20.3.11

[RECE] Dragon Age II


Io, sinceramente, sono perplesso dal processo di recensione operato dai siti specializzati di tutto il mondo. Prendiamo il caso di Dragon Age II, per esempio. Adesso, a prescindere dalla sua qualità (di quella parleremo dopo,) il gioco di Bioware è davvero lungo e le sue qualità e i suoi difetti si svelano solo nelle fasi più avanzate. E io mi chiedo quanti recensori abbiano davvero completato l'avventura prima di scriverne. A giudicare da quanto mi è capitato di leggere, non molti e lo dico, per esempio, sulla base del fatto che la maggior parte delle recensioni si concentrano sulle nuove meccaniche di gioco, in particolare quelle inerente ai combattimenti. Che ad alcuni (pochi) è piaciuto e ad altri (molti) ha fatto venire la gonorrea.
Ma quello è solo il lato più superficiale e immediato di DA II, l'unico aspetto che si può giudicare pienamente con poche ore di gioco. Ma come mai mi è capitato di leggere solo una recensione (quella di Edge) che si prende la briga di sottolineare come tutto il gioco (tutto il gioco, non solo il primo atto) si svolga in non più di quindici location nemmeno troppo grandi? Come mai non ho letto quasi da nessuna parte del riciclico scandaloso di queste location operato da quelli di Bioware? Semplice: perché sono cose che si scoprono solo giocando per non meno di trenta ore. E se devi fare uscire una recensione il giorno prima del lancio sul mercato e il gioco ti è arrivato a ridosso della scadenza, proprio non hai tempo per scoprirle. E allora parli di quello che sono buoni a vedere tutti.
Comunque sia, io quelle trenta ore me le sono giocate (a dire il vero, ne ho giocate di più, visto che il gioco l'ho finito) e devo dire che sono interdetto.
Diciamo che per valutare DA II bisogna tenere in conto quattro elementi:

- Le meccaniche di gioco

- Lo sviluppo

- La storia

- La realizzazione tecnica

Il primo punto è quello che ha suscitato le maggiori polemiche in rete.
Quelli che hanno giocato (e amato) il primo capitolo su PC, hanno detestato il processo di semplificazione a cui tutto il sistema di combattimento è andato incontro. Io il primo capitolo l'ho giocato su 360 e devo dire che, per me, il sistema è stato solo ripulito e migliorato, non perdendo nulla della sua profondità ma migliorando sotto il profilo dell'interfaccia. In più, a mio modo di vedere, Bioware è riuscita in un piccolo miracolo creando due giochi molto diversi realizzandone uno solo. Non amate i tatticismi e gli aspetti troppo complicati dei gdr per computer tradizionali? Settate il livello di difficoltà su facile e DA II ve lo potrete giocare come fosse un Fable (e vi perderete quello che rende questo gioco davvero interessante, ma sono fattacci vostri). Siete un amante dei gdr duri e puri e amate stare a pianificare ogni combattimento? Mettete il livello di difficoltà su difficile o incubo e avrete pane per i vostri denti. Capisco che ai cuori duri e puri questo approccio possa dare fastidio ma, per me, non è questo il problema di DA II.

Il problema di DA II è il suo sviluppo.
Perché se durante il primo atto del gioco si può accettare il fatto che la mappa sia molto limitata e che la libertà di muoversi liberamente sia del tutto assente, quando si arriva al secondo capitolo e si scopre che il gioco è tutto lì, che non c'è un mondo fuori da quei pochi posti in cui ci è permesso di muoverci e che, oltretutto, quei posti sono anche piccoli, allora inizia a salire l'angoscia. Quando poi si arriva al terzo capitolo e si ha il disgusto per le location riciclate (stesso posto ma nomi diversi: quelle che prima sono "miniere" poi diventano "fogne" o "segrete", ma è sempre la stessa mappa) la situazione è irrimediabilmente compromessa.
Sul serio, erano decenni che non mi capitava di vedere un gioco sviluppato così al risparmio.
Aggiungiamoci poi che certe scelte di design sono davvero discutibili, come quella di permettere di relazionarsi con i propri compagni di gruppo solo in specifiche locazioni e solo in specifici momenti, e capirete come l'esperienza ludica offerta da DA II sia assolutamente deficitaria.

Ma se il gioco non è divertente, perché non lo stronchi e basta, senza farla tanto lunga?
Per il terzo aspetto: la scrittura. Che è davvero bella, cupa, profonda, brillante. Bei personaggi, grandiosi sviluppi, una delle storie migliori e più adulte che mi sia mai capitato di giocare in un gdr occidentale. Da sola vale il prezzo chiesto in denaro e tempo.

La realizzazione tecnica, invece, è senza infamia e senza lode.
Da una parte c'è un motore grafico che non è molto migliore di quello del capitolo originale (quindi è brutto), dall'altra c'è una bellissima direzione artistica (qui una lunga intervista al riguardo), che nobilita il tutto. In poche parole, un pareggio.

In conclusione, non sono pentito di aver comprato e giocato Dragon Age II, ma se il primo capitolo, nonostante la sua rozzezza, è un gioco che ho giocato più volte e che avrà per sempre un posto tra i miei gdr preferiti di ogni tempo, questo secondo atto me lo dimenticherò presto, almeno sotto il punto di vista ludico. Fortuna che tra breve arriva The Witcher II.