30.7.10

Dylan Dog 287: contenuti speciali


- Una delle molle di questa storia nasce dalla mia passione per le storie stagionali di Topolino, quelle che quando nel mondo reale era natale, era natale pure a Topolinia, e quando nel mondo reale era estate, sul settimanale del ratto c'era la storia con Paperino che partiva per il mare. Tanto è vero che questo albo, pur essendo pronto da molto tempo (da prima di Mater Morbi, per intendersi), tanto io quanto la redazione abbiamo preferito rimandare l'uscita fino all'estate.

- Ho una insana passione per le autostrade e tutto il loro contesto, specie se in salsa horror. Tanto è vero che questa è la mia seconda incursione in questo ambito. La prima si intitolava proprio Autostrade, era disegnata da Luca Genovese e pubblicata su Skorpio (se non ricordo male).

- Anche il tema dell'asfalto liquido e dell'automobile-squalo che ci nuota dentro è un elemento a cui sono molto affezionato. Lo avevo messo in scena per la prima volta su John Doe n.7 ma non ero pienamente soddisfatto della resa. Questa volta mi pare che sia andata meglio.

- Palese l'influenza di La Notte del Drive- In di Joe R. Lansdale, non tanto per gli elementi effettivi della storia quanto per l'atmosfera generale.

- La mia intenzione era quella di costruire una storia leggera e possibilmente divertente, arricchita da qualche colpo basso e da una spiegazione finale provocatoria (e infatti ha irritato più di un lettore) e con un controfinale degno di un film horror anni '80.

- La storia, per quello che riguarda me, è quasi del tutto priva di citazioni (c'è giusto il riferimento in scena a William Golding, una battuta dedicata a Verdone e, nell'ultima tavola, il rimando implicito a una canzone degli AC/DC). Tutte le citazioni visive sono frutto delle passioni e dello zelo di Bruno Brindisi, che si è divertito a disseminarne parecchie tra le tavole (dalle Baseball Furies a Dirk Dastardly, passando per Lando Buzzanca).

- Le battute di Groucho sono per il 50% mie e per il 50% di Giovanni Gualdoni. Mi pareva giusto segnalarlo visto che, leggiucchiando sul web, sembra che siano stato abbastanza apprezzate. Per una incomprensione redazionale è purtroppo salata la battuta che preferivo dell'albo. Poco male, vorrà dire che la userò in un altra storia.

- La ragazza del mese si basa (esteticamente) su ViolentFemme Kanojo. In origine il suo nome era Barbara per far contenta un'amica che si lamentava che nessuna ragazza di Dylan si fosse mai chiamata come lei. E' andata male anche questa volta.

- Il titolo originale della storia era Ingorgo. Il titolo aveva doppia valenza, da una parte rimandava esplicitamente al film L'Ingorgo, dall'altra, evocava quello che per me è il tema principale dell'albo (basta poco perché la nostra civiltà, nel senso più ampio possibile, si inceppi). Il nuovo titolo, I Nuovi Barbari, rimanda al film omonimo e mette invece maggiormente in risalto l'altra tematica della vicenda (la nostra umanità è solo una patina che ci togliamo di dosso facilmente).

- La mia scena preferita, quella che trovo più riuscita di tutto l'albo, è quella di Dylan che lascia comunque i soldi prima di uscire dall'area di ristoro. Non so perché. E' così e basta.

- A conti fatti, sono piuttosto soddisfatto della riuscita complessiva dell'albo. E' una storia dal tono leggero e, proprio per questo, è risultata molto più difficile da scrivere rispetto a cose più drammatiche come Mater Morbi.

28.7.10

Il buco nero!


Dopo aver dato un seguito a Tron, la Disney ha deciso di fare anche un remake di The Black Hole, un film del 1979, piuttosto atipico per il suo catalogo.
Innovativo sotto il punto di vista degli effetti speciali, lungo, lentissimo, insolitamente cupo e violento e con più punti di contatto con 2001 Odissea Nello Spazio che con Guerre Stellari, The Black Hole veniva venduto ai ragazzini dell'epoca (tra cui il sottoscritto) in virtù alla presenza di V.I.N.C.E.N.T un robottino che, nella pellicola, aveva un ruolo molto più marginale di quanto la campagna promozionale desse a vedere.
Invece, quello che ricordo ancora con una certa inquietudine, era Maximilian, il robot cattivo della storia che, in una delle ultime sequenze del film, usa il suo Mulinex di serie per trapassare da parte a parte un povero malcapitato.


Il finale poi, mi fa strizza ancora oggi:


Comunque sia, la cosa che mi fa più sorridere è che un remake, non accreditato, di The Black Hole esiste già ed è forse il film migliore di Paul WS Anderson.
Ovviamente, parlo di questo:

27.7.10

StarCraft II mica piace solo ai coreani...




Non ho seguito con particolare interesse lo sviluppo di Stracraft II.
Del resto, non sono mai stato un maniaco del primo capitolo del gioco strategico in tempo reale di fantascienza della Blizzard. Cioè, l'ho giocato, mi sono fatto il mio numero di partite su Battle.Net e poi l'ho messo da parte. Mica come i coreani che lo hanno eletto come sport nazionale e che lo giocano ininterrottamente da dodici anni.
Comunque sia, oggi è uscito il secondo capitolo, un evento storico per molti. Tanto è vero che ieri, alcuni negozi lo hanno iniziato a vendere allo scoccare della mezzanotte.
Uno di questi negozi è proprio sotto casa mia.
E' così, per curiosità, sono sceso a farmi una passeggiata per vedere se l'iniziativa avesse attirato gente, convinto che avrei trovato giusto un paio di sfigati.
Diciamo che mi sono sbagliato. Diciamo che gli "sfigati" erano un paio di centinaia e piuttosto eterogenei. Diciamo che, sempre per per pura curiosità, mi sono messo in fila e, sempre e solo per curiosità, mi sono comprato la mia copia (mi hanno pure regalato maglietta, poster e adesivi!!) e che ci ho tirato sopra le cinque del mattino.

