20.4.11

Iniziamo a ragionare.

QUI trovate una lunga intervista a Makkox a proposito del suo volume, Ladolescenza.
Leggete con attenzione. Nella parole di un autarchico, ci sono i semi del sistema che verrà.

17 commenti:

latte e sangue ha detto...

Intervista interessante, utile e senza ciance.

maciste ha detto...

Si, mooolto interessante. Ladolescenza, un libro che lascerò impolverire volentieri negli scaffali della mia fumetteria di fiducia...

comativa ha detto...

io invece l'ho comprato. e sono molto curioso anche di quanto venderà-cominciamo farci qualche idea e qualche termine di paragone..aspettando a chi paragonarlo..
e vendendone metà ci ha già guadagnato se si pensa che non sono neanche storie inedite..

Yurgulf ha detto...

cioè non si diventa ricchi sceneggiando fumetti?

Joel ha detto...

Il web: il setaccio della mediocrità.

Giulio ha detto...

Makkox è intelligente. Si è fatto due conti, ha visto le vendite di Canemucco, i visitatori dei suoi siti/blog, il numero di amici Facebook... e infatti, come dice nell'intervista, prima ancora di spedire i volumi, ne ha già venduti 500. Uguale: 5000 euro. Non so quanto ha speso, ma credo che sia già rientrato dell'investimento. E se ne ha venduti 500 prima di spedirli, quanti ne venderà dopo, agli incontri e alle fiere? Il futuro è questo, e mi piacerebbe vedere più autori buttarsi nell'autoproduzione (Daw, fallo anche tu...).
-Brendon

Lowfi ha detto...

Al di là delle giuste parole mi sembra evidente il succo: o sei qualcuno o col cazzo ti puoi permettere questo sistema, ma qualcuno come lo diventi?

-harlock- ha detto...

come si diventa qualcuno? facendo roba di qualità. questo è il VERO succo che mak ha lasciato solamente in sottotesto nell'intervista. il signor makkox, prima di ragionare di editoria, s'è fatto il culo nel web, ha pubblicato vignette, storie, canemucchi(digitali), vaudeville e chi più ne ha più ne metta. ha dato vita a esperimenti coraggiosi come coreingrapho, attirando attorno a sè il meglio (il meglio secondo lui, ovvio) che il web italiano poteva offrire.
come si diventa qualcuno, lowfi? non pensando al nome sul cartello, né ai dindi, né alla "fama", ma solo pensando a fare roba buona. sembra l'uovo di colombo, ma moltissimi, al giorno d'oggi - e non solo nell'ambiente fumetto, intendiamoci - tendono a voler invertire l'ordine degli addendi, come fosse possibile.
poi ci sarebbe anche tutto un altro discorso da fare sul fatto che per diventare qualcuno devi anche già ESSERE qualcuno - o perlomeno sentirlo, insomma avere fiducia nelle proprie capacità, nei propri mezzi e nei propri temi. avere vissuto abbastanza. essere onesto con te stesso su quanto vali. e qua, signori miei, è questione di indole, disciplina ferrea, e pure un po' di sano vecchio culo (tipo che la dea sbendata del disegno t'abbia baciato in fronte almeno di sguincio, via).

Lowfi ha detto...

sono "completamente d'accordo a metà" con le tua elegia del lavoro sodo.

Semplicemente perché spesso non basta, non basta perché la parola "lavoro" prevede un compenso e molti rinunciano per l'evidente mancanza di sbocchi professionali, nel disegno come in altri settori.

In soldoni, dato per scontato che tu valga, se non hai "spinte",o qualcuno è disposto a camparti per molto tempo o è dura, molto dura.

