28.1.11

Vallanzasca, Placido, l'onestà intellettuale e l'etica...

Dunque, cosa ne penso del film Vallanzasca: gli Angeli del Male, l'ho scritto QUI.
Ma mi tocca fare una postilla dopo aver sentito quello che Michele Placido (regista della pellicola) aveva da dire a proposito della sua ultima fatica a Parla con Me, il programma di Serena Dandini.
Sostanzialmente, Placido ha definito Vallanzasca (quello vero) come un uomo "etico" e poi ha detto che il suo film è un "esercizio di onestà intellettuale".
Per dimostrare la sua tesi, ha parlato di un particolare evento nella vita del bandito.
In sostanza, quando era in carcere a Novara, nel 1981, Vallanzasca e altri criminali diedero vita a una rivolta carceraria con lo scopo di creare confusione ed avere modo di regolare i conti con alcuni infami (gente che li aveva traditi in qualche maniera) incarcerati con loro.
Nel caso particolare. Renato Vallanzasca "appiana" le sue divergenze con Massimo Loi, un ventenne a lui molto legato (lo definiva un "fratellino"), uccidendolo con quattro coltellate.
Forse.
Perché Vallanzasca, questo omicidio, prima lo conferma, nel libro di memorie Il Fiore del Male. Banditi a Milano di Carlo Bonini, poi lo sconfessa, nell'intervista del 2006 all'Europeo, infine lo conferma di nuovo, nel libro l'Ultima Fuga, scritto insieme a Leonardo Coen.

Adesso, Placido alla Dandini ha raccontato che lui non voleva inserire quell'omicidio ma che è stato Vallanzasca stesso a chiederglielo, ammettendolo per la prima volta.
E già qui, l'onesta intellettuale di Placido lascia a desiderare visto che Vallanzasca, quell'omicidio, lo ha ammesso in un libro, uscito nel 2010 e scritto proprio di suo pugno.
Comunque sia... come lo racconta questo omicidio Placido, nel suo film?
Alla stessa maniera in cui Vallanzasca lo racconta nel libro e che trovate QUI.
Identico in tutte le dinamiche tranne per il dettaglio che Massimo Loi, anni 20, un ragazzetto che i magistrati definivano come uno che, nella criminalità, c'era finito per caso, nel film, è interpretato da un Filippo Timi (anni 37) conciato come Carlito Brigante a fine carriera.
Esercizio di onestà intellettuale...

Comunque sia, tanto il resoconto di Vallanzasca quanto, la messa in scena di Placido, ci riportano quell'omicidio in una maniera che è degna di un melò criminale di Jean-Pierre Melville: Vallanzasca consegna un'arma all'uomo che deve uccidere e non lo uccide fino a quando questi non tenta di assalirlo a sua volta. E mentre lo uccide piange perché, per lui, è come uccidere suo fratello. Pura retorica poetica calibro 9.
Peccato che, anche qui, ci sia un'altra storia:
per esempio si racconta che il corpo di Loi venne ritrovato decapitato e in parecchi riportarono che la sua testa venne usata per giocare a pallone da Vallanzasca e dai suoi compagni (se volete saperne di più, QUI c'è lo speciale di Minoli dedicato alla faccenda).
Ovviamente, di tutto questo, nel film, non c'è traccia... il corpo di Loi viene trascinato via dai compagni mentre Vallanzasca lo osserva piangente.
Onestà intellettuale...

Adesso... a me se Placido vuol fare un film di Vallanzasca e raccontarlo come se fosse un bandito romantico, mi sta benissimo. Un film è un film, non è la cronaca e, tantomeno, la storia.
Raccontare la storia, quella vera, non è compito o dovere della fiction. Anzi, meno la fiction ha questa pretesa e meglio è.
Ma cazzo, se mi vieni a dire che Vallanzasca (quello vero, non il tuo personaggio fittizio) è un "uomo etico" e che tu hai fatto un "esercizio di onestà intellettuale", allora sei in malafede e sì stai davvero insultando tutte le famiglie di quelli che Vallanzasca ha ammazzato (che sono parecchi, anche se il film non ne mostra praticamente nessuno).

Clint Eastwood metteva in bocca le seguenti parole a William Munny, l'assassino da lui interpretato ne Gli Spietati:
"E' una cosa grossa uccidere un uomo: gli levi tutto quello che ha, e tutto quello che sperava di avere."
Magari a Placido farebbe bene farsi spiegare da Clint Eastwood il significato della parola ETICA.



p.s.
ma che è 'sta mania di andare a fare le interviste in televisione con il cappello in testa? Ma non si sentono dei cretini?

18 commenti:

Giorgio Salati ha detto...

Sono d'accordo su ogni singola parola.

Libertà artistica a tutti i costi, ma che vadano in giro a chiamare "etico" un bandito come Vallanzasca è veramente vomitevole.

Massy ha detto...

daccordissimo anche io su tutto.
E' un clamoroso autogoal nei confronti di chi lo accusa di apologia di un peronaggio negativo


PS il link sul serviio di minoli non è "agganciato"

Manuel Colombo ha detto...

e poi sta palla che tutti gli eroi debbano per forza essere positivi.
Non si può fare un bel film su uno stronzo, che agisce da stronzo e pensa da stronzo e che riesca a farci amare lo stronzo di cui sopra? bisogna per forza che lo stronzo abbia un lato umano? e cosa c'è di più umano che essere stronzi?

Alessandro Di Nocera ha detto...