Che dire a proposito del gioco?
Non saprei. Forse, al livello di dettaglio grafico massimo (una vetta che i miei Mac non vedono nemmeno nei loro sogli più sfrenati) il gioco riesce a incartarla meglio... ma per come lo devo giocare io, a livello medio-basso, mi sembra che il fattore di innovazione sia praticamente nullo.
E' il solito strategico in tempo reale, con tanto di fottuta raccolta delle risorse e solita corsa disperata agli armamenti che si conclude con un assalto in massa alla base avversaria.
Certo, l'ambientazione è molto bella e la Blizzard è talmente brava a bilanciare tutti gli aspetti del gioco, che il divertimento è massimo, specie in multiplayer... però forse si sarebbe dovuto osare di più. Comunque sia, se siete delle pippe, forse vi potrà capitare di beccarmi su Battle.net... nel caso, abbiate pietà di me.

26.7.10

Nerf Mania.


Ieri abbiamo fatto una prima prova con le armi Nerf.
Lo so, a vederle, non si direbbe, ma sono fantastiche.
Hanno ragione gli americani che ci stanno in fissa.
Qui sotto un paio di video esplicativi:


Abbiamo deciso di creare un gruppo di una dozzina di persone per organizzare deadmatch, capture the flag e, soprattutto, zombie war.
In settimana facciamo partire il monumentale ordine per gli armamenti e le munizioni e poi saremo quei deficenti che si sparano con i proiettili di gomma.

Nel frattempo, come potete vedere qui sopra, coniugo la fisse del momento (le Nerf e disegnare su iPad) e quelle di sempre (sì, le donne).
Se vi interessa, qui sotto c'è tutta la history del disegno qui sopra (che è imbarazzante e affascinante al tempo stesso).

Fatti con l'iPad

Federico, seduto su una sdraio.

Io, aspettando il treno.


p.s.
qualcuno sa come faccio a caricare su YouTube la history di Brushes?

24.7.10

E sempre a proposito di Tron...


QUI trovate Space Paranoids, un videogioco realizzato per sostenere la campagna virale del nuovo film, che ripropone (in versione giocabile), il videogame creato da Kevin Flynn proprio come appariva nella pellicola originale.
Adesso, se mi danno anche una versione giocabile di Starfighter, sono un bambino felice.

p.s.
sempre su Tron, Ottokin ha postato delle felpe da urlo che trovate QUI.

Sembra sempre meglio... nuovo trailer di Tron Legacy.


Credo che, insieme a Scott Pilgrim vs. The World, questo sia uno dei film della prossima stagione che attendo con maggiore ansia.
Il Drugo sembra davvero in forma, uh?

Guerrieri... venite a giocare alla guerra?

Chissà perché gli esseri umani amano così tanto spararsi addosso.
No, fermi, sono sicuro che fior di sociologi e psicologi hanno già risposto a questa domanda e non ho assolutamente voglia di mettermi qui a intavolare un discorso pseudo-serio.
Diciamo solo che giocare alla guerra è divertente.
Era divertente da ragazzino, quando giocavo "ai cowboy", è divertente adesso, quando entro in un'arena di Halo o passeggio per le strade di Armadillo.
E così, quando quel nerd di Riccardo e la sua donna dynamo, hanno organizzato una partita al laser game, proprio non ho potuto resistere, e nemmeno questo mi ha potuto fermare.
Alla fine, siamo riusciti a coinvolgere quattrordici vittime sacrificali, tra fumettari e amici di Riccardo con soprannomi improbabili (Branda, Morbido, Vaiolo e via dicendo) e siamo andati qui, pura coattolandia (lo dico senza offesa, sono nato e cresciuto in un quartiere come, e peggio, di quello).
Erano oltre dieci anni che non entravo in un laser game e le cose non sono cambiate poi molto.
Il sistema di gioco, per me, continua ad avere le sue rogne e l'unico modo per divertirsi è applicando un minimo di fair-play... altrimenti finisce che litighi, che alzi la voce, che ti metti le mani in faccia e roba così.
Noi ci siamo divertiti. Specie Giulio, che è stato ucciso 68 volte da un suo compagno di squadra dal grilletto facile (Cirincione, da oggi conosciuto come "Mr. Fuoco Amico").

E adesso? Qual è la prossima cazzata in programma?
Ma questa, ovviamente!


NERF WAR!!!
E' già cominciata la corsa agli armamenti... questi pazzi della Hasbro fanno roba fuori di testa.

23.7.10

Tutto, tutto, sul fegato!

Concerto dei Litfiba all'ippodromo di Capannelle. Renzulli e Pelù, spontaneamente riuniti in nome del mutuo da pagare. E' la seconda calata dei nuovi-vecchi Litfiba a Roma ma la prima data me la sono completamente persa.
Questa volta no.
Questa volta ci sono.
Con tutto lo scetticismo possibile.

Al concerto c'è un mucchio di gente.
Tutta brutta.
Mi sembra di essere a uno spettacolo di Vasco e ho voglia di andarmene subito.
Poi Pelù sale sul palco e sembra in forma.
Con mio grande disappunto, l'esibizione non si apre con questo pezzo QUI ma con una ben più banale Proibito. Vabbè, l'autoironia non è mai stata una prerogativa della band.
La prima parte del concerto è ORRIBILE.
Brutti arrangiamenti, Pelù che introduce ogni canzone con chiacchiere utili solo a riprendere fiato e a sparare bordate di retorica spicciola che potrebbero far presa solo su di un quindicenne nella sua fase arrabbiata. Forse. Ma anche no.
Qualche pezzo nuovo, qualche pezzo vecchio fatto male.
Ghigo è ancora più pippa di quanto mi ricordassi.

Poi è la volta Tex.
Dilatata, barocca, onirica.
E' sempre stato un bel pezzo (titolo a parte, che ci capa un cazzo con il testo) e in questa versione è anche meglio.
Il concerto inizia a decollare. Ora gli arrangiamenti si sono fatti più pesanti e quasi tutti i pezzi ne guadagnano. Volente o nolente, mi sto divertendo. Maudit mi sembra, addirittura, bella. Comincio quasi a crederci anche se Pelù fa il possibile per spezzare l'incantesimo con le sue chiacchiere.
Scivolone brutto su El Diablo, eseguita in maniera svogliata e banale, ma ormai il concerto è quasi finito. Chiusura di regola con Laciodrom e Lo Spettacolo e poi a casa, quasi contenti.
Ho visto di molto meglio. Ho visto di molto peggio.
Note negative: non hanno suonato Gira nel mio cerchio.
Note positive: non hanno suonato Il mio corpo che cambia.
Un pareggio.

