28.1.11

Intervista a Fausto Brizzi... lo sceneggiatore Disney.



Oggi si è tenuta la conferenza stampa di Fausto Brizzi a proposito del suo nuovo film, Femmine contro Maschi. C'erano gli attori, gli sceneggiatori, produttori e distributori e quelli di Sony Music, accompagnati da Noemi e Gaetano Curreri, autori della canzone che accompagna il film. Insomma, tutto il blocco al completo, praticamente. Con l'occasione, ho avuto modo di fare un paio di domande a Brizzi a proposito del suo impegno di sceneggiatore di fumetti per la Disney, per cui ha realizzato vari adattamenti a fumetti dei suoi film, reinterpretati dai personaggi della multinazionale del topo.

Il settimanale Topolino, specie in tempi recenti, ha collaborato spesso con personaggi noti di altri media per la creazione di alcune storie speciali. Penso, per esempio, a Vasco Rossi, Francesco Totti, Ronaldo e via dicendo. Tu ti senti più un vip prestato alla rivista o un vero e proprio sceneggiatore di storie di Paperi e Topi?

La seconda, ovviamente. Per me è un grande onore poter scrivere storie per Topolino. Un vero e proprio traguardo raggiunto.

Quindi, ti sei confrontato davvero con il lavoro dello sceneggiatore fumettistico?

Sì. Anche se devo ricordare che, di fianco a me, c'è sempre stato Riccardo Secchi, sceneggiatore Disney di lunga esperienza che mi ha aiutato a capire i meccanismi della tavole e i segreti della sceneggiatura a fumetti.

Avendo avuto modo di leggere tutte le tue storie, ho avuto l'impressione che tu sia un "disneyano di ferro", molto legato al quella tradizione di storie adatte a tutti, bambini e adulti, che rappresentavano il segreto del successo del settimanale Topolino, in particolare negli anni '70 e '80.

Proprio così. Sono un grande amante dei personaggi Disney e ho un particolare amore per le storie di Topolino di quell'epoca e per il lavoro di quegli autori che le realizzavano.

In quegli anni, però, Topolino era un settimanale per tutta la famiglia, lo leggevano i bambini come gli adolescenti e i genitori. Per molti versi, era "uno di casa" nelle famiglie italiane, al pari di riviste come TV Sorrisi e Canzoni o Famiglia Cristiana. Oggi il settimanale sembra essersi riposizionato, rivolgendosi soprattutto, ai bambini. Non hai paura che le tue storie, basandosi sui tuoi film che hanno un target ben definito e di sicuro non infantile, trattino di argomenti troppo distanti dal pubblico che poi finirà per leggerle?

No. Penso che Topolino abbia ancora una valenza universale e che le sue storie possano essere apprezzate tanto dagli adulti, quanto dai bambini. E' questo il genere di storie che ho cercato di scrivere io.

Come ti sei trovato nel ruolo di sceneggiatore di fumetti rispetto al lavoro di sceneggiatura per il cinema?

Lavorare sui personaggi Disney è magnifico. Rispetto al cinema ci sono molti problemi in meno. Gli attori sono sempre disponibilissimi, sono tutte grandi star, non arrivano mai in ritardo sul set, non ti cambiano le battute e non hanno mai problemi. Tutto quello che devi fare è scrivere delle buone storie e loro ti daranno il meglio!

Specie se, a disegnarli, ti ritrovi con gente del calibro di Mastantuono o Cavazzano, due mostri sacri della scuola Disney italiana...

Assolutamente. Ma non solo. Quando hai modo di scrivere una storia per la Disney, è ovvio che vorresti che a disegnartela fosse Cavazzano... ma in realtà tutti i disegnatori con cui mi sono trovato a collaborare sono stati straordinari.

Hai avuto rapporti diretti con loro?

No. Di questo aspetto si è preso cura Riccardo (Secchi) e la redazione.

Scriverai ancora storie a fumetti, magari non legate ai tuoi film?

Forse. E' una bella esperienza.


Qui di seguito, le prime 5 tavole tratte dalla versione a fumetti Disney di Femmine contro Maschi.





Detto tra noi, io nutro ancora qualche perplessità nei confronti di operazioni del genere.
E questo aldilà della qualità del prodotto di Brizzi-Secchi (che mi pare buono) ma, parlando in generale. Per carità, è ovvio che in queste faccende ci guadagnano tutti: i personaggi coinvolti fanno un'esperienza divertente, ottengono un attestato di prestigio e popolarità e hanno pure della pubblicità gratis, il settimanale fa parlare di sé sui media generalisti (che, anche se per i nativi digitali è difficile da capire, fanno ancora la differenza) e alza le vendite...
Però la mia impressione è che si finisca per nutrire una logica del "mordi e fuggi" che premia, in termini di copie, quel singolo numero della rivista, ma che non aiuta a (ri)costruire quella continuità di rapporto tra il grande pubblico e Topolino che, con gli anni, è andata persa.
Ma magari mi sbaglio. Anche perché, di grandi storie nate da iniziative del genere, ce ne sono state (La vera storia di 900 di Baricco-Faraci e Cavazzano, per esempio)