13.4.11

di Rutin.it e di altro.


Dopo Pic-Nic, ecco Rutin.it, un nuovo free press a fumetti che si affaccia sulla scena.
Non conosco nessuno degli autori coinvolti e non ho ancora visto l'albo stampato.
Potrebbe essere una cosa buona come non esserlo ma sono decisamente felice che qualcuno stia provando a battere questa strada (un giorno poi, magari riparliamo di questo argomento e delle possibili applicazioni che potrebbe avere).
Però, lo ammetto, c'è una cosa che non mi torna e mi angustia.
Come dicevo, del gruppo che sta realizzando questo Rutin.it non conosco nessuno.
E dato per assodato che non posso conoscere tutti, è pure vero che, nel mio settore, ne conosco tanti. Questi ragazzi qui, no. Nemmeno mai sentiti.
Mi viene da supporre che vengano da fuori, da altre aree, magari non strettamente legate al fumetto.
E io mi chiedo: ma perché deve venire gente da fuori a sfruttare le potenzialità del medium fumetto e a sperimentare in ambito produttivo e commerciale, e noi non ci proviamo nemmeno?

64 commenti:

Lowfi ha detto...

perché una cosa sembra impossibile finché non arriva uno che la fa?

ausonia ha detto...

se c'è un "fuori", c'è un "dentro".
se c'è un "noi", c'è un "loro".

sembrano i discorsi sui cinesi che ci rubano il lavoro.

il fumetto è un medium come un altro, lo usi pure chi cavolo vuole e come meglio crede.

indipendentemente dalla qualità di rutin.it (che a occhio non mi ispira niente, quasi quanto pic-nic) ma... dove sta il problema?

qualcuno nell'ambiente del cinema italiano starà pensando: chi è 'sto gipi che gira un film per la fandango e viene da "fuori" e non è uno di "noi"?

...

RRobe ha detto...

Sì, Aus.
Come al solito, hai capito quello che volevi capire, trovando solo uno spunto per fare polemica.
Non è quello che intendevo ma confido nella capacità di comprensione di un testo degli altri lettori.

-harlock- ha detto...

aus, credo la posizione di roberto volesse esprimere semplicemente perplessità, forse amarezza, non altro. senza stare a cavillare sui "noi" e i "loro" - che poi sono distinzioni mentali che inconsciamente facciamo tutti, purtroppo - è un fatto che ragionare su nuove strategie produttive (e distributive), al giorno d'oggi, dovrebbe essere prioritario per tutti. soprattutto per chi i fumetti li sa fare bene, o quantomeno per chi li fa con cognizione di causa. perché invece questo non accade? perché il ruolo dell'autore, o fumettaro, si ferma all'aspetto creativo - quando va bene - e ignora o è costretto a ignorare tutto il resto? non ho una risposta - anche se avrei più di un'ipotesi - ma trovo più che lecito porsi delle domande, e coraggioso tentare nuove strade. se magari queste nuove strade poi le percorresse gente che sa dove andare, o quantomeno come si guida, sarebbe ancora meglio.

laura scarpa ha detto...

sì, perché non ci pensiamo noi (voi loro) fumettisti? e poi anche fuori dal fumetto, certo, si chiama "autori nuovi" ;) Io so che Sebastiano Barcaroli ci aveva pensato e proposto a Coniglio, ma qui non si poteva fare, ci vuole potenza, economica per partire e pubblicitaria E per partire E per andare a avanti e coniglio su questo proprio... ma anche gli altri che pubblicano fumetti non hanno molta pubblicità, questione storica. Allora la mia ipotesi è che qui non ci siano fumettari perché l'ambito è diverso, di quelli che sanno trovare la pubblicità... :) poi magari potremmo farlo anche noi del settore, fumettodiffuso, perché no? e sarebbe sicuramente diverso.

Valentino Sergi ha detto...

