16.2.11

[RECE] Celluloid

E' sempre triste vedere quando un artista non è più capace di anticipare, o almeno, intercettare, il sentito del tempo in cui vive.
Dave McKean, per molti anni, è stato uno degli artisti più influenti nel campo dell'illustrazione, riuscendo a travalicare il suo settore di stretta competenza, arrivando a influenzare l'immaginario collettivo sia in maniera diretta (con il suo lavoro), sia in maniera indiretta (con il lavoro di tanti artisti che si sono ispirati a lui).
Adesso però è finito.
Usurato da un eccessivo sfruttamento dei suoi segni di stile, privo di idee, incapace di rinnovarsi, concettualmente bollito, artisticamente scontato. Vecchio e grasso, sia in maniera metaforica che fisica.
E questo Celluloid ne è la riprova più lampante.
La copertina presenta il volume come "an erotic graphic novel".
E già partiamo malissimo.
Sul serio, non riesco a capire quale dei due termini mi faccia girare il culo di più tra "erotico" (la versione ipocrita della pornografia) e "graphic novel".
Vabbè, magari è solo una frase di lancio poco felice. E magari è pure colpa mia che, su queste faccende, son troppo sensibile. Magari il volume è molto meglio.

E, invece, no.
Dopo una lettura attenta, devo tristemente ammettere che la frase riportata in copertina, in realtà, è la cosa meno peggiore di tutta l'opera.
L'unica cosa buona che posso dire è che, perlomeno, per leggerlo tutto non ci vogliono più di dieci minuti. E per scordarlo non più di dieci secondi.
Ma si badi, questo non significa, come dice Spari d'Inchiostro, che "l'esercizio di ricostruzione della storia del cinema e della pittura sembra fatto apposta per forzarti alla visione di 24 immagini al secondo" significa solo che è un libro vuoto e inutilmente pretenzioso. E questa non è nemmeno la cosa peggiore.
La cosa peggiore è che Celluloid è un libro ipocrita, e l'ipocrisia è l'unico difetto imperdonabile per un'opera che vorrebbe essere pornografica.
La pornografia è eversione, punto.
Eversione consapevole (e, magari, furba, come nelle fotografie di Terry Richardson) o inconsapevole (come nella maggior parte dei film porno moderni) ma pur sempre eversione.
Quando non lo è, è merda.
E Celluloid è merda. La merda di un autore bollito e in preda a pruriginose fantasie erotiche da borghesuccio attempato. Basti dire che la più alta provocazione che il volume propone, il massimo momento in cui McKean, tutto orgoglioso si è detto: "adesso vi sconvolgo a tutti!", è la scena conclusiva in cui il disegno e la pittura lasciano posto a una manciata di fotografie di una biondona nuda con una maschera da carnevale veneziano sul volto (ma basta... vi prego, BASTA!).
Dave, sinceramente, con il tuo nome e la tua fama, non hai bisogno di inventarti la scusa di una "graphic novel erotica" per portarti qualche donnina nuda nel tuo studio fotografico. Quelli sono mezzucci da sfigati di Facebook e tu sei meglio di così.
Tu sei meglio di questo Celluloid, fidati.

11 commenti:

S3Keno ha detto...

"L'unica cosa buona che posso dire è che, perlomeno, per leggerlo tutto non ci vogliono più di dieci minuti"...

Ma perchè, c'è anche qualcosa da leggere?
Non è una battuta... l'ho sfogliato l'altro giorno al Forbidden, e non mi sono nemmeno accorto ci fossero testi. L'avevo interpretato come una sorta di portfolio meta-concettuale o qualcosa di simile. Peraltro sottotono, se paragonato - che so? - al volume che raccoglie le sue 75 copertine di "Sandman". Fattostà che, dopo qualche attimo di oggettiva indecisione, non l'ho preso.

Paolo ha detto...

