12.4.11

Ce ne accorgiamo quando ci toccano.


La scorsa puntata di Report dedicata ai social network ha scatenato parecchie polemiche, in rete.
Strano a dirsi ma, di colpo, molti accaniti sostenitore della trasmissione si sono scoperti delusi e fortemente critici su quanto raccontato da Milena Gabanelli e i suoi.
In giro per tutta le rete non si fa altro che dire che è stata una puntata "troppo italiana", piena di luoghi comuni, di facilonerie, di allarmismi insensati e di demonizzazione di qualcosa che si conosce poco.
Ed è tutto verissimo.
Ma la ragione in cui se ne sono accorti in tanti è perché, per un volta, Report ha parlato di qualcosa con cui il pubblico aveva una conoscenza reale e profonda.
Le affermazioni dei giornalisti del programma si sono scontrate con una controprova immediata basata sull'esperienza diretta e sono spuntate fuori le magagne, le facilonerie, i biechi trucchi del giornalismo sporco e cattivo che vuole dare un'immagine distorta di qualcosa solo per sostenere la sua tesi e, magari, buttare fango addosso a un medium concorrente che gli sta rubando il lavoro e il futuro.
Ma non c'è nulla di strano in quello che è successo ieri a Report.
Cose come questa capitano sempre quando un giornalista si mette a parlare di qualcosa che conosciamo bene.

Prendiamo la storia di Ciccio Palla.
Ciccio Palla è un nerd medio, appassionato di fumetti, videogiochi e musica metal.
Ciccio è in camera sua e sta guardando un programma giornalistico che parla di un recente crack finanziario. Ciccio Palla non ha gli strumenti culturali necessari per capire se quello che sente è valido o meno ma ci crede perché ritiene affidabili, e schierati "dalla sua parte", i giornalisti che gli stanno raccontando quella storia.
In poche parole: si fida.
Poi il servizio termina e il giornalista passa ad un altro servizio. Che parla di fumetti e del loro legame con alcuni casi di violenza giovanile.
Ciccio Palla addrizza le orecchie e comincia a incazzarsi.
Perché quelle che sta dicendo quel giornalista a cui Ciccio Palla ha sempre dato fiducia e sostegno, sono stronzate qualunquistiche. E Ciccio lo sa perché lui ha strumenti cognitivi migliori di quel giornalista su quell'argomento.
Alla fine del servizio, Ciccio chiude la tele e va su internet. E sfoga la sua incazzatura contro quel giornalista e il suo programma su Facebook, sul suo blog, su suo Twitter e pure su di un paio di forum. E fa bene perché ha tutte le ragioni dalla sua.
Il problema è che Ciccio si ferma qui.
E non si fa la domanda più logica, quella che tutti noi ci dovremmo fare sempre, ogni volta che sentiamo una stronzata uscire dalla bocca di un qualsiasi giornalista, indipendentemente dal suo schieramento politico.

Ma se ogni volta che un giornalista parla di un argomento che conosciamo bene, scopriamo che dice stronzate... quante stronzate ci hanno detto sui tanti argomenti che conosciamo poco?

E io ripenso a tanti servizi di Report che ho apprezzato molto e che, almeno in parte, mi hanno aiutato a costruire i miei strumenti di decodifica del mondo che mi circonda e mi chiedo: quante?


54 commenti:

loffio ha detto...

Tutto vero, il rischio però è di cadere in quel "son tutti uguali" che ci ha portato più o meno dove siamo ora.

Vittorio ha detto...

Che tristezza di puntata... ho pensato la stessa cosa: e se quando mi parlano di appalti truccati in Calabria usano la stessa faciloneria e tendenza al luogo comune..?

Il punto più alto della puntata è stato il tizio che diceva "Facebook non è un'azienda così DEMOCRATICA come fa credere di essere... ha anche lei i suoi interessi da portare avanti".
Ma dai..? A parte che "Azienda Democratica" è un po' un ossimoro, perlomeno quando si parla di multinazionali, ma poi non mi dire, un'azienda che pensa a fare soldi e a far rispettare i suoi interessi..? Sarebbe l'unica, proprio... *sarcasmo*

Joel ha detto...

avevo scritto un commento anche lungo, e mi si è cancellato, colpa mia che sono troppo prolisso.
Riassumo prendendo concetti sparsi e che riportati a minkia perdono di significato.
Non sono daccordo/è facile verificare le informazioni/dovresti riuscire a distinguere un giornalista da un fruttivendolo/più cautela in rete può solo fare bene/il monologo finale di Sucker Punch.

