18.2.11

Porno e eversione.

Tutto il discorso è partito dal nuovo libro di McKean di cui ha parlato Paolo Interdonato QUI e io, QUI.
A commento del mio pezzo, Paolo è poi intervenuto QUI e Gipi mi ha chiesto delucidazioni nei commenti al mio primo pezzo.
E siamo arrivati a questo.
Cioè al sottoscritto che perde un mucchio di tempo per spiegarsi meglio.
Pornografia.
Dal greco: "porne", prostituta, e "graphè", disegno (o scritto/documento).
Letteralmente, scrivere o disegnare prostitute. In termini moderni, la raffigurazione esplicita di soggetti sessuali.

Eversione.
Volgere sottosopra, rovesciare, abbattere.

Per cercarla di farla il più breve possibile (e temo che, comunque, sarà piuttosto lunga), limito il discorso all'ambito cinematografico.
Il cinema non pornografico simula il reale attraverso la messa in scena. In parole semplicissime, se due uomini si picchiano, non si picchiano davvero ma simulano di picchiarsi, cercando di farlo apparire reale. Fino ad un certo periodo, persino i baci venivano simulati sullo schermo e i giornalisti pruriginosi del tempo non si facevano mai mancare maliziose domande sul realismo di quelle effusioni su schermo. Molti film debbono la loro fama al presunto realismo di talune scene calde (mi viene in mente, per esempio, il remake de "il postino suona sempre due volte" e la scopata tra Jack Nicholson e Jessica Lange che, si mormora, fosse reale).
In sostanza, il cinema non pornografico è simulacro e artefatto del vero.
Per lungo tempo, la perizia nel "simulare" è stata sinonimo di qualità e dignità professionale.
Un bravo attore era, in sostanza, un bravo "simulatore".
C'è una divertente storiella, a questo proposito, riguardante sir Laurance Olivier e Dustin Hoffman. Mostro sacro del teatro, il primo, fiero esponente del "metodo" (una scuola di recitazione derivata dalle teorie di Kostantin Sergeevic Alekseev e tutta incentrata sull'immedesimazione e non sulla simulazione), il secondo. I due grandi attori ebbero modo di lavorare insieme ne Il Maratoneta, trovandosi sul set contemporaneamente una sola volta. All'epoca, Olivier era già piuttosto vecchio e la produzione si prodigava in tutte le maniere per non farlo affaticare troppo. Hofman però, la mattina delle riprese con il maestro, si presentò sul set con un vistoso ritardo. Olivier chiese la ragione di quel ritardo e Hoffman gli spiegò che, tutte le mattine, da quando era iniziata la lavorazione del film, lui si faceva un discreto numero di chilometri di marcia, per immedesimarsi meglio con suo personaggio nel film. Olivier ci pensò un poco sopra e gli disse: "ah, ho sentito che voi giovani fate così... io, invece, recito."
Dagli anni '70 in poi, questa discriminazione è stata via, via, sempre più sgretolata dal cinema moderno e oggi l'aderenza al reale è largamente apprezzata e sbandierata. Gli attori adorano dire di aver fatto da soli i loro stunt, i registi si riempiono la bocca dicendo quanto sia realistico il loro film e via discorrendo. Nel porno, invece, ha resistito di più. Fino ai tardi anni '80, non c'era attrice di film porno che non affermasse che tutto quello che appariva sullo schermo era, dove possibile. In particolare, gli orgasmi.
In sostanza, il distacco tra finzione e reale era lo scudo dietro cui le varie Jenna Jameson e compagnia, si nascondevano per stabilire la loro dignità professionale.
"Io non godo. Io recito", si potrebbe dire.
In tempi recenti, tutto è cambiato e, visto anche il successo dei porno amatoriali, oggi attori e attrici dell'hard ci tengono a sottolineare che tutti i loro orgasmi sono reali e che, anzi, loro godono molto di più sul set, e davanti ad una telecamera, che a casa loro.
Il realtà, son tutte cazzate: il cinema non pornografico è finzione per sua stessa definizione.
Non è così per il porno.
Se il cinema convenzionale è "simulacro dell'atto", il cinema porno è "l'atto" in quanto tale e ogni tentativo di prendere le distanze dalla realtà è, semplicemente, impossibile.
Ma se il porno fosse solo la registrazione di un evento reale, quello di cui staremo parlando sarebbe soltanto una mera telecronaca sportiva.
E il porno è parecchio più di questo.
Perché se il cinema convenzionale è il tentativo di ibridazione del fittizio con il reale, il cinema porno è l'eversione del reale, la capacità cioè, di capovolgere il reale e riscriverlo...

