31.12.10

Dalla parte di Asso: le colpe dei padri






Questa storia è stata realizzata per il numero zero di una rivista di un grande editore.
Regolarmente pagata ma non pubblicata perché la rivista non ha (ancora) visto la luce.
Oggi mi hanno dato l'ok per metterla su internet e quindi, eccovi un piccolo regalino di fine anno.

Autoritratto nagaiano di fine anno.

Buon anno!

La più bella gif di sempre.



30.12.10

[RECE] Tron: Legacy


Tron Legacy è un bel film.
Quasi un capolavoro.
A patto che si ignorino il soggetto, la sceneggiatura e i dialoghi.
Se poi volete proprio strafare e lasciarvi trascinare dalla maestosità di questa pellicola, non sarebbe male riuscire a distrarsi ogni volta che un attore appare sullo schermo, inquadrato in primo piano. I piani medi, quelli americani, le figure intere, i campi lunghi o lunghissimi, quelli vanno bene. Ma il primo piano, proprio no.
Perché dal primo piano non c'è scampo: il faccione dell'attore compre tutto lo schermo e tu non puoi distrarti, seguendo con lo sguardo una scia di luce o l'eco di un'esplosione digitale e corri il rischio di prestare attenzione a qualche battuta del film, rovinando tutto.
Per andare sul sicuro, potrei dirvi di guardare questo film con l'audio su "muto", ma così facendo vi perdereste la strepitosa colonna sonora dei Daft Punk che è parte integrante e fondamentale dell'esperienza che questo Tron Legacy rappresenta.
Quindi fate così: caricate sul vostro lettore mp3 la colonna sonora ufficiale del film, collegate il lettore medesimo alle cuffie più potenti che riuscite a trovare, entrate in sala, schiacciate play e godetevi le immagini. In questa maniera capirete perché io penso (e lo penso sul serio) che Tron Legacy sia un quasi capolavoro. E se Kosinski non avesse deciso di cedere alle esigenze mediocri del popolino (sempre affamato di storie) e avesse fatto solo un film di immagini in movimento e suoni, con una trama riassumibile in: "i rossi sono i cattivi, i blu sono i buoni che soffrono ma vincono", un capolavoro lo sarebbe stato davvero.

29.12.10

Hey, quest'anno sono stato sui quotidiani un mucchio di volte!

Sul Sole 24 Ore di oggi c'è un bel pezzo su blog, cultura e bloggatori. Tra le varie persone citate, anche il sottoscritto. Il pezzo, se vi interessa, lo trovate anche QUI.

28.12.10

Un bel pezzo di giornalismo.


Non si regalano mai a cuor leggere link ai propri rivali ma, quando ci vuole, ci vuole.
Matteo Stefanelli sintetizza, in un solo pezzo e riuscendo a stare lontano dalle polemiche, la situazione e gli attuali problemi del nostro giornalismo di settore (il giornalismo sul fumetto e non il giornalismo a fumetti).
Vale la pena leggerlo e meditarci bene sopra.
Trovate tutto QUI.

Una nota importante.

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO:
continuano ad arrivarmi voci riguardo a taluni elementi che promettono possibilità di lavoro su John Doe. In particolare, lo fanno in ambito scolastico, in seno ad alcune scuole di fumetto del nord Italia.
Torno a ripetere: gli unici che possono offrire lavoro su John Doe, siamo io e Lorenzo.
Se volete proporre il vostro lavoro, fatelo a noi. Ci trovate facili tra mail, blog, Twitter e Facebook.
Chiunque altro vi dica che può presentare il vostro lavoro o, ancora peggio, è incaricato di selezionarlo, sta mentendo.
Le finalità di questi individui mi sono oscure ma ho idea che siano piuttosto contorte.
Quindi, non fidatevi: nemmeno se questi individui fossero vostri insegnanti.

FINE COMUNICAZIONE DI SERVIZIO.

Il 2010 della Bonelli, in numeri.

Lo trovate QUI.
Una lettura interessante, da cui si possono trarre conclusioni diverse.

John Doe 3, in edicola.


