1.6.11

[RECE] Level Up

Level Up è un fumetto realizzato da Gene Luen Yang e Thien Pham ed edito in Italia da quelli di Edizioni Multiplayer.it.
Dell'azienda di Andrea Pucci e del suo modo di portarla avanti, ho già avuto modo di parlare e l'ho fatto in toni piuttosto entusiastici. Anche in questo caso, non farò differenza.
Level Up è il secondo volume a fumetti edito da Multiplayer.it (il primo era un albo speciale dedicato a Dead Space) e, rispetto alla precedente proposta, è una scelta coraggiosa e intelligente sotto molti punti di vista.
Ma per descrivervela, faccio prima a riportarvi l'introduzione che ho scritto per il volume:


COME TE LO ASPETTI MA MEGLIO

di Roberto Recchioni

Quando quelli di Multiplayer.it mi hanno chiesto se fossi interessato a scrivere un’introduzione per un fumetto che avevano intenzione di pubblicare, mi sono detto lusingato e poi ho fatto la domanda che ogni serio professionista e profondo amante del medium fumetto fa, in queste occasioni: quanto mi pagate?

Quello che non ho fatto, invece, è avere qualche informazione in più sul fumetto in questione. L’unica cosa che avevo capito è che era una roba molto divertente e legata ai videogiochi. Nella mia testa s’era formata l’immagine di una roba sulla falsariga di Scott Pilgrim. Quando mi è arrivato il pdf. del fumetto di Gene Luen Yang e ho avuto modo di guardare i disegni, sono andato nel panico perché somigliava, piuttosto, a uno di quei fumetti intimisti in cui gli autori esplorano il loro ombelico e hanno la presunzione di credere che tale operazione possa avere un qualche interesse universale. In più, lo stile di disegno, volutamente infantile e minimale, era quanto più lontano possibile dai miei gusti. Ma un’introduzione che dicesse queste cose mica potevo scriverla, no? E’ per questo che, per qualche giorno ho cincischiato, rimandando il momento in cui avrei dovuto decidere se scrivere qualche cazzatiola diplomatica oppure declinare l’invito che mi era stato fatto e rinunciare a porre la mia firma all’introduzione del volume. Poi, in una mattinata uggiosa, mi sono deciso a leggere il volume in questione, nella speranza che le mie prime impressioni fossero smentite. E adesso dovrebbe arrivare la parte in cui vi dico che mi ero sbagliato e che il lavoro di Gene Luen Yang è tutto il contrario di quello che mi era parso guardandolo solo in maniera superficiale. Ma non è così: Level Up! è davvero un fumetto intimista in cui il suo autore esplora il suo ombelico con la presunzione che il suo personale abbia un valore universale. E sì, è pure disegnato volutamente in una maniera irritantemente infantile e minimale. Ma, pur essendo tutto questo (o forse, proprio perché è tutto questo), è anche un fumetto sorprendentemente buono.

Scritto con intelligenza, sobrietà e una certa spietatezza, e disegnato in maniera efficace (c’è tutto quello che ci deve essere, nulla di più, nulla di meno), Level Up! racconta una classica storia di crescita e lo fa in maniera estremamente umana, divertente e onesta, sfuggendo in maniera elegante alle semplificazioni e agli artifici. E, tra le altre cose, è anche una bella dichiarazione di amore (e odio) nei confronti dei videogiochi. A conti fatti, sono felice che mi abbiano chiesto di scrivere questa introduzione perché per farlo mi sono costretto a leggere un fumetto sorprendente che, probabilmente, non avrei letto a causa dei miei pregiudizi perché sì, Level Up! è esattamente il fumetto che mi aspettavo ma lo è in maniera positiva. Una lettura che fa bene allo spirito e che è anche quel genere di libro che non vi vergognerete a prestare alla vostra ragazza, a vostra madre o a vostro padre.

Visto mai che, dopo averlo letto, riusciranno a