McKean è stato uno dei miei autori preferiti: ho adorato Cages ed il suo tratto e conservo con cura la collezione di copertine del Sandman con firma dell'autore (a dire il vero conservo anche una Coraline con doppia firma e disegno degli autori G e McK, tanto per dire).
Penso che il fallimento di quest'ultima opera sia imputabile a due fattori:
1) Graficamente il segno di McKean non è più innovativo, non stupisce più!
2) L'opera non provoca eccitazione erotica, sessuale come si vuole chiamarla!

Paolo Bassotti ha detto...

McKeane me lo ricordo a Genzano, che parlava entusiasta dal suo imminente MirrorMask. Quel giorno mi colpì il modo nel quale cercava di prendere le distanze dal mondo del fumetto, come a dire "quello è il passato, mi è servito da allenamento per quello che voglio fare veramente. Non fatemi domande su Sandman".

Watanabe ha detto...

"..prendere le distanze dal mondo del fumetto, come a dire "quello è il passato"

E per fortuna che ora è il cinema a essere "il passato".
Dio ci salvi da un nuovo mirror mask.

Officina Infernale ha detto...

mckean ha smesso di essere mckean circa a meta' delle cover di sandman, quando ha smesso di disegnare e iniziato a farsi le pippe con photoshop, era gia barocco, pesante e insopportabile 15 anni fa piu'o meno.
Vidi la sua mostra a milanmo nel 2000 e qualcosa, le robe piu' belle erano arkham asylum, black orchid proprio la roba che sempre rinnegato, peccato che la roba dopo non ne sia mai stata all'altezza...

LRNZ ha detto...

Ooooh.
Senza uscire dal mondo del fumetto, Mckean m'è sempre sembrato un ruffianissimo, pacchianissimo emulo di Sienkiewicz.
Sienkiewicz, Svankmajer, i Quay Brothers o anche Phil Hale lo hanno eclissato sempre, a mio avviso, proprio per una questione di purezza. Poi chiaro che se sei il copertinista dei Dream Theater e ti vendi per la comunicazione di massa una tua legacy obbligatoria ce l'hai, soprattutto con chi non ha mai visto altro o conosce poco (oltre a quelli che ho citato sopra, penso all'arte polacca etc etc). Ma come lui anche aborti pazzi tipo Dave Carson un seguito ce l'hanno avuto quindi stupisce poco. Sono solo contento di vedere che quando passa l'hype per uno stile nuovo (e gli anni 90 so finiti da un pezzo) piano piano il tempo è galantuomo e uno riesce a distaccarsi e a rendersi conto di quello che vale e quello che no.

saldaPress ha detto...

Condivido quello che scrivi, Roberto. E me ne dispiace perché McKean è un talento del linguaggio grafico.
Stavo per dire del fumetto ma non è vero. McKean con il fumetto c'ha sempre fatto a cazzotti, manifestando un vero rapporto di odio-amorenei confronti di questo linguaggio.
Forse dopo Cages –un'opera a lungo pensata che, seppur bella, risente di questo e che, infatti, non ha mai raggiunto il grande pubblico – McKean doveva subito rimontare in sella e progettare un nuovo fumetto.
E invece non l'ha fatto, con la scusa di 10mila altri progetti che lo interessavano di più e lo pagavano di più.
E così oggi abbiamo Celluloid.

PaoloArmitano ha detto...

che bella 'sta copertina

ottokin ha detto...

HAI MOLTA MOLTA MOLTA RAGIONE!!!
mi sono persino rifiutato di comprarlo!

Gipi ha detto...

Ciao Roberto, niente da dire sul libro di McKean, che non conosco, ma sulla questione della pornografia come eversione, io la vedo proprio al contrario.

Però sono sicuro che se il concetto lo articoli un pochino potresti farmi riflettere in direzioni diverse.

Intanto Sparidinchiostro ha scritto la sua, io commentai di là. Poi giunsi da te.

Se hai tempo lo racconti meglio questo argomento?

RRobe ha detto...

Yep.
Ma ci metterò qualche tempo, che il porno è roba seria.