Da oggi, ovunque, dovrebbe essere arrivato nelle edicole di tutta Italia.
Pare che una parte della tiratura, non si sa bene ancora quanto grande, abbia avuto problemi di allestimento (la rilegatura e la sequenza dei vari sedicesimi che compongono l'albo). Se doveste incappare in una copia fallata, chiedete la sostituzione al vostro edicolante. Se poi volete farci un favore, segnalateci dove vi è capitato di comprarla.

Detto questo, QUI trovate una bella intervista Mauro Uzzeo, Luca Maresca e Davide De Cubellis, a opera di quelli dello Spazio Bianco. E' un bel pezzo perché, per una volta, chi l'ha redatto, ha avuto modo di leggere l'albo prima di porre le domande agli intervistati.


23.12.10

I Premi di Asso -2010-


Consueto appuntamento annuale in cui mi diverto a segnalare i miei favoriti dell'anno.
Come al solito, le categorie sono fatte sulla base degli argomenti più trattati dal blog.
Andiamo a cominciare.


FUMETTI


MIGLIOR FUMETTO ITALIANO del 2010
Anno strano, questo.
Diciamo che, fino ai primi di novembre, era uscita pochissima roba in grado di attirare la mia attenzione (nello specifico, Pic-Nic e il Canemucco), poi, a Lucca Comics, è uscito di tutto e di più. E tra il nuovo libro di Manuele Fior, il nuovo volume di Don Zauker, alcune proposte della Passenger Press, l'Avarat di Leonardo Ortolani, e altre cosette di cui devo trovare il tempo di parlare, mi si è presentato l'imbarazzo della scelta. Così, per raccapezzarmici, mi sono appellato alla memoria e ho cercato di capire quale fumetto ha suscitato maggiormente il mio entusiasmo sotto tutti i punti di vista, pancia, cuore e cervello. E il prescelto è stato questo:

Canemucco n.3
Storia unica di Makkox e sua prova di maturità come autore.
Su Marco ho molte cose da dire (e le dirò, dove scappi?) ma su una cosa non si discute: è un narratore di razza di quelli che ne nascono solo un tot ogni generazione. Questo albetto da edicola è molto più "graphic novel" di tanti romanzi grafici che ogni giorno raggiungono le nostre librerie e avrebbe meritato maggior risalto e considerazione. Ma fate ancora in tempo a recuperarlo, eh?

MIGLIOR SCENEGGIATORE ITALIANO del 2010
Potrei dire Makkox e farla rapida e coerente, invece non lo dirò.
Perché, nonostante la qualità delle sue storie sia altissima e la sua tecnica di narrazione innovativa e ricercata, per me fare lo sceneggiatore non significa -soltanto- scrivere una manciata di storie (tre, a voler fare i precisi) fantastiche in un anno. Per me significa anche farlo con continuità, confrontandosi in maniera credibile con le necessità del mercato in cui si decide di andare a proporsi, riuscendo a conciliare esigenze produttive e artistiche.
Ed è per questo che per me, quest'anno, il miglior sceneggiatore italiano è:

E mi costa dirlo.
Perché il suo Valter Buio è pubblicato da un editore per cui non nutro una grande stima (almeno fino a quando si affiderà a taluni elementi).
Perché l'impianto narrativo del suo fumetto è molto lontano dai miei gusti in quanto a tematiche e poetica.
Perché le sue atmosfere sono calate in una Roma che detesto (il versante nord).
E, nonostante tutto questo, non posso negare che Alessandro abbia fatto un grande lavoro, scrivendo ottime storie e creando un personaggio che riesce a esprimere tanto le sue passioni e la sua sensibilità, quanto a servire le necessità di un fumetto popolare e da edicola. E, in più, è riuscito a mandare in stampa un prodotto più che dignitoso (spesso davvero buono) sotto ogni punto di vista, dalla cura editoriale alla scelta dei disegnatori, dalla grafica, alle copertine. E lo ha fatto un mese dopo l'altro, superando un mucchio di difficoltà (e, fidatevi, io le conosce bene le rogne che si passano per riuscire a realizzare un prodotto del genere).
In poche parole, Valter Buio è il miglior fumetto in formato quaderno non edito dalla Bonelli (basta usare il termine bonellide, è insopportabile) a raggiungere le edicole dai tempi di John Doe (e che crepi la modestia).