Curioso ha detto...

Perdonatemi ma non capisco cosa avete trovato di disturbante nella puntata.
Ok, il taglio era inquisitorio, d'altra parte un'inchiesta deve essere anche interessante altrimenti nessuno la guarda fino in fondo. Sono state dette cose che "sappiamo tutti", salvo poi che quei tutti siamo noi ossia in genere utenti con un livelli di comprensione del mezzo fuori dalla media.
Per usare uno strumento (ed internet è uno strumento) bisogna prima conoscerlo ma il livello di competenza richiesto dal web, oggi, è talmente basso da risultare accessibile a chiunque, aprendosi ad una moltitudine di tecnoanalfabeti ai quali questo programma non può aver fatto altro che bene.
Sul serio, cos'è che non vi è piaciuto?

Luc Richelieu ha detto...

condivido il pensiero di Curioso.
La puntata in questione ha detto tutte cose vere che già sapevamo. Non capisco cosa ci sia da indignarsi.

werther Dell'Edera ha detto...

Concordo con Loffio e aggiungo:
in realtà altre volte al termine di una qualche puntata de fuego di Report (di quelle che ti alzi dalla sedia con i cristi e le madonne) ci siamo trovati a discutere della liceità di alcune argomentazioni e dei modi giornalistici. Il punto della questione è sempre lo stesso per me. Il discernimento! Guardi impari e capisci. Se non si sa discernere, la colpa non è di quello che si vede, ma di come lo si vede. Le cose che conosciamo le vediamo con attenzione, quelle che non conosciamo le vediamo distrattamente pronti a recepire solo quello che ci interessa.

Viviana Boccionero ha detto...

Scusa RRoby, ma se Ciccio Palla nella sua cameretta si fa il crack e Milena lo ammonisce che non è lui a farsi il crack ma è il crack a farsi lui e Ciccio Palla, invece di ravvedersi, si incazza e nel suo blog scrive che Milena è una lesbica venduta, allora, tu mi capisci, è la fine della civiltà.

skalda ha detto...

Non ho visto la puntata, ma in linea generale sono d'accordo con te.
Aggiungerei un particolare: non sempre, o non solo, si tratta di poca informazione o conoscenza dei fatti reali, ma talvolta, soprattutto parlando di programmi come Report, si tratta di una precisa _scelta_ su quali fatti, e come, presentare al pubblico.

Curioso ha detto...

Sempre parlando dello strumento che per essere usato richiede comprensione, la televisione rientra a pieno nella categoria.
State guardando Report, non Superquark.
Da un programma d'inchiesta ci si aspetta un linguaggio inquisitorio, da uno di divulgazione, no.
Fuori dal linguaggio, però, quali inesattezze avete rilevato?

Andrea ha detto...

perfettamente daccordo con Curioso, non mi pare che in quella puntata siano state dette cose sbagliate, incomplete o in malafede.. e in fin dei conti è l'unica cosa importante.
Poi è ovvio che a noi molte cose paiano acqua calda, ma siamo una minoranza.

loffio ha detto...

e ricordiamoci sempre che "fuori" internet conta ancora un cazzo, sopratutto in italia, e che al resto dei mezzi d'informazioni arrivano quasi sempre cose da colonna destra di Repubblica. Ciò che noi diamo per scontato non lo è per niente.

Simone ha detto...

io sinceramente non ho trovato molto di disturbante. Il taglio della trasmissione non essendo specifico per un pubblico di appassionati non poteva essere troppo tecnico, altrimenti avrebbe perso in share (e gli servono ascolti per pagare i processi). Poi il discorso di facebook credo si riferisse alla scritta che campeggia sempre in home page: facebook è gratis e lo sarà per sempre. Cioè ti fanno credere che sia un regalo che facebook ti fa mentre alla fine è più uno scambio. Vorrei però capire, senza polemiche perchè proprio non ci arrivo, quali sono i punti che fanno maggiormente incazzare della trasmissione.

