervenga in questo genere di discussioni porta sempre e solo la sua esperienza, limitata al suo contesto e nulla di più. Che è come andare a chiedere il senso della vita alla singola tessera di un puzzle. Una tessera di quelle che sono un pezzetto, piccolissimo, di un cielo molto vasto e uniforme.
Una cosa parziale, insomma.

NEL FRATTEMPO...
...mentre i soliti nomi della rete si sono messi a discutere, a polemizzare, a guardarsi l'ombelico, a fare voli pindarici e conti della serva, qualcuno si è tirato fuori dai giochi e ha ha fatto la sua cosa nella casa, riuscendo a trovare, in un sol colpo, il corrispettivo fumettistico dell'uovo di Colombo, del Wii, e della cura del cancro.

Parlo di Pic-Nic.

Che cos'è Pic-Nic?
E' una rivista a fumetti free press, creata dai Super Amici e dall'agenzia di comunicazioni Xister.

Come si presenta Pic-Nic?
Il suo primo numero è composto da tre albi a colori (per un totale di 150 pagine di fumetto), di grande formato e notevole qualità di materiali e stampa, raccolti insieme in un cofanetto in cartoncino dalla grafica accattivante.

Chi ci lavora su Pic-Nic?

Dove lo trovate Pic-Nic?
Se lo volete cartaceo, lo trovate QUI, ma presto la distribuzione di dovrebbe allargare. Se vi basta la versione digitale, QUI.
Tutto gratis, ovviamente.

Come fa a esistere Pic-Nic?
Ecco, questa è la magia.
I Super Amici, invece di andare a bussare alle porte dei soliti editori, si sono affidati a una agenzia di comunicazioni proponendogli il loro progetto, e l'agenzia, trovando valida la loro proposta, si è attivata, procurandogli i soldi necessari per realizzarla.
Come?
Con la pubblicità.
Il primo numero di Pic-Nic è interamente sponsorizzato Fornarina, il prossimo potrebbe contenere inserti pubblicitari di una qualsiasi altra marca o prodotto.
Ogni numero di Pic-Nic uscirà quando l'investimento necessario per produrlo sarà coperto dalla pubblicità.
Cominciate a capire dove sta la vera innovazione?
Facciamo un esempio. Grossomodo, le cose stanno così:

diciamo che per coprire i costi vivi (realizzazione dei fumetti, cura editoriale, costi di stampa e allestimento e distribuzione), un numero di Pic-Nic costi 50.
Diciamo che vogliamo coprire quella cifra ma anche guadagnare, quindi informiamo l'agenzia di comunicazioni che abbiamo bisogno di 150.
L'agenzia si attiva e trova un'azienda grossa, facciamo l'esempio della Fornarina, proponendogli di mettere le sue inserzioni su un oggetto editoriale ad alta tiratura, indirizzato a un pubblico vicino al settore dell'azienda stessa e distribuito gratuitamente. Il prezzo della pubblicità è 300.
Per la Fornarina quel 300 è una cifra irrisoria. Come azienda, ogni anno, spende una cifra di molto superiore per stampare i suoi cataloghi che vengono regalati nei negozi di tutto il mondo, o per pagare il singolo passaggio televisivo di uno spot.
In più, l'oggetto editoriale proposto dai Super Amici ha alcuni vantaggi: a differenza del catalogo e dei volantini, per esempio, la gente tenderà a non gettarlo via ma a collezionarlo e, soprattutto, lo sfoglierà con attenzione perché pieno di contenuti e non di sole pubblicità. Quindi l'azienda, trovando la sua convenienza, sgancia i 300.
A quel punto, non resta che stampare e distribuire il fumetto e aspettare che la gente se lo porti a casa, gratuitamente.