In realtà non è una cosa nuovissima (vi ricordate Zeto? -> http://zetoilblog.blogspot.com/)
Il problema, a differenza di Pic-Nic - che sembra l'unico esperimento sano del genere - è sempre il solito: quanto vengono pagati gli autori.
La qualità del prodotto (e la "notorietà" dei nomi coinvolti) è una conseguenza diretta dell'investimento fatto sugli autori.

maciste ha detto...

Chissà perché ma in questa data mi aspettavo una rece di Shinegami... forse domani?

Ele ha detto...

Come si dice tra i maschietti °_°: lo appoggio ad Ausonia.
Non credo abbia cercato uno spunto per far polemica, per come lo hai scritto sembra tu voglia dire "ma chi cavolo sono questi ?". Forse dovresti rivedere il tuo concetto di conoscere gente e il tuo conoscere gente che fa fumetto. Nella sezione di questo sito SENTI CHI PARLA questi si presentano uno a uno e mi sembra che facciano parte sia del "tuo" mondo fumetto che il "resto" del mondo fumetto.

elenA

latte e sangue ha detto...

Sono io quella del commento qui di sopra... ho sbagliato account

elenA

Massimo ha detto...

ci pubblicano pure manga? O.o

werther Dell'Edera ha detto...

ma Roberto voleva solo esortare questo mondo morto di fumetti e fumettisti ad un ultimo spasmo di vita!

e comunque sono i rumeni che ci rubano il lavoro.

latte e sangue ha detto...

@ Werther

Massì si era capita l'intenzione però forse dire fuori o dentro forse non aiuta appunto l'intenzione. Personalmente dare dei confini come se fosse un appartamento o un loft abitato da questi o quelli non mi è mai piaciuto.
Comunque stavo giusto progettando ieri sera un seriale settimanale fatto da manodopera clandestina.

MicGin ha detto...

mi sembrano tutti molto giovani. quindi hanno entusiasmo e sono forse più liberi concettualmente di chi ormai ha consolidato le proprie certezze.
l'entusiasmo e il mettersi in gioco può fare la differenza.

latte e sangue ha detto...

@ Mic

Ma come ? L'entusiasmo non è solo giovane e tu sei l'esempio lampante caro vecchio cammello !!! :)

The Passenger ha detto...

Cacchio Rrobe, non puoi conoscere tutti...^__^' !!!

RRobe ha detto...

Facciamo così: o voi iniziate a leggere prestando attenzione a quello che leggete, senza lasciare che le vostre idee preconcette viaggino più veloci della vostra comprensione, o magari, io, da domani inizio a scrivere dei topic facilitati per venirvi incontro.

Cito testualmente:
e dato per assodato che non posso è che conoscere tutti, è pure vero che, nel mio settore, ne conosco tanti.

E ancora:
mi viene da supporre che vengano da fuori, da altre aree, magari non strettamente legate al fumetto.

Che non ci vuole molto a capire che intendo dire che chi ha realizzato questa cosa non sembra operare o essersi formato nel nostro settore ma venire da altre aree della comunicazione e della sfera artistica. Senza nessun preconcetto di qualità o meno a causa di questo.

Insomma, fatemi il piacere, dai.
Se non avete voglia di leggere un pezzo, poi non pretendete di partecipare alla discussione seguente.

conversazionisulfumetto ha detto...

e poi, pic-nic che fine ha fatto? non doveva essere, tipo, trimestrale? non si sa piu nulla..

latte e sangue ha detto...

@ Rrobe

Voto per i post facilitati. Per me per lo meno.

"mi viene da supporre che vengano da fuori, da altre aree, magari non strettamente legate al fumetto."

Come ho detto sopra, se vai a guardarli uno a uno non vengono tutti da "fuori" e anzi qualcuno ci si è anche formato "dentro"

RRobe ha detto...

Parlando con LRNZ, credo che il progetto sia in stop a causa dei loro impegni molteplici. Sta venendo ristrutturato per essere messo a registro, comunque.

RRobe ha detto...

Per Latte & Sangue: sì. E' vero. Ho parlato generalizzando. Errore mio.

maciste ha detto...

