18.5.11

[RECE] I Spit on Your Grave (2010)


Ah, i remake!
Tutti sempre pronti a mal giudicarli e a dire che si stava meglio quando si stava peggio perché la materia originale è intoccabile a prescindere, specie se ammantata da una reputazione, in qualche maniera, leggendaria.
Mettiamo per un attimo da parte le cazzate: l'originale I Spit on Your Grave (conosciuto anche come Non violentate Jennifer, in Italia), è un film bruttino, mal diretto e noioso che, nonostante tutto questo, è in grado di imprimersi con forza nella memoria dei suoi spettatori. E ci riesce grazie alla brutalità documentaristica di un girato che risparmia davvero poco allo spettatore (fino a sfiorare e forse, a travalicare, il confine del voyeurismo), a una messa in scena squallida e miserabile e all'insensato (e proprio per questo efficace) perpetrarsi della violenza. Il film del 1978 è un titolo che, nonostante i suoi difetti, risulta seminale per il genere noto come rape & revenge (categoria che include, tra gli altri, film come l'Ultima casa a sinistra di Wes Craven, L'ultimo treno della notte di Aldo Lado, Thriller - a cruel picture- di Vibenius e, in senso lato, Un tranquillo week-end di paura di Boorman e Cane di paglia di Peckinpah).
All'epoca della sua uscita I Spit on Your Grave è diventato una pellicola di culto a causa delle forti reazioni suscitate in tutto il mondo e dei suoi notevoli problemi con la censura.

Quando ne è stato annunciato il remake, in molti sono rimasti piuttosto scettici (io compreso).
L'originale era un film violento e brutale, sì, ma non così anomalo per quegli anni in cui il pubblico era maggiormente abituato a vedere film duri. Ai giorni nostri, in cui un Hostel viene spacciato come una pellicola disturbante, l'approccio crudo della pellicola originale sembrava assolutamente inconcepibile. Si temeva quindi un ammorbidimento e un infighettamento generale.
Queste paure, in parte, sono state confermate.
Il remake di I Spit on Your Grave è, in effetti, un film abbastanza curato nella forma e del tutto privo della sciatteria visiva, registica e recitativa dell'originale. E forse questo non poi così un male anche se, è inevitabile, la pellicola perde molto in termini di crudezza.
Quello che non ha perso, invece, è il grado di violenza che, forse, è addirittura aumentata, spostandosi anche sul piano psicologico oltre che fisico (vedere i crudeli e umilianti preliminari allo stupro vero e proprio).
E questo è un merito notevole per la pellicola di Steven R. Munroe che, nella prima parte del film, non si tira indietro rispetto a nulla, mostra quello che deve mostrare e lo fa con un coraggio abbastanza inusuale per il cinema horror americano moderno.
Sia chiaro, non siamo dalle parti di a Serbian Movie, ma sono ragionevolmente convinto che più di una donna verrà davvero disturbata dalla visione della prima parte del film.
Nella seconda parte il registro cambia, sia rispetto al linguaggio della pellicola stessa, sia rispetto al modello originale. Ci spostiamo nel territorio del torture porn codificato da pellicole come Saw e, a essere sinceri, la faccenda si fa piuttosto banale e improbabile, al punto da perdere di qualsiasi carica emotiva (rimanendo, comunque, una visione spassosa).
A conti fatti, nella sfida tra la pellicola del '78 e quella del 2010 , per me ne esce vincitore il modello originale, ma questo remake non è per nulla male e anzi, merita sicuramente una visione.

p.s.
menzione di merito a tutto il cast attoriale: bravi e coraggiosi. E Sarah Butler è davvero figa (cosa che aumenta il senso di disagio per gli spettatori maschili durante tutta la visione del film).

3 commenti:

non ha detto...

tu recensisci i remake, io guardo in streaming gli originali. Continua così Rrobe che è un bel guardare/leggere :-)

skalda ha detto...

Se non sbaglio c'era anche un film di Abel Ferrara: L'angelo della vendetta (Ms.45).
C'era un periodo in cui Rai3 lo faceva molto spesso, anche in prima serata. ;)

Coma White ha detto...

Un bel film..e ottime anche le tue osservazioni..