E alla fine, vincono tutti.
Vincono i curatori e gli autori del progetto, che vengono pagati bene e non hanno alcuna pressione derivante dal dover affrontare il mercato visto che il loro prodotto è gratis e non deve vendere per sostenersi.
Vince l'agenzia di comunicazione, che ha la sua stecca sui soldi della pubblicità.
Vince l'azienda inserzionista, che pubblicizza i suoi prodotti all'interno di un contenitore non volubile come le riviste di moda, i cataloghi, gli spot televisivi o la cartellonistica.
Vince il lettore, che si trova per le mani 150 pagine di fumetti di grande qualità, stampate benissimo, gratis.

Come dicevo: l'uovo di Colombo, il Wii e la cura per il cancro, tutto insieme.

Adesso, senza prendere in esame i contenuti di Pic-Nic (che possono piacere o non piacere... a me, piacciono), bisogna riconoscere il merito ai Super Amici di aver ideato e messo in atto una vera e propria rivoluzione produttiva che, se percepita e emulata da altri editori, potrebbe cambiare per sempre il mondo del fumetto.
Pensate allo stesso modello ma applicata dalla Disney.
Topolino, l'ammiraglia settimanale Disney ha molti problemi, i cui due più gravi sono il calo delle vendite e il conseguente calo di inserzionisti pubblicitari.
Immaginate una rivista Disney, composta da materiale di magazzino (quindi già pagato), che venga distribuita gratuitamente nei negozi di giocattoli, nelle librerie, fuori dalle scuole e via dicendo.
Pensate alla semplice ricaduta mediatica che avrebbe una cosa del genere.
Ne parlerebbero tutti gli organi d'informazione: la Disney regala i fumetti!!
Pensate quanto, grazie al marchio Disney, alla gratuità del prodotto e alla risonanza mediatica, una simile rivista diventerebbe appetibile come strumento pubblicitario per qualsiasi azienda. Il mancato guadagno della vendita in edicola verrebbe ripagato dagli inserzionisti e il rischio d'impresa verrebbe azzerato (non essendo più legati alle vendite dirette).
Figo, no?
Peccato che non succederà mai.
In Italia, nel settore del fumetto, non ci sono teste in grado di comprendere una cosa del genere. Non solo non si pensa mai fuori dalla scatola ma la scatola la si butta nel fiume, chiusa in un sacco, con dentro delle pietre.
Giusto per farvi capire quanto è miope il nostro settore, sia dalla parte di chi i fumetti li produce sia da chi li fruisce, provate a cercare Pic-Nic su Google e badate a chi ne ha parlato.
Se non avete voglia di farlo, ve lo dico io: un mucchio di blog e siti non fumettistici e uno o due legati al mondo del fumetto. Triste, non trovate?

Autori, volete fare qualcosa di buono per il fumetto?
Non state a discutere di soldi sul vostro blog.
Promuovete Pic-Nic.

Sono pronto a tutto... ho letto il manuale!

roba mia

Emiliano si è presentato a giocare con due notizie, una buona e una cattiva.
Quella buona era che, dopo mesi e mesi di gioco, si era deciso finalmente a leggere non dico il manuale ma, almeno, le caratteristiche della sua classe (il ranger).
Questa cosa gli ha quindi permesso di sfruttare le sue molteplici, e finora inutilizzate, qualità. Tra le quali la conoscenza dungeon, abilità degna di un geologo, che permette all'avventuriero non solo di capire il tipo di roccia che lo circonda, ma anche a quale profondità si trova e in che ora del giorno.
Inutile dire che il resto del gruppo ha di molto apprezzato questa perizia.
disegno di Federico

La notizia cattiva, invece, è che si era scordato a casa la scheda del suo personaggio, cosa che ha reso il suo mezz'orco piuttosto... vago... nello svolgimento della partita.
sempre Federico

Per il resto, tutto nella norma e il nostro gruppo continua ad avanzare con piglio baldanzoso facendo strage di cultisiti, troll, giganti e mostruosità di vario genere.
E, sì... anche questa volta abbiamo usato il trucco del cavallo in testa al mostro più grosso che abbiamo incontrato. Riccardo, il nostro amabile master, dice che è un bug del gioco ma fino a quando non trova un modo per fermarci, quella resterà la nostra arma segreta.