MIGLIOR DISEGNATORE ITALIANO del 2010
Potrei fare vari nomi, tutti meritevoli. Potrei parlare di Corrado Mastatuono, per esempio, che in questo fine anno ha mandato in edicola due albi di Tex di qualità straordinaria. Oppure citare di nuovo Manuele Fior, che ha smesso di essere una sorpresa ed è diventato una certezza assoluta nel nostro panorama. O Massimo Carnevale, visto che Mater Morbi è uscito giusto dodici mesi fa... e invece dico:

Fabio Celoni
Fabio è un bravissimo disegnatore realistico ma è nella Disney, e su Topolino, in particolare, che si esprime davvero al meglio. La sua graphic novel di Epic Mickey, nonostante i pessimi testi di un Peter David che proprio non ce l'ha fatta a infilare la storia del videogioco omonimo nelle 64 pagine a sua disposizione, è il fumetto da avere quest'anno se si prendono in esame solo i disegni. Uno sfoggio di talento, professionalità ed energia, purissimo. E la dimostrazione che Topolino può essere ancora un personaggio accattivante, se messo nelle mani giuste. Ah, per la cronaca, è disponibile anche in digitale.

MIGLIOR FUMETTO NON ITALIANO del 2010

Scott Pillgrim vs. The World
Lo ammetto, lo avevo preso sottogamba. I disegni mi sembravano bruttini e tirati via e la trama, aldilà di fornire un buono spunto per il film di Wright, non pensavo avesse lo spessore per poter reggere in maniera dignitosa per così tante pagine. E invece, a sorpresa, i disegni sono perfetti e la storia è più divertente e profonda di quella del, comunque fantastico, adattamento cinematografico.

MIGLIOR PIATTAFORMA DIGITALE PER I FUMETTI del 2010
A mani basse:

(e, di conseguenza, quelle Marvel e DC, che da Comixology hanno comprato il software).


CINEMA

MIGLIOR FILM del 2010


Scelta infernale quest'anno, combattuta tra l'algido The Social Network e l'emozionale Scott Pillgrim vs. The World. Fuori dai giochi i pur belli Inception e Robin Hood che, pur essendomi piaciuti, non mi hanno lasciato un segno forte nella memoria (ma di Robin Hood ho comprato il blu ray e di Inception, no). A conti fatti, la perfezione stilistica di Fincher prevale sull'esuberanza di Wright. Quindi il vincitore é:

The Social Network

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE del 2010
Fino ad un paio di mesi fa, avrei detto Dragon Trainer senza esitazione alcuna, alla faccia di Toy Story 3 che mi ha lasciato freddo e scontento. Poi è arrivata la Disney e...
Il vincitore è:

Rapunzel
Classico ma non privo di elementi di innovazione. Scritto in maniera perfetta e realizzato ancora meglio. Vederlo mi ha lasciato un senso di benessere totale e non è una cosa da poco, di questi tempi. E poi ho voglia di rivederlo. Subito e più volte.


SERIAL TV

MIGLIOR SERIE TV del 2010
Non c'è davvero storia.

Sherlock
Scritta benissimo. Diretta benissimo. Interpretata benissimo.
Ne voglio ancora. E subito.


VIDEOGIOCHI

MIGLIOR VIDEOGIOCO del 2010
Altra categoria difficilissima perché di giochi straordinari, grandi e piccoli, ne sono usciti davvero molti quest'anno (e li ho giocati quasi tutti) e non ho che l'imbarazzo della scelta. All'inizio ho pensato di basarmi sul tempo che ci ho speso sopra, ma se ci si attenesse a questo principio,World of Warcraft sarebbe il gioco migliore di sempre per l'umanità e sappiamo bene che non è così (anche se, lo ammetto, causa nuova espansione, sono tornato a giochicchiarci). Ma allora, quali fattori tenere in conto? La resa tecnica? La direzione artistica? Il grado di innovazione? Il multiplayer? L'insieme di tutti questi elementi o solo di alcuni?
Alla fine, ho deciso di basarmi sulle sensazioni che mi hanno lasciato dentro e ho avuto un'amare sorpresa: Halo Reach non è il gioco che mi ha emozionato e coinvolto di più, quest'anno. E di sicuro, non lo è nemmeno Fable III, che pure aspettavo tanto. Non è nemmeno Limbo, capolavoro raffinatissimo, dalla meravigliosa atmosfera e ricco di invenzioni che ha sedotto il mio cervello ma ha lasciato indifferente la mia pancia. E non è Mass Effect II, che mi ha annoiato e basta.
La verità è che io ho lasciato il mio cuore sulle polverose strade di Armadillo, in compagnia di John Marston e, per quanto la mia scelta possa essere banale, non posso fare altro che dire che il miglior videogioco di quest'anno è:

Red Dead Redemption
C'è poco da fare: la Rockstar non sbaglia mai.


