20.1.11

Ma se...

...il nemico del mio nemico, è mio amico, l'amico del mio nemico, che cos'é?
Sembrerà strano ma 'sta domanda mi è capitato di farmela spesso, negli ultimi anni.
Perché non è che io pretenda che quelli che stanno sul cazzo a me, stiano sul cazzo pure ai miei amici (e del resto, io non accetterei dai miei amici una simile pretesa), però sì, mi fa strano vedere come gente che si professa mia amica, poi non abbia problemi a essere amica pure di persone che, in più occasioni e in diverse maniere, hanno cercato di danneggiarmi davvero (talvolta persino fisicamente).
E' una logica del compromesso sociale che proprio non riesco a capire.
Sarò strano io.

38 commenti:

Andrea V. ha detto...

I nomi, Rrobe, i nomi!

S3Keno ha detto...

uuuh, se ti fai ancora domande del genere stai fresco, Robe'...
;)

RRobe ha detto...

Spiegamelo come fossi un bambino di tre anni, Stefano.
Te l'ho detto, sono io che non ci arrivo.

Andrea Mazzotta ILGLIFO ha detto...

Su questo argomento io ho discusso molto con tanti amici, di cui alcuni sono diventati ex.
Se tu sei un mio amico (uno vero, non solo un compagno di bevute), uno con il quale nei momenti di difficoltà ci si divide il pane in tavola, NON puoi essere indifferente nei confronti di chi mi tratta male o di chi mi ferisce.
A meno che tu amico ritenga che io ho torto e allora devi cercare di farmelo capire.

Un saluto rrobe!

DAVID MESSINA ha detto...

...siamo almeno in 2 a non capirlo!

Arnaldo ha detto...

Purtroppo Rob e' una domanda che mi sono fatto spesso anche io.
E tuttora non ho ancora trovato una risposta logica.
Se ne trovi una, fischia.

Mario De Roma ha detto...

L'amico del tuo nemico è uno che si sta a fare i cazzi propri.

Che poi se uno, metti chessò un esempio, è amico ad uno stronzo attaccabrighe che ogni due secondi c'ha da ridire con qualcuno... non è che può stare a seguirlo in tutte le sue liti, diciamo che gli è amico nei momenti buoni, e gli dice di smettere di costruirsi quelli cattivi.

RRobe ha detto...

Concordo. Ma non era esattamente l'esempio che t'ho portato, Mario.

Andrea Del Campo ha detto...

mi son fatto l'idea che certe persone hanno una socialià a compartimenti stagni e molto individualista nella quale i singoli rapporti non interferiscono tra di loro pur essendoci punti di contatto o di scontro.Ma questo non necessariamente per male o per menefreghismo...o altrimenti neanche io so spiegarmelo.

Adriano ha detto...

Robbe'...
1° Non sei negro, 2° non hai la voce di Pannofino.

Poi, è facile.
Se una persona ti sta sul cazzo, non è detto che debba stare sul cazzo a me, e questo lo hai detto tu, aggiungo, Se con uno ci hai litigato tu e non io, sono cazzi tuoi e non miei, al limite eviterò di incontrarvi nello stesso momento.
Un po' come diceva Brunello Robertetti: "Ho grande rispetto per gli omosessuali e i negri purche' i due eventi non si presentino contemporaneamente"

Ma poi il discorso è vasto, di chi parli? Di chi ti legge? Di chi ti conosce? Di chi è tuo amico da tanto? Di chi consideri un fratello mai avuto?
Inoltre rispetto a cosa?
A uno che pensa che sei il re dei parrucconi? A uno che prima ti ha scopato la donna, ammazzato il canarino e poi t' ha menato?
A uno che t' ha ficcato la testa nel cesso, pisciato per terra e fottuto un tappeto che dava un tono all' ambiente e non pago è tornato a casa tua mentre facevi il bagno e ti fumavi una canna e ti ha messo un furetto (da te scambiato per marmotta) nella vasca?