29.6.10

Spagna-Portogallo: 1 a 0... ahahahahahahahahhahah...

...AHAHAHAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHHAHAHAHHAHAAHAHAHAHHA
AHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAHAHHAHAHAHHAHAHA
AHAHHAHAHAHAHAHHA
AHAHHAHAHAHAHHAHAHAHHA
AHAHAHHAHAHAHHAHAHA
AHAHHAHAHAHAHHAHAHAH
AHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHHAHA
AHHAHAHAHAHHAHAHAHHA
AHAHHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAHA
AHAHHAHAHAHHAHAHA
AHHAHAHAHAHAH
AHHAHAHAHHA

No... vabbè...

HAHAHHAHAHAHAHHA
HAHAHHAHAHAHA
AHHAHAHHAAHHA
AHAHHAHAHAHA...

Paraguay-Giappone: 5 a 3 (ai rigori)... peccato.

Partita brutta e noiosa, trascinatasi per 120 minuti sullo 0 a 0 e risolta ai rigori.
Il Giappone si conferma squadra ordinata e disciplinata, forse anche troppo visto che gli unici guizzi sono venuti dal solito (e bravo) Honda e da qualche incursione in avanti del ben meno dotato Tanaka. Detto questo, il Giappone meritava più del Paraguay (da cui ci si aspettava ben altro gioco) e sarebbe risultato un avversario probabilmente più ostico per la vincente tra Spagna e Portogallo. Che dire? Peccato. Resta da sottolineare che il calcio giapponese continua a crescere.

Due cose:
- qualcuno sa dove è possibile seguire la J-league?
- dove si comprano quei meravigliosi impermeabili dell'Adidas?

28.6.10

Brasile-Cile: 3 a 0... mah.

Oh, dite quello che vi pare... ma per, 'sto Brasile, verrà buttato fuori dalla prima squadra "vera" che si troverà davanti. Poi, sia chiaro, il risultato di oggi non lo ha mica rubato (il Cile era davvero tutto fumo e niente arrosto).

27.6.10

Argentina-Messico: 3 a 1... al cuore, Ramòn.

L'Argentina non aveva bisogno di favori e il Messico non si meritava un torto del genere.
Rosetti e Ayroldi macchiano in maniera indelebile questa gara e il risultato finale.
E' molto probabile che la vittoria sarebbe andata all'Argentina in ogni caso, ma resta il fatto che i migliori in campo sono stati Hernandez, Barrera e Salcido: tre messicani.

Germania-Inghilterra: 4 a 1... non vi bastavano le bombe.

Partita segnata da due clamorosi errori arbitrali ma si doveva fare di più e meglio.
Difesa inguardabile, squadra disposta male, nessun intervento atto a cambiare la situazione da parte di Capello. Inglesi a casa, giustamente.

Detto questo, il Dio del Calcio è un bastardo vendicativo e con la memoria lunga:


M'è rimasto solo il Giappone, porca puttana.

[RECE] Poliziotti Fuori

Vergogna su di voi.
Voi che avete pensato, scritto e realizzato questo film.
Voi che lo avete montato, voi che lo avete distribuito, voi che lo avete promosso.
Kevin Smith, devi morire.

26.6.10

Ma cazzo... Arnie Cunningham, no!

Ieri ho deciso di fare un salto alla festa della Scuola Romana dei Fumetti.
Il dress code imponeva uno stile anni '50. E io mi sono adeguato.
Lo ammetto, per due minuti mi sono bullato.
Mi sembrava di somigliare a qualcuno di figo ma non riuscivo a focalizzare chi.

Poi, mentre avanzavo con il passo del teppista, ho capito...
Keith Gordon, nella sua magnifica interpretazione di Arnie Cunnigham, lo sfigato ragazzino plagiato (e ridicolmente infighettito) da Chirstine, la macchina infernale.
Ma cazzo... non potevo essere Danny Zuko?