Gloutchov ha detto...

Concordo... anche se probabilmente, dopo aver visto una trasmissione come Report, lo spettatore indignato dovrebbe incuriosirsi sull'argomento e approfondire le proprie conoscenze. Non si può pretendere che due ore di trasmissione siano capaci di svelare ogni dettaglio.
Il fatto è che siamo pigri e ci affidiamo alla tele come primaria fonte di informazioni. Poteva andare bene nei primi anni sessanta, ma oggi è inconcepibile.

Ciò non toglie che la trasmissione sui Social Network era superficiale e "sbilanciata".

GuidO ha detto...

Concordo in toto con Rrobe, mi sono fatto la stessa identica delusa domanda.

Giulio ha detto...

E' il vecchio adagio di Tiziano Sclavi: ogni volta che sui giornali parlano di qualcosa, esce fuori un esperto in quella cosa, ad affermare che sui giornali hanno scritto stronzate. Ergo: i giornali sono pieni di stronzate.

Lungi da me dissentire con Sclavi :D
C'è da dire però che argomenti come fumetti, cultura pop e internet sono particolarmente trascurati dal giornalismo italiano, ed è davvero difficile trovare giornalisti competenti in materia. In genere anche notizie importanti come le grosse acquisizioni (Google/Youtube, per dirne una), le nuove uscite (i vari modelli di iphone/ereader), i grossi spostamenti di soldi, vengono liquidate come notizie di costume e di scarso interesse. Evito di parlare di come vengono trattati i fumetti, che tanto già lo sappiamo. Insomma, non è per giustificare, ma per dire che in alcuni argomenti i giornalisti italiani sono storicamente arretrati e incompetenti, e non è detto che in altri argomenti (economia, politica) non siano più ferrati. Poi che il giornalismo italiano è ridotto male si sa.
-Brendon

Design270 ha detto...

sì la puntata di Report era una Cagata ma solo perché affermava l'ovvio, speculandoci su.
Nulla di grave secondo me.
Il punto sta tutto nel capire sempre quando il giornalismo è d'inchiesta o riempitivo. Quella roba lì era riempitiva.

BrunoB ha detto...

Il problema è che Ciccio Palla si rinchiude nella cameretta isolato da tutti e appena vede uno che non lo prende a sputi in faccia (la Gabbanelli, Santoro, Grillo...) lo assurge subito a idolo infallibile e portavoce delle sue giuste rivendicazioni.
Quando poi vede che l'idolo di turno in realtà è un essere umano fallace come tutti gli altri, va in rigetto da "sono tutti uguali" e si rimette in attesa del prossimo idolo infallibile.
La domanda vera non è se i giornalisti sono competenti o meno, ma se Ciccio Palla vuole dei giornalisti o la mamma/papà che gli dicano cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Francesco ha detto...

Quando parlano di altri argomenti, i vari "toccati" dall'inchiesta hanno tutti gli strumenti pubblici per reclamare, come hanno fatto i "toccati" facebookari.
E in effetti molti reclamano, al termine delle puntate di Report, di solito con querele (poi ritirate) o cause (poi perse). Una buona garanzia di autorevolezza per quando Report tratta di argomenti che non conosciamo è il numero di rettifiche che è costretto a fare. Quante ne ha fatte? Misuriamo quello e avremo l'indice di affidabilità. Senza timori reverenziali e fanatismi.

E tutto questo fermo restando che, imho, la puntata di Report sui social network è stata giusta (non diceva falsità), approfondita (non era generica) e completa (non era parziale. Twitter e Wikipedia ci hanno fatto una bella figura, per dire).

byroneloisa ha detto...

"Report ha parlato di qualcosa con cui il pubblico aveva una conoscenza reale e profonda"

Direi che è proprio questo il punto. E' vera questa affermazione? Secondo me no!