Le relazioni interpersonali sono ampie e piene di sfumature di grigio.
E in parte sono d' accordo col GLIFO, se uno è amico vero ti spalleggerà a prescindere, anche se hai torto, poi magari in privato ti farà notare che se sei uno stronzo.

PETRO ha detto...

un nemico è ciò che diventa un amico prima di un brutto litigio. Se la possiamo vedere così, è normale credere che "un amico (anche) del tuo nemico" sia semplicemente qualcuno che vuole restare neutrale, no?! mi sembra una possibile risposta

RRobe ha detto...

Per Petro: è, ok. Sarà che, per me, la neutralità è un sacco di cose ma mai un elemento positivo.

S3Keno ha detto...

Invece ti faccio un esempio come tu fossi un adulto di 36 anni, Rob.

Tu sei mio amico, no? (che proprio recentemente mi hai confermato di "sentirti amico" con me in termini di affetto, che peraltro mi ha fatto pure piacere) e magari molti dei TUOI amici mi stanno pure sur cazzo, ma fin qui è più che normale.
Però magari c'è stato un momento in cui tu, mio amico, eri anche amico di "una persona che in più di una maniera ha cercato di danneggiarmi davvero" (e in parte c'è anche riuscito) ma tu - in nome di quella presunta amicizia con lui (che magari risaliva ad un paio d'anni prima, non quasi ventennale come la nostra) - hai fatto scelto in suo favore, non io mio.
E magari la cosa ci ha creato non pochi problemi.
Poi il tempo passa, la vita va avanti.
Tutto scorre, tutto si dimentica.
E 'sticazzi ;)

Può calzare come esempio?

PETRO ha detto...

noto che hai capito che avevo fatto un errore di battitura prima.
non è una cosa positiva la neutralità ma non mi sembra nemmeno positivo schierarsi solo con uno dei due amici, sarebbe ingiusto anche quello. Dovrebbe subentrare alla neutralità l'imparzialità del mediatore, cioè "l'amico" ha il compito morale di provare a far ragionare entrambi.

RRobe ha detto...

Per S3keno: e ho fatto una cazzata allora.

RRobe ha detto...

Sempre per S3keno: però, pure in quel caso, una scelta, una posizione, io l'ho presa. E infatti abbiamo scazzato. Non abbiamo fatto finta di niente.

alexmeia ha detto...

Non ci sono regole in queste cose. Ci vogliono degli esempi specifici e bisogna valutare caso per caso, perché le variabili sono troppe: a cosa è dovuto il litigio? Quanto è profonda, l'amicizia del tuo amico con il tuo nemico? E così via...
Se facessi un esempio dettagliato ognuno potrebbe esprimere il suo giudizio, parlare in base a situazioni generiche non funziona.

RRobe ha detto...

Invece è il principio generale che conta, per me.

S3Keno ha detto...

Infatti Rob io preferisco sempre e comunque chi prende posizione (anche fosse sbagliando) non chi fa il "neutro" per quieto vivere con tutti.

E cito pure l'Apocalisse, tiè:
"Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio. Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei TIEPIDO, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca"...

Adriano ha detto...

Vuoi un principio generico?
La domanda è mal posta seconda me, non ci può essere un principio generico, se l' amico del tuo nemico è il tuo migliore amico allora?
Lo vedrai come se fosse il dirimpettaio?
No!
http://youtu.be/-9veSFmRaXk

Filippo ha detto...

Non saprei. Vado a vedere qualche episodio di Beverly Hills 90210 e poi ti do una risposta

kingsimon ha detto...

per esperienza personale ti dico senza tema di smentita che semplicemente non e' tuo amico.....magari pensa di esserlo, ma non lo e'.....vogligli(non male vogligli) anche bene , ma non fare affidamento su di lui....

maurizio battista ha detto...

Se parliamo di un nemico che ha cercato di farti del male (male sul serio) non ci sono cazzi.
Semplicemente non ti puoi fidare di chi si professa neutrale pur sapendo e ammettendo l'esistenza di tali precedenti. Un amico così va retrocesso a simpatico conoscente senza starci troppo a pensare.

