2.5.11

Cominciamo a parlare del Comicon...


...e facciamolo con le parole di qualcun altro.
Leggete questo bel pezzo QUI.
Poche righe che descrivono bene come il sogno (di Igort, non di Ciccarelli) di un Castel Sant'Elmo finalmente libero dai cosplayer, dai mercanti e da tutto quello che non fosse un fumetto fattosi Graphic Novel, si è trasformato in un Castel Sant'Elmo libero, in principal modo, dal pubblico.
Sale fredde e vuote e noi tutti impegnati a comprarci, vicendevolmente, i nostri libri in un grande rito onanistico comune.

Claudio, Alino: lo sapete che vi voglio bene e stimo il tanto amore e la tanta dedizione che ci mettete in quello che fate, ma avete seguito il navigatore sbagliato e quello vi ha portato a infrangervi sugli scogli mentre lui è sceso dalla nave con un giorno d'anticipo e non è nemmeno restato a vedere il disastro del naufragio che ha provocato.
Adesso dovete costruire una nave nuova e magari tracciare delle rotte migliori.

p.s.
Nel frattempo, dall'altra parte, la plebaglia faceva festa alla Tortuga, bevendo grog e divertendosi un sacco.

17 commenti:

Gennaro Costanzo ha detto...

Io, purtroppo, sono potuto andare solo venerdì. Sono molto legato al Comicon per duplice motivo (fumetti e Napoli)e stimo molto il lavoro fatto, però Roberto ha ragione.
Venerdì il castello era vuoto, pensavo fosse dovuto semplicemente al fatto che il venerdì delle fiere fosse sempre così. Spostandomi, però, alla Mostra quasi non credevo ai miei occhi: c'era tantissima gente, ma proprio tanta, fra gli stand e fuori a godersi il timido sole che c'era sul prato.

Infatti, ero curioso di conoscere l'affluenza di sabato e domenica al castello ma immaginavo una cosa simile.
Il castello è una cornice stupenda, fantastica, venerdì mi sono divertito molto a chiacchierare con vecchi amici e addetti ai lavori. La mostra è decisamente meno suggestiva come location, ma vedendo tutta quella gente divertirsi, girare curiosa fra gli stand, giocare, distendersi sui prati, ho capito che la strada era ormai segnata.
Dovendo scegliere un ragazzino, così come un padre di famiglia, preferisce andare alla Mostra.

Certo, per noi "addetti" magari è più piacevole girare tranquillamente e chiacchierare senza rimanere schiacciati dalla folla ma avrebbe davvero poco senso.
Ormai sono tanti anni che l'appuntamento al Castel Sant'Elmo è fisso nella mia agenda di sicuro il Comicon (nell'eventualità) non sarà più lo stesso e perderà uno dei suoi tratti distintivi, però "it's the evolution, baby"!

saldaPress ha detto...

Non credo che sia così, Roberto.
Il problema di fondo che mostra il Castello svuotato da "quello che non è fumetto" c'è sempre stato. Solo che, con il vuoto attorno, ora si vede meglio.
Se dentro il Castello ci rimetti Panini/Pan ed Alastor/Planeta (come credo sia giusto che sia), il problema resta uguale, solo che lo vedi di meno.

RRobe ha detto...

Per Salda: sì, ovvio.
Ma tutti quelli che vengono per Panini, Pan, Planeta e via discorrendo, capita che qualche altro fumetto si incuriosiscano e lo comprino. Seinvece quel pubblico non ce lo metti proprio in contatto con un prodotto altro, difficile che ci possa mai arrivare a te... neanche per sbaglio, insomma.

preacher ha detto...

Non posso che sottoscrivere quanto detto dal Rrobe in risposta a Ciccarelli.

riguardo a quanto detto da Gennaro: "per noi "addetti" magari è più piacevole girare tranquillamente e chiacchierare senza rimanere schiacciati dalla folla"... Ma anche no. Non pago certo uno stand e più notti per più persone in un b&b per poter chiacchierare senza rimanere schiacciato o girare tranquillamente...

Comicus ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
saldaPress ha detto...

Ma infatti io ho detto che sarebbe giusto che Pan/Panini ed Alastor/Planeta fossero a Sant'Elmo.
Ma, a quel punto, mi sa che sarebbe Oltremare a presentare dei problemi di sostenibilità.
Una bella gatta da pelare, insomma.