Alla faccia della prevenzione! Il discorso di rrobe a me pare chiaro. E anche se fosse, che non si può più dire: chi cazzo sono? Che male ci sarebbe?

latte e sangue ha detto...

Non credo tu abbia fatto un errore, non era mia intenzione riprenderti.
Però magari un giorno mi spieghi o racconti come mai, se ne hai voglia, la tua percezione del fumetto che sfocia in una generalizzazione considera appunto un fuori e dentro il settore quando per me, oggi, tutte le professioni legate alla comunicazione per immagini sono attivamente mescolate.
Per farti un esempio pionieristico: ho un bellissimo libro su Eduardo de Filippo con i suoi schizzi e i suoi disegni per diversi spettacoli teatrali e posso affermare che Eduardo era e sarebbe stato un grandissimo fumettista.
Capisci quello che voglio dire ?
Non esiste più un fuori e un dentro il settore fumetto, esiste il fumetto come scelta narrativa applicati da diversi professionisti della comunicazione visiva o della narrativa.
Non c'è polemica Roberto, non credo proprio, semmai discussione tratta da una tua frase

Watanabe ha detto...

Sicuramente saranno felici di questa pubblicità!

Watanabe ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Di chi è il naso? ha detto...

in effetti sarebbe bello vedere una pubblicità così non perchè generata da critiche, controcritiche e incomprensioni ma solo per sostenerci tutti noi artisti piccoli grandi medi geni meno geni compresi incompresi

kingsimon ha detto...

io sono un genio compreso

RRobe ha detto...

Per Di Chi È il Naso: è ufficiale, non sapete leggere.

Di chi è il naso? ha detto...

RRobe mi puoi anche dare del tu.

Jem7 ha detto...

Ah, non si pronuncia come Putin...

maciste ha detto...

Qui però devo darti contro! Non si può sentir leggere da chi di mestiere scrive una frase come: "é ufficiale, non sapete leggere". Potresti essere tu a non saper scrivere a 'sto punto! Troppo facili, e sospette, simili reazioni.

RRobe ha detto...

E via, via, con la sagra delle minchiate. Volete rispetto? Datelo. Tipo provando a prestare attenzione invece che fare polemica alla cazzo, dove proprio non c'è niente da fare polemica.

viola ha detto...

Ciao, sono una delle autrici che collabora con Rutin, mi sono diplomata col massimo dei voti all'accademia internazionale di comics, ho pubblicato qualcosina sia come fumettista che come illustratrice....detto ciò il tuo tono non mi è piaciuto per niente, al di là delle tue intenzioni.
Saluti e buon lavoro

RRobe ha detto...

sono decisamente felice che qualcuno stia provando a battere questa strada

Siete deprimenti, cazzo.
Deprimenti.

el mauro ha detto...

Ma perchè si risentono gli autori coinvolti quando Rrobe nel post se la prende con quelli che i fumetti li fanno da anni e non hanno ancora capito che questa è una delle possibili strade da percorrere?

RRobe ha detto...

Traduzione di questo post per i sottotitolati: che bello, qualcuno sta battendo una strada che sostengo da un pezzo. non li conosco ma spero che facciano bene. Peccato che a monte di queste iniziative non siano mai forze del nostro settore ma gente che viene da altro e che, a dispetto nostro, ha coraggio di osare e sperimentare.


Adesso è abbastanza facile per voi o devo passare ai disegni?

RRobe ha detto...

Per El Mauro: perché non leggono.

RRobe ha detto...

Guardano le lettere, fanno una supposizione dei toni generali sulla base dei loro preconcetti, gli casca l'occhio su una frase e desumono il senso complessivo, sbagliando.

viola ha detto...

non è che mi risento ma l'atteggiamento: "non li conosco = non fanno parte del mondo del fumetto" lo trovo molto arrogante, mi sembra da quello che ho letto scorrendo velocemente che l'arroganza faccia un po' parte del personaggio, e a me non fregherebbe nulla, ma visto che sono stata indirittemante coinvolta....

RRobe ha detto...

Va bene, quando il ragionamento è inutile, bisogna ricorrere alle misure estreme del tormentone.