MUSICA

MIGLIOR DISCO del 2010
Forse ho cercato male io, ma di dischi davvero notevoli ne ho sentiti solamente un paio: Mondo Cane di Mike Patton e quello che intendo premiare:


LIBRI

MIGLIOR LIBRO del 2010
Non è stato un anno di grandissime letture e comunque, poco di quello che ho letto di buono, è stato edito negli ultimi dodici mesi. Grossomodo, ho apprezzato le solite cose (Leonard, Connelly, King, McCarthy, Ellroy nonostante tutto...) ma non mi sono strappato le vesti per nulla. Ho letto un paio di fantasy discreti (Il Mangianomi di DeFeo e La Mano Sinistra di Dio, di Paul Hoffman) ma poco altro. Fortuna che l'anno si è chiuso bene con l'ultimo romanzo di Eco che è davvero fantastico (nonostante l'incazzatura che mi ha generato). Quindi, il miglior libro del 2010 è:

IL Cimitero di Praga
Oscenamente dotto, divertente, caustico, scritto in maniera brillante e ricco di una moltitudine di piani di lettura. Un libro davvero, davvero, notevole.


GADGET TECNOLOGICI

MIGLIOR GADGET TECNOLOGICO del 2010
Annata ricca visto che ho avuto modo di provare (e, in molti casi, diventarne proprietario) un mucchio di giocattoli fantastici, tra cui l'iPad, l'iPhone 4g, l'elicottero AR. Drone, Kindle 2, i nuovi Mac Book Air, il Kinect, il Move, il Galaxy Tablet, gli smarphone Android della HTC e sì, pure le armi Nerf. A conti fatti, restringerò la rosa a due soli prodotti, entrambi marchiati con una mela. Ma prima di andare avanti, vorrei chiarire un punto: io non sono un talebano Apple. Lo sono stato, non c'è dubbio, ma non lo sono più. Anzi, a dirla tutta, la politica di Cupertino mi sta parecchio sulle palle. Continuo a comprare e sostenere i loro prodotti per il semplice fatto che ritengo che non ci sia nulla di migliore sulla piazza in termini di prestazioni, materiali, idee, fruibilità e design. Ma datemi un'alternativa valida che sappia coniugare allo stesso livello, l'eccellenza tutti questi elementi, e io non ci penserò un momento a farla mia. Detto questo, a mio modo di vedere (ma lo dicono anche le spaventose cifre di venduto), i due prodotti più importanti dell'anno sono l'iPad e l'iPhone 4g. Il primo non ha inventato il settore dei tablet ma, di sicuro, lo ha trasformato in un mercato di massa. Il secondo è, semplicemente, il punto di arrivo di un lungo processo di perfezionamento. Dell'iPad ho parlato parecchio, dell'iPhone 4g mai ma, nonostante questo, il miglior gadget tecnologico dell'anno è:

iPhone 4g
Aldilà dei suoi (molto ingigantiti) problemi di ricezione (che, sinceramente, non ho riscontrato), il nuovo iPhone è un oggetto perfetto. Nel design (mai così minimale e mai così giusto), nell'hardware, nel software, nei materiali e in tutti quegli aspetti di contorno che sono però fondamentali (l'offerta dell'App Store, per esempio). E' talmente perfetto che forse lo è pure troppo: nel senso che non riesco a immaginare cosa la Apple possa aggiungere a un futuro modello per spingermi ad abbandonare questo gioiello. La sua vittoria sull'iPad deriva dal fatto che questo è un punto di arrivo mentre il tablet della Apple è solo un punto di partenza (che migliorerà negli anni, statene certi).