Karcinome ha detto...

Mah…
Credo sia tutto volto alla ricerca di un "quieto vivere", che alla fine non giova a niente e nessuno (tutti amici, nessuno che litiga).

E sono situazioni in cui ci troviamo tutti, almeno a me è capitato più di una volta.

In fin dei conti, credo che il tutto lo si possa riassumere con la frase di S3Keno "Poi il tempo passa, la vita va avanti.
Tutto scorre, tutto si dimentica.
E 'sticazzi ;)", anche se ometterei il "sticazzi", perché a me girano se un mio amico si comporta da stronzo.

P.S.
Bella partita ieri :)

enrico ha detto...

Lo so che della solidarietà magari te ne fai un cazzo ma ti capisco.
Spero almeno non sia di quelli che di fronte a te amicissimi tuoi e peste e corna degli altri e poi appena ti volti son pappa e ciccia con loro.
Questi son pure peggio.
Io ho scelto di metterli tutti da parte e che si divertano tra loro.

Jem7 ha detto...

Mah, se sono amico di un nemico di un mio amico, non vedo innanzitutto perchè il mio amico mi debba far "pesare" la cosa, o chiedere come faccio ad essere amico di entrambi. Mi sembra piuttosto egoista dover scegliere.

"Se parli con lui non sei più mio amico, gnè gnè gnè..."

Posso ammettere che uno si comporti male nei confronti dell'altro, e quindi? Ci saranno dei motivi, che dovranno essere risolti tra di loro, non faccio il paladino di nessuno nè da pacere.

Solitamente la cosa cambia (parlo in generale) se c'è di mezzo un partner...

Benny ha detto...

Questo posto e i commenti sono illuminanti... saro anche io lo strano... ma penso la stessa identica cosa e ci passo le ore, le notti a pensare a quale sia la risposta giusta (se pur ce ne sia una)

e sulla questione della neutralità ancor più d'accordo... non a caso ieri sera mi sono ritrovato a chiedermi cosa fosse la neutralità....

mi sono ritrovato più volta in situazione di miei amici amici dei miei nemici (amico in comune in pratica) che riuniva tutti a mò di rimpatriata... questa cosa -che lui come altri chiamano neutralità - è una cosa (dal mio punto di vista) SBAGLIATO e neanche poco.

sei amici suo ok, sei amico mio ok, non far però il "giusto" e far si che diventi amico del mio nemico (e viceversa) -tanto meno cerca di metterci insieme se sai della rivalità-

Djo! ha detto...

è un discorso di compromessi e esigenze, dipende da chi li fa/ chi li ha e per chi. Non so se è senza singolo principio generale, o se c'è quanto sia monolitico, è un discorso di propria libertà che finisce in quella degli altri.

Andrea Gadaldi ha detto...

Per una comprensione di che tipo di persona stiamo parlando
http://www.toplessrobot.com/SpbPQ.jpg
oppure l'amico del tuo nemico è una spia da entrambe le parti. È Clint Eastwood in "per un pugno di dollari" per intenderci.

A parte gli scherzi, penso sia il significato che entrambi date alla parola "amico" e il tipo di "nemico" che generano il principio.

Nel tuo caso, in effetti in maniera abbastanza estrema ed antitetica, se tu e il "nemico" ai rispettivi poli, l'"amico" in mezzo sembra una contraddizione.

-harlock- ha detto...