22.7.10

Il mondo cambia... il culo resta.

Anno, 1978.

Anno, 2010.

A parte questo, il remake di questo film seminale (che in italia è arrivato con il titolo Non Violentate Jennifer), sembra davvero una barbarie inutile.

21.7.10

149 euri... mica bruscolini.

La Microsoft ha annunciato il prezzo di Kinect ed è il linea con quello che si era sentito in giro negli ultimi tempi (e a cui, nessuno, voleva credere): 149 euro.
Tanto. Troppo per una periferica. Anche se dovesse rispettare tutto quello che promette (e ne dubito). Le cose vanno un pelo meglio con l'offerta in bundle con una nuova 360 Slim... ma 300 euro non sono pochi e, soprattutto, io una 360 ce l'ho già, che me ne faccio di due?
Detto questo però, non è che il prezzo a cui Sony ha proposto il suo Move sia più abbordabile... anzi! L'impressione è che Move offra meno innovazione di Kinect (è solo un clone del remote del Wii ma più preciso e in HD) e che, per avere un'esperienza completa e per due giocatori, si finisca per spendere anche di più rispetto alla periferica unica di Microsoft.

Qui di seguito uno schema esplicativo:

Comunque sia, ho forti, forti perplessità su entrambe le periferiche e sono ragionevolmente certo che la Nintendo, con una macchina imbarazzantemente obsoleta come il Wii, vincerà anche il natale 2010, umiliando le sue rivali.

p.s.
il cambio euro-dollari è sempre una roba che mi fa saltare i nervi.


20.7.10

Il suo iPad fa schifo.


Gipi sul Post.
Bello e vero.

[RECE] Karate Kid


Sgomberiamo il campo: è un buon film per ragazzi e un film piacevole per chiunque.
La sceneggiatura di Rocky, poco importa come la declini, funziona sempre.
E questo Karate Kid non fa eccezione alla regola.
Tutto funziona a orologeria: il fuoricasta in cerca di un posto nel mondo e di una rivalsa, il maestro che ha perso sé stesso, il rapporto tra i due (questa parte della pellicola è trattata davvero bene), la crescita attraverso il duro lavoro e l'allenamento (e se ve lo state chiedendo, sì, ci sono ben due scene di montaggio con il giovane Dre che si allena e una canzone rock a fare da colonna sonora) e poi, naturalmente, lo scontro finale e il momento in cui tutti si mettono a gridare "ADRIAAAAANA!".
Jaden Smith non è che sia esattamente il ragazzino più simpatico del mondo (del resto, come può stare simpatico un pre-adolescente con i dreadlocks e con un paio di genitori che invece di fargli un filmino delle sue vacanze in Cina, gli producono un blockbuster da una sessantina di milioni di dollari?) ma lo script è talmente a prova di bomba che si arriva alla fine del film facendo il tifo per lui, proprio come lo si era fatto per Sylvester Stallone o Ralph Macchio.
Jackie Chan è in formissima e forse interpreta il suo miglior ruolo in lingua inglese. Divertente, tragico, umanissimo.
Il suo maestro Han, rispetto a Miyagi, è più cupo e tormentato e meno divertente, in compenso ha maggiore spessore e profondità, oltre a conoscere davvero le arti marziali.
Il resto del cast è di contorno ma regge bene, specie Rongguang Yu, che interpreta il ruolo che fu del fantastico Martin Kove, e lo omaggia tanto nelle pose, quanto nel taglio di capelli.
La regia è sobria anche se, per i miei gusti, tende a spettacolarizzare un pelo troppo i combattimenti, che forse avrei preferito anche un pelo meno violenti.
Montaggio funzionale ma con qualche sbavatura. Colonna sonora ottima (ci sono gli Ac/Dc, proprio come nell'originale, quindi è ottima a prescindere).
Insomma, sono uscito soddisfatto e satollo e credo non potessi chiedere di più al remake di un film che è uno dei pilastri del buon cinema per ragazzi anni '80.

E la recensioni si potrebbe pure chiudere qui.
Ma sia mai detto che non cerchi di annoiarvi con alcune riflessioni a margine.

Primo:
credo che questo sia uno dei primi film americani girati interamente nella Cina moderna.
Il che si traduce in una specie di immenso spot promozionale per Pechino.
A che ricordi io, la Cina, oltre a essere ancora (almeno sulla carta) uno stato comunista, è un posto con una pessima reputazione per i diritti umani.
E a me viene da chiedermi quante facilitazioni il governo cinese abbia concesso e quanto denaro abbia sborsato, per spingere i produttori americani a ambientare in Cina un film che si intitola Karate Kid (il karate è un'arte marziale giapponese e nel remake, non ce n'è traccia).

Secondo:
per quanto il film mi sia piaciuto, le modifiche apportate allo spunto di base lo rendono decisamente più debole rispetto alla pellicola degli anni '80.
Nel film originale, Daniel LaRusso era un adolescente americano figlio della working class con una madre divorziata, simpatica ma stressata, che lo trascinava dal New Jersey in California, a causa del suo lavoro. Daniel era interpretato da Ralph Macchio, un attore italoamericano quasi sconosciuto all'uscita del film e con una faccia da bravo ragazzo qualunque. Proprio per questo era un personaggio ideale per far immedesimare qualsiasi ragazzino un poco sfigato (ma non troppo) in lui.
Dre Parker è un ragazzino della working class con una madre divorziata, stressata ma simpatica, che lo trascina in Cina a causa del suo lavoro (e già qui io mi chiedo quanti siano i figli di americani che si sono dovuti trasferire in Cina a causa della crisi...). A interpretarlo c'è Jaden Smith, un ragazzino di dodici anni che ce l'ha scritto in faccia e in ogni gesto di essere il cocco di una mamma e di un papà ricchi e potenti che gli hanno costruito un film attorno per pura vanità (e per fare bei soldi, visti i risultati al botteghino, ve lo concedo).
Insomma, lo vedete da soli che il modello è più debole, giusto?