MicGin ha detto...

puntata vista: uno dei punti su cui si è più insistito era l'attività di profilazione degli utenti. attività possibile grazie alla spontaneità degli utenti stessi. è importante che queste cose si sappiano. poi ognuno fa come vuole.

Francesco_Imp ha detto...

Mi venne lo stesso pensiero dopo aver letto un articolo di repubblica (era estate, e addirittura stava in prima pagina) sul film di final fantasy, che praticamente veniva confuso con space invaders (errore comprensibilissimo, come scambiare la divina commedia con la guida galattica per autostoppisti).
Probabilmente la verità è nel mezzo, ci sono argomenti considerati più trascurabili, su cui i redattori sentono meno il dovere di informarsi (vero signor Recchione? XD), però è anche vero che i giornalisti fanno tanti errori su cui i lettori/spettatori non hanno la formazione per sgamarli.

Nebo ha detto...

Insomma, riassumendo: finché i giornalisti dicono cose che condividiamo hanno ragione, da lì in poi scrivono stronzate e sono disinformati.

Lanterna ha detto...

Qualche mese fa si parlava con un'amica e lei se ne viene fuori dicendo: sui giornali, quando c'è un articolo su cose che conosco (scienza, matematica, scuola, ricerca), noto sempre un sacco di errori e fraintendimenti.
Stessa cosa noto io, su altri settori (internet, e-learning, università). Idem mio marito (biologico, OGM, agricoltura, alimentazione). Idem i miei cognati, su argomenti che vanno dalla politica estera alla legislazione sul lavoro.
Lo spettro a questo punto si fa abbastanza ampio da dare la certezza che i giornalisti non abbiano voglia, tempo o strumenti per verificare l'esattezza di ciò che scrivono. Resterebbe da chiedersi perché ciò avviene e se abbia senso l'albo dei giornalisti come garanzia di professionalità.

Corbeauss ha detto...

Io concordo in pieno con la linea di Report di questa puntata, e anzi, "a sapere le cose", mi sono sembrati fin troppo buoni e sulla superficie.

Drigo ha detto...

Buona parte della solidità di report sta proprio nel rivolgersi ad esperti esterni per capire/far capire i documenti/fonti agli spettatori. La puntata non diceva il falso, ha detto l'ovvio, ma era l'ovvio per noi, non per tutti. Per le altre puntate: ad oggi tutte le denunce di diffamazione sono state vinte in tribunale, mi pare che il grado di veridicità di report sia o intoccabile o cmq molto alto.

Tommaso ha detto...

"Insomma, riassumendo: finché i giornalisti dicono cose che condividiamo hanno ragione, da lì in poi scrivono stronzate e sono disinformati."

Io direi che ci si sta chiedendo esattamente il contrario: se li becchiamo a scrivere stronzate sugli argomenti che conosciamo*, come facciamo ad essere sicuri che non facciano lo stesso quando parlano di cose che conosciamo meno e su cui, appunto, siamo pronti a condividere e approvare un tono inquisitorio?


*toh, io ci metto il cinema: quanti errori e inesattezze ad ogni coccodrillo di registi e attori, anche famosissimi, che schiattano.

Grattata ha detto...

Il problema dei giornali è che vanno riempiti, e vanno riempiti al volo.

Ormai quello che si cura maggiormente, a mio parere, è il taglio "finto-ideologico" da dare a ciò che si dice, e non le informazioni contenute in ciò che si dice.

"Culo piedi Berlusconi Buono" e "Culo piedi fascisti che picchiano". Culo piedi, insomma.

Skull ha detto...

A parte un pò di (sano, in questo caso, per quanto infondato) allarmismo non ci ho visto nulla di particolarmente facilone od offensivo?
Qual è il problema, sinceramente?

Jeby ha detto...

Il problema è che i servizi di Report dovrebbero essere un punto di partenza per il pubblico che ama informarsi, non il punto di arrivo. Sta a chi ascolta avere l'accortezza di esercitare SEMPRE il dubbio e poi proseguire informandosi con altri mezzi.