L'idea di Vallanzasca come uomo etico (e non morale, si badi)è una sorta di provocazione (una vera) che nasce dalla constatazione che Vallanzasca si è sempre assunto le responsabilità delle sue azioni, anche le più turpi.
E questo lo mette in netta contrapposizione, per esempio, con molti politici che prima commettono crimini e illegalità e poi fanno di tutto per non scontare niente.
Vallanzasca, alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se lui fosse diventato bandito perché vittima della societa, rispondeva: "Non diciamo stronzate. Lo sono diventato perché mi piacevano i soldi e la bella vita".
Gli omicidi più efferati li ha sempre raccontati, ecc. ecc..
Vallanzasca IMMORALE quindi, ma paradossalmente etico rispetto a ciò che si vede in giro.
Detto questo, se Placido parla di onestà intellettuale e nel film fa quello che dici tu, allora ha sbagliato di grosso.

sraule ha detto...

Sarei d'accordo con Alessandro, solo che non penso che Placido intedesse questo. Credo che intendesse esattamente quello che ha detto Roberto.
"Vallanzasca, sì, è stato un cattivo, ma aveva una sua morale..." che poi Placido ha chiamato etica perché faceva meno famiglia-cristiana. Stop.
Resta il fatto che abbracciare questo punto di vista (anche abbastanza qualunquista) finisce per portarti a fare anche delle scelte stilistiche BRUTTE.
ma la poetica dell'odio e della malvagità non è cosa per tutti. Non per Placido, questo è sicuro. E l'ha dimostrato più volte.

Alessandro Di Nocera ha detto...

Certo, Vallanzasca una sa morale ce l'ha.
Distorta e criminale, ma ce l'ha.
Ed è etico - se vogliamo - per i motivi che ho detto.

Poi si entra pure in altro campo: l'idea della lotta e della contrapposizione.
Vallanzasca - parafrasando una teorizzazione di Luigi Bernardi - faceva parte di una generazione dove scelta di parte e assunzione di responsabilità erano fondamentali.
Sei buono o sei cattivo, sei onorevole o infame, ecc.
Oggi invece, questa contrapposizione è finita. E gli uomini magari non fanno più rapine - in diminuzione - ma "si limitano" a uccidere le ex-mogli e poi a suicidarsi perché non riescono a sopportare le conseguenze di un divorzio.

Mario De Roma ha detto...

...o magari ha paura.

Jenny ha detto...

> p.s.ma che è 'sta mania di andare a fare le interviste in televisione con il cappello in testa? Ma non si sentono dei cretini?

Se ci vanno con il cappello in mano nascondono male di star facendo il giro tv per elemosinare qualche spettatore in più.

antuana ha detto...

Concordo in pieno con il post. Fare poi dei film su personaggi ancora vivi e che non sono "storia" non credo sia sempre opportuno.
Soprattutto quando l'occhio è più "dolce" per l'assassino che per le vittime.
Ogni paese ha i propri criminali ed i propri eroi. Sarebbe bello che anche il cinema (e non solo la fiction spesso di valore basso) si dedicasse anche ai secondi e non solo ai primi anche se è più difficile.
è facile troppo facile parlare del peccato/peccatore.
Mi sembra che Placido faccia come le ragazzine di 15 anni che sono attratte dal tipo balordo ma che sposano il ricco bruttino; lui fa film di sicura attrazione dedicandosi all'oscuro e fa la morale a tutti...e non contento chiede i soldi al papa Stato e protesta se non glieli danno.

RRobe ha detto...

Non concordo, Antuana: per me Placido ha pieno diritto a fare un film su Vallanzasca. E' che poi mi racconta certe cazzate...

Tyler ha detto...

Placido, come qualunque altro artista, ha diritto di rappresentare una sua visione delle cose.

Anche una visione volutamente falsata.

Ma la responsabilità morale di denunciare questa non aderenza alla realtà ce l'ha eccome ...
Ce l'ha nei riguardi delle vittime, dei parenti, e di tutti quelli che, per disinformazione, possano prendere per verità la sua opera.

La tua opera (specie una che raggiunge un target tanto vasto) influenza nel bene e nel male la visione della gente riguardo un certo argomento.
E che, magari per motivi di marketing, si rilascino dichiarazioni ad effetto di questo tipo lo trovo semplicemente deprecabile.

boris battaglia ha detto...

a proposito di etica e western e gli spietati, hai letto l'ultimo gioriello?

Rosso di sera ha detto...

Non sempre sono d'accordo con te, ma stavolta APPLAUSI!

Watanabe ha detto...

Placido non l'ho mai amato, e con questa uscita ha fatto un buco nell'acqua clamoroso.

I criminali sono eroi romantici per il cinema. Ma nella realtà le cose stanno diversamente.. Evitiamo di glorificare un bandito come Vallanzasca. Godiamoci Kim Rossi Stuart e il suo personaggio.

maurizio battista ha detto...

Questa volta non condivido il tuo punto di vista. Secondo me si tratta di una grossa esca gettata durante l'intervista. Placido sa benissimo di aver girato una versione romanzata e spettacolare della storia, ma allo stesso tempo provoca sapendo di provocare. Basta guardare la faccina sorniona che fa prima di calare i suoi assi, quasi a dire "adesso vi faccio saltare dalla sedia...". Sul cappello quoto tutto: era inguardabile!

Viviana Boccionero ha detto...

Tanto Vallanzasca al lardo che ci lascia il Beniamino.

Placido, RRoby.

gongoro72 ha detto...

@Jenny: e il tuo blog? scusate l'OT...

Ivan ha detto...

Vi consiglio di recuperare la mini-serie televisiva dedicata al terrorista Carlos. Prodotto di qualità decisamente superiore: http://www.imdb.com/title/tt1321865/