1.2.11

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Qualche tempo fa, in QUESTO e in QUESTO intervento a proposito di fare le proprie cose nella propria casa (per dirla con le parole di Frankie), annunciavo l'intervista a qualcuno che, a questa Lucca, lo ha fatto nella maniera più radicale e autarchica possibile.
Eccovi quindi due chiacchiere con LRNZ, in arte Lorenzo Ceccotti.

A Lucca hai portato due corposi volumi di illustrazioni, ce li puoi descrivere nel dettaglio (i contenuti, quante pagine hanno, su che tipo di materiali sono stampati, quanto costano e via discorrendo)?

Sono due progetti molto semplici.
Viewpoint è un volume di 128 pagine a supercolori, stampato su carta patinata opaca 200gg in quadricromia, brossurato con una copertina da 300gg plastificata opaca.
La prima tiratura è di 100 copie. E' una raccolta di lavori di vari generi, accostati solo per criteri visuali, al fine di fornire uno spaccato sulla mia produzione da illustratore e fumettista. Sono un amante degli artbook giapponesi e se potessi farne uno al minuto, lo farei.
Ora ho realizzato che lo posso fare e quindi a ogni fiera, o occasione di vendita diretta ne farò uno.
Doctor H è invece una raccolta dei miei character design per il progetto collettivo 1825, dove ogni superamico ha realizzato un character design originale al giorno per un anno (i superamici sono 5, quindi 5x365=1825).
Sono circa 350 pagine in bianco e nero, brossurato, copertina a colori. La tiratura è di 80 copie.

Quanto ci è voluto per realizzarli fisicamente? Cioè, esclusa la parte creativa, quanto ci hai messo per allestirli, farli stampare e farteli arrivare?

Noi Superamici ci sosteniamo con l'invidia.
Esce un volume di Maicol a Lucca* (maicol&mirco show, di grrrzetic, compratelo) e io non ho nulla da portare? Invidia ai massimi livelli.
Tre le opzioni. O sabotare il furgone di UPS che sta portando i suoi libri a Lucca. O lo accoltello e gliela faccio pagare di aver fatto un libro tanto figo e io no. Oppure trovare un sistema per farne io uno, OVVIAMENTE piu' bello. Mi pare il minimo.
I tempi erano stretti quindi a 3 giorni da Lucca ho deciso di fare 2 LIBRI (sisi proprio strafare). Menabò e allestimento in 24 ore (i materiali per Viewpoint li
avevo pronti e sistemati benissimissimo che sono un NERD maniaco, conservo i disegni come fossero i pugnali di un killer esotico, quindi è stato un attimo, mentre conta che Doctor H è un pdf generato con uno script), ho spedito gli esecutivi alla tipografia e me li sono fatti spedire
a Roma. Poi con un trolley da carrozziere di dubbio gusto (Maicol ha fotografato il tutto con un iphone che gli hanno rubato subito quindi non abbiamo documenti) me li sono incollati sul treno (e infatti una mia eventuale aspirante fidanzata se ha la patente parte avvantaggiata
visto che ne sono privo) e li ho venduti a Lucca.
Viewpoint è costato 900 euro iva e spedizioni incluse. Doctor H è costato 500 euro iva e spedizioni incluse. Tutti e due i libri hanno lo stesso prezzo, li vendo a 25 euro.
Abbinati a stampe e/o ad altre cose mie, o se comprati assieme, sono scontati a 20.

*:stesso esempio vale per Garibaldi di Tuono (Rizzoli, compratelo), a
piacere vostro.


Dove hai stampato?

Da Pixart.it

Come ti sono arrivate le copie?

Tutte sane in scatoloni imballati benissimo, corriere DHL.

Dove le hai vendute?

Per ora solo a Lucca Comics, poi ho attaccato col la lavorazione del mio film ed è tutto
fermo, a breve apriro' un nuovo sito e avrò un negozio per le stampe e i libri appunto.
Torneranno in giro e saranno in vendita alle prossime fiere, stand Superamici, ovviamente.
Se intanto qualcuno li vuole, può scrivermi via blog (si, ok devo almeno fare un post su sti libri lo so).


Come sono andati?

Benissimo.
Ho venduto 20 copie di Doctor H e 30 Viewpoint a 25€ a copia.
Qualche copia ovviamente è andata regalata.
Per una cosa improvvisata, ne comunicata su blog e cose simili, fatta all'ultimo secondo mi pare super OK. Se fai i conti in 7 giorni mi sono ritrovato un centinaio di libri stampati gratis.


Lo rifaresti?