Terzo
Non c'è Elisabeth Shue.

Comunque sia, me lo andrò a rivedere in sala, quando esce.
E magari mi ci porto dietro un ragazzino. Uno a caso.

19.7.10

Per vincere domani.


Quante cose ci sarebbero da dire su questo film.
Bisognerebbe partire da John G. Avildsen, che ha avuto il privilegio di dirigere quella che viene definita la sceneggiatura perfetta (lo dicono signori saggi di scrittura cinematografica, non uno scemo qualunque come me) scritta da Stallone per Rocky, vincendo un oscar per la miglior regia e che, otto anni dopo, l'ha ricalcata per scrivere e dirigere un "Rocky al liceo", facendo ancora centro. Oppure potremmo parlare di Elisabeth Shue. O del fatto che questo fu il primo film in vhs che comprai in vita mia, anzi, a dire il vero, che feci comprare ai miei genitori. E che lo pagarono tantissimo (intorno alle ottantamila lire) perché i videoregistratori erano usciti da poco e, all'epoca, i film si trovavano solo nella versione per il noleggio. E lo presi a scatola chiusa, perché mi piaceva il titolo e la foto in copertina ma lo adorai e lo vidi mille e mille volte. E che mi identificavo in Daniel San ma in palestra sarei andato al Cobra Kai. Oppure potremmo parlare di nuovo di Elisabeth Shue. O potremmo parlare dell'estetica degli anni '80, delle station wagon con gli inserti in radica, dell'acconciatura di Elisabeth Shue, della scena nella sala giochi, di Pat Morita che prima cuoceva gli hamburger da Arnold's, del "metti la cera, togli la cera" che facevo per tutto il giorno e della volta in cui mi sono costruito un costume da doccia.
Ma non parleremo di niente di tutto questo.
Oggi mi vado a vedere l'anteprima del nuovo Karate Kid e non voglio che la nostalgia offuschi il mio giudizio. Quindi non mi farò condizionare dal fatto che al posto di un giovane figlio della working class ci sia il primogenito di Will Smith con un taglio di capelli odioso a prescindere. E non baderà nemmeno all'insignificante dettaglio che il film si intitola Karate Kid pur essendo ambientato in Cina, dove si pratica il kung fu (tanto è vero che al posto di Pat Morita c'è Jackie Chan, un maestro arti marziali cinesi, appunto).
Insomma... andrò a vedere il film sereno e senza pregiudizi.
Ma se è brutto (e lo sarà)...
COLPIRE PER PRIMI, COLPIRE FORTE, SENZA PIETA!!

17.7.10

Pondolo non è il nome del nono dei sette nani.

Ieri mi sono preso una storta epocale al piede sinistro e la caviglia si è gonfiata come un pallone.
Son sempre stato debole di caviglie e quella, oltretutto, è la caviglia che mi sono fatto esplodere lasciandoci cadere sopra la moto.
Sempre ieri, mi devo essere pestato in qualche maniera il pollice della mano destra, che adesso è gonfio e non si piega.
E per concludere, oggi mi sono rotto il quarto dito del piede destro, sbattendolo contro la gamba del letto. Dico che me lo sono rotto perché era a quasi 90° gradi rispetto al piede, quando l'ho torto per rimetterlo a posto e adesso che ho tolto la fascia ha un bel colore violaceo.

Comunque non va troppo male.
Non posso poggiare il peso sulla gamba sinistra a causa della caviglia e non posso poggiarlo sulla destra a causa della frattura. E ho perso l'uso del pollice opponibile, facendo un salto involutivo all'indietro di qualche milione di anni e, soprattutto, compromettendo la mia abilità a Red Dead Redemption... in compenso, ho scoperto che anche le dita dei piedi hanno dei nomi o nomignoli, proprio come quella delle mani... Alluce, Illice, Trillice, Pondolo e Minolo.
Io ho rotto Pondolo.
Pondolo di cui agevoliamo una foto qui di seguito.

16.7.10

Non sono mafioso... sono matto.

Già... in effetti, messa così è mooolto meglio.

Qualcuno mi spiega perché quel teatro di pupi siciliani che è il nostro attuale governo, non sia ancora caduto?

14.7.10

Qualcosa di buono da Facebook.


Contra + The Expendables + Facebook
Lo trovate QUI.
Stile.

Oh, a proposito, questo è il trailer del secolo:

13.7.10

[RECE] Shrek... e vissero felici e contenti.


La si potrebbe fare lunga.
Si potrebbe parlare della necessità di questo quarto capitolo (ma anche del terzo, se vogliamo), si potrebbe discutere di come, in questo capitolo finale, la vecchia (e logora) formula della serie, fatta di battute e citazioni, sia stata del tutto abbandonata per far posto a una storiella fantasy con aspirazioni (disattese) di epicità, si potrebbe anche disquisire dell'ottimo livello tecnico e del solito, mediocre, livello artistico... ma a che servirebbe?
Questo è il quarto capitolo di una serie in cui, già il terzo, era superfluo.
Certo, è in 3D... ma, ormai, il film di animazione digitale sono tutti in 3D, anche quelli che non lo vogliono essere per niente (tipo Toy Story 3).
L'unica domanda che conta è se questo Shrek 4 sia, o meno, di un film gradevole. E per me lo è abbastanza. E' meglio del tre (ma anche la lettiera del mio gatto, lo è) e peggiore dell'uno e del due (che non erano capolavori ma un paio di momenti li avevano), quindi direi che la sufficienza se la porta a casa.
Purtroppo, è anche la conclusione (sembra) definitiva, della serie... e questo significa che Eddie Murphy dovrà tornare a fare film veri per tirare a campare. E questa non è una cosa buona per il mondo del cinema.

11.7.10

Olanda-Spagna: 0 a 1... olé!