E' il momento di un esempio.
Il cinema porno, pur essendo un evento reale, è costretto a piegarsi alle necessità filmiche.
Prendiamo il caso della venuta in faccia. Nasce dal bisogno di spettacolarizzare e rendere visibile (e quindi, REALE) il momento dell'orgasmo maschile, acme "narrativo" di ogni scena pornografica.
Venire in faccia a una ragazza NON è un istinto naturale insito nell'uomo.
Fino a quaranta-cinquant'anni fa, la venuta in faccia non solo aveva una diffusione molto limitata nella vita sessuale della gente ma quasi non compariva nemmeno nella pornografia, anche in quella più perversa. Leggete De Sade e trovatene traccia, se volete fare un test. Sodomia? A piovere. Sesso con animali? A volte. Torture di ogni tipo? Eccome (e meno male!). Rapporti doppi, tripli, quadrupli? Ovvio. Venute in bocca? Un certo numero. Venute in faccia? Pocchissime. E solo come gesto di umiliazione-sottomissione.
Eppure, oggi, la maggior parte delle persone che conosco (sia maschi che femmine), ritiene la venuta in faccia un momento normale della loro attività sessuale.
Perché?
Perché la diffusione massificata dell'iconografia pornografica ha riscritto il reale.
Noi facciamo quello che vediamo.
E i porno, li vedono tutti.
Altro esempio.
La diffusione dei video porno amatoriali.
Immagino che ve ne sia capitato di vedere qualcuno, giusto?
Avete mai visto come scopano i ragazzini davanti alle loro telecamerine digitali?
Sì, esatto, scopano come si fa nei film porno.
Il paradosso (l'eversione) è proprio qui:
il porno, che è il reale (non la sola rappresentazione del reale ma il reale stesso), lo riscrive sulla base delle sue necessità e questa sua riscrittura diventa, a sua volta, la realtà.
Per non parlare del fatto che la semplice esistenza e diffusione di quei filmati amatoriali sul web non è altro che una emulazione reale di un un'opera che, a sua volta, è reatà (per quanto viziata dalle necessità filmiche). Un capovolgimento, una erversione tangibile e concreta. E un divertente cortocircuito, non c'è che dire.
E questi sono solo i casi più facili, palesi e scontati che si possono fare.
Molti e spesso molto più sfumati, sono gli esempi in cui il porno ricopre un ruolo eversivo nei confronti della nostra vita di tutti i giorni e sulla cultura in genere.
Per il resto, compratevi un libro di Terry Richardson, che è l'autore di tutte le foto che appaiono in questo pezzo (tranne quella di Arnold), comprese quelle della campagna Sisley che hanno tappezzato anche i muri delle nostre città, qualche anno fa e della versione "two girls one cup" delle protagoniste di un telefilm per ragazzine come Gossip Girl (a proposito di eversione).

73 commenti:

Davide ha detto...

interessante...

tra l'altro l'unica foto porno è proprio quella di arnold

ottokin ha detto...

GENIO!

mistan ha detto...

MI sembra un discorso parecchio tirato per i capelli. Il porno è ostentazione del dettaglio, un mero esercizio di inquadrature ad uso e consumo di un pubblico che vuole vedere quello che altrimenti potrebbe solo immaginare. La funzione eversiva l'ha persa ormai da tempo. La sborrata in faccia , pur ammettendo sia tanto frequente quanto tu affermi, non è indice di eversione, non è "riscrivere la realtà"; è solo omologazione e mancanza di fantasia. Da Larry Flint in poi, sono passati parecchi anni e sono state sdoganate molte cose per poter definire il porno "eversivo". Tant'è che lo stesso Terry Richardson, nella maggior parte dei casi, fa sobbalzare solo i più bacchettoni. A me, al massimo, provoca un durello.

RRobe ha detto...

Riscrivere il reale e capovolgerlo è eversione.

Gipi ha detto...

Grazie intanto Roberto per il tempo che hai speso e la cura che hai messo nell'approfondire il tema.

Non voglio discutere, che abbiamo senz'altro da fare entrambi, ma mi sembra che nella tua analisi interessante il termine "eversione" venga un po' tirato dentro a forza.

Questo non toglie interesse alla lettura, ma la cosa che scrivi:" il porno, che rappresenta il reale, lo riscrive sulla base delle sue necessità e questa sua riscrittura diventa, a sua volta, la realtà." è applicabile a talmente tanta roba che continuo a faticare ad attribuirgli connotati eversivi (che non significa propriamente capacità di riscrivere il reale, ma sovversione, abbattimento etc.).

Insomma, il reale e la sua percezione la modificano anche la moda, gli spettacoli televisivi, il cinema... e chi più ne ha...
Non sono sicuro che "eversione" sia il termine giusto. Ma, ripeto, se serviva quella parola per farti scrivere questo articolo, ben venga :)

RooB. ha detto...

Porno -> a=a+b
Interessantissimo.

alessandro.di.nocera ha detto...

Il problema è che il porno moderno - metaforicamente parlando - non capovolge o stravolge proprio più nulla. E le cronache attuali lo dimostrano. C'è un'intera classe politica che lo attesta. La pornografia, oggi, simboleggia lo status quo.
La pornografia oggi è mortifera e, paradossalmente, inconcludente.
L'ultima opera pornografica con un senso è "Lost Girls" di Alan Moore. Ecco, lì c'è interpretazione e "sovversione".
In "Crash" di Ballard c'è interpretazione e sovversione (ma "Crash" è un romanzo di metà anni Settanta...).
Oggi di pornografia nel senso che intendi tu non ce n'è neanche l'ombra. E nella società, nella politica, nel costume si avverte.

RRobe ha detto...

Spetta, Gianni.
Che il termine eversione lo si usi sempre in determinati ambiti è un conto... che abbia modo di essere applicato solo in quegli ambiti, è conto ben diverso.
Il punk era eversivo?
Sì. Ma, in pirmo luogo, perché sovvertiva, capovolgeva, il concetto per cui per fare musica bisogna saper suonare. Poi per la sua chiave eversiva politica.
Il porno è eversione? Sì, perchè sovverte il rapporto tra finzione e reale. Non "rappresentazione di atto" ma atto in quanto tale, non simulacro che aspira al vero, ma atto che altera la realtà.

RRobe ha detto...

Per Alessandro: sì, ok. Come vuoi. Tanto, di buttare tutto sulla politica è il tuo vizio più recente, no?

RRobe ha detto...

E comunque, grazie a dio, tra il porno moderno e la politica attuale, non c'è un cazzo in comune.

gratta.nucci ha detto...