(e questo senza considerare che Pan/Panini ed Alastor/Planeta mi sembrano contentissime di stare ad Oltremare, cosa questa che conferma l'idea che ormai da un paio di anni vado maturando: ogni anno Comicon fotografa esattamente lo stato del mercato fumettistico in Italia)

Gennaro Costanzo ha detto...

@ Preacher:
Appunto, è quello che volevo intendere ma che ho omesso.
Sarà piacevole "umanamente" ma il problema che mi ponevo era appunto per gli editori che pagano uno stand in una location che vede una scarsa affluenza. Per questo dicevo che non avrebbe senso proseguire in questa direzione perché ovviamente non credo che gli editori siano disposti a ripresentarsi al castello.

Will ha detto...

Credo che Andrea centri un punto importante quando parla di 'problema'.
Per me il problema è l'approccio secondo cui bisogna scindere i vari fenomeni. Problema aggravato in concreto dall'impossibilità di separare secondo criteri precisi e che ti porta alla situazione per cui due colossi che si occupano di fumetto vadano a rafforzare il settore 'non fumetto'.
Il punto fondamentale, secondo me, che non è molto distante dalla questione mercato cartaceo e mercato digitale, è che dobbiamo stare attenti a cosa vogliamo rappresentare con manifestazioni come le fiere del fumetto o le piattaforme digitali. Vogliamo cioè rappresentare la forza di un linguaggio e di un medium o quella di un sistema produttivo e distributivo?
Il fumetto come linguaggio credo sia in uno dei suoi momenti storici più alti. Il mercato invece è a uno dei suoi minimi storici. Dove vogliamo puntare? E' questa secondo me la domanda che dovremmo porci.
Il Comicon ha se non altro il merito di aver evidenziato questo problema (per ragioni fra l'altro imputabili anche a difficoltà logistiche riscontrate negli anni scorsi e che quindi esulano dalla questione intesa in questi termini).

comativa ha detto...

@rrobe solito ot: vieni a ct per l'etnacomics? puoi dirmi qualcosa?

MatteoStefanelli ha detto...

du' lochescion is pegg' che uan

Luna. ha detto...

Nonostante preferisca la location del Sant'Elmo,
sarebbe davvero meglio concentrare tutto alla Mostra d'Oltremare.

Magari l'interazione tra le diverse realtà di approccio al fumetto
potrebbe funzionare nel rispetto dei reciproci spazi
consentendo l'affluenza di pubblico che questo settore merita.

Ad ogni modo,
al Castello c'era tutto ciò che mi interessava.
Ho trovato un Comicon non caotico,
tutta la tranquillità per non sgomitare agli stand
e, appena entrata, RRobe.

Speriamo in una memorabile e degna edizione del 2012.

laura scarpa ha detto...

lo dissi a una riunione editori-Comicon a Lucca: non dividere! MAi, buoni e cattivi, beli e brutti, alti e bassi (io e RRobe dunque in due settori diversi),... separare in modo da rendere leggibili spazi, temi interessi, creare aree, percorsi.
Le fiere all'interno delle fiere campionarie hanno sempre una tristezzina in più. Ma al castello, ora che l'accesso alla terrazza è vietato, non si vede mail sole, solo freddo e umido a Napoli a Maggio!
voglio l e tristezzine, che renderemo allegre di mostre illuminate bene, di autori con con brindare assieme ai lettori, e bestemmieremo per il casino :) spero
e ci andremo a rivedere il cavallo di Pazienza, che sta laggiù, e che io c'ero quando lo dipinse... e ci si stava bene.
Alino Claudio, Antonio, Lucha la vita si evolve, dai castelli se ne sono andati tanto tempo fa, ci sarà un motivo... la cultura la si fa noi, non le mura!

AlessandroDiVirgilio ha detto...

Da napoletano che vive lontano dalla sua città e che vede raramente, il Castello è un location ideale, ma, a malincuore, devo ammettere che è ormai inpraticabile.

Dai malumori generali degli editori, penso che la prossima edizione sarà a Fuorigrotta.

Ah... anch'io ho visto nascere il cavallo di Pazienza.

Sigh!

arch.mabe ha detto...

Quest'anno non sono stato a napoli, ma gia' l'anno scorso mi ero reso conto che dividere il Comicon in due parti fisiche, era una scelta azzardata. Mi era sembrato di capire, parlando con alcuni degli organizzatori, che il passo successivo sarebbe stato portare tutto il "circo" alla Mostra d'oltremare. Per cui, a malincuore, come sottolineato anche da Laura forse è meglio traslocare tutto alla Fiera, altrimenti saranno dolori!

