6.3.11

[RECE] Il Gioiellino

A giudicare da quello che racconta Il Gioiellino, Fausto Tonna è una persona tutto sommato a modo che ha fatto quello che ha fatto per il bene dell'azienda, cercando di arginare i danni operati da una gestione dissennata e che non ha agito per profitto personale.
Tanzi, invece, è solo un povero e simpatico vecchietto, trascinato dagli eventi, superato dai tempi e costretto a giocare ad un tavolo con poste troppo alte. Questi due hanno rubato dei soldi secondo il film? No, se li sono inventati.
Sono criminali che commettono crimini senza vittime, con il nobile scopo di tenere in vita un'azienda che produce lavoro per tanti.
Alla fine del film, i due personaggi escono come delle vittime del sistema e si meritano la nostra simpatia.
Ma chi ha pagato per le loro azioni? A giudicare da quanto si vede sullo schermo, solo loro stessi. Dei piccoli risparmiatori finiti sul lastrico a causa del crac Parmalat, non se ne parla. Praticamente, non vengono manco evocati.

Alla luce di questo, qualsiasi merito possa avere questa pellicola (un regia decente e delle belle interpretazioni), è trascurabile.

20 commenti:

Il Dottor Divago ha detto...

proprio da te questo commento non me lo aspettavo. Si può fare un film in cui Vallanzasca diventa una specie di eroe (pienamente d'accordo), hai (giustamente) difeso le più spericolate operazioni di commercializzazione del male da romanzo criminale in poi, ma ti indigni se la vicenda parmalat non viene raccontata come fosse una puntata di peport.

RRobe ha detto...

Veramente, su Vallanzasca ho detto l'esatto contrario.

RRobe ha detto...

E pure su Romanzo Criminale (anzi, specie su Romanzo Criminale).
Ho l'impressione che mi hai letto in funzione del tuo punto di vista, più che del mio.

burroNBK ha detto...

Beh, RRobe, hai detto tu stesso che RC è una bella serie. Eppure di tutte le vittime, dirette o indirette, della banda, se ne parla pochissimo nella fiction, se non altro perchè è una serie "gangster" e non "drammatica".
Ora, non avendo visto il film, e non conoscendo come vengono trattati i fatti e dove mira, se sulla spettacolarità o sul realismo storico, non posso esprimere un giudizio. Ma, nel caso in cui puntasse sulla spettacolarizzazione dei personaggi e della trama, non vedo cosa ci sarebbe di male nel fare sembrare i protagonisti degli eroi. Nel caso avesse la pretesa di essere un film storico, allora sarebbe un peccato molto grave.

L'impressione che mi sono fatto però è che, essendo il crac Parmalat molto più sentito da noi "piccoli risparmiatori", sia per la vicinanza nel tempo che per le conseguenze, sia più difficile giustificare coloro che ne furono la causa, anche quando sono protagonisti di un film, rispetto a giustificare un Bufalo o un Freddo.
Un po' come fare dell' umorismo su, chessò, il terremoto di Haiti e quello dell'Aquila

Riccardo ha detto...

Smettila di recensire film, fai più bella figura. Cmq ti risponde direttamente il regista:

Da celluloidportraits.com:

Per quale motivo avete deciso di dare un ruolo marginale alle conseguenze del crac sui risparmiatori?

A. MOLAIOLI: "Il loro ruolo è marginale perché abbiamo deciso di chiudere le vicende del film prima che si manifestassero le conseguenze sui risparmiatori. Questo elemento infatti è il più noto di tutta la vicenda grazie all’ottima copertura giornalistica e di cronaca che gli è stata dedicata. Il nostro punto di vista è stato, volutamente, solo quello delle “stanze dei bottoni” e dei personaggi".

Riccardo ha detto...

poi:
"Alla luce di questo, qualsiasi merito possa avere questa pellicola (un regia decente e delle belle interpretazioni), è trascurabile."

ma che c'entra? ma che vuol dire? ma che si liquida così un film? fattelo dire, tu sei veramente un incompetente

RRobe ha detto...

E tu un coglione.
Quindi?

Watanabe ha detto...

Boia questa recensione ha destato scalpore. Tutti arrabbiati.
Devo vedere questo film.

In ogni caso vorrei precisare che Romanzo Criminale ha una grossa differenza con Vallanzasca. Quella per cui RC è tratto da un libro che "romanza" (e inventa) a partire da fatti reali. Non vedo perchè tirarli sempre in ballo insieme, quando si parla di Etica al cinema.

RRobe ha detto...

Che poi: 'sti cazzi delle intenzioni dell'autore? Se lo ha fatto apposta, dimostra di essere solo due volte incapace.
Ha presentato dei criminali i cui crimini non hanno vittime, facendone un ritrattino da brave persone travolte dagli eventi. Azioni senza conseguenze. Una struttura drammatica ridicola. E questo anche se facciamo finta che non si stia parlando di eventi reali ma la trattiamo come pura e semplice fiction.

federico ha detto...

Pienamente d'accordo sulla recensione (ma già sai). E così faccio anche quello controcorrente. Fico!