Ho sempre fatto autoproduzioni canoniche: offset minimo 1000 copie,
tipografi, pellicole, panico, telefonate, magazzini, milioni di scatoloni in cucina.
Questa operazione è più agile. 8 scatoloni. Ti arriva un pdf con una fattura nella posta. Tutto qua. Non parli con nessuno. Puoi tirare poche copie. Rapido. Indolore. Altissima qualità dei materiali. Adoro investire su me stesso.
Come dicevo prima, sarà una costante dalla prossima fiera di fumetto in avanti. Non ci si presenta senza libro matto nuovo, che non sostituisce le produzioni altre sia chiaro, ma finalmente mi da la sensazione di poter avere sul banchetto TUTTO QUELLO CHE VOGLIO, come lo voglio. Ah beh ok, niente lavorazioni speciali (cordonature,
fustelle, pantonazzi) ne carte sbiruline, è vero. Ma avoglia a divertirsi a fare figate!



Adesso, è chiaro che l'esempio portato non fa mercato.
Però, facciamo a capirsi: gli acconti da parte degli editori di medio livello, si aggirano sui 1000-1500 euro (quando va bene) per volumi di 100 pagine o più. Che fanno tra i 10 e 15 euro a pagina per un lavoro che richiederà come minimo tre mesi di fatiche (se il fumettista è veloce).
Lorenzo, per Doctor H ha investito 500 euro e con 20 copie di venduto è rientrato del tutto dell'investimento sul volume. Gli sono rimaste in mano 60 copie. Se le vende tutte a prezzo pieno (e che ci vuole a vendere 60 copie di un volume?) gli entreranno in tasca 1500 euro puliti, da non dover dividere con nessuno e generati da un prodotto gestito interamente da lui. In sostanza, con appena 80 copie di tiratura ha incassato gli stessi soldi che gli sarebbero arrivati da un editore "vero", non cedendo i diritti di sfruttamento a nessuno, non stando a dover fare compromessi, gestendo da solo ogni aspetto della sua opera.
Il tutto, con un allestimento che ha richiesto complessivamente tre giorni (una bella differenza rispetto a quei due mesi di anticipo che, di media, servono ad un editore per lavorare un volume).
E tenete conto che LRNZ si è mosso con una tiratura minimale, non facendo alcuna pianificazione e senza nessuna promozione, avendo dalla sua solo il suo talento e la sua esperienza (e lo stand dei Superamici, di cui è membro fondatore, dove vendere i suoi prodotti, ovviamente). Cosa potrebbe fare se decidesse di mettercisi seriamente?
E cosa potreste fare, voi?


p.s.
QUI trovate un'altra bella intervista a LRNZ.


24 commenti:

fumettologicamente ha detto...

questi sì che sono esempi che "fanno bene". Basta solo avere talento. E voglia di darsi da fare - ma non nel senso di cliccare tanti likes su facebook.

Mi aspetto sempre di vedere questi lavori venire, in primis, dagli studenti delle scuole di fumetto. In Francia è spesso così. Da noi no.

Colpa dei 'fannulloni'? Dei 'bamboccioni'? Forse. Ma anche delle scuole stesse, che questi modelli non li promuovono, non li insegnano, forse non li immaginano nemmeno.

Joel ha detto...

LEggo dal commento precedente "scuole di fumetto" e mi si rivolta lo stomaco per la distanza tra questo magnifico esempio e l'approccio di promozione dei nuovi talenti praticato dalla scuola del fumetto di Milano che ho frequentato, dove la più semplice delle operazioni di raccolta, tipo Annual degli allievi uscenti intendo, sembra fantascienza.
Avrei voluto davvero che la scuola puntasse realmente su di noi producendo un volume di qualità che poi avrebbe proposto nelle fiere dove è sempre presente con uno stand a far muffa anche quando a Lucca non piove, e invece...

Vabè polemica a parte questo esempio mi ha ispirato e invogliato a fare qualcosa di simile, è la prova schiacciante che le barriere ci sono soprattutto perchè ce le mettiamo noi con tutti questi teorici del mestiere del fumetto e di cosa vuol dire esordire.
Ci fossero più giovani fumettisti sneza bisogno di parole e definizioni per soddisfare le loro fantasie avremmo un mercato obbligato a seguire quest'ondata di idee e immagini.

Ma per ora ci si iscrive alle scuole di fumetto perchè si vuole disegnare Wolverine con tutte le sue venuzze figose e ci si lamenta perchè non ci pagano per farlo una volta usciti.
Viva i Superamici!

Vittorio ha detto...

Bellissimo esempio che dovrebbe aprire gli occhi a molti.
Solo che bisogna dare la giusta importanza a un fattore non da poco per me, ovvero la possibilità di avere uno stand decente a Lucca, Romics, o qualche altra fiera.
Se lo devi prendere da solo per le tue cose è una spesa comunque non indifferente.

