Quando tutto il mondo va in una direzione, le forme d'arte più "alternative" vanno sempre controcorrente.
Così, nell'epoca della "socialità a tutti i costi", nell'underground il successo non lo si misura con il numero di ascoltatori (che ormai i grandi numeri non ci sono più nemmeno per il mainstream) ma con la qualità del rapporto coi propri pochi ascoltatori di nicchia. Ormai non più solo in Italia ma un po' in tutto il mondo i musicisti si sono rassegnati a non poter vivere di musica se si fa roba originale, anzi, c'è tutta una nuova generazione che non ci ha mai nemmeno sperato, perciò ognuno a fare il proprio lavoro al call center e poi giù schitarrate attaccati a GarageBand, che tanto oggi regisitrare un disco è diventato molto meno impegnativo di quando i grandi numeri c'erano.
4 commenti:
ho già commentato di la.
In sostanza sono d'accordo.
Quando tutto il mondo va in una direzione, le forme d'arte più "alternative" vanno sempre controcorrente.
Così, nell'epoca della "socialità a tutti i costi", nell'underground il successo non lo si misura con il numero di ascoltatori (che ormai i grandi numeri non ci sono più nemmeno per il mainstream) ma con la qualità del rapporto coi propri pochi ascoltatori di nicchia. Ormai non più solo in Italia ma un po' in tutto il mondo i musicisti si sono rassegnati a non poter vivere di musica se si fa roba originale, anzi, c'è tutta una nuova generazione che non ci ha mai nemmeno sperato, perciò ognuno a fare il proprio lavoro al call center e poi giù schitarrate attaccati a GarageBand, che tanto oggi regisitrare un disco è diventato molto meno impegnativo di quando i grandi numeri c'erano.
Grazie mille per la segnalazione. Tra l'altro centrata in pieno anche come forma.
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