28.4.11

[Napoli Comicon 2011] Claudio Curcio sui Premi Micheluzzi


Dei Premi Micheluzzi abbiamo già parlato QUI. Ma visto che, come al solito, è nata qualche polemica, mi sono preso la briga di fare qualche domanda a Claudio Curcio, il direttore del Napoli Comicon.
Il premio Micheluzzi quest'anno acquista un valore nuovo, grazie alla collaborazione con il gruppo Feltrinelli Express. Ci racconti come è nata questa cosa?

Questa cosa nasce semplicemente perché avevamo voglia di dare più peso al nostro premio, si parla tanto del fatto che finite le cerimonie di premiazione ben poco resta di concreto ai vincitori ed ai loro libri, e questa ci sembrava una buona opportunità per cambiare. L'accordo in realtà è stato chiuso con il Gruppo Feltrinelli, ma abbiamo deciso insieme di limitarlo al solo circuito delle Librerie Express, vuoi perché sono quelle che già garantiscono da sole un enorme passaggio di persone (basti pensare solo a quella su tre piani della stazione di Milano) e poi perché non è cosa semplice coordinare ed organizzare una cosa del genere ed abbiamo pensato di fare una prima prova con pochi punti vendita, nelle città maggiori.

Credi che questa sia la strada per avere in Italia, finalmente, un premio fumettistico con un qualche valore effettivo? Come gli Strega, per intenderci?

Premesso che il premio Strega ha alle spalle più di 60(!) anni di storia (oltre ad un budget apposito messo a disposizione dall'azienda che gli da il nome), io credo che un premio diventi di prestigio quando una serie di fattori differenti concorrano, e non solo legati all'organizzazione del premio stesso: una precisa e riconoscibile linea editoriale, un meccanismo di selezione e assegnazione trasparente, semplice ma rigoroso al tempo stesso, una ottima campagna di comunicazione verso l'interno del settore e verso l'esterno e infine, forse il fattore più importante serve la collaborazione di tutto il settore coinvolto; perché è inutile organizzare tutto al meglio se poi l'editore nominato non manda i libri ai giurati perché si dimentica o perché non vuole spendere i soldi di 5 spedizioni (capita... e spesso anche).

Come funzionano le candidature al Premio Micheluzzi e come la selezione dei vincitori?

I membri del comitato di selezione hanno il compito di monitorare durante l'anno le uscite, considera che parliamo di persone che non solo leggono per passione, ma che lavorano con i fumetti, ne scrivono e ne parlano in maniera professionale praticamente tutto l'anno. Ognuno di loro poi, oltre ad essere abbastanza onnivoro, è in qualche modo "specializzato" in un particolare settore in maniera da essere sicuri che la produzione sia presente a tutti. Ogni selezionatore fa una prima selezione di una decina di titoli per categoria, e ci si confronta via mail sui titoli, che siano effettivamente usciti nell'anno precedente etc... parallelamente (siamo ad inizio anno) chiediamo agli editori di inviare, se vogliono, dei libri ai selezionatori per eventuali proposte specifiche. Il comitato si riunisce, in genere ad inizio marzo a Bologna, in occasione di BilBolBul, in maniera da discutere di persona per arrivare alla scrematura finale e ai libri nominati. I libri scelti vengono controllati di nuovo (c'è sempre un problema di data di uscita) e viene chiesto agli editori di spedirli ai 5 giurati, che dopo averli valutati singolarmente, si riuniscono a Comicon (il venerdì sera o il sabato mattina) per la discussione comune in cui scelgono i vincitori. Per noi è molto importante che sia il comitato, che la giuria, si riunisca di persona, in maniera da non limitare ad un semplice calcolo matematico la scelta finale.

Il sistema, elaborato da Matteo Stefanelli, si basa sull'idea che, in Italia, ci sia un numero sufficiente di esperti di fumetto, atto a garantirvi, anno dopo anno, una giuria di qualità. Siamo sicuri che sia davvero così?

Attenzione, la giuria di qualità non vuole trovare ogni anno esperti di fumetto, ma vuole 5 personalità artistiche, provenienti anche da altri campi, che siano lettori di fumetto (questo perché vorremo essere i primi ad evitare di restare nel nostro piccolo circolo di fan dei fumetti). Nello specifico, cerchiamo sempre di avere 2 giurati che vengano dal mondo del fumetto (autori, giornalisti, editori) e altri 3 che noi chiamiamo "in quota", e che vengano dalla Musica, dal Cinema, dalla Letteratura, etc... questo perché con Matteo, si era ragionato sul fatto che sarebbe stato bene avere uno sguardo "altro", artisticamente valido, rispetto ad tecnici o esperti fumettari. Ovviamente, ci sinceriamo che questi giurati di altri campi, siano lettori di fumetto, e che non siano solo vecchi abbonati di Topolino...

Come rispondi alle polemiche nate intorno alle candidature?