Dicono che sia stata una partita brutta.
A me non è parso.
Mi è sembrata una vera partita di calcio, che non è lo sport dello spettacolo o del bel gioco ma che si esprime appieno solo nella noiosa tensione, nel nervosismo, nella paura, nella fatica e, certe volte, nella malizia e nel cinismo più bieco.
E quindi, questa Olanda-Spagna, a me è parsa una bel confronto.
Da una parte il nuovo e affascinante calcio totale spagnolo, dall'altra parte, il vecchio, pragmatico, tignoso, noisetto e non particolarmente sportivo (anzi), calcio olandese.
Praticamente, Apollo Creed contro Rocky Balboa.
Date le premesse, a dieci minuti dall'inizio tifavo già con tutto il cuore per l'Olanda.
E sapevo che sarei rimasto deluso perché, aldilà della dicotomatiche concezioni di gioco delle due squadre, la Spagna poteva vantare individualità decisamente superiori rispetto agli arancioni.
E le cose sono andate come mi aspettavo, anche se non per le ragioni che credevo.
Perché, sì, è vero, la Spagna è stata più bella a vedersi, ma il suo calcio non ha dominato un'Olanda che ha giocato bene, con ordine, durezza, intelligenza e che, a conti fatti, per me, ha creato un maggiore numero di palle gol e più limpide.
Povero Snejder.
La Spagna vince il mondiale con ricchi nove gol in sette partite. Alla faccia dello spettacolare calcio totale.
Bah.

p.s.
quel calcio d'angolo non dato è assurdo.

Ma mica se la sono presa, uh?

In questo pezzo, Messina dimostra che quanto ho scritto pochi giorni fa a proposito della qualità dei loro articoli è inconfutabilmente vero.

Nel mio pezzo affermo che Messina e Bottero scrivono editoriali stupidi?
Messina, nella sua risposta, riporta che ho detto che tutto il loro sito (che, grazie al cielo, non è realizzato solo da loro due), dice stupidaggini.

Io dico che LORO due, dovrebbero fare un passo indietro e non sprecare il buon lavoro che fa la loro redazione, offuscandolo con editoriali deliranti?
Messina riporta che li ho invitati a tacere.
E via discorrendo.
La chiusura del pezzo poi, è da antologia, con un delirante parallelismo tra il mio invito a migliorarsi e la legge bavaglio.

Come vi ho già detto, Alessandro, Giorgio: il problema non è che quello che scrivete è fazioso (perché lo è), il problema è che è stupido.

10.7.10

Touch


Non so bene cosa sia successo alla Coniglio Editore.
Ma qualcosa è successo perché, nell'ultimo anno, la casa editrice sembra animata da uno spirito nuovo che investe le sue proposte. Certo, a monte, mi rimangono tutte le solite perplessità a proposito del suo modello produttivo, ma non posso negare che questo nuovo corso mi colpisca in maniera positiva.
In questo contesto, ecco che arriva Touch, nuova e rinnovata incarnazione della defunta Blue.
Adesso, a me Blue non piaceva. Non mi piaceva il tipo di erotismo/pornografia che proponeva, non mi piacevano le sue rubriche e, i suoi fumetti, mi piacevano a sprazzi, più spesso no che sì.
E invece, questo primo numero di Touch, mi è piaciuto e pure tanto.
Sarà che la prima storia, realizzata da un Cyril Pedrosa in stato di grazia, varrebbe da sola il prezzo di copertina, sarà che anche le altre storie sono tutte piuttosto buone (anche se, strano a dirsi, ho trovato debole quella di Makkox), sarà che gli articoli sono piuttosto interessanti e freschi, sarà che la grafica mi piace. Insomma, i suoi 7 euro e 90 centesimi se li vale tutti (non iniziate a strapparvi le vesti per il prezzo: è un bimestrale). E se proprio non volete comprarla, almeno leggetevi a scrocco la prima storia: è davvero, davvero, bella.

Fatti con l'iPad


Leomacs.
Primo tentativo.

- Posted using BlogPress from my iPad

8.7.10

Che le risate le trovi dovunque.

Cose imbarazzanti fotografate per strada.

Lo abbiamo pensato tutti, dai.

La grafica è impagabile.

Qualcuno mi spieghi le prime due righe.

E per finire...

Dopo "mescolati, non agitati" è la volta di "unita e democratica"... e reginetta di bellezza.
Massìdai, che Berlusconi non l'ha distrutta abbastanza la figura della donna e la dignità del paese.

7.7.10

C'è vita su Marte!


Torniamo a parlare di siti e blog che si occupano di fumetto.
Strano a dirsi ma le cose si sono mosse da quando ho scritto QUESTO pezzo di qualche mesa fa.
E' quindi necessario fare un nuovo punto della situazione.

Stato:
cristiano rinato.

Si è rinnovato nella grafica e, pare, nei contenuti.
Meno recensioni, meno news, più approfondimenti e riflessioni.
L'atteggiamento di fondo però, sembra essere rimasto lo stesso, quindi l'atmosfera che si respira sul sito è quella di "vorrei tanto essere il Newyorker". Nulla di male, comunque: l'aspirazione è nobile, per quanto un poco snob-fighetta. Quello che conta davvero è ci sia l'entusiasmo, la voglia di fare e i mezzi per farlo.

Terapia Suggerita:
prendersi un pizzico meno sul serio, buttare nel cestino le brevisioni e concentrarsi sui contenuti più articolati, per il resto, la strada intrapresa è quella giusta. Ora bisogna tener fede ai buoni propositi.

Stato:
rock'n'roll

Sono stati i primi a rinnovarsi e lo hanno fatto meglio e più di tutti.
Bella la nuova veste grafica che forse non è il massimo dell'eleganza ma è divertente e d'impatto. Funzionale e semplice, la fruizione.
Aggiornamenti costanti, news, recensioni, una vivace area di discussione comune e, a dispetto del nome, una visione sul fumetto davvero a 360°. Sono migliorati sotto tutti gli aspetti carenti della vecchia versione.

Terapia Suggerita:
E' un sito fatto di giovani e di appassionati, e si vede. Forse i suoi contenuti sono meno strutturati rispetto ad altre realtà ma va bene così perché l'entusiasmo che c'è dietro si avverte chiaramente e, con l'esperienza, verrà anche il resto. L'unico consiglio che mi sento di dargli è quello di rimanere così.