25.6.10

No, guardate, lo accetto... è colpa mia...

disegno di Emiliano

Ammettiamolo, la sezione di gioco di ieri non è stata baciata dalla buona sorte.
Le cose sono inziate ad andare male quando Giulio ha pensato bene di parcheggiare la sua ascia bipenne in faccia al mio Stregone Adolescente e Demoniaco, nel tentativo di colpire un grosso ogre con cui stavo combattendo.
Sempre Emy.

E non sono migliorate quando abbiamo fatto quel piccolo errore di valutazione nel cercare di camuffarci come i nostri nemici...
disegno di Federico

O quando, in barba a qualsiasi richiamo al buon senso, siamo tutti saliti su quel carrello da miniera, canticchiando un immortale motivetto...
roba mia

Però non me la sento di prendermela con i miei compagni di sventura.
I pessimi risultati ottenuti sono colpa mia.
Non sono riuscito a motivare sufficientemente il gruppo e non ho saputo prepararlo sul piano psicologico. Mi prendo tutte le responsabilità, giuro. Certo che se avessero fatto come dicevo, non dico che avremmo vinto il mondiale dei dungeon, però...

Dylan Dog 287: i Nuovi Barbari

Ex-Ingorgo.
QUI i link all'anteprima.

24.6.10

Indovinate chi sta tornando?


John Doe torna in edicola a con un albo speciale che anticiperà la nuova serie, in uscita in ottobre.
Cosa conterrà e come sarà composto?
Un volumetto di prestigio di oltre 154 pagine, interamente a COLORI, in cui, attraverso le 77 splendide copertine di Massimo Carnevale, ripercorreremo tutta l'avventura di John Doe fino a questo momento.
Un volume ideale per gli amanti di Carnevale, per gli appassionati di John Doe e per chi vuole conoscere il personaggio.

ASPETTANDO JOHN DOE
In edicola e in libreria specializzata dal 7 settembre.



23.6.10

Nel frattempo, nel vecchio West...

Tavola 2 e 3.
QUI Tavola 1.
Il resto ve lo leggete quando esce (Canemucco numero 5).

Passenger Press

E' da un sacco che avrei dovuto scrivere questo pezzo ma non mi decidevo mai a farlo.
Le ragioni sono molte, non ultimi i miei impicci...

No.

Non è esatto.
I miei impicci non mi impediscono di scrivere due cazzate sugli argomenti più disparati e questo indipendentemente da come mi sento e da quanto sono oberato di lavoro.
Quindi, perché ho rimandato per così tanto tempo questo pezzo sulla Passenger Press?
A conti fatti, la ragione è che i prodotti di questa casa editrice mi mettono in crisi perché, a differenza della gran parte dei fumetti sulla piazza, faccio fatica a comprenderli pienamente perché travalicano la mia esperienza e, ammettiamolo, la mia cultura.

Ma prima di andare avanti, descriviamo il catalogo Passenger.
QUI, QUI e QUI trovate tre preview dei numeri 0, 1 e 2 della loro rivista ammiraglia.
Sono delle preview esplicative?
In parte sì, in parte per niente.
Perché l'unica cosa che ci dicono è che The Passenger è una rivista antologica che presenta fumetti e illustrazioni di artisti giovani, ma pure di nomi grossi internazionali, nell'ambito indipendente più sperimentale.
Tutto qui?
Manco per niente.
Perché questa panoramica non mostra gli aspetti più interessanti della produzione Passenger.
Proviamo con le foto, allora.










Ecco, già andiamo un poco meglio.
Ma, nonostante tutto, non è ancora abbastanza perché nemmeno le foto vi possono far intuire la piena portata del fattore materico delle pubblicazioni Passenger, l'alternarsi di formati diversi, carta diversa, tipi di stampa diversi, tutti all'interno dello stesso contenitore.
In sostanza, in The Passenger, il contenuto detta la forma e la forma, a sua volta, diventa contenuto. Verrebbe da dire che più che una rivista è un oggetto d'arte, ma la definizione mi ripugna e quindi mi limiterò a dirvi che cercare di descriverlo a parole è come fare una foto a una immagine stereoscopica: una roba inadeguata.
Detto in breve, The Passenger è la più intelligente e audace risposta alle domande che oggi ci stiamo ponendo sull'eventuale futuro apocalittico della carta in un mondo digitale (e intorno a questo tema, QUI trovate un gran bel pezzo).

