4.5.11

Da sbattere la testa al muro, forte.


Dunque, questa che segue è una delle Brevisioni (recensioni brevi), ospitate su lo Spazio Bianco, un sito di critica fumettistica molto "graphic novel oriented" ma, nonostante questo, assolutamente degno di stima e rispetto.
La recensione è di Alessandro Ciasca e si parla del manga Ucho Kyodai -fratelli nello spazio-:


Fratelli nello Spazio è il manga dell’autore emergente Chuya Koyama, edito dalla Star Comics. La storia in apparenza semplice e gradevole, si arricchisce di situazioni di vita vissuta e risulta estremamente realistica.
Mutta (per ora il vero protagonista) ed il fratello Hibito hanno fatto una promessa: diventare astronauti ed andare sulla Luna. Hibito ha coronato il suo sogno e a breve partirà per un'importante missione; Mutta invece ha preso altre strade ed è da poco stato licenziato dal suo lavoro ma, spronato dal fratello, decide di superare gli esami di selezione di nuovi astronauti per concretizzare il suo sogno.
L’autore ha realizzato qualcosa di fresco ed innovativo. Non sembra di avere tra le mani un fumetto, bensì un libro. Sembra di leggere il copione di un film tratto da una storia vera. La lettura porta ad immaginare i personaggi come protagonisti della vita di tutti i giorni e non come potenziali immagini di un anime e questo grazie anche ai modi di fare del protagonista.
I disegni ricordano Homunculus di Hideo Yamamoto, e rendono ancora più evidente la ricchezza del manga. Il tratto dell’autore tende a dar vita alle emozioni, rende alla perfezione le paure e le ansie di un esame, la serenità dei momenti spensierati e l’imbarazzo degli sguardi d’amore.
Un manga che merita pienamente il premio Shogakukan come miglior fumetto dell’anno 2010 e che pare aver dato una nuova prospettiva, al contempo naturale, realistica e differente, al fumetto Giapponese.

Lo vedete anche voi, l'orrore?

"L'autore ha realizzato qualcosa di fresco e innovativo. Non sembra di avere tra le mani un fumetto, bensì, un libro."
Perché, come sappiamo bene, i libri sono A) freschi e innovativi e B) migliori dei fumetti.

E ancora:
"...sembra di leggere il copione di un film..."
E io mi chiedo... ma Alessandro Ciasca l'ha mai letto il copione di un film? Generalmente sono le cose più noiose e peggio scritte di sempre (essendo testi sostanzialmente "tecnici").

E ancora:
"...la lettura porta ad immaginare i personaggi come i protagonisti della vita di tutti i giorni e non come potenziali immagini di un anime..."
Eh? Ma che significa?
E perché dovrei immaginarli come i personaggi di un anime visto che sono i personaggi di un fumetto? E poi, anche ammettendo che questa dichiarazione abbia un qualche senso... quale anime? Porco Rosso? Mazinger Z? Paprika? Kenshiro?
Ma sappiamo almeno, vagamente, cosa stiamo dicendo?
E poi ci stupiamo ancora che la gente non ritenga il fumetto un medium a pari dignità con gli altri quando siamo i primi a ritenerlo, inconsciamente, inferiore.
Bah.

p.s.
notevole anche il pezzo, sempre ospitato sul sito, sugli "undici esperti del fumetto italiano scelti da Giuseppe Pollicelli". I soliti banalissimi nomi e Mollica. Che capisco che arrivare fino a undici è difficile, con la miseria che c'è in giro, ma Mollica...