Viole... e 'sti cazzi?

viola ha detto...

hai ragione: e sti cazzi! un'inutile discussione nata da una frase che si prestava a fraintendimenti

latte e sangue ha detto...

Però Rrobe non puoi autocitarti una riga sì e una riga no! Sei felice sì ma dopo hai scritto:

"Questi ragazzi qui, no. Nemmeno mai sentiti.
Mi viene da supporre che vengano da fuori, da altre aree, magari non strettamente legate al fumetto."

E ti sispondo a questa specifica domanada del tuo post:

"ma perché deve venire gente da fuori a sfruttare le potenzialità del medium fumetto e a sperimentare in ambito produttivo e commerciale, e noi non ci proviamo nemmeno?"

NON E' VERO ! C'E' GENTE CHE FA QUESTE COSE ANCHE NEL SETTORE, CHI?
PER ESEMPIO QUESTI ! -> http://www.rutin.it/

l'hai capita la battuta ?

Quindi non ti aizzare dando del deprimente, non è carretto se no a questo punto veramente faccio polemica e ti chiedo: chi diavolo stabilisce chi è fuori e chi è dentro ??? I tuoi parametri ??
O semplicemente non hai letto i profili perchè non era chiaro come trovarli per l'impostazione del sito e basta e hai fatto un semplicissimo errore di valutazione nel dire FUORI.
A me sembra che sia tu a voler la polemica quando dai del "deprimente" o scrivi "non sapete leggere" alle persone

RRobe ha detto...

Elena, è una domanza capziosa e lo sai.
Come sai benissimo che quando parlo del "nostro settore", stigmatizzandone l'immobilità per di più, parlo del grosso della scena fumettistica, quella composta dai soliti nomi di editori e autori.
E' ovvio che tu ti senti piccata dalla definizione, operando nel fumetto ma al di fuori da quella "scena" che io identifico come "LA" scena, ma questo è più un problema tuo che un problema mio.
Io, di solito, sono un forte sostenitore di tutto il fumetto "a margine" o trasversale rispetto a quello che poi è il mercato e non ho alcun pregiudizio, verso di esso, anzi, spesso mi ci muovo pure.
Poi se voi vi sentite sminuiti perché non dico che siete rappresentativi del settore, lo ripeto, è un problema di sicurezza vostro, non mio.

Ma del resto, qui abbiamo una quasi esordiente (oltretutto brava, a giudicare dalla roba sul suo blog) piccata perché ho elogiato una cosa a cui ha partecipato ma non ho detto che è una professionista affermata del mondo del fumetto, quindi, fate voi.

The Passenger ha detto...

Viola devi essere contenta della pubblicità....Rrobe, mi piace quando c'è rissa sui blog...è come le cadute in moto GP!

RRobe ha detto...

Viola dovrebbe essere contenta dell'apprezzamento se solo lo avesse capito.

viola ha detto...

Si ripeto, me la sono presa perchè il post secondo me si presta a dei frainteindimenti...cioè senza leggere i commenti di spiegazione dell'autore sembra un po' un attacco, per quello sono partita in quarta; ma visto che l'ho evidentemente interpretato male ritiro l'incazzatura!

MatteoStefanelli ha detto...

Bravo: avrei posto la stessa domanda.

Ausonia ha ragione se sottolinea che i contributi benvenuti sono quelli che producono idee. E le idee vengano da chi le ha.

Però siamo al terzo caso di occasione persa nel rapporto con la pubblicità: ZeroGuide, PicNic, Rutin. Non possiamo non essere preoccupati dal fatto che gli editori più competenti si lamentino della crisi di risorse, e poi non siano in grado di cercare quelle più ovvie (pubblicità, appunto).

latte e sangue ha detto...