BLOG E SITI

BLOG PERSONALE del 2010
E' un amico e quindi dovrei escluderlo a prescindere, ma il suo blog è davvero una piacevole lettura, lo trovate QUI.

BLOG DI APPROFONDIMENTO E CRITICA FUMETTISTICA del 2010
Strano a dirsi, visto il desolante panorama italiano, ma abbiamo ben tre validi candidati. Harry Dice, Fumettologicamente e, il vincitore, che trovate QUI.

BLOG DI UN DISEGNATORE ITALIANO del 2010
QUI trovate tanta bella roba.

BLOG DI UN DISEGNATORE STRANIERO del 2010
E pure QUI.

SITO FUMETTISTICO del 2010
Neanche da starne a discutere: il nuovo Spazio Bianco.


PORNO

MIGLIOR FILM PORNO del 2010
All'inizio volevo votare per il glorioso ritorno di Rocco sulle scene dell'hard ma, alla fine, la superiore qualità delle produzioni della Elegant Angel e la straordinaria bellezza e intensità del loro parco di attrici, mi ha fatto scegliere per questo:
Pornstar Superheroes
Tori Black, Kristina Rose e un mucchio di altre. Sesso abbastanza duro, tanto anal, bella fotografia, grandi performance, bellezze mozzafiato per la maggior parte naturali. E poi, ci sono i super eroi.


MIGLIOR VIDEO PER INTERNET del 2010
Mark Davis regna incontrastato (e James Deen è il suo discepolo). Tra l'infinita mole di materiale che questi due realizzano per Kink.com, ho scelto il filmato che mi ha colpito di più, ovvero lo spettacolare abuso del fondoschiena di Kristina Rose, operato da James Deen in un set carcerario. QUI ne trovate una preview.


PORNO ATTRICE del 2010
Verrebbe facile dire Tory Black visto che è bellissima, giovanissima e pronta a tutto. E, in effetti, se lo meriterebbe. Ma quest'anno ho una passione per Kristina Rose, che di sicuro è meno bella, ma è ugualmente estrema e scatenate e in più mi è pure simpatica (lo ammetto, seguo il suo Twitter). L'unico problema della Rose è che il meglio lo da in azione e le foto non le rendono piena giustizia.



PORNO ATTORE del 2010
Qui non c'è ombra di dubbio:


Arrivato alla corte di Mark Davis, è cresciuto tantissimo, fino a rubargli la scena con tonnellate di stile e autorevolezza.



DELUSIONE PIU' COCENTE DELL'ANNO


E, con questo, mi pare che ci sia proprio tutto.
Buon natale e buone feste!

22.12.10

The SKY is the limit.

Terzo e ultimo pezzo su MySky HD, nell'ambito dell'iniziativa promossa da Liquida.
Gli altri due pezzi li trovate QUI e QUI (oppure QUI, insieme a quelli degli altri blogger coinvolti).

E' tempo di tirare le somme e, per farlo, ho deciso di andare a esaminare tutti i vari profili dell'offerta, guardandoli sia sotto il punto di vista di un utente normale, sia sotto il punto di vista di un utente "evoluto".

Hardware
Poco da dire: il decoder fornito da Sky è uno strumento solido, di facile istallazione (grazie anche all'ottima assistenza fornita) e connettività, gradevole alla vista e che non crea particolari problemi. Il suo hard-disk è sufficientemente capiente per un utente che ha la sola necessità di registrare qualcosa da vedere in un secondo momento ma, purtroppo, è assolutamente inadeguato per chi vuole crearsi un proprio archivio personale di contenuti da conservare per sempre.
Viene poi da chiedersi perché non sia possibile trasferire le registrazioni su un HD esterno. Non è illegale visto che i programmi sono "sporcati" da loghi e pause pubblicitarie ed è pieno diritto dell'utenza poterlo fare (al pari di come era pieno diritto poter registrare le canzoni dalla radio sulle cassettina o i programmi televisivi sull'odiato VHS).

