23.6.11

[RECE] Falling Skies: season premiere


Partiamo dalla dalla cosa migliore di questa season premiere: il ritorno sullo schermo del dottor John Carter. Certo, io lo avevo lasciato in Africa a fare il medico senza frontiere e non mi spiego come sia diventato un insegnante di storia con tre figli (di cui uno disperso), una moglie (morta) e in lotta con degli alieni davvero brutti e cattivi che hanno invaso il mondo.
Forse è successo qualcosa di tremendo nelle ultime quattro stagioni di E.R. che ho deciso di non seguire...

Poco importa.
Quello che conta è che il personaggio, quel personaggio che proprio non ce la facevo a non amare smodatamente nonostante lo sapessi che era scritto apposta per ottenere quel tipo di reazione, è sempre lui e Noah Wyle lo interpreta alla vecchia maniera, cioè alla grandissima e con tutta la sua enorme carica umana (e un pizzico di gigioneria... ma va bene).

Per il resto, cosa dire?
Falling Skies, per farla molto breve, si potrebbe descrivere come la serie televisiva della Guerra dei Mondi di Spielberg (che, non a caso, ne è il produttore e il principale ispiratore). Però non c'è Tom Cruise, non ci sono i tripodi (ma ci sono i mech e gli alieni aracnoidi), non c'è Dakota Fanning (il che è un peccato mica da poco, visto come è cresciuta la bambina) e sembra non esserci e il provvidenziale raffreddore che viene a salvare il culo all'umanità perché qui gli alieni si uccidono solo con un colpo di fucile alla testa.
Sparato a bruciapelo, possibilmente.

La regia, per quanto di stampo prettamente televisivo (e non è detto che sia un male che di serial che vogliono essere cinema io mi sarei pure stufato) è solida, efficace e vecchia scuola (non aspettatevi un ritmo vertiginoso o un colpo di scena a ogni stacco narrativo), gli effetti speciali sono dignitosi (e hanno un bel debito con Neill Blomkamp e il suo District 9), i personaggi sono sufficentemente ben scritti (nei loro ruoli strettamente funzionali) e interpretati discretamente, i costumi sono ottimi e l'immagine degli Stati Uniti d'America invasi da una qualche forza esterna (poco importa quale sia la natura della minaccia: russi, cubani, zombie, Terminator...) è sempre potente.
Lo script non brilla eccessivamente (anzi, diciamolo: la seconda parte zoppica malamente), ma nell'insieme mi sembra un buon esordio per una serie che seguirò.

Ah, c'è pure lui.
Che è un caratterista bravo che avete visto in un mucchio di film e che qui, finalmente, ha un ruolo di un certo spessore.

Questo il trailer ufficiale.