@ Riccardo: riguardo al tuo secondo commento, in un film che tratta simili argomenti il contenuto è importante almeno quanto la forma, se non di più. Perché, che lo si voglia o no (e se non lo si vuole, è ingenuo a esser buoni, idiota a esser franchi), un'opera che tratta casi del genere diventa necessariamente divulgativa.
E raccontare in modo quasi eroico e idealistico il comportamento dei protagonisti del film divulga un messaggio molto, molto ambiguo.

manfroze ha detto...

E boh. Non saprei. Magari l'autore gode alla sofferenza dei piccoli risparmiatori. Gli fanno schifo. O più semplicemente non vuole raccontarne la storia. Magari vuole distorcere la realtà, fottere lo spettatore, prenderlo in giro. Nessuno di questi motivi mi pare sufficiente per stroncare un film. Forse sarò radicale, ma un'opera d'arte non ha nessun obbligo morale, né un giorno dopo né cent'anni dopo che i fatti siano avvenuti. Ovviamente ciascuno è libero di irritarsi o indignarsi per una cosa simile, probabilmente anch'io se avessi visto il film. Però secondo me se qualcuno lo prende per cronaca, s'offende o quant'altro... sticazzi.
Poi se il film fa cacare è un'altra cosa.

Buzz ha detto...

Il regista ha volontariamente scelto di girare un film su un crac finanziario così recente escludendo le principali vittime dalla vicenda: si può essere d'accordo (vedi altri commenti) o contro (vedi Rrobe). Non capisco però perchè il punto di vista di chi scrive (Rrobe) debba essere indicato come "incompetente"; cazzo, è quello che pensa lui, il blog è il suo, ci scriverà quel cazzo che vuole o no?

Se uno vuole farsi un'idea si guarda il film, mica legge una recensione sul web (tra l'altro di un blog personale che neppure nasce come specificatamente di cinema).

Artan ha detto...

Se uno non vuole raccontare la storia, non dovrebbe fare il film.

RRobe ha detto...

Non è questione di raccontare "LA storia".
E' questione di raccontare una storia male.

Il Dottor Divago ha detto...

ho ovviamente estremizzato il concetto su vallanzasca e romanzo criminale. La questione che mi sembra tu abbia sollevato era se gli autori si fossero posti delle domande sulle conseguenza della scelta di far passare da fichi i protagonisti delle vicende anche forzando la realtà storica (vallanzasca) o introducendo elementi di pathos (RC). Ma il tuo giudizio sui due prodotti esulava dalla liceità di tale scela e questo mi sembrava corretto.
Tornando al gioiellino, se vado al cinema a vedere un film e non un un documentario, non mi aspetto che ci sia la ricostruzione pedissequa degli elementi di cronaca. Ignorare le conseguenze del crack parmalat sui piccoli azionisti è una scelta narrativa come un'altra. Che nulla toglie o aggiunge alla qualità del film. A me spettatore ad esempio della signora gina che ha perso i risparmi non frega un cazzo.

Tommaso ha detto...

Ohibò Dottore, in che senso le scelte narrative nulla tolgono o aggiungono alla qualità di un film?
Ok, c'è la storia del "come" che conta più del "cosa", ma non esageriamo: le scelte narrative sono la sostanza di ogni storia!

Penn poteva NON far morire Bonnie e Clyde in "Gangster Story"? Certo che poteva. Ma sarebbe diventato un film del cazzo.

Riccardo ha detto...

RRobe ha detto...

E tu un coglione.
Quindi?


quindi io non ho aperto un blog dove ribadire quanto io sia coglione, tu invece ne hai fatto uno che in ogni post sottolinea quanto tu sia incompetente sulla maggior parte degli argomenti di cui tratti:

di calcio non capisci un cazzo
di cinema non capisci un cazzo
di musica non capisci un cazzo
di politica non capisci un cazzo

ma perchè ti vuoi rendere ridicolo così? ma non lo vedi che sei patetico?
fidati, resta nel tuo, che pure lì sei claudicante

Riccardo ha detto...

@Federico
sbagli in almeno due punti.
un film è un film, non deve dire nulla e non deve mandare messaggi. Il film mostra, non dice. Il film non ha responsabilità civiche, ma solo narrative. E' come dire che Arancia Meccanica manda un brutto messaggio ai giovani, cosa che può essere pure, visto che siamo tanti e tutti diversi, ma chi fa film non deve assolutamente preoccuparsene.

RRobe ha detto...

Eppure continui a postare qui.
Mi sa che sei proprio un coglione.

Riccardo ha detto...

Posto qui perchè è qui che dici cazzate. Cmq, tu sai bene che non sono un coglione e lo dici perchè rosichi quando non ti si da ragione, ma mi rimbalza e la cosa che mi fa sorridere è che offendi perchè sai che non ne subirai le conseguenze nel mondo reale, ma si sa che questo è un mondo di duri a chiacchiere, tant'è che io non ti ho mai dato del coglione perchè sarebbe troppo semplificativo, ma ti ho sempre argomentato perchè tu lo sei e il fatto che invece non sappia difenderti se non con una risposta da bambino di 12 anni, beh, parla da sè. Manco fosse la prima volta poi.

ps. seriamente, il cinema lascialo perdere, è proprio che non fa per te, non c'è nulla di male.