Simone ha detto...

una sola cosa mi chiedevo: ma su queste vendite come si pagano le tasse? e l'iva?
i volumi hanno l'isbn, o se ne sono sprovvisti posso venderli?
c'è obbligo di deposito copie, di autorizzazioni, invio a biblioteche ecc.ecc.ecc. o no?

keison ha detto...

Tutto molto bello.
Ma la chiusa alla Macioccia spacca

Cosa potrebbe fare se decidesse di mettercisi seriamente?
E cosa potreste fare, voi?

michele petrucci ha detto...

Stiamo sempre a fare gli stessi discorsi. Voglio dire, non penso si stia parlando di soldi. Immagino che Lorenzo voglia arrivare a più persone possibili. Per quello serve qualcuno che promuova, abbia un catalogo, frequenti le fiere etc. L'autoproduzione è un'altra cosa. Molto bella (e quei volumi sono molto belli, strano che a Lucca non li abbia notati) ma un'altra cosa.

RRobe ha detto...

Michele... ma di che stiamo parlando?
Allo stato attuale, un "editore" ti muove tra le 300 e le 600 copie. Quelle cifre le raggiungo da solo a vendere i fumetti porta a porta su Facebook.

marco ha detto...

Sorprende come una discussione tra artisti sia circoscritta a tipi di carta e soldi. Sembra quasi che il movimento fumettistico italiano sia composto da ragionieri e tipografi mancati.

Una curiosità: ma gli stand, gli alberghi, i treni, i ristoranti gli autori che si autoproducono non li pagano? Perché credo questo possa incidere sul conto economico.

m

Mastro Pagliaro ha detto...

x fumettologicamente.

Alla scuola dei comics di Firenze, sono almeno 5-6 anni che ho messo in piedi il "Progetto fanzine"
Solo quest'anno i ragazzi del secondo anno, hanno realizzato ben 12 fanzine di cui almeno 6-8, sono state vendute alla self area di Lucca, e aggiungo che forse la metà (esagero) dei presenti in quest'area negli ultimi anni, sono passati da questa esperienza che poi hanno continuato a portare avanti anche dopo la fine della scuola.
Alcune sono davvero interessanti.
segnalo questa:
http://www.katlang.altervista.org/

Mastro Pagliaro ha detto...

ho una grande immaginazione.
:-)

comativa ha detto...

questo post è importantissimo.
certo ricordiamoci che se lo fa rrobe è un conto se lo faccio io è un altro. giustamente.
è ovvio che se rrobe si autoproduce spacca, se lo fa uno degli amici vende (quanto?) se lo faccio io ci vado sottissimo. è giusto che sia così per carità. e forse quello che vuole dire rrobe è proprio questo. uno che deve sbattersi per un editore quando può fare lo stesso e più da solo non ha senso. forse io per cominciare ho bisogno di aiuto, o no? (io per dire, come vedete non so scrivere un commento, figuriamoci un fumetto)

laconcoide ha detto...

costo dei due volumi: 900+500 = 1400

venduto: (20+30)*25 = 1250

mi pare che ci abbia rimesso...

RRobe ha detto...

Ci ha rimesso (per ora e di poco) con un volume, è andato già in pareggio con l'altro.
E bada, quei volumi li ha venduti una volta sola, per 4 giorni.

RRobe ha detto...

Per Marco: si parla di soldi perché si sta parlando di soldi. Se si parlava di "arte" o di altro, si sarebbe parlato di "arte" o di altro.

RRobe ha detto...

Quanto alle spese di viaggio, pernotto e via discorrendo, è ovvio che le devi mettere in conto... ma, grossomodo, i fumettisti a Lucca ci vanno comunque.

RRobe ha detto...

Per Simone: il discorso è che certi meccanismi scattano quando fai le cose in termini strutturali. E allora, sì, è ovvio, ti serve la partita iva se vuoi andare in distribuzione con i distributori e via dicendo.

ivanhawk ha detto...

Una piccola aggiunta.
Andate a vedere Kickstarter. Ci sono diversi progetti fumettistici che vengono finanziati "dal basso".
Potrebbe essere - il servizio ancora non è disponibile in Italia - un ottimo modo per reperire i fondi per la stampa (e magari pagare un disegnatore - se serve). Non tutti hanno 1500 euri da cacciare sull'unghia.

Tra l'altro coprire i costi di stampa in questo modo potrebbe anche permettere un prezzo di copertina più basso...

Tyl3rD ha detto...