E parliamo di contenuti allora, visto che spaziano dalle opere di pittori incredibili come Nicola Verlato, alle tavole a fumetti di autori mainstream come Ashley Wood, fino a gente dell'ambito underground o overground delle nazionalità più disparate (tutti, grossomodo, bravissimi). E' un insieme caotico e ma pure organico e coerente, che esalta e, al tempo stesso, disorienta, lasciandoci privi di bussola in un universo fatto di colori e bianco e nero, pop e anti-pop, alto e basso, raffinato e brutale. Un universo orgogliosamente indifferente al mercato del fumetto da asporto e proiettato in avanti, in alto ma, sopratutto, fuori.
Non a caso, dietro alle scelte della Passenger Press non c'è solamente quel kamikaze della comunicazione di Christian Marra ma anche quell'altro genio di Evil Monkey che, sul suo blog, da anni porta avanti un discorso culturale che, nella casa editrice di cui è il direttore artistico, ha cominciato a trovare piena espressione.

E torniamo a cercare di spiegare le mie difficoltà nel parlare dei prodotti Passenger.
Il nodo della questione è che molte delle cose che decidono di stampare si collocano aldilà del mio orizzonte degli eventi culturale. In sostanza, non le capisco perché non ho gli strumenti per decodificarle appieno. Questo non significa che non ne sia incuriosito e che non mi stimolino a saperne di più (anzi, tutto il contrario). Ma se fruirle in maniera istintiva non è un problema, analizzarle e poi scriverne, date le condizioni, può esserlo.
Quindi, il mio consiglio è il seguente:
non tenete conto delle mie inadeguate parole ma saggiate con mano.
Cliccate sul seguente LINK e ordinate un prodotto Passenger.
Spendete un mucchio di soldi in cazzate, questa volta fatelo su qualcosa che merita davvero.
Poi fatemi sapere.


p.s.
visto che ritengo la Passenger Press una delle più interessanti realtà editoriali italiane e visto pure che sta venendo criminosamente ignorata dai siti dedicati ai fumetti (il che la dice lunga sulla miopia della nostra critica), nei prossimi giorni tornerò sull'argomento, magari scambiando qualche parola proprio con i responsabili della casa editrice.

22.6.10

Argentina-Grecia: 2 a 0... il calcio è sempre più fantastico.


Messi non è ancora al pieno della forma.
Infatti gioca solo da fenomeno e non da extra-terrestre.
Bastano tre sue giocate per vedere il meglio del mondiale.
E a me non sta manco simpatico.
Che roba, cazzo.

A margine:
Maradona è idolo assoluto. Ma non è una novità.

p.s.
bravo Pastore.

Partenze intelligenti...






Dylan Dog 287, luglio 2010.
INGORGO.
di Recchioni e Brindisi.

Indovinate chi è il bel tomo...

...qui sotto.
No, non è uno degli amici sinceri della Compagnia delle Indie.
E' troppo metrosexual pure per loro.
E no, non è nemmeno il nuovo Fabio.
Gli manca lo spessore.

No, stando a Marcus chediotistrafulmini Nispel, questo è CONAN, nella prima foto ufficiale presa dal set del reboot cinematografico.

Adesso, per capirsi con i più bimbiminchia tra voi, Conan NON è questo:
Arnold Schwarzenegger non somigliava per un cazzo a Conan e infatti i fan di Howard, all'epoca, odiarono la scelta di Milius (e molti di loro detestarono cordialmente anche il film, ritendendolo più un incrocio tra Kull e Apocalypse Now che una pellicola sul loro cimmero preferito).