Software
La fruibilità della proposta Sky, seppur non particolarmente aiutata da una serie di menù leggermente macchinosi, è esposta con chiarezza e non genera particolari confusioni. L'aspetto estetico sarebbe da svecchiare. Le opzioni offerte sono interessanti anche se si ha l'impressione che ci troviamo in una fase di transizione tra la maniera in cui è intesa oggi una tv a pagamento e quello che sarà da qui a qualche anno. Per esempio, l'opzione Sky On Demand, è una mezza via tra la classica proposta condizionata di programmazione di Sky (quindi, legata a finestre temporali stabilite dal network) e una vera tv on-demand. In sostanza, è possibile fruire di alcuni contenuti quando si vuole, ma questi contenuti restano a disposizione dell'utente solo per un certo periodo e poi spariscono. Personalmente, da quasi nativo digitale, preferisco di gran lunga il poter scegliere da un catalogo permanente, avendo la possibilità di noleggiare il singolo prodotto o acquistarlo in via definitiva (in sostanza, il tipo di offerta proposta da Apple TV, dalla futura Google Tv, dalla piattaforma X-Box Live! e dal network Sony).
Molto valida (e utile) invece l'integrazione della piattaforma Sky attraverso internet e gli smartphone.

Qualità audio-video
Poco da dire sotto questo profilo. I canali HD garantiscono una qualità ottimale sotto tutti i punti di vista. Dispiace solo che i canali dedicati alle "differite" (quelli che ripropongono la programmazione dei canali principali con alcune ore di ritardo), non siano anche loro in HD (cosa un tantinello assurda, se proprio vogliamo dirla tutta).

Contenuti
"Se ami il cinema, scegli Sky", mi pare che recitasse un vecchio spot.
Non concordo.
Se ami il cinema, vai al cinema.
E poi ti compri i film su Blu Ray o in digitale, in maniera permanente.
Se invece sei solamente uno a cui ogni tanto piace vedere un film alla sera, allora Sky va benissimo, anzi, è la migliore delle piattaforme disponibili tra quelle di largo consumo.
La scelta è abbastanza ampia, le proposte del pacchetto base sono interessanti, ci sono discrete anteprime e validi canali tematici.
Resta il fatto che è un'offerta condizionata da rigide finestre temporali e dalle disponibilità di catalogo. Ma questo è un problema che vale tanto per Sky quanto per il digitale terrestre di Mediaset.
Discorso analogo per le serie televisive.
La musica cambia quando si tratta, invece, di programmi per la tv, contenuti originali e esclusivi (come la serie di Romanzo Criminale), news e telegiornali, canali tematici dedicati ai documentari o ai bambini, e ovviamente, lo sport, campo in cui Sky eccelle, sia per la varietà dell'offerta, sia per la qualità complessiva di tutto il pacchetto fatto non solo dagli eventi sportivi in quanto tali ma anche da tutto il contorno di programmi di commento e approfondimento. A conti fatti, questi elementi sono il vero valore aggiunto della piattaforma di Murdoch e la ragione principale per cui mi sentirei di spendere dei soldi per averla dentro casa.

Conclusioni
Ho iniziato questa serie di pezzi da scettico e devo dire di non essere stato fulminato sulla via di Damasco.
Ma il problema non è di Sky, è mio.
A conti fatti, Sky si è rivelato un servizio molto valido e ricco nella sua offerta complessiva (sia sotto il profilo tecnico, sia sotto il punto d vista dei contenuti è, di sicuro, la migliore sul mercato) e mi sento di consigliarla a qualsiasi famiglia, agli appassionati di sport, a chi è stufo di una televisione fatta di telegiornali di regime, talent show, reality e varietà da lobotomizzati. Perché quella di Sky è una buona televisione.
Anzi, si potrebbe dire che è la televisione come dovrebbe essere.