Semplicemente non rispondo, sono polemiche che accompagnano ogni tipo di premio, e se proprio vogliamo le prendo come certificanti solo la crescita di importanza del premio Micheluzzi. Se non si capisce che qualsiasi selezione di 5 titoli su CENTINAIA disponibili, non può essere né completa, né esaustiva, né perfetta, purtroppo continueranno ad esserci polemiche sterili e fini a se stesse. Voglio dire, noi cerchiamo di fotografare il meglio della produzione a fumetti in Italia, tutta, e già questo è un lavoro improbo e di per sé non perfettibile, quello che per noi è chiaro è che non possiamo aspirare a selezionare il meglio in assoluto, perché questo è un concetto che non si può applicare nel momento in cui si deve fare una scelta qualitativa e quindi legata alla sensibilità personale dei selezionatori. Faccio un esempio pratico: miglior fumetto (o serie), sicuramente ce ne saranno 10 validi su cui io e te siamo d'accordo, ma poi dobbiamo sceglierne solo 5, facciamo la scelta, tu ne prendi 5, io gli altri 5. Alla fine siamo tutti e due scontenti, anche se i 10 di partenza ci sembravano validi!

E a quelle legate all'iniziativa con la Feltrinelli Express (in particolare mi riferisco agli autori web che si sono lamentati per il fatto che per loro non è stato previsto alcun tipo di premio reale)?

Anche queste mi sembrano da non commentare... tutti a lamentarsi che i premi non servono a niente, che non danno visibilità, che restano nel piccolo mondo del fumetto, noi ci sforziamo di pensare a qualcosa che aiuti a superare questi problemi, mettiamo su una promozione con un'azienda nazionale, che proprio per questo ha le sue regole, i suoi problemi (parla col marketing, parla col commerciale e fatti autorizzare da Milano, ma la competenza è di Napoli, e il layout chi lo fa...) e tutti, ancora prima che si faccia un PRIMO ESPERIMENTO, giù a lamentarsi che le librerie sono poche, che i fumetti da edicola non ci possono andare, che i web-fumetti non hanno visibilità?

Non pensi che l'iniziativa legata alla Feltrinelli Express finirà per influenzare la giuria? Nel senso, non credi che tenderanno a premiare opere che poi quel premio lo possono sfruttare davvero, piuttosto di prodotti che non potranno farlo (penso ai fumetti seriali da edicola, per esempio)?

Non penso, innanzitutto perché i giurati non si renderanno proprio conto di quale fumetto possa o meno avere la distribuzione in libreria al momento della scelta, dopodiché perché anche se questa possibilità venisse fuori, saremmo subito chiari nell'esplicitare che questo criterio non deve essere preso in considerazione per la scelta.

Napoli Comicon garantisce una totale indipendenza al comitato dei premi Micheluzzi o esercita una qualche forma di pressione per spingere questo o quel candidato? Te lo chiedo perché, quest'anno, sono girate voci insistenti sul fatto che almeno uno dei candidati sia stato fortemente caldeggiato da elementi esterni al comitato e appartenenti all'organizzazione del Comicon.

Queste sono voci senza fondamento, il comitato lavora e sceglie in totale autonomia, e noi non abbiamo nessun interesse né convenienza a spingere un libro piuttosto che un altro. Siamo presenti alla riunione per fare da coordinamento e da collante, diamo i nostri pareri e facciamo le considerazioni tecniche del caso, ma i membri del comitato hanno i loro nomi e fanno le scelte finali in completa autonomia. Una prova concreta è che per esempio, non spingiamo mai perché il libro di tale autore, ospite a Comicon due mesi dopo, sia selezionato in nomination (come a volte accade in altri contesti), e infatti ci troviamo spesso, senza il vincitore in sala! A volte, invece, invitiamo l'autore dopo che sia stato nominato, come abbiamo fatto nel caso di quest'anno con RM Guéra.


Ringrazio Claudio per la disponibilità.

4 commenti:

MatteoStefanelli ha detto...

Giusto per precisare.
Il modello che misi in piedi a suo tempo distingue una Selezione da una Giuria: sono due organi distinti, roberto. Ricordiamolo sempre. Come a Venezia, come a Cannes, come in mille altri casi.

L'assunto è che il modello voglia essere - come si decise per Napoli a suo tempo - quello assai "europeo", di un Concorso di tipo Festival (identitario e da dibattito culturale) e non quello da Industry Award (rappresentativo / statistico, per voti espressi solo da operatori 'interni').

In questo senso, la Selezione (Comitato / gruppo di selezionatori) funziona da elemento di filtro, e si regge sul monitoraggio complessivo del settore e sul discrimine offerto dalle competenze di osservatori 'interni' al mercato. Il pnodo, qui, è chi si sceglie, come lo si sceglie, e quale mix di competenze si qualifica.

L'altro, la Giuria, funziona come elemento di valutazione critica (o diciamo "valutazione culturale" in senso lato). Qui la differenza la fa un "giusto mix" tra competenza e libertà creativa. Perché il risultato di un simile processo valutativo è efficace quanto più in grado di mediare tra rappresentazione delle eccellenze creative nel settore, e loro proiettabilità sulla scena dei "discorsi pubblici" sulla creatività e i prodotti culturali.

Buon Napoli Comicon (Sorbillo rulez!)

RRobe ha detto...

Grazie per la precisazione, Matteo.
Mi sono reso conto solo dopo che, in effetti, dall'intervista si creava una certa confusione tra i due ambiti.

Viviana Boccionero ha detto...

Sono confusa.

comativa ha detto...

interessante