Tyl3rD ha detto...

Dico la mia, sono stato alle prime edizioni del Comicon poi per un po' niente!!!
Mi son ripresentato alla manifestazione campana come visitatore l'anno in cui venne Go-Nagai e mi sentii spaesato, tutt'intorno si sentiva la crescita del fumetto come "momento" aggregativo ma era anche un fiorire immondo di Cosplayers e pupazzini manga un po' ovunque, insomma editorialmente si vendeva di più (o almeno credo) ma per me era un caos.
Torno al Comicon nell'appena passato week-end di Maggio e vedo: Primo giorno, Venerdì, Castello, poca gente stragrande maggioranza di stand vuoti per lo più addetti ai lavori che parlano con addetti ai lavori ed io, che ammetto non conoscevo nessuno MA PER MIA IGNORANZA ho giusto il tempo di fare i biglietti e non trovando ancora il programma della mostra in distribuzione giringirello un po' e dopo un oretta vado via.
Secondo Giorno, Mostra d'Oltremare, il Caos più totale...Cosplayers e pupazzetti manga ovunque tanti videogiochi...e katane a 39 euro, tante!!! I mercanti che mercanteggiano e i bimbetti che bimbetteggiano. Compro due Fude Pen chiedo un po' di info sui Copic e scappo via.
Terzo giorno, di nuovo Castello, vado lì per girarmi CON CALMA tutta la mostra e, da alunno del corso di fumetto web, per conoscere Laura Scarpa (compliments, e grazie anche della bella chiacchierata) ei l Rrobbe (grande presentazione del corso complimenti, avrei solo voluto avere la possibilità di quattro chiacchiere in più, sigh!), nonchè per avere la possibilità di godermi tutte le esposizioni che mi interessavano, e per uno che aveva voglia di imparare come me ce n'era di ciccia da guardare, dagli artisti e le loro dediche, alle mostre più illustri alle chiacchiere tra gli addetti ai lavori ho cercato di "assorbire" tutto l'assorbibile.
Ma non credo si fossero fatti molti affari tra gli editori presenti.

Avete ragione, il dividere la mostra in due tranche non è stato furbo, ma personalmente credo sia un po' il cane che si morde la coda.
Comicon DEVE essere un momento culturale e commerciale assieme, magari separarlo potrebbe significare distribuire lo spazio espositori in maniera intelligente (i mercanti sopra, gli editori e le mostre sotto, tutti nella stessa location) anche perchè non credo proprio che TUTTO il Castello era dato al Comicon eppoi c'era la terrazza che era spettacolare negli anni passati.
Si ok il fumetto sta vivendo culturalmente uno dei momenti più interessanti, ma avete mai visto gli spazi che gli dedica Feltrinelli a Napoli?! o per inverso avete mai provato ad entrare in una fumetteria il maledetto Sabato Pomeriggio e vedere cosa va via come l'acqua fresca e cosa no?! (alla seconda credo proprio di si).
Ed io infine mi chiedo...ma se gli americani son capaci di prendere un tappo ed un bicchiere a farci un gioco di massa, se i supereroi (sempre del mercato americano) vendono anche se muoiono/vivono/tornano a morire/resuscitano, cos'è che non va nel mercato italiano, si sbaglia soggetto?!
Allora è davvero così difficile per un giovane autore o per una piccola casa editrice uscire dal mucchio?!

Scusate per il post lungo e magari un po' OT!!!

pic ha detto...

Laura ma siamo in grado di fare CULTURA in maiuscolo?
Non parlo della diffusione delle notizie e basta ma proprio di studiare e costruire un processo CULTURALE che non spaventi il le persone ma che non le inebetisca nemmeno?

Antani Comics ha detto...

Sono sempre stato contro il "separare". Perché... a parte "editori" e "negozi", tutte le altre categorie danno adito a confusione. "Antiquari", "moderni"... dai...

poi non capisco una cosa: non è che al castello ci fosse il "fumetto" e ad oltremare "il resto": il fumetto era anche ad oltremare! quindi non mi sembra che abbia perso nulla... Semmai, un consiglio agli editori: seguite sempre dove si piazzano i distributori, che non sbagliano mai...
Nel 2007 io ero a Lucca al San Michele. Nel 2008: "il san michele non si può fare, perché la piazza si rovina". E ci hanno sbattuti all'Antelminelli, che c'è ancora gente che ci cerca. Nel 2009: si rifà il San Michele... con i distributori... sic!