Solo che a me, la televisione, nelle sue modalità di fruizione tradizionali, interessa poco.
Il tempo che io passo davanti a uno schermo televisivo non è mai tempo da "ammazzare", giusto per riempire una serata, ma è sempre tempo rubato a qualche altra attività (il lavoro, gli affetti, altri media come la letteratura, i romanzi, i videogiochi) e quindi quello che vedo è sempre figlio di una scelta ben ponderata che va a discapito di una di queste cose e che, proprio per questo, deve valere.
Sono un appassionato di cinema e serial e voglio scegliere io cosa vedere, quando e come. E voglio poter avere i prodotti che mi sono piaciuti in un archivio sempre a mia disposizione (poco importa se fisico o digitale). E questo, per il momento, Sky non può darmelo.
Alla stessa maniera, non ho bisogno di Sky e dei suoi telegiornali (seppur ottimi) perché per avere le notizie uso internet, che me le fornisce prima e in maniera meno filtrata.
Non ho figli da imbambolare davanti a Disney Channel (e, anche se li avessi, cercherei di non farlo) e per quanto riguarda i documentari: sono belli, ma anche quelli posso procurarmeli per altre vie.
Quello che invece Sky mi fornisce, in esclusiva e con tutta una serie di contenuti correlati di ottima fattura, è lo sport, che è davvero l'unica ragione per cui potrei pensare di abbonarmi al servizio.
Ma pagare quello che c'è da pagare (che non è tanto ma nemmeno poco) per poi fruire solamente di una piccola parte di quello per cui spendo i miei soldi, non mi pare proprio cosa.
Vorrà dire che la Roma me la vado a vedere al Pub, che è pure più sociale.

Prima di chiudere, lasciatemi comunque ringraziare Liquida e quelli di Sky.
Mi hanno dato modo di provare il prodotto con mano e, soprattutto, mi hanno lasciato la libertà di dire quello che ne pensavo, liberamente e senza nessuna pressione.
Ce ne fossero di aziende così.

21.12.10

Una versione scartata di Mater Morbi.


Per stabilire l'aspetto della madre delle malattie, io e Massimo abbiamo vagliato un sacco di idee diverse.
Io avrei voluto qualcosa di simile alla prima "beast" (Octopus) dell'ultimo Metal Gear Solid, Massimo puntava verso qualcosa di più simile a un Borg di Star Trek. Alla fine, anche per servire un aspetto della storia a cui tenevo molto (che purtroppo è stato frainteso, probabilmente perché non sono stato abbastanza bravo a farlo passare), abbiamo deciso di andare sul sicuro e disegnare la madonna della malattia come una dominatrice sadomaso abbastanza classica.
Il disegno qui sopra viene direttamente dal blog di Massimo Carnevale.
Tra qualche tempo, io e un altro straordinario disegnatore, ne studieremo una nuova versione... ma questa è un'altra faccenda e no, non si tratta di una nuova storia per Dylan Dog.

20.12.10

Fumettari di tre quarti di spalle, in piano americano, con braccione!

Ricordate questo?
E che noi potevamo essere da meno?


Francesco Artibani. Un professionista. Uno vero. Topolino, Monster Allergy, Witch, Winx, Lupo Alberto, mica cazzi.

Tito Faraci. Sempre a proposito di professionisti con la "P" maiuscola (Topolino, Tex, Brad Barron, Diabolik, Dylan Dog e un mucchio d'altre robe). Tartaruga in bella vista, altro che 300.


Leo Ortolani. 'Nuff said.


Emiliano Mammucari. Matita elegante del fumetto italiano.


Riccardo Torti. Disegnatore talentuoso, figlio di cotanto padre.


Leomacs. Un dannato satanasso al servizio di Aquila Della Notte e dei suoi pards.


Werther Dell'Edera. Un italiano alla corte della Vertigo.


Gigi Cavenago. Un duro che, non per nulla, disegna Cassidy.


Luigi Pittaluga. Bronzo di Riace in salsa Bonelli.


Sara Pichelli. Marvel Girl.


Giovanni Masi. Sceneggiatore zen.


Federico Rossi Edrighi. Un giovane con una gran mano e una bella voce, e il suo gufo (anche lui di tre quarti di spalle).


Margherita Tramutoli. Disegnatrice. Prima di andare a dormire.


Amal Serena. Curatrice tatuata.


Christian G. Marra. Autore. Editore. Visionario.


Me medesimo.


Mauro Uzzeo, sceneggiatore, regista, persona sensibile.


Carlo Bocchio. Illustratore. Bello. Bello.


Giorgio Santucci, massiccio italiano.


Giacomo Bevilacqua, quello a cui piace Panda.

E per smorzare i vostri bollenti spiriti davanti a un tale sfoggio di puro sex appeal...

Cristina Riminucci. Che disegnatrice non è, ma è stata disegnata spesso.

p.s.
Gipi me ne ha promessa una con baguette in primo piano ma non si decide a mandarla, il pavido.