Salve. Mi chiamo Marco.
Seguo il suo blog, signor Recchioni, però qui mi sento di dover sottolineare che anche il cinema tradizionale (e qui si potrebbe discutere a lungo sul confine tra la realisticità di un porno e quella di "Zanna gialla", ammesso che esista) riscrive la realtà, anche più del porno (ma non è una gara). Quindi i film noir, o sportivi (per amor di rima), sono eversivi? Non so, dipende da che punto di vista li si guarda. Clint Eastwood abbraccia DAVVERO Meryl streep nel finale de "I ponti di Madison County". In un porno Rocco Siffredi penetra DAVVERO Jenna Jameson. Sono cose differenti? Magari Si, se si considera la questione dal punto di vista di stimolazione "culturale" dello spettatore. Ma non per realismo, né per eversione.
Saluti

RRobe ha detto...

Per Gratta: sono cose differenti eccome.
Uno è un abbraccio simulato, uno è un vero atto sessuale.
La differenza è sostanziale.

Djo! ha detto...

certo, ma in ragazzini che ci danno non dovrebbe restare roba da ragazzini ? io posso anche ricordarmelo, ma tu dovresti essere un po' più vecchio per essere rientrato in questo trend.

Ma se parliamo di eccesso non devi spiegarti, credo di aver capito.

RRobe ha detto...

Sempre per Gratta: un abbraccio cinematografico è il significante che rimanda al contenuto.
La penetrazione in un porno è il contenuto stesso.

gratta.nucci ha detto...

Rrobe: della fica, casomai:) Scusa, capisco ciò che vuoi dire ma non riesco a capire. Il significante e il signicato non possono mai collimare, ci si illude di ciò quando l'inganno è particolarmente raffinato. più un attore teatrale è bravo e "sembra vero", maggiore sarà il grado d'inganno cui sarà soggetto lo spettatore. Tu dirai: Ma il porno E' vero, cioé, quelli scopano. Ma anche ciò che fa l'attore è vero, si muove respira, fa vibrare il diaframma e dice "essere o non essere". Tornando all'abbraccio: Simulato o meno è un abbraccio. i 2Si abbracciano, lo hanno dovuto fare per girare la scena. E' un vero atto d'abbraccio alla stessa misura in cui in un porno è vero l'atto sessuale. Oppure sono entrambi falsi. Se Clint dice: "Ci siamo abbracciati perché ci piaceva parecchio e il direttore della fotografia ci ha ripresi di nascosto e abbiamo tenuto il girato" la faccenda non cambia.

gratta.nucci ha detto...

"capisco ma non riesco a capire" è un refuso, no, è un fuso e basta. Io.

alessandro.di.nocera ha detto...

La pornografia è anche politica, Roberto.
E comunque in questo caso non c'era nessun riferimento a quanto di politico avevo detto altrove (e in cui ti avevo tirato in ballo).
Tieni presente che Ballard qualche anno fa affermava una cosa illuminante: "Il problema dei media non è che c'è troppa pornografia, è che ce n'è troppo poca."
Ecco oggi la pornografia - diversamente da quanto sperava giustamente Ballard - NON riscrive il reale, piuttosto lo depotenzia. Perché si regge sul gioco della FINZIONE.
Il REALE che ci vedi tu è illusorio. L'ATTO in sé non significa NULLA.
Può essere che in futuro la pornografia possa tornare ad avere un valore eversivo.
Oggi è PRINCIPALMENTE sbandieramento delle mutande in piazza, foto nudiste e ricatti transex.
Tutto il resto è materiale facile da procurarsi per giovani adolescenti maschi.

RRobe ha detto...

Per Gratta: no, scusa. Per me son sofismi.
Scopare è un atto. Meccanico se vuoi. O lo fai, o non fai. Se lo simuli, non lo fai. Nei porno, lo fanno.
Nei film, no.
Nei film le azioni e le parole sono significanti che rimandano a qualcosa. Una attore che dice "io ti amo" a qualcun altro e lo abbraccia, rimanda a quel sentimento. Ma l'attore non ama quel qualcun altro: simula di amarlo. "Rappresenta" il personaggio che interpreta e che ama qualcun altro.
Nel porno non è così.
Nel porno un attore che scopa qualcun altro, lo scopa. Punto.

RRobe ha detto...

Per Alessandro: bla, bla, bla.
Quando hai voglia di leggere e capire che stiamo parlando di altro rispetto ai tuoi triti schemi mentali, fammi un fischio.
Fino a quel momento: circolare che non c'è nulla da vedere.

alessandro.di.nocera ha detto...

"Circolare che non c'è nulla da vedere".

E' proprio questo il punto.

Grazie comunque per l'ospitalità, Roberto.

RRobe ha detto...

Nessuna ospitalità, Alessandro,
Non scelgo io chi può postare qui dentro.

gratta.nucci ha detto...

Alessandro: Se non ci sono speroni e pistole (o metafore di essi, come nei western moderni, futuristici, etc.) non è Western. Questo per dire che il ricatto transex NON è porno.