E Conan, di sicuro, NON è questo:

Nonostante mi pianga il cuore dirlo, NON è nemmeno questo...
E, anche se gli somiglia davvero tanto, non è nemmeno questo...




CONAN E' QUESTO.

E NON C'E' NIENTE ALTRO DA AGGIUNGERE.
Trovate un attore uguale o lasciate perdere.


20.6.10

Follow the Mad


Ieri sono andato alla festa della musica di Lanuvio, che è una manifestazione di paese divertente e senza troppe pretese. In sostanza, tante band diverse si mettono a suonare in ogni angolo, vicolo e piazza del paese, tutte insieme, per tutta la giornata.
Sembra un casino ma in realtà le cose sono abbastanza ben organizzate e facendo due passi, tra un panino alla porchetta e un bicchiere di vino, si ha l'occasione di sentire suonare davvero tanta gente diversa. Di gente bravina ce n'era ma, per me, i due soli momenti di vero interesse sono stati forniti da una band composta di ragazzini di 14-15 anni, totalmente negati ma infervorati dal sacro spirito del Rock e dai Follow the Mad che, strano a dirsi visto che non esattamente la passione per le band italiane, mi hanno davvero colpito.
Bravi a suonare, tanta presenza scenica, ottimi testi (un paio davvero folgoranti) e composizioni non malvagie (anzi, in qualche caso proprio buone).
Se volete provare a dargli una possibilità, QUI trovate tutto.
Poi, se vi piacciano, i social network vi offrono i soliti modi per saperne di più (Facebook, Myspace, sito ufficiale e via dicendo).

18.6.10

Tagliare le dita a un cattivo e fargliele mangiare non è una cosa malvagia... non lo è, giusto?


Dopo un paio di settimane di stop, siamo tornati a giocare.
La nostra compagine ha subito le defezioni di Giacomo e, soprattutto, Werther.
Dico "soprattutto" perché, a differenza di Giacomo che è entrato dopo, Werther aveva cominciato a giocare questa campagna sin dall'inizio, partecipando attivamente all'avventura.
Tanto è vero che il suo personaggio, essendo il più affidabile di noi cazzoni, era il tesoriere e quello a cui venivano affidate tutte le cose importanti trovate lungo il cammino.
Inutile dire che il suo abbandono ha creato qualche problemino.
disegno del RRobe

Detto questo, l'avventura di ieri sera ha preso una piega... strana.
Sostanzialmente, tutto è ruotato intorno al problema di come gestire uno spacciatore di droga, il suo prodotto e i suoi clienti.
Tra torture degne di Jack Bauer e idee deliranti di varia natura, abbiamo dato vita a un dramma etico, morale e psicologico, tutto ambientato in una stanza.
Sembrava il Signore degli Anelli scritto da Samuel Beckett.
Alla fine la situazione si è risolta, più o meno, da sola.
...
Vabene: immaginavo che quell'acqua che avevo preso da quel pozzo in quel tempio maledetto non fosse esattamente salubre ma, lo giuro sulla testa del mio coboldo personale, non immaginavo che avrebbe ucciso lo spacciatore. Volevo solo sapere che effetto faceva e mi sembrava una buona idea testarla su di lui!

disegno di Federico.

Per il resto, il nostro gruppo ha deciso di infiltrarsi tra gli abitanti di un villaggio, con l'intenzione di mantenere un basso profilo e fomentare i villici contro un vicino tempio di malvagi cultisi.
Diciamo che dare fuoco a un granaio, organizzare un torneo di cazzotti e piazzare un cadavere al centro della piazza, non è stato proprio un modo discreto di raggiungere il nostro obiettivo.
Ma comunque ha funzionato.
E, a fine partita, ci siamo messi alla testa di un piccolo esercito di contadini armati di torce e forconi, al grido di "AMMAZZA IL CULTISTA!".
Cosa che, bisogna dirlo, ho sempre desiderato fare.
sempre Federico.