14.1.11

[RECE] Vallanzasca -gli angeli del male-


Placido si è sbracciato un sacco per difendersi da accuse e polemiche seguite alla presentazione del film a Venezia (se ne volete sapere di più, la pagina di Wiki è sorprendentemente completa a riguardo) e io mica lo capisco perché.
Sostanzialmente, quelli che hanno dato contro alla pellicola l'hanno accusata di essere superficiale nel raccontare l'Italia del periodo e di non aver saputo offrire una visione distaccata e critica del personaggio Vallanzasca ma di averlo, semplicemente, spettacolarizzato (proprio come la stampa italiana ha sempre fatto).
E quindi?
Placido mica stava facendo un documentario o una biografia. E nemmeno aveva pretese di impegno sociale (non le aveva nelle azioni, perlomeno, a parole si può dire tutto e il contrario di tutto).
Placido ha fatto un film.
Che è pure un bel film, a dirla tutta.
Un film che celebra (sì, lo celebra, pochi cazzi) un personaggio affascinante della cronaca nera italiana ma che con la realtà ha poco a che spartire perché è fiction, e come tale deve essere giudicato.
Il protagonista della pellicola è un anti-eroe affascinante? Sì.
Ma il personaggio Vallanzasca lo era in origine e trascurare questo elemento sarebbe stato assurdo. In più, la narrativa è piena zeppa di eroi negativi, alcuni basati (più o meno liberamente) su personaggi reali e solo in Italia abbiamo una specie di vergogna ad usarli.
E poi, i banditi esercitano un fascino tutto loro (basti pensare a Salvatore Giuliano o a Robin Hood, se vogliamo), un fascino a cui il cinema (specie il cinema) non è mai stato insensibile, al punto che le storie di criminali sono, praticamente, un genere vero e proprio.
Poi sì, si potrebbe fare il solito discorso sulla responsabilità, sul fatto che certe cose si dovrebbero fare con maggiore consapevolezza, metodo e mestiere ma, a conti fatti, questo Vallanzasca -gli angeli del male- è un film scritto abbastanza bene (a tratti, molto bene), con un regia sorprendentemente rock e internazionale (un brutto crimine per un film, in Italia), nobilitato da una interpretazione straordinaria di Kim Rossi Stuart e da una bella colonna sonora (strano a dirsi visto che è dei Negramaro). E tanto basta per sgomberare il campo da qualsiasi altra considerazione.
Insomma è meglio di tanta produzione italiana (quasi di tutta) e al pari di parecchia roba straniera.
Io ve lo consiglio, poi fate voi.