Io, per dire, ho trovato molto più "scandalosa" la puntata su FIAT con la tesi riassumibile in "Marchionne è brutto sporco cattivo esterofili - Romiti è stato il salvatore della FIAT". Fortunatamente non è stato e non è così e fortunatamente lo so, ma è stato interessante scoprire dei lati bui che non avevo mai considerato.

PETRO ha detto...

questo post e alcuni commenti dimostrano che l'incapacità di leggere i media è diffusa pure tra i nerd. che tristezza

Slum King ha detto...

Secondo me la gente s'è indignata con Report perchè gli rode un pò prendersela con se stessi

BrunoB ha detto...

@jeby infatti la puntata con Marchionne è stata rivelatrice: che senso ha fare un servizio dove l'unico messaggio è "Marchionne ha la casa in Svizzera per non pagare le tasse in Italia"? Con tutto quello che c'è in ballo?

Drigo ha detto...

La puntata sulla fiat rivelava molto più che una notizia di tasse non pagate (non c'è reato e l'hanno ribadito, ma io non lo sapevo e sotto il profilo morale la cosa è anche abbastanza seria), Romiti è stato persino peggio, ma le cose emerse sono ben altre: semplicemente alla fiat di costruire auto non gli importa un cavolo, vuole solo diventare una banca per chi compra i suoi prodotti a rate e un mero mezzo per una futura scalata a Chrysler.

Giovanni ha detto...

be non è che fossero tutte cose non vere..anzi forse troppo banali per essere una notizia.. cmq interessante la parte sulle leggi che vogliono approvare in italia, ed hanno fatto notare come la censura sia totalmente arbitraria, a favore dei potenti.. giusto per rifarmi al post. .. il nerd che posta la sua ira in giro per internet è un essere patetico che non conta nulla, la cui opinione, nn solo è inutile, ma anche censurabile in pochi secondi.

e cmq una cosa buona la hanno detta, no nsapevo di poter usare tor per arrivare a piratebay..

SunJester ha detto...

Condivido in toto.
Mi sono permesso di citare la "chiusa" del post perché esprime lucidamente e legittimamente i dubbi sollevati dalla tristissima puntata in questione.

Simone ha detto...

a me ha colpito una cosa: la bambina vestita da campanellino finita nel servizio sui pedofili della trasmissione mediaset. Credo che la puntata sia rivolta a quella platea, che non ha le conoscenze per non comprendere internet. Hanno intervistato diversi vecchiotti: secondo voi a quelli se gli arriva la mail della posta di loggarsi capiscono che è una truffa?

Giovanni ha detto...

Il popolo di internet, in quanto massa si comporta esattamente come la massa di gente dei simpson, pronti ad adorare qualcuno e a scaricarlo instantaneamente senza capire bene nè il primo comportamento, nè l'altro.
Qualcuno di quelli che critica è in grado di dire cosa abbia detto di falso report? A prescindere dalla bellezzo o bruttezza della puntata?

maurizio battista ha detto...

Il programma l'ho seguito distrattamente mentre facevo zapping.
Si può criticare una certo taglio banale e un tono vagamente drammatico (tutto questo clamore per le furberie della rete che conoscono anche i sassi faceva un pò ridere). Ma cazzate grosse, da quel poco che ho visto, non ne ho riscontrate.
Ad essere trattati uno schifo dalla tv sono i fumetti. Da appassionato e collezionista, mi hanno fatto accapponare la pelle in più di una circostanza.

uomoragno ha detto...

gran bel post: applausi!
Stesse mie sensazioni, ottimo Rob

Rouges-1973 ha detto...

Leggete questi articoli:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/12/facebook-il-prodotto-sei-tu-come-sempre/103715/

e

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/12/homo-sapiens-2-0-la-mia-esistenza-in-cifre/103849/

Mi pare che dicano delle cose interessanti.
Cmq il taglio dell'inchiesta di Report era "per tutti", trovo assurdo mettersi a discutere del valore dell'inchiesta in generale.
Trovo molto più giusto interessarsi a come arginare la "mala fede" dei giornalisti; per esempio se voglio leggere qualcosa di "reale" sulla situazione in Italia vado a sfogliare il New York Times in rete.

Dana ha detto...