Rrobe: Se dici che sono sofismi mi arrendo. Anzi, no, va'. Se nel film "tradizionale" x abbraccia y e gli dice ti amo, non c'è nessuna espressione dogmatica del sentimento amoroso. Ci sono mille culture (o magari una sola, ma una sola basta) in cui una scena del genere potrebbe significare un oltraggio. Per spiegarmi meglio, e per puro caso e non per fanatismo, mi rifaccio a un altro film di Eastwood. In GRAN TORINO al vecchio viene detto che guardarsi negli occhi per i cinesi è una mancanza di rispetto. Questo per dire che le scene non rimandano a un bel niente e a tutto. Sono significanti persi nei meandri perversi delle culture. Il treno dei Lumiére nel 1895 voleva dire: "Scappa!" o perlomeno "meraviglia!", ora è solo nostalgia. Per me nei porno il discorso non cambia di una virgola. Ci sono immagini di gente che fa cose. Simulandole e non simulandole allo stesso tempo. La tua è un'interpetazione: come dici che l'abbraccio è "amore", dici che il porno è "eversione".

Djo! ha detto...

dipenderà anche dal tipo di porno no ? C'è una tipa che va con l'amico del figlio in un film, in un altro lei è un medico e l'amico del figlio un paziente, in un altro lei è la madre della sposa e va col testimone, e la tua tesi decade perchè si, trombano, ma raccontano anche tutta una serie di cose che non sono vere, e ti ritrovi pieno di significanti punto e daccapo.

RRobe ha detto...

Quello Dell'amore è un esempio, Gratta.
E' ovvio che ogni gesto e parola in un film, va interpretata all'interno del suo contesto.
Una scopata in un porno, invece, no.
E' una scopata, vera.
E quella resta.

RRobe ha detto...

Per Djo!: a parte che porno del genere (con una storiella), non li fanno quasi più, ma anche se li facessero ancora: la scopata, che è l'unica ragion d'essere di quella storiella, è reale.
Ma possibile che non vedete la differenza?

Djo! ha detto...

sei più aggiornato di me allora, mi metto in fondo, ascolto, e prometto che interrompo più. : )

RRobe ha detto...

Ma poi, mi pare che sto dicendo solo le prime quattro stronzate che si trovano in qualsiasi testo di semiotica, è?

Djo! ha detto...

anzi, ultima cosa e poi sto zitto. Intervista qualcuno che riesce a farlo di mestiere e pubblica tutto qui. Mettila così, più che una richiesta una proposta.

RRobe ha detto...

Cosa?

Er Califfo ha detto...

"mi pare che sto dicendo le prime 4 stornzate che si trovano in un libro di semiotica" sì, esatto. proprop così. dici cose giuste ma assolutamente di base per il mondo accademico filosofico, letterario antropologico ecc. e lo sai. e lo dici. grandissimo. grandissimo. nessuno lo ammette mai nei blog del cazzo. grande, mi hai ridato un grammo di fiducia nell'umanità.

Djo! ha detto...

porno Rrobe, porno. sono registi e attori anche loro, facci sentire la loro campana.

RRobe ha detto...

Ma quale campana, Djo? Stiamo parlando di linguaggio, ma che ci capa l'opinione di un attore?
Vabbè, lasciamo perdere. mi starò spiegando male io.
Eppure, giuro, è la base della semiotica quello che sto dicendo, non riflessioni arcaiche, eh?

gratta.nucci ha detto...

Secondo il mio parere, tu vedi nell'atto della scopata una cosa POTENTE. E hai ragione per più motivi che non sto ad elencare (sono quelli ovvi). Poi metti in evidenza la struttura narrativa dei porno, fatta di scene di raccordo (a volte neanche quelle) tra una trombata e l'altra. E' una struttura comune ai film ad incontri (Brucelee). E anche qui hai ragione. Ma il punto di partenza è un altro (il tuo, dico): l'eversione che sta nell'imitazione. Allora qui ogni gesto cinematografico ha la stessa valenza di un sano "ficialized". Esempio: Bogart fumava (e fumava cazzo, ci diventava giallo con gli errori di Ingrid Bergman) e i giovani fumavano perché fumare come Bogart era "fico". Poi c'è stata la nascita della profilassi anti-fumo nel mondo reale (il nostro, per intenderci): ed ecco che cinquant'anni dopo al cinema non fuma più nessuno. Bogart ha fatto fumare te e la campagna anti-fumo ha costretto Bogart a smettere.
Saluti

RRobe ha detto...

Bogart che fuma, davvero, ha lo stesso senso, sì.
Bogart che picchia qualcuno (per finta), no.

Djo! ha detto...

si, ma c'è la semiotica dell'oggetto e quella pubblicitaria, quella dei testi e quella cinematografica, e a monte, magari, generativa e interpretativa. Hjelmslev e Eco. Ti credo che su un manuale c'è scritto quello che dici tu, su un altro magari no. Diciamo che sostieni una cosa, dico solo che sarebbe interessante avere uno straccio di riscontro da dei professionisti, come già fai per altre cose che pubblichi e sostieni, intervistando chi si autoproduce per esempio. Non esiste un fuori tema quando si va a braccio, prendilo come un'idea.

RRobe ha detto...

Ma a che proposito?

RRobe ha detto...

Scusi, signorina Anabella Vagina, nel suo prenderlo in culo, le ravvede più segno, sigificante o significato?

Djo! ha detto...

a propostio del fatto che mi piacerebbe leggere un'intervista dove tu proponi questa tesi sul significante significato a qualcuno la indaga e ricerca quotidianamente ?


Senti, forsi si, mi stai perdendo (nel senso che stiamo andando belli paralleli), ma dimmi tu basta o la facciamo lunga.

gratta.nucci ha detto...