Ma io non ho un problema né da quella o questa scena e non ho detto che tu preferisci questa o quella o che tu la giudichi meglio o peggio. Il problema nasce, per me, per il fatto che ti fai una domanda di cui potresti benissimo dare risposta. Quella parte fumetto di cui tu parli "quella composta dai soliti nomi di editori e autori" fa fatica a percepire questo tipo di iniziative proprio perché E' QUEL TIPO di fumetto consolidato con le sue regole, la sua tipologia di lettori da anni. Da questo quella che tu chiami immobilità che presumibilmente ha paura di fare un passo diverso per non perdere tutto ciò che ha costruito fino ad oggi, ed è comprensibile. Per questo c'è quell'altro fumetto che si muove in altri ambiti dove c'è l'impresa, la moda, il design e chi più ne ha ne metta che non ha una forma ben definita perché sta sperimentando e si modifica a seconda del movimento. Per concludere "quando tu dici voi" (per citare Boris) o noi vai in contraddizione con ciò che pensi perché implicitamente tu provochi un effetto separazione delle acque.
Non è proprio questione di sentirsi sminuiti... perché mai scusa ? Forse potevo soffrire di questa malattia all'inizio, perchè si entra non si trova quello che ci si era prefissati e poi si sceglie un'altra via... proprio quando si scopre che non esiste il QUELLO o QUESTO di cui stiamo parlando. TRa l'altro è da un po' di anni che alcuni studenti scelgono di formarsi come fumettisti per poi andare da un'altra parte senza neanche passarci per quell'ambiente.
Io credo che sia un momento bellissimo fumettisticamente parlando dove c'è una gran confusione, dove appunto non si capisce dove sta questo linguaggio. Credo che sia un momento evolutivo importante e che produrrà buoni effetti per questo e quello fino a farne scomparire la distinzione, che per me rimane sbagliata per principio.

RRobe ha detto...

Eh. E che ci vuole a capire che mi sto augurando che il settore del fumetto che fa i numeri (per quanto?) ma che è fermo in un immobilismo suicida, si apra a operazioni diverse, magari sull'esempio portato avanti da altri?

latte e sangue ha detto...

Ma guarda che anche se non ti conosco, un po' ho capito come la pensi...

Flavio ha detto...

Tu parli di letture preconcette e di incapacità di lettura, e in qualche misura ti capisco, ma ammetterai anche che un paio di appigli a fraintendimenti del genere li hai offerti.

A partire dal noi/loro, fuori/dentro che ti vengono contestati in maniera più o meno appropriata.

Anche perchè, pur volendo attribuire validità a una distinzione del genere, pare non essere esattamente questo il caso.

I nomi coinvolti non li conosco ma leggendo sul sito più che gente che viene da "fuori" sembra si tratti di gente "nuova", di giovani formatisi proprio nell'ambiente del fumetto e dintorni (corsi vari, scuole di fumetto, istituti di design ecc.). Chi non è "arrivato" non è che sia necessariamente "fuori".

Tu nel post ha parlato di aree non strettamente legate ai fumetti ma pare proprio non sia così. Insomma, se fraintendimento c'è stato sarà pure perchè i termini in cui hai posto la questione non è che fossero poi così esatti. E magari un po' di preconcetti c'eran pure da parte tua.

RRobe ha detto...

Capisoco e lo accetto.
Adesso, visto che sono stato così sciatto da non accorgemene, potresti dirmi da dove viene l'editore di questo nuovo prodotto editoriale e cosa ha fatto nel settore fumettistico più propriamente detto, prima di Rutin.it?

Vi state davvero attaccando alle parole.
Ma va bene: il mondo è pieno di gente che guarda il dito.

Flavio ha detto...

RRobè, sinceramente io il nocciolo del tuo discorso l'avevo capito eh (e lo condivido pure per molti versi), semplicemente mi sembrava eccessivo parlare di incapacità di lettura e preconcetto altrui quando i termini della questione eran posti in maniera non troppo chiara. Per questo mi sono attaccato alle parole, non per altro. Evidenziavo semplicemente la contraddizione. Chiamami pure rompicoglioni. :asd:

Poi se devo dir la mia sul progetto ti dico pure che la prima cosa a cui penso vedendo prodotti del genere è "ma non sarà uno dei soliti editori balzati fuori dal nulla che tenta di far due soldi sfruttando il lavoro di giovani malpagati?". Spero sempre di esser smentito eh, ma son diffidente di natura.

latte e sangue ha detto...