Stato: si tocca

Rinnovato anche questo. Si nota un miglioramento nella quantità dei contenuti e una nuova voglia di fare. Continua a essere carente la voglia di proporsi fuori e una certa chiusura al suo interno ma è un buon sito.

Terapia Suggerita:
uscire di più, invitare più gente a casa.

Stato:
odora come una vecchia zia.

Il giudizio rimane lo stesso dell'altra volta, con l'aggravante che sono passati mesi e la grafica e l'impostazione del sito è sempre più vecchia. A navigare tra le sue pagine sembra di fare un salto nel passato di 10-15 anni. Un'esperienza di archeologia del web interessante, ma che non credo che sia nelle intenzioni dei suoi curatori.

Terapia Suggerita:
un lifting per far sparire tutte quelle brutte rughe.

Stato:
guadagna sulle spalle degli altri

Non ho nulla contro quelli che ci scrivono sopra, anzi, alcuni li apprezzo. In compenso, ho parecchio contro la linea di condotta del gruppo che lo gestisce, sotto ogni punto di vista. Non mi piace le condizioni in cui lavorano quelli che scrivono per loro, non mi piace la condotta professionale che gli viene imposta, non mi piace la linea editoriale, non mi piace che sia così popolare a fronte della sua povertà di contenuti (anche se la sua popolarità è pure il suo merito maggiore). E' un oggetto estraneo per il nostro settore e per questa ragione che non me la sento più di esprimere un giudizio su questo spazio.

Terapia Suggerita:
Nessuna. Non mi riguarda.

Stato:
innocuo

Anche qui, un piccolo rinnovamento nella grafica e nella struttura, ma i contenuti, fatti di news, puntuali e frequenti, restano gli stessi. Il problema è che spesso sono poco interessanti (oppure, sono raccontate in maniera noiosa, decidete voi).

Terapia Suggerita:
andare a qualche festa.

Stato:
nel pozzo.

Dal ghetto al pozzo.
Un sito che avrebbe tutto per essere interessante e meritevole che viene affossato, ogni giorno di più, dagli ingombranti editoriali dei suoi due gestori, Alessandro Bottero e Giorgio Messina.
E non lo dico perché i loro pezzi sono faziosi (e lo sono), o perché continuano a portare avanti una retorica del perseguitato davvero stucchevole, e nemmeno perché inseguono (o cercano di creare) le polemiche solo per alzare i contatti... il problema è che quegli editoriali sono stupidi.
Non scomodi, o volgari, o scorretti... solamente stupidi. Ci vuole intelligenza, capacità di analisi, abilità dialettica e profondità, anche nella provocazione. Specie, nella provocazione. E voi, Alessandro e Giorgio, queste qualità non le avete. Poi forse sarete delle brave persone (e nel caso di Alessandro lo so per certo), ma il ruolo che vi siete scelti è aldilà delle vostre capacità. Prima ve ne renderete conto e vi tirerete indietro, prima il vostro sito crescerà davvero.

Terapia Suggerita:
un passo indietro per farne dieci avanti.

Stato:
eppur si muove

La sua (bella) vesta grafica ha, purtroppo, il demerito di non mettere bene in evidenza lo sforzo che quelli che gestiscono questo sito stanno facendo per renderlo più ricco e puntuale. Di recente hanno anche ampliato la loro offerta, dando vita a un blog molto interessante. Continuo però a non capire perché facciano così poco per promuoversi. Tra i miei preferiti.

Terapia Suggerita:
farsi un profilo su Twitter e Facebook.

Stato:

Grafica vecchia. Contenuti prossimi allo zero. Speciali di approfondimenti che suscitano ilarità più che interesse tanta è la loro povertà (vedere lo speciale su Canemucco, arrivato buon ultimo e composto da un'intervistina e una recensione striminzita).
Il sito di CUS è morto e da un pezzo. Il suo forum, invece, continua a rimanere un posto divertente in cui parlare di fumetti.

Manganelli e terremoti.


L'Aquila è una cittadina di 70.000 abitanti.
5000 di loro (non pochi, in termini percentuali), si sono sentiti di farsi un viaggio fino a Roma, sotto il sole battente, per manifestare per le loro condizioni di disagio.
Cosa hanno ottenuto? Tante manganellate e tre feriti.
Anche il sindaco si è preso la sua dose di botte.
Silvio, te lo ricordi che hai illustri precedenti in fatto di manganelli in testa alla gente, vero?
Che fine ha fatto il tuo miracolo? E la vecchina felice a cui avevi comprato il vestito? Una manganellata pure a lei?

E quindi sembrano magiche e pericolose, uh? Le tocco.

Dunque, dove eravamo rimasti?
Ah, sì.. ci trovavamo sul ponte del Tempio del Male Assoluto (ma questi cultisti non potrebbero trovare dei nomi meno didascalici per i loro quartier generali?) e avevamo appena ucciso un gigante...
disegno di Federico


Serata di routine, ieri.
Pizza, semifinale dei mondiali (ho sperato nell'Uruguay fino all'ultimo) e poi le solite cose, dungeon, mostri, stregoni e via dicendo. Nulla da segnalare.
Ho detto... NULLA DA SEGNALARE!






Va bene.
Ho toccato quelle sfere d'argento, palesemente intrise di magia, e forse non avrei dovuto farlo, ma il mio personaggio è un giovane e irruento adolescente in cerca di potere, bisogna capirlo.
Farmi trasformare in un nano è stata davvero una brutta cosa, Riccardo.
Davvero, davvero, brutta.
Credo che nelle prossime tavole che ti devo scrivere ci saranno un mucchio di cavalli.
Cavalli a bordo di automobili. Cavalli a bordo di automobili che si baciano, tenendosi per mano.
Comunque sia, il mio gruppo di amici, invece di essere solidale con il mio dolore, ha ben pensato di immortalare il momento...
disegno di Emiliano

disegno di Federico

ancora quell'infame di Emiliano

Fortunatamente, prima della fine della sezione di gioco e dopo un certo numero di ingiustificate torture (Emiliano ha una passione smodata per il mozzare dita ai PNG), le cose sono tornate a posto. Più o meno.

disegno di Federico

Inutile dire che lo sfottò è comunque continuato a lungo...
disegno del sottoscritto

Ma, prima o poi, avrò la mia vendetta.
MUHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAHAHHAHA
MUAHAHAHAHHAHAHAHHA
MUAHAHHAHAHAHAHHAHAHAHA
MUHAHAHAHAHHAHAHAH

Non è che sei obbligato a fare l'editore, eh?