-harlock- ha detto...

loffio, detto in amicizia, non hai capito un cazzo di quello che ho scritto (ma sicuramente è colpa mia che non mi sono spiegato a dovere, sorry). io non ho mai pronunciato la parola "lavoro" in nessuna parte del mio discorso. il punto è esattamente lì, il lavoro non c'entra niente. mak prima s'è fatto un nome facendosi notare per le cose belle che produceva per SE'e pubblicate sul suo blog, dettate esclusivamente da urgenza creativa, senza badare che si potessero poi rivendere di su o di giù. per questa ragione - e soprattutto perché le sue cose erano belle, lo ripeto - ha costruito lentamente un rapporto di fiducia con gli utenti del suo blog, mettendo on line roba buona che chiunque poteva leggere senza alcuno sbattimento. POI, una volta registrato, lentamente, il seguito che cominciava ad avere, a cominciato a ragionar del resto.
Quello che voglio dire è che modificando l'ordine degli addendi il risultato cambia assai. Chi si approccia alla narrazione - di qualsiasi tipo, eh. anche letteraria tout court, o musicale, o pittorica, o - pensando come prima cosa "quanto mi pagano" non sarà mai uno che lascerà il segno.
per parafrasare paz:"ho pensato ai soldi subito prima o subito dopo, ma mai durante". ecco, quelli bravi secondo me non ci pensano nemmeno prima o dopo. e i soldi, se mai arriveranno, saranno semplicemente la logica conseguenza di un prodotto ben fatto, onesto (nel senso migliore del termine, non nel senso di mediocre) e di una lungimiranza imprenditoriale coraggiosa e affatto comune.
ho detto.

flaviano ha detto...

@ giulio: di quei 500 venduti, 200 costavano 30 euro. quindi il tot è di 9000 leuri.

-harlock- ha detto...

@flaviano: oltretutto, fatti raccogliendo e ripubblicando materiale già edito (a parte una sola storia?), se non ho capito male.

Hush/Tommy Elliot ha detto...

Mi sa che questo è l'unico modo per vedere più di un volume ogni morte di Papa, da parte di quegli autori che lavorano lontano da Bonelli e affini.

sherlock ha detto...

Direi che in questa esperienza di autoproduzione e nella intervista Makkox conferma pienamente la lucidità e l'intelligenza che dimostra quasi quotidianamente nelle sue vignette sul Post ed ha dimostrato in molte altre passate cose sul web.

Lowfi ha detto...

vabbeh harlock, che ti devo dire, allora facciamo finta che non si parli di farne una professione.

-harlock- ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
-harlock- ha detto...

loffio dai, hai capito che intendo.
ho solo tentato di rispondere alla tua domanda "come si diventa qualcuno". la mia risposta è che si diventa - aspé, non generalizziamo dai - che makkox è diventato qualcuno per:
a. la sua straordinaria bravura
b. la sua onestà nel raccontare. ma anche perché
c. non ha mai ragionato in termini di professione, o di soldi, riguardo le sue cose.
ORA, comincia a ragionare anche in questi termini, cercando di capire come fare una "professione" della sua opera di narratore, sì. perché è ovvio che non c'è nulla di più bello di vivere di ciò che si ama e che si farebbe anche gratis. e la ragione per la quale ora tenta di battere nuove strade editorialmente parlando son proprio i dindi sì, oltre che il desiderio di seguire tutta la filiera produttiva per ottenere un prodotto di qualità artigianale e non industriale. ma lo dice pure lui nell'intervista eh, e sono cose che ha sempre predicato sempre pure sul suo blog. il punto però, ed è su questo che forse non ci capiamo bene, è che questo ORA è stato costruito sul PRIMA.
il ragionamento di marco è cristallino, per me: non chiederti quanto ti paga l'editore, chiediti quanto ti amano i lettori. se i lettori ti amano e ti seguono e riesci ad avere un canale diretto con loro - e oggi, è possibile - puoi fare a meno dell'editore, anzi, puoi diventarlo tu stesso, e ottimizzare pure i ricavi. e come fai a farti amare dai lettori? vedi i punti a, b, e c (salute!).