Rrobe: Ma le scene di cazzotti spesso sono finte (nel senso che in realtà si lisciano). si ottiene una VERA scena di due "coglioni" che si agitano le mani in prospettive adatte all'inganno della cinepresa e fanno finta di essere colpiti e litigare. La VERA immagine del recitare. A questo punto, se recitare E' un atto, non potrei anche dire che vedere un film è osservare l'atto VERO di recitare? Ma non volevo arrivare a questo (che comunque sarebbe un punto nodale), bensì all'abbraccio (ormai l'ho scelto, vabbuò): Per abbracciarsi con "finta intenzione", gli attori si devono abbracciare davvero, l'abbraccio come atto si verifica, si toccano. Poi, anche nel porno più amatoriale (webcam) l'"attore" tiene conto di costrizioni di scena. Dov'è la telecamera lo condiziona (vedi quelle ragazze che si tagliano precisamente l'inquadratura per lasciare fuori la testa). Se l'obbiettivo non fosse presente sicuramente atturebbero la copulazione in modo diverso. Ma qui sto tirando nuova e forse troppa carne nel fuoco (sebbene sia ben presente a tutti che di carne il mondo del porno non è avaro).
Saluti

sette in un colpo ha detto...

sinceramente l'eversione non ce la vedo neanche io.

Il sesso è per sua natura eversivo, non per nulla ,sin dall'inizio dei tempi, ogni civilta' organizzata ha cercato di regolamentarlo, di chiuderlo in una forma che in qualche modo lo rendesse "circoscritto"..."risolto".

La pornografia (che appartiene alla modernita' soltanto) è sistemica alla mentalita' del mondo industriale...il corpo è pensato " a pezzi",c'è ripetitivita',c'è organizzazione, c'è accumulazione, c'è catalogazione...insomma l'eversione non ce la vedo...ci vedo semmai il suo contrario: l'ordine.

Ho capito pero' che con eversione intendi altro...ma non riesco a fare incastrare i pezzi...probabilmente,come spesso succede è solo questione di mettersi d'accordo sulle parole.

Riccardo ha detto...

non sono daccordo sul fatto che il cinema convenzionale è "simulacro dell'atto" a differenza del cinema porno che è "l'atto" in quanto tale, perchè così sottintendi che l'unico ATTO posibile sia il sesso, cosa che chiaramente non è. Ad esempio molti schiaffi sulla pellicola sono veri e quindi in questo senso lo schiaffo è un atto reale in un ambito artificiale, così come lo è l'atto della penetrazione. Scopare inteso come atto meccanico non è differente dallo schiaffo o da un calcio o dal bere una coca cola come tu sostieni perciò in questo senso immettere acqua nel proprio corpo è come immettere il cazzo dentro un'altra persona, quindi, se il cinema è (e lo è) un linguaggio il porno è una delle tante lingue, un genere come lo è il western.

LRNZ ha detto...

MMMMMMMMMMM, non resisto.

http://www.youtube.com/watch?v=Wrcv6moEXqk&feature=autoplay&list=PLCDC2D2B47D4BF9E1&index=2&playnext=2

http://www.youtube.com/watch?v=dhloXrGpqD8&playnext=1&list=PL298CFC716955EABD

http://www.youtube.com/watch?v=G-SaOZbeKjo&feature=related

Ecco si.

MatteoStefanelli ha detto...

ok finché descrivi l'influenza del porno sui comportamenti (son discorsi che si fanno dal boom dell'industria del porno post anni 80).
Ma eversione...non è che forse non possiamo vedere eversione dappertutto (pure nel trito pornointrattenimento industriale) altrimenti quando arriva qualcosa di veramente eversivo non sappiamo più riconoscerlo?

Djo! ha detto...

forse ti stai ponendo in maniera riduttiva.

Will ha detto...

Discussione interessante davvero.
Il problema di fondo esplicitato nel titolo di questo post soffre però dell'approccio squisitamente semiotico che sceglie di dargli Roberto.
Roberto in sostanza dice 'Il Porno è l'atto e non la sua simulazione'. Ma l'atto di cui parliamo non è solo sesso, ma anche la sua rappresentazione. L'atto segue esigenze di regia che non appartengono al significato proprio del sesso, ma a quello della sua resa visiva rispetto a un osservatore.
L'osservatore quindi condiziona l'atto e di conseguenza il linguaggio pornografico. E quindi torniamo al punto. E' la realtà che definisce il linguaggio e si pone dialetticamente in rapporto con esso. Una scena di sesso filmata è sesso, ma anche una sequenza di inquadrature volte a provocare una reazione di tipo sessuale nell'osservatore.
Quello che intendo dire insomma è che il carattere 'eversivo' della pornografia, così come del cinema, del teatro o di qualsiasi rappresentazione simbolica della realtà non è mai assiomatico.
Il sesso è naturalmente eversivo perché non è condizionato da un osservatore, definisce e sovverte la realtà nel momento stesso in cui è fisicamente espresso.
La pornografia può essere eversiva, come può non esserlo, a seconda del rapporto che sceglie di avere col suo fruitore e quindi con la realtà.
Questi i miei due cents.

alessandro.di.nocera ha detto...

Ben spesi, Will.

Viviana Boccionero ha detto...

A me, di RRoby, piace il tono da uomo di mondo che la sa lunga (Lawrence, Dustin e il ritardo grande così). Ma non lo fate incazzare: sarà una vipera.

Mighty Aphrodite, posseduta non scopata, fenice d'acqua, muore ogni giorno per rinascere dal suo lascito. Chi è?, RRoby.

RRobe ha detto...

Grazie, Will.
Riflessione pertinente (almeno una, iddio sia ringraziato) e appunti sensati.
Ci penso sopra.

RRobe ha detto...

Comunque, il mio punto in sintesi e per spiegare (anche se, sinceramente, mi sembrava di averlo fatto ma, evidentemente, non sono stato abbastanza bravo): il porno per me è eversivo su un doppio piano.