Immaginatevi di entrare in un ristorante, sedervi e aspettare che un cameriere venga a servirvi.
Il locale è piccolo, non troppo pulito e il servizio è lento ma, dopo una lunga attesa, un cameriere svogliato viene finalmente a servirvi.

- Qual è la specialità della casa?
- Pappardelle al cinghiale o pasta burro e parmigiano.
- Le pappardelle!
- La devo però avvertire che il cinghiale non ce lo abbiamo...
- Come?
- Costava troppo caro e i proprietari non lo hanno potuto comprare...
- Ah. Allora la pasta burro e parmigiano...
- E da bere?
- Il vino ce lo avete?
- No. Lei non ha idea di quanto costi tenere aperto questo posto... si figuri che a me non mi pagano da mesi.
- Capisco... ma, scusi la mia domanda impertinente... se il proprietario non aveva i soldi per aprire e gestire un ristorante... perché ne ha aperto uno?
- Non ne ho idea... lo chieda a Alessandro Bottero.

6.7.10

iPad on tour. Tirando le somme.


Sono sul treno di ritorno per Roma, al termine del mio primo viaggio senza un portatile nella borsa e con un iPad al suo posto. Questa traumatica esperienza mi ha fatto rendere conto con chiarezza di quali sono i meriti e quali i limiti della mattonella con la mela dietro. Esaminiamoli e confrontiamoli con altri dispositivi.

TRASPORTABILITÀ E MODI D'USO
Ok, sotto questo punto di vista non c'è modo di non usare aggettivi superlativi: l'iPad è incredibile. Il peso e la grandezza sono inferiori a quello di un libro di dimensioni medie di Stephen King, lo spessore è la metà di un libro di Baricco (traduzione: è molto, molto, sottile). Senza accorgervene, ve lo porterete ovunque e in ogni situazione, dal divano di casa alla metropolitana, dal bagno al treno, e lo userete per inviare mail, navigare su Internet, leggere riviste, libri e fumetti, scrivere documenti, guardare un film, giocare e chattare, sempre e ovunque.
In più, come ciliegina sulla torta, la batteria dura una vita.

Giudizio:
nettamente superiore a qualsiasi computer portatile sotto questo aspetto, anche al Mac Book Air e ai vari netbook.


VEDERSI UN FILM, IN VIAGGIO, A CASA, OVUNQUE
Nessun problema con la fruizione. L'iPad ha uno schermo fantastico, un ottimo audio (anche senza cuffie) e una bella interfaccia.
Il problema, semmai, è a monte: caricarci i film sopra è scomodo visto che bisogna convertirli per iTunes con un procedimento lungo e noioso. Sarebbe stato molto meglio poter trascinare i propri filmati direttamente dal computer e affidarli a un lettore più versatile di quello fornito da Apple. Oltretutto, attraverso iTunes io non ho ancora trovato un modo per visualizzare i sub scaricati dalla rete (qualcuno sa come fare?), quindi un mucchio di roba me la posso vedere solo in inglese. Aggiungiamoci poi che, in Italia, lo store Apple non vende ancora film e serie televisive, quindi una delle funzioni più comode fornite dal dispositivo va a farsi friggere. Stanno uscendo delle applicazioni di terze parti che dovrebbero permettere di caricare più facilmente i filmati e che leggeranno un maggiore numero di formati, resta però il fatto che "di serie", sotto questo punto di vista, l'iPad risulta carente.

Giudizio:
nonostante i vantaggi offerti dalle dimensioni e dal peso ridotto, e nonostante il suo magnifico schermo, fino a quando non uscirà una applicazione convincente, in grado di aggirare i limiti di iTunes, un computer portatile è preferibile all'Ipad per portarsi dietro i propri film.


NAVIGARE SUL WEB
La navigazione è davvero facile e immediata e il touch aggiunge un valore in più.

Giudizio:
pari o superiore che su portatile.


POSTARE SUL BLOG
Come sapete uso la piattaforma Blogger di Google e, con questa piattaforma, Safari per l'iPad (e per iPhone) ha qualche problema. Problemi che si manifestano sia nella semplice fase di scrittura, sia per caricare le foto e via dicendo. Per aggirare la rogna ho comprato una applicazione di terze parti che pur funzionando abbastanza bene, non risponde a tutte le mie necessità. Sinceramente, questa deficienza mi sembra del tutto incomprensibile.

Giudizio:
sulla piattaforma Blogger si posta meglio da computer, portatile e fisso.

SKYPE
A funzionare funziona e bene, ma l'irragionevole assenza di una videocamera frontale, impedisce l'utilizzo della funzione più amata.

Giudizio:
menomato senza motivo.

ALTRI SOCIAL NETWORK (Twitter e Facebook)
Tra Twettie e l'App per Facebook, non ci sono problemi, anzi, nel caso di Twitter, il social network trova pieno senso di esistere solo su una piattaforma mobile.

Giudizio:
meglio che a casa.


LEGGERE E INVIARE MAIL
Mail per iPad, è una versione rivista, corretta e potenziata di quello per iPhone, scelta abbastanza incomprensibile visto che il dispositivo potrebbe facilmente sostenere, e rendere pienamente fruibile, il Mail a disposizione degli utenti di computer Apple. Comunque sia, il browser di posta a funziona ma ha alcune piccole limitazioni rispetto al fratello maggiore piuttosto irritanti (la gestione delle cartelle, per esempio). Se invece siete tra quelli che la posta la usano via web, non avrete nessun problema, anzi, forse vi troverete anche più comodi.

Giudizio Finale:
per me, che sono abituato a usare un browser di posta, è più comodo il portatile. La posta via web, invece, è uguale o migliore su iPad.