"Rutìn.it è la prima rivista della neonata EGGS PRESS, casa editrice incentrata sul fumetto, inteso come una forma d’arte..."

neonata significa appena nata quindi si presume non abbia fatto nient'altro nel settore fumettistico più propriamente detto

anche tu leggi da dio

latte e sangue ha detto...

va bene... ok ok questa sì era una provocazione fatta apposta... io la pianto qui.

Watanabe ha detto...

Cmq io non capisco questo risentimento da parte degli autori coinvolti nella rivista.. Alla fine un nome abbastanza rinomato del fumetto italiano parla di voi! Adesso perfino io so cosa è Rutin.it

Magari lo avrà fatto con un tono dubbio, ma sicuramente non vi ha stroncato. Allo stesso tempo vi ha regalato un post stravisto e con 54 commenti!! 54!!!!!!

Deimos ha detto...

Io penso sempre una cosa davvero molto semplice: se la gente non capisce, il problema sta alla base. Basta scrivere come si mangia, senza troppi giri di parole e vedrai che la chiarezza la si nota da subito.

comativa ha detto...

e più chiaro di così che doveva scrivere. a me sembrano polemiche un pò sospette. poi mi sbaglio e meglio così.
vorrei vedere cmq, leggermente ot, quante visite medie ha quel sito e quante ne ha avute oggi..per curiosità

f_guy ha detto...

da profano chiedo:
essendo un free press (non so in che modo distribuito, locali? fiere? eventi?) in che modo lo sponsor/investitore ha un dato di quanto la sua pubblicità ha avuto diffusione?
si possono avere dei dati certi della stampa, ma della fruizione? non credo, quindi su che base di "feedback" si basano queste autoproduzioni?
la domanda nasce dal dubbio che queste iniziative (e ce ne sono state tante) partano dalla spinta di un gruppo che coinvolge dei "finanziatori" ma che quest'ultimi non rinnovino l'appoggio in quanto non lo riescano a vedere concretamente ripagato, ed in questo senso sarebbe bene come ha detto Matteo Stefanelli sul suo blog, inserire le autoproduzioni nei premi.

poi, si, mi piacerebbe sapere se gli autori sono coinvolti nel progetto e se sono pagati o semplicemente si sfrutta la voglia di visibilità di chi esce dalle scuole di fumetto. e se gli sponsor sono veri sponsor o sono fondi che dovevano essere impiegati in qualche modo.
non che questo cambi il punto del post, solo curiosità.

Lui ha detto...

ahahah solo nel blog del Rrobe si può leggere un post che mira a stimolare una riflessione in un senso, ma che scatena i risentimenti in tutt'altra direzione, mi date l'impressione di essere abbastanza prevenuti.

Il senso del post era chiaro, ed era un plauso all'iniziativa, come è chiaro che esista "LA scena" ed una scena limitrofa, che non vuol dire che qualitativamente sia minore, ma che genera meno indotti e meno "attenzioni" sì. A volte mi sembra che il nostro (io gravito comodamente nella limitrofa) sia un settore di suscettibili.

trovo più interessanti le domande di Flaviano (f_guy), speriamo che gli autori rispondano.

Tommaso ha detto...

Ah ah ah, fantastico: un autore pubblicizza ed elogia una nuova iniziativa editoriale, di contro critica l'immobilismo della propria "casta", e come risultato scatta la suscettibilità... degli elogiati!

MicGin ha detto...

la discussione si è un po'incartata sulla comprensione del post...
forse ci dimentichiamo che in un blog, si porta anche il proprio vissuto personale, per cui se uno scrive che non conosce un gruppo di autori, questo non vuol dire che... etc etc

però sono d'accordo con elena (grazie per il "vecchio cammello" ^___^) che ha fatto fare un passo in più, tutt'altro che polemico, rispetto alla consapevolezza della continuità sempre più evidente tra i più diversi ambiti creativi.

al netto di tutto:
- grazie per la segnalazione
- che sia un esempio per chi già opera nel settore per provare strade nuove.

bye!