Scusa Roberto ma questa volta dissento: "Report ha parlato di qualcosa con cui il pubblico aveva una conoscenza reale e profonda"
Tutto il pubblico ha una laurea in economia, un master in marketing?
Quali sono gli strumenti culturali di cui parli che dovrebbero fare la differenza tra valutare il servizio di ieri e il crack di una banca?
Il fatto di utilizzare un servizio non rende esperti di qualcosa.

Vittorio ha detto...

@Simone
A dire il vero, Facebook scrive "è gratis e lo sarà per sempre" solo perchè tempo fa girò la voce che sarebbe divenuto a pagamento, e migliaia di persone credettero a questa panzana creando gruppi di protesta e condividendo link creati per l'occasione.
E tutti i servizi online gratuiti funzionano come uno "scambio"... sennò come guadagnerebbero..? La pubblicità non è abbastanza, da sola.
Se io e altre 10.000 persone cercassimo "comprare azioni Pizza&Fichi inc." su Google, Google potrebbe "lucrare" sulla cosa e comprarle prima per guadagnarci.
Questo è lo "scotto" per usare servizi online (ottimi) gratuiti.

Nessuno vuole pagare niente online, ma quando le cose sono gratis, c'è chi si lamenta pure se le proprie cose digitate sulla rete vengono utilizzate come "sondaggio di mercato"...

Curioso ha detto...

Quel che è così ovvio per noi non lo è altrettanto per tutti. Ed una volta allargato il bacino di possibili utenti hai anche centuplicato il numero di sprovveduti che credono che internet sia Google o Facebook. O che utilizzano 123456 come password per qualunque cosa (password più utilizzata al mondo secondo una ricerca di pochi mesi fa).
Se per molti di noi è stato come sentirsi dire che l'acqua era bagnata, meglio. Vuol dire che eravamo già ben informati.
Sono certo che non eravamo in così tanti però.

Ma l'unica obiezione che avete è sull'ovvietà delle informazioni e sui toni inquisitori?
Anche quando mi dicono che Berlusconi è un delinquente stanno rimarcando l'ovvio per quanto mi riguarda.

spino ha detto...

Boh... Ho avuto la stessa impressione... però è vero che l'argomento è stato trattato con un po' di superficialità.

ovvero. I dati erano corretti.
Ma mentre di solito sul loro "pane quotidiano" lasciano molto all'interpretazione di chi guarda, nel caso del web hanno lasciato uscire fuori il pensiero dei cronisti.

E' verissimo che Facebook ti chiede il cellulare per ripristinare un account...ma trovo assurdo che una persona si scandalizzi per questo, quando per attivare uno smartphone da 600 e passa euro ti viene richiesta la carta di credito (non faccio nomi ^____^)...

Le Furie ha detto...

Anche io da piccolo davo fuoco ai cestini dei rifiuti e poi scappavo.

Lebeau ha detto...

http://www.ahref.eu/it

In merito alla questione che può interessarti ed l'argomento della conferenza della nexa

Lebeau ha detto...

http://nexa.polito.it/events

Qua la conferenza in streaming di Luca De Biase a proposito della qualità dell'informazione nell'età di internet presso il poli di Torino

Vittorio ha detto...

Spino
Se parli dell'iPhone, non è obbligatoria la carta di credito per un account iTunes. Se cerchi su Google vedrai che si può fare tranquillamente anche senza una carta di credito.
E per "attivarlo" neanche serve quello, basta iTunes da solo.

Greg ha detto...

vedo che ci siamo arrivati

spino ha detto...

@ Vittorio:

Il mio era un commento VOLUTAMENTE provocatorio. :D

Il fatto che uno debba REGISTRARE un cellulare solo per poterlo usare, è RIDICOLO. Così come lo è il fatto di poterne usare la memoria solo utilizzando un determinato sw o solo con determinati tipi di file...Soprattutto tenendo presente che tu l'oggetto LO HAI COMPRATO, spesso a caro prezzo.

Ma questo -ovviamente- vale anche per qualsiasi dispositivo con qualsiasi sistema operativo.