Beh Rrobbe, che dire!!!
E' da un bel po' che seguo il tuo BLOG in silenzio, ho seguito una tua pseudo-pubblicità e mi sono iscritto al corso di fumetto della Coniglio trovandomi molto bene.
Adesso sto seguendo la tua serie di posts sull'autopubblicazione nei quali stai fornendo molti spunit interessanti.
Prima o poi mi sa che il "passo" lo faccio.
...e m'è piaciuto Mater Morbi...
...e m'è piaciuto il tuo John Doe...
...insomma, per me contano I FATTI...
...e te ne fai tanti!
ALLA GRANDE ;-)

Design270 ha detto...

Grande LRNZ, apprezzo da tempo il suo lavoro e quello dei SuperAmici.
Bravo Rrobbe, centri il punto e se posso aggiungo uno spunto, magari poi capita anche a te farlo.

MA QUANTO SAREMMO TUTTI PIù TRANQUILLI SE DISTRIBUZIONE E PROMOZIONE FUNZIONASSERO A DOVERE?

ivanhawk ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lui ha detto...

Ciao a tutti,
Allora, io alle spalle ho due/tre autoproduzioni, che non sono molte, ma che al tempo stesso mi hanno permesso di verificare in tempi recenti su come stiamo messi.

La parte del discorso che concerne la vendita nelle fiere non fa un piega, è vero, molte delle spese che vengono sostenute per la pubblicazione e/o stand (che è una GROSSA spesa, pure troppo, quindi di solito non si va mai da soli, ma in gruppo per dividere le spese, a meno di approdare alla Self area, ma c'è solo a Lucca, quindi per il momento accantoniamola un attimo).

Il punto è che (appunto) ti ci ripaghi le spese (se sei bravo e il tuo prodotto non è fatto a cazzo di cane, e questa è vera meritocrazia), il guadagno è ancora lontano, il guadagno arriva o dovrebbe arriva sul lungo periodo, però nel mentre te hai bisogno di vivere, quindi te un altro lavoro ce l'hai. Inoltre è ben difficile che il guadagno derivante dall'autoproduzione ti permetta il sostentamento. Perchè alla fine le vendite non sono mai stratosferiche.

Il problema arriva dopo la fiera, dove dovresti dare vita ad un diverso canale di vendita e distribuzione, la via più breve e fartelo in casa tua (blog, sito, quello che vuoi) e farti pagare con mezzi terzi, io optai per paypal ad esempio.
Però a questo punto devi prendere in considerazione che i pacchetti te li farai tu e tu farai le code in posta per spedirli (posta ragazzi, la cosa più vicina ad un buco nero che esista), e cmq ricordati di aggiungere le spese di spedizione al volume.

Altrimenti decidi che fai magazzino e riproponi l'invenduto alla prossima fiera con il prodotto nuovo, e quindi devi organizzarti bene per capire come e a quali fieri andare.
Però nel mentre il rientro totale dalle spese ed il guadagno si dilata sempre più.

Tutto questo per dire che sì l'autoproduzione è una figata, ma comporta un bell'investimento di tempo e di energie, è un esperienza sia per chi è alle prime armi, sia per chi vuole curarsi un prodotto con tutti i crismi come dice lui (mi vengono in mente i ragazzi di Passenger Press ad esempio).

Però a volte te tutta sta voglia di sbatterti, te non ce l'hai, a volte vorresti solo disegnare e basta, senza dover tirar giù le madonne perchè i tizi della tipografia digitale t'hanno spedito i volumi con i colori scazzati e non allineati, o i tizi di Lucca ti hanno prima detto che lo stand ce l'avevi a Napoleone e poi invece ti ritrovi in inculandia.

Alla fine l'autoproduzione è una bella esperienza che da grosse soddisfazioni, ma è una cosa che da sola non ti fa andare molto avanti (sopratutto qui, in Italia, con il mercato che abbiamo). I ragazzi di PicNic con le sponsorizzazioni hanno fatto un passo avanti rispetto all'autoproduzione, però anche trovare sponsor è un lavoro.

La cosa figa sarebbe riuscire a trovare un canale di distribuzione migliore per tutte queste autoproduzioni, ma al momento io non lo conosco.

Fabio D'Auria ha detto...

Faccio roba meno figa ma confermo la parte su "pixart".
Le mie cose le stampo li anche io.

ciao!
(se c'è a mantova glielo compro il primo)

The Passenger ha detto...

Chi non sa fare parla.....bla bla bla e magari "scrive"!
Mi piacciono un sacco queste iniziative, è proprio da qui che nascono i talenti futuri! Bisogna rischiare e mettersi in gioco!

Francesco the Pusher Castelli ha detto...

grazie per la positivita', che serve tantissimo!

Domanda: pixart ti da anhce il codice isbn?