- Eversivo nei confronti del cinema (per esempio) in quanto questi è rappresentazione fittizia che si maschera come reale mentre il porno è rappresentazione reale che, al massimo, si maschera come fittizia (quando si prende la briga di farlo).

- Eversivo nei confronti della realtà, che ribalta e modifica con la sua influenza, spingendola quindi a replicare i suoi schemi. In sostanza, non è l’arte (o la pornografia) che emula la vita ma è la vita che emula l’arte (o la pornografia).

MatteoStefanelli ha detto...

roberto, sei stato chiarissimo.

Semplicemente credo che sì, il porno offre una prospettiva diversa sulla realtà (e sulla vita), ma:
1- non ci vedo eversione (non mi pare che i millemila film porni stiano stimolando rivoluzioni profonde di società e idee, al di là di qualche comportamento diverso nelle stanze da letto)
2- non è di per sè arte (e se non fraintendo fai un'equazione arte/pornografia che mi pare sia un po' una cazzata)

Che poi spiegarsi bene qui in 4 parole non è facile - e probabilmente mi sono espresso anche io un po' a cazzimm'.

Will ha detto...

Una rappresentazione è sempre e comunque una rielaborazione del reale in funzione del gesto comunicativo.
E' questo punto che trovo tirato nella tua analisi, che per il resto mi trova grosso modo d'accordo, e che mette in contrapposizione categorie non opposte ma semplicemente diverse. E' la dicotomia rappresentazione reale contro rappresentazione fittizia che per me non ha ragione d'essere.
Una rappresentazione è la ricerca di nuovi significanti che contengano sia i significati dell'atto rappresentato che quelli del messaggio che con quella rappresentazione voglio veicolare.

RRobe ha detto...

E' che io non capisco perché, quando usate la parola di eversione, lo fate solo in termini sociali e culturali.

Vale l'esempio che ho fatto a Gipi:
il punk era eversivo?
Sì.
Per la sua ovvia carica eversiva sociale, ma pure per la sua, altrettanto ovvia, carica eversiva all'interno del suo medium. Il punk diceva: non c'è bisogno di saper suonare per fare musica, in un contesto artistico che, in quel momento, era dominato dai virtuosisti della chitarra.

Io il termine eversivo l'ho sempre usato in questo ultimo senso in tutta questa discussione, è per questo che non mi ci metto proprio a discutere con chi me la sta buttando sulla società e la politica.
Non era quello il senso del discorso.

RRobe ha detto...

Per Will: e infatti il tuo appunto lo trovo valido e ci sto riflettendo sopra. Probabilmente il mio punto di vista è un pelo troppo dicotomatico.

MicGin ha detto...

vi guardo

Will ha detto...

per matteo: l'equazione arte/pornografia non è detto che sia una cazzata nei termini in cui se ne sta discutendo.
Cerco di spiegarmi, se ci riesco.
Dal punto di vista della rappresentazione del reale, arte e pornografia partono da percorsi opposti ma finiscono per convergere proprio in funzione dell'osservatore.
La performance artistica trova la sua immanenza, il suo valore assoluto, nel gesto artistico che rifiuta qualsiasi categorizzazione. Lo fa sfruttando la sua carica polisemica.
L'opera d'arte in sostanza è un significante così carico di significati da esondare sul reale stesso, sovvertendolo (o quantomeno influenzandolo fortemente).
La pornografia d'altro canto, puntando al grado zero della comunicazione, può avere un effetto implosivo sulla realtà, privandola, nei suoi gesti comunicativi, di sovrastrutture di significati e riscrivendo di fatto comportamenti base del vivere sociale.
La dimensione politica, se ne vogliamo parlare, si inserisce proprio a questo punto, intesa come responsabilità che un gesto del genere comporta.

Riccardo ha detto...

vorrei proprio andare a fondo di un singolo punto: il cinema porno NON differisce affatto da quello convenzionale come invece sostieni

Se l'eversione avviene perchè chi fa sesso simula il film porno che vede e che a sua volta esteriorizza e amplifica l'atto sessuale, nel cinemaconvenzionale è lo stesso.
Esempio:
i reali criminali di oggi simulano criminali di celluloide come Tony Montana, Al Capone, Il Padrino, ecc (vedi gli scritti di Saviano per dirne uno), che a loro volta hanno esteriorizzato e amplificato i criminali realmente esistiti.

Il punto quindi è: accesa la telecamera, battuto il ciak, niente è reale, nemmeno un documentario e quindi nemmeno il porno che tu definisci reale.

il corto circuito (l'eversione) di cui parli avviene in ogni cosa della vita in cui si hanno dei modelli comportamentali che si definiscono partendo dalle necessità reali (realtà). A sua volta la stessa, prenderà a modello tale irrealtà (o realtà simulata) diventando un'atra volta realtà, una realtà ispirata dall'irreale come fanno ad esempio moda e pubblicità. La chiamerei evoluzione.

Viviana Boccionero ha detto...

per matteo e willie: l'equazione arte/pornografia non è un'equazione.

per rroby: virtuosista non esiste.

E basta sparare cazzate. Non sopravvalutate le vostre intelligenze.

sette in un colpo ha detto...

Che la realta' venga continuamente riscritta lo sappiamo, attiene alla normale dinamica della cultura ,succede continuamente.

la domanda è a che livello.

un esempio facile facile: la teoria della relativita', nasce ovviamente in un ambito scientifico ,ma ,data la sua portata veramente "eversiva", filtra attraverso tutti i linguaggi che appartengono al sistema cultura assumendo un ruolo modellizzante...per cui nel tempo... a partire dalla filosofia,passando dalle arti ed arrivando alla cultura popolare, la teoria della relativita' finisce col radicarsi nel senso comune .