E' per questo che trovo ridicolo lamentarsi perchè un servizio "gratuito" (almeno dal punto di vista dell'utente finale) viene tacciato di essere invasivo quando quotidianamente tolleriamo vessazioni di ogni tipo per servizi/prodotti che di contro paghiamo (e anche salati).

Lo stesso discorso su Facebook, vale anche per Google, s'intende. Quando decido di sfruttare un account gMail, implicitamente concedo il diritto a google di controllare seppur anonimamente(?), le mie abitudini. E loro in cambio mi danno un tot. di servizi.
Punto.

MobileMe di Apple offre gli stessi servizi a pagamento (è per questo che uso spesso Apple come paragone: spesso i suoi servizi lo sono). E' meglio? Ovviamente sì, a sentire chi attualmente paga 79€ l'anno per il servizio (che guarda caso pare diventerà gratuito). E ti chiede lo stesso dati personali... :)

Personalmente per me sono assolutamente sullo stesso piano.

Detto questo, ribadisco, il mio commento era provocatorio e non ha alcuna intenzione di scatenare una guerra di religione informatica, conoscendo i "gusti" del nostro ospite.

Se ti offende meno, sostituisci Microsoft o Google ad Apple...dal mio punto di vista il discorso non cambia :)

Giorgio Salati ha detto...

Non ho visto la puntata, ma se ha parlato male di Facebook. Ha fatto bene. Anche se io lo uso.

Vittorio ha detto...

@Spino
Sìsì ma difatti non ho risposto in maniera "fiammeggiante", ho solo precisato tranquillamente delle cose dato che avevi scritto delle inesattezze, per me.

Non vedo comunque tutto questo problema nell'obbligare un utente a sbloccare il proprio iPhone con iTunes. In fondo bisogna passare per iTunes quotidianamente per usare a pieno l'iPhone, per passare la musica e altre robe (escluso ovviamente se fai il jailbreak o altre cose da smanettoni che più della metà della popolazione italiana neanche sa che esistano). Quindi se non fosse obbligatorio dall'inizio ci sarebbe sicuro qualcuno che per pigrizia poi non lo installerebbe più e quindi si perderebbe molte feature dell'iPhone. Prima o tardi cambia poco.
E poi ho visto più di una volta dipendenti dell'Apple Store sbloccare con il Mac del negozio l'iPhone a dei signori che lo avevano appena comprato...
Insomma, niente di cui valga la pena parlare, per me.

Per il discorso dello "scambio" tra servizi online e utenti finali sono in parte d'accordo con te e ho già espresso il mio punto di vista pochi commenti sopra...

Solo una precisazione: MobileMe ha sì accesso ai tuoi dati, ma non a ciò che ti piace (tipo magari con i "like" di FB), ciò che cerchi online, dove vai a farti le vacanze quest'estate etc.
Sono questi i dati che contano, da un punto di vista economico.
Anche perchè, gli altri tuoi dati, come ad esempio dove sei nato o quanti anni hai possono averli pressocchè chiunque con le dovute conoscenze e i dovuti mezzi. Basta aver preso un volo internazionale, esser stato iscritto a un'università, aver fatto il militare etc...

spino ha detto...

@ Vittorio.

Tralascio le risposte in campo "Apple": non riuscirai mai a convincermi che votarsi anima e corpo ad una sola società sia una scelta "libera" :D

Per il resto, confermi quanto sostengo: in un mondo in cui basta così poco per ottenere i dati sensibili di qualcuno, mi pare assurdo scandalizzarsi perchè facebook, per sbloccare il tuo account, ti chieda il tuo numero di cellulare per verificare che tu sia chi dici di essere....

Forse la mia critica non era chiara...non criticavo il servizio in se, che ci sta tutto. Criticavo la scelta di "pubblicare" alcuni commenti superficiali.... :)

nino p. ha detto...

Hai posto il problema da un punto di vista che rispetto ma no condivido! La domanda che mi pongo è un'altra: perchè quando ci toccano su qualcosa in cui crediamo, ci tappiamo occhi e orecchie, spegniamo il cervello e diamo fiato alla bocca??
Voglio dire... invece di riflettere, perchè ci scagliamo subito a testa bassa a difendere le nostre posizioni?
E se fosse tutto vero??