Di chi è il naso? ha detto...

mi cito: "in effetti sarebbe bello vedere una pubblicità così non perchè generata da critiche, controcritiche e incomprensioni ma solo per sostenerci tutti noi artisti piccoli grandi medi geni meno geni compresi incompresi"

la mia osservazione era su questa paginetta di 60 e passa commenti, non era un giudizio sul post

suvvia, mica mi devi accusare per forza di non saper leggere, sparare minchiate e "darmi del Voi"!

Lo Gnomo ha detto...

Scusate, ho sempre letto questo blog e non sono mai intervenuto, ma la polemica che si è creata su questo tema ha del paradossale:
Rrobe semplicemente elogiava l’iniziativa e si chiedeva il perché queste strade vengano percorse da gente che non è del settore (non conoscendo gli autori in questione e ammettendo anche in una replica di aver generalizzato) mentre agli “addetti ai lavori” non passa quasi mai per la testa di sfruttare queste opportunità.
Non riesco a capire l’indignazione e la polemica generale…

latte e sangue ha detto...

@ Gnomo

1. Nessuna polemica
2. L'indignazione forse nasce dal fraintendimento sulla frase "vengono da fuori" che scritto così poteva essere letto "ma chi cavolo sono questi !"
3. L'elogio era chiaro
4. Il perchè non venga preso in considerazione dai "soliti noti" e dalla gente del settore si poteva andare oltre e farne un'analisi
5. Fare un free press sulla pubblicità impone una determinata organizzazione interna perchè è diverso, esempi sui noti:

Bonelli ? No perchè nella sua politica aziendale non accetta pubblicità probabilmente perché preferisce rimanere libero

Allora Marvel Italia ? No perché probabilmente non ha proprio bisogno di un free press per vendere spazzi pubblicitari. Lo stesso Disney

Altri ? Fare un free press significa far girare tutto sul marketing e sulla vendita spazi ergo devi garantire una visibilità tale e di conseguenza un tipo di distribuzione diversa dal settore e organizzare una distribuzione non è cosa da poco. Per esempio l'Epolis, prendo questo perché ci ho pubblicato, garantisce una distribuzione di 500.000 (nelle principali città d'italia e sottolineo città)+ altre 500.000 di scarichi dal formato web ed è giornaliero. Altri free press vivono sull'inserzionistica. Conosco un editore milanese che lavora in questo senso da 30 anni su questa tipologia di rivista o giornale e mi ha mostrato tutti i dati di costo dal principio alla fine compresi gli accordi con le tipografie e gli inserzionisti. Perché ci sono andata ? Perché qui a Milano ne sono partite parecchie di iniziative del genere dai primi anni duemila e hanno avuto purtroppo esiti fallimentari in termini economici , nel senso che non reggevano più, allora ho chiesto un opinione del perché a qualcuno che ne sapeva di più. Questo mi ha spiegato dopo una grassa risata i perché e i per come.
C'è un'altra tipologia di free press di cui mi sono interessata perché sempre toccata da vicino e cioè la Promocard e non mi ricordo se arriva anche lì a Roma, ma credo proprio di sì. Anche in quel formato cartolina sono partiti dei fumetti in formato "02" Promocard, ma anche questi fallimentari.

A me non interessano le polemiche, a me interessano i possibili perché. Se no non serve a nulla lanciare uno sterile "come mai non si fa", forse era questa la mia vera polemica a Roberto.
Fare questo tipo di iniziativa sì è una buona opportunità, ma la pubblicità è abbastanza schizofrenica e dettata dai budjet annuali sulla comunicazione, per lo meno nei grandi marchi. Le PMI o i piccolissimi tipo il negozio sotto casa o il ristorante all'angolo ? Purtroppo sono suscettibili al mercato e quando non va bene si taglia subito il superfluo.
Quindi spero che questi ragazzi "nuovi" o pic-nic sappiano trovare le risposte e una via.