il fatto è che siamo abituati a ragionare in termini di schieramenti – o con me o contro di me – come se essere amici volesse dire stare dalla stessa parte della barricata. non è necessariamente così. ci sono persone che magari riescono ad andare oltre la dicotomia amico-nemico e che apprezzano le diverse qualità e opinioni di tutti, che riescono a frequentare con soddisfazione tipi umani completamente diversi fra loro e con idee anche antitetiche, senza che questo significhi che siano degli ipocriti. ci sono invece persone che magari pretendono di frequentare solo gente che la pensa come loro o che abbia uguali interessi. in pratica, c’è chi percepisce una differenza di vedute con un altro essere umano come una irriducibile distanza, e c’è chi riesce a vederla – fortunato lui - come una risorsa.
perciò, così come non credo che il nemico del tuo nemico sia necessariamente tuo amico – al massimo sarà un provvisorio alleato - allo stesso modo non vedo perché l’amico del tuo nemico non possa essere anche amico tuo. l’importante è che non pretenda che tu diventi amico del tuo nemico e che rispetti la tua posizione. l’amicizia, secondo me, ha una sola “regola”: la lealtà. che significa il rispetto di regole condivise (da entrambi), non il rispetto delle regole nostre.
comunque se uno ha malmenato un mio amico, nel dubbio prima lo meno, POI ci si può anche frequentare. :)

Djo! ha detto...

in genere si cercano risposte a domande come questa quando ogni buon proposito ha fallito, se deve seguire un'azione che sia chiara alle parti in causa: chi viene scaricato / appoggiato / rivalutato da chi e a rimborso di cosa. Giusto per non doverci tornare sopra una seconda volta.

Viviana Boccionero ha detto...

HTML5, RRoby. Non ci sono cazzi.

The Passenger ha detto...

Allora dovrei essere pure io incasinato! E' una cosa che mi è capitata molte volte! Come l'evoluzione naturale delle cose sappi che o smetterà/ete di essere amici prima o poi oppure poichè è impossibile essere neutrali come la Svizzera, impossibile come arrestare la caduta dei miei capelli, lui smetterà di essere amico del tuo nemico. E se posso aggiungere una cosa, ti dico che mano a mano che leggo i tuoi post e mano a mano che ti conosco, tanto più capisco quanto davvero siano tra loro simili in molte manifestazioni di affetto i capricorni. Come me anche tu sei una persona davvero complicata e che rimugina troppo. Quando un capricorno poi sceglie un lavoro "artistico" allora si che è fregato. Ancora più tempo per rimuginare. Eh si, sono cazzi!
Ps non ti preoccupare di ringraziarmi. Eh EH! E' la fredda e fottuta realtà!

Giorgio Salati ha detto...

In linea di massima è vero, però mi è capitato diverse volte di essere amico di due persone che poi tra di loro si sono fatte la guerra. E la cosa mi è dispiaciuta, ma alla fine che fai? Li mandi a cagare entrambi perché si fanno la guerra? Scegli uno dei due? Non sempre è così facile capire chi due due "ha più ragione", oppure alle volte se hai un amico anche se fa delle cazzate fai fatica a mandarlo a cagare e piuttosto cerchi di ridurre i danni che combina e cercare di essere "vicino" anche all'altro amico che è stato danneggiato... Alle volte l'amicizia è anche questa: hai un amico che sai che sbaglia ma un qualche legame ti impedisce di mandarlo a quel paese, e sai che non cambierà mai...

KK ha detto...

questa cosa non l'ho mai capita , neanche io , perchè io se fossi amico di uno al suo nemico sicuramente non gli darei corda.
Invece al contrario capita spesso che l'"amico" fa il neutro.
Allora è proprio da chiedersi se è davvero amico o non lo è.

Marco Longo ha detto...

L'amicizia, una cosa di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno.

asbadasshit ha detto...

Il nemico del mio amico è mio nemico. Poi mi dicono che sono incivile, ma tant'è.

Per la gente limitata come me è bene chiarire questo punto quando si comincia ad essere amici. E nel caso non si concordasse si resta amabili conoscenti. L'amicizia -vera- va presa sul serio, come una relazione. Se ci sono valori, principi o mere fissazioni imprescindibili per uno dei due, va detto subito. Non è più facile essere amico rispetto all'essere compagno. Così come non è più facile essere figlio piuttosto che genitore. Il solo fatto che tu ci abbia scritto un post significa che l'uovo è rotto.

alexmeia ha detto...

Capisco che a te interessi una regola generale, ma più ci penso e più che mi convinco che cercare delle regole generali di comportamento per questo tipo di situazioni è solo una perdita di tempo.