ALBUM FOTOGRAFICO
Le visualizza splendidamente e ha una divertente funzione "cornice digitale" da sfruttare quando il dispositivo è a riposo. Detto questo, le foto vengono gestite attraverso iPhoto, il più stupido e malfunzionante programma mai partorito da casa Apple, quindi l'esperienza complessiva non si può dire esaltante. Anche qui, ci sono delle applicazioni di terze parti che aggirano il problema. Una nota per i fumettari: l'iPad è un meraviglioso sostituto alle ingombranti cartellone che ci portiamo dietro per ospitare i nostri lavori.

Giudizio Finale:
migliore di un portatile nella resa finale delle foto, peggiore nella gestione.


LAVORARE (che nel mio caso, significa scrivere)
Ero scettico. Molto, molto, scettico. Scrivere per me è una roba seria, sono abituato a usare certi strumenti e a farlo in una certa maniera, appena mi cambiano qualcosa, divento nervoso. Quindi, sotto questo aspetto, dall'iPad non mi aspettavo niente. E mi sbagliavo. Prima di tutto, la tastiera è comoda, più comoda di tanti netbook, e vi scorderete davvero in fretta che... non esiste. In secondo luogo, la versione di Pages (il wordprocessor di casa Apple) realizzata per iPad è ottima e, per quello che serve a me, completa. L'importazione dei documenti da computer fila liscia anche se, per il momento, l'unico modo per effettuare il processo inverso' esportare i documenti da iPad a un computer' che ho trovato e' inviarli via posta (non ho investigato molto, se c'è un'altra maniera, ditemelo).

Giudizio:
un portatile vero sarà sempre superiore ma l'iPad è molto meglio di quanto uno si possa aspettare e migliore della maggior parte dei netbook sulla piazza.


ASCOLTARE MUSICA
È un grosso iPod Touch con, in più, dei diffusori più potenti. Forse non sono riuscito a impostarlo io ma non ho trovato Coverflow: se lo hanno tolto, perché? Per il resto, Non credo che ci sia molto da aggiungere. Forse si sarebbe potuto implementare uno di quei salvaschermo psichedelici che vanno a ritmo di musica, da utilizzare in alternativa alla (bella) funzione di cornice digitale, già a disposizione dell'iPad.

Giudizio:
meno comodo di un iPod o di un iPhone ma sempre meglio di un computer.


DISEGNARE
Sto usando la nuova applicazione Brushes pensata per iPad che è molto meglio di quella per iPhone. Funziona molto bene e dipingere con le mani su una superficie così grande è divertente.

Giudizio:
provate a disegnare con le mani sul vostro portatile e poi fatemi sapere.


GIOCARE
I muscoli ce li ha e si vedono ma i giochi, grossomodo, sono tutti passatempi estemporanei. L'assenza di controller tradizionali lo penalizza parecchio.

Giudizio:
non ha giochi complessi e articolati come un computer ed è meno comodo di una console portatile.


LEGGERE LIBRI, FUMETTI E RIVISTE
Avendo avuto modo di provare Kindle con il suo rilassante eInk, ero preoccupato che l'Ipad, con il suo schermo retroilluminato, stancasse eccessivamente gli occhi. Per quello che ho potuto testare direttamente, grazie anche alle varie opzioni per regolare il contrasto e l'illuminazione, il problema non si è sollevato e l'esperienza si è rivelata molto naturale e gradevole. Poi, magari, mi sto bruciando le retine e lo scoprirò solo tra qualche anno. Aldilà di questo aspetto, c'è da dire che la lettura è davvero il punto forte della mattonella con la mela dietro. Ogni mattina scarico i quotidiani (le edizioni da edicola, non quelle web), quando ho voglia di un fumetto o di un libro, lo compro con due tocchi sullo schermo e riviste come Internazionale non sono mai state così belle (per non parlare dell'edizione per iPad di Wired, piena zeppa di contenuti dinamici). Comodo anche per la lettura di file PDF. sia attraverso iBook, sia attraverso programmi di terze parti.

Giudizio:
in termini semplici, non c'è nulla che possa competere con la mattonella sotto questo aspetto.


CONCLUSIONI
In questo primo test sul campo, l'iPad mi ha sedotto e conquistato. Un solo dispositivo che sostituisce degnamente non solo il computer portatile ma anche i libri e i fumetti cartacei, le riviste e, se siete artisti nativi digitali, anche la carta, le matite e i colori. Le pecche dell'iPad sono ampiamente compensate dai suoi pregi, dalla sua trasportabilità e, a conti fatti, dal suo prezzo contenuto (visto il pezzo di tecnologia che vi ritroverete per le mani e visto i costi di un buon portatile). Con la fiduciosa speranza che il futuro sistema operativo andrà a colmare alcune lacune, non posso fare altro che consigliarvelo caldamente.



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5.7.10

PIC-NIC FESTIVAL!!

Se pensate a una fiera di fumetti, come ve la figurate?
Tensostrutture o palazzetti sportivi, corridoio pieni di gente che si accalca l'una contro l'altra, sudore, cosplayer mezzi nudi, scarsità di posti in cui sedersi e prendersi una pausa e tanto caos, giusto?
Ecco, oggi il Pic-Nic Festival, invece era così:

Lasciatemelo dire, tutta un'altra vita.
Atmosfera solare, gente rilassata, un sacco di bimbi, molti sorrisi e tutti veri, tante chiacchiere interessanti e disegni, tanti disegni, per tutta la giornata e per tutti.

Giusto per farvi capire l'atmosfera, da sinistra a destra: Burchielli, Ausonia, Gianfelice, Mariacosa, Tsunami.
In poche parole, questo Pic-Nic Festival è una piccola manifestazione con tutti i suoi limiti, ma il suo modello dovrebbe essere preso in attenta considerazione.

Di seguito vi posto la galleria di disegni che mi sono fatto fare sull'iPad con il programma Brushes.



Ausonia, al suo primo tentativo.


Elisabetta Melaranci


Giacomo Nanni

Ausonia, al suo secondo tentativo (il ragazzo impara in fretta, eh?)


Davide Gianfelice


Giulia Sagramola


Giuseppe Camuncoli

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