Questo percorso una volta conclusosi ci restituisce un mondo nuovo , completamente ripensato e riscritto a tutti i livelli.

ok questa e' eversione , ci sto.

veniamo ora all'esempio della "venuta in faccia".
Gli sovrappongo un altro esempio che trovo coincidente .

Moccia scrive libri...racconta il mondo degli adolescenti e tanti adolescenti leggono i suoi libri.
Un giorno Moccia scrive in un suo racconta la faccenda dei lucchetti , da quel momento i ragazzi cominciano a praticare quella cosa di attaccare i lucchetti ai pali .
Moccia ha riscritto la realta'..Moccia è eversivo.

no...non credo...

il punk ( visto che è stato citato) è eversivo, La teoria della relativita' è eversiva... entrambi sovvertono un ordine.

i lucchetti ,la venuta in faccia non sono eversivi,non sovvertono nulla. Sono pratiche che si diffondono, cosi' come si diffonde un modo di dire, un oggetto di culto, un colore quando va di moda...

non sono fenomeni irrilevanti, condizionano il nostro paesaggio quotidiano, ma non sono neppure eversivi.

RRobe ha detto...

A me pare che il punk sia stato citato in alra maniera, eh?

sette in un colpo ha detto...

perche'?

si era detto che è eversivo dato che ripensa" le regole " del medium?

il senso per me è quello...

Antonietta ha detto...

Un film è una rappresentazione della realtà: è una finzione.
La finzione può accostarsi poco o molto alla realtà.
Poco se pensiamo ad un film di fantascienza o molto se pensiamo ad un porno.
Io non riesco a tagliare con l'accetta i generi e quindi arrivare alla conclusione che porno è reale (in quanto realmente è compiuto l'atto sessuale) e Via con il Vento non lo è, a meno di dire: il film porno non è una rappresentazione ma è la realtà stessa (una serie di documentari di come si accoppia la specie homo sapiens).
Per me, da un punto di vista oggettivo, è reale la scopata di Holmes come il pianto di Anna Valle (nota per la sua capacità di piangere a comando).
Da un punto di vista soggettivo "so" che quest'ultimo seppur reale non è "autentico" (ma siamo sicuri che lo sia anche la scopata?).
Tu stesso dici che il porno non è una telecronaca (io dico...documentario) ma è appunto il resto che lo "eleva" a finzione.
Il cinema tutto può essere eversione (capacità di capovolgere il reale e riscriverlo) ma non ritengo che sia prerogativa del porno neanche volendogli riconoscere gli attributi che ritieni possegga.

Rendl ha detto...

Caro Rrobe, premetto che la discussione mi sembra oltremodo interessante (per vari motivi, che non sto qui ora ad elencare); e premetto che mi divertono sempre molto i tuoi post che iniziano con la frase: "Per cominciare bene la settimana" (pubblicati di solito il Lunedì); o "Non aprire il link se siete in ufficio".

Il fatto che qualcuno la butti in politica nasce forse dal tuo accostare la parola "pornografia" al termine "eversione"; nel dizionario che ho sotto mano trovo questa definizione:

EVERSIONE: Ogni azione e movimento che impiega mezzi violenti anche terroristici per rovesciare il potere costituito.

Ora, è evidente che tu alla parola hai attribuito un valore meno politicizzato, più generale, se vogliamo, più filosofico. E comunque...non vedo la carica eversiva del porno se non, forse, nella cosiddetta "intentio auctoris", ovvero: nell'intenzione di chi sta dietro la macchina da presa e registra quel tipo di "reale" che ha davanti per mostrare appunto il lato "reale" della cosa (concordo però con chi dice che pure nei porno si finge - e così, pure l'orgasmo - l'acme,quello che dovrebbe incarnare il momento della massima espressione della "verità" di quel tipo di cinema - può diventare l'esempio più lampante di "fizione" o "recitazione a soggetto" o a comando...).

Dicevo: l'intenzione di chi filma. Sta nell'occhio del regista, semmai, il sovvertimento delle regole (e in questo senso sì, il "facial" è un esempio di sovvertimento notevole, come notava in un suo articolo anni fa un cervellone come Enrico Ghezzi, giocando con il significato del verbo inglese "shot" che vuol dire sia "inquadratura" o "ripresa" sia "schizzo", "colpo").

Così pure nella fotografia: è il modo d'inquadrare l'immagine che può rendere pornografica una fotografia anche apparentemente lontana dal porno (ma nemmeno qui vedo la capacità del porno d'influenzare un medium come quello fotografico - e sì, mi piace Terry Richardson, ma anche lui dopo un po' si ripete, smette d'essere eversivo - cfr. la ragazza che munge una vacca e succhia il latte - o finge di succhiarlo, che è un'altro paio di maniche...).

Altro appunto, se posso permettermi: il porno non è e mai potrà arrivare ad essere "arte". Per Pasolini era un puro riprodurre meccanicamente atti reali; ma la sovversione o l'eversione non gli competono: la capacità di "riscrivere il reale" (e di ribaltare la realtà) l'ottieni anche giocando con il materiale reale del porno (cfr. "Sodoma o le 120 giornate di Salò"), ma andando oltre il semplice riprodurre meccanico di corpi che "scopano veramente" o che raggiungono veramente l'orgasmo (la piccola morte) davanti ad una telecamera (o all'obiettivo di una macchina fotografica).

Forse mi sono ingarbugliato anch'io. In sintesi: il linguaggio del porno si articola grazie ad una grammatica elementare e ripetitva; il linguaggio dell'arte si re-inventa ogni volta e si articola grazie ad una grammatica complessa - fatta anche di pezzi di "reale". Il porno non è arte. Il cinema di Pasolini è arte anche quando qualcuno l'accusò di pornografia (o di oltraggio al pubblico pudore), come per il film succitato. Mi sembra più "eversivo" Fellini - quando fa dire a due attori che contemplano un tramonto sul mare palesemente finto: "Guarda che bello, sembra finto" - che non un film porno (amatoriale o meno che sia).

Saluti e grazie degli spunti sempre interessanti che offri

The Passenger ha detto...

davvero interessante che il "porno" dopo essere stato sdoganato da tv e stampa abbia sempre tanto da dire e da far discutere,....aggiungo un mio breve commento fatto solo per dire DI NON COMPRARE LIBRI DI RICHARDSON! é un segaiolo assolutamente incapace di fare foto...se volete compare dei bei libri di foto accattateville un libro piuttosto di Crewdson....
INOLTRE MI SCUSO CON Rrobe se posto questo ma è davvero urgente:
CERCO UN APPARTAMENTO IN AFFITTO SUPER-URGENTEMENTE...A Milano o zone limitrofe....passenger72@gmail.com
SCUSA ROBERTO! ^_^

Riccardo ha detto...

@ Rendl
dici: "il porno non è e mai potrà arrivare ad essere "arte" "

totalmente in disaccordo, soprattutto perchè l'arte la fanno gli occhi di chi guarda. Se la maggior parte dei film porno è monnezza quello è totalmente un'altro discorso perchè di base avrebbe le stesse possibilità del cinema convenzionale.

senility ha detto...

guarda, no, lo vedo che ci tieni a questa cosa, ma... no.
il porno è una cosa come un'altra, non ha un valore intrinseco.

Così come un/a graphic novel non è necessariamente un fumetto intelligente, così un porno non è necessariamente un film eversivo.

Ci sono porno che neanche lo fanno venire duro, cosa vuoi che sovvertano?
Sono generalizzazioni che non portano da nessuna parte.

Non c'è bisogno di trovare una giusificazione alla tua passione per la pornografia.
Ti piace? non è un problema, ti vogliamo tutti bene comunque.

JenaPlissken ha detto...

Il porno ha cessato d'essere eversione (nel senso stretto della parola) quando ha cessato d'essere scandaloso e d'esser "contro".
Questo l'aveva notato anche Bataille, che giustamente riteneva che le forze primordiali e irrefrenabili della violenza, del sesso senza limiti etc perdano quando "vincono" il loro conflitto con le resistenze della società e del reale, diventando "integrati" nella società che miravano a rovesciare.
Infatti fare un porno negli anni '60 e '70 era un atto di sfida, politico e sociale, poteva offrire molti spunti di pensiero e la controcultura che vi stava alle spalle era composta di personaggi di tutto rispetto (il già citato Bataille, Ballard etc) oggi al 90% è noia, conformismo e piattume. Il capitalismo ha vinto di nuovo, ha inglobato l'ennesimo nemico risputandolo in forma a esso digeribile (e gestibile).

alessandro.di.nocera ha detto...

Ottima riflessione, Jena.

el mauro ha detto...

@Passenger
Adoro Crewdson.
Penso di avere qualsiasi cosa abbia realizzato.

Ma anche Terry ha i suoi meriti.
Assenti nel dopo Terry World. Ma ha i suoi meriti.

MatteoStefanelli ha detto...

"quando usate la parola di eversione, lo fate solo in termini sociali e culturali."

"il punk era eversivo? Sì.
Per la sua ovvia carica eversiva sociale, ma pure per la sua, altrettanto ovvia, carica eversiva all'interno del suo medium"

Robe, è proprio qui che secondo me ti sei ingarbugliato: il punk non fu eversivo solo perché ribaltava modelli "interni a un medium" (l'idea di 'competenza musicale', per cui i punk dicevano: anche no, fanculo al "suonare bene"). Eversivo lo fu perché USAVA quel medium (quella non-competenza) per affermare ben altro. Non fu SOLO questione di anti-competenza, ma a partire da questa, di visione della società. Non fu solo questione di musica, ma di modelli di vita nella società (di allora).

Dunque ti ribadisco - forse meglio - che secondo me fai bene a dire che il porno di McKean è cattivo se non fa arrapare...ma questo non vuol dire che:
- il porno sia oggi eversivo (è l'esatto contrario: riproduzione sociale, e non proposta di modelli alternativi)
- si possa appiccicare la parola eversivo a tutto, tanto meno al mainstream dei media (sarò un nerd, ma mi viene in mente di spiegarlo con V for Vendetta...), di cui il porno oggi è parte.

PS Mi verrebbe da chiacchierare e rilanciare sul confine tra recitazione e non recitazione, sia nel cinema che nel porno...ma magari qua anche basta.

MicGin ha detto...

69 commenti ad un post sul porno che dovrebbe essere eversivo?!?!?!

allora facciamo 70

RRobe ha detto...

Scusa, Matteo, ma sul punk ho l'impressione che tu abbia letto di fretta.
Io dico che è eversivo per quello che dici tu (il contesto sociale) e eversivo per come lo intendo io (il contesto del medium di riferimento).

Gianca ha detto...

Ma trovarvi una donna no? Banda di pipparoli...

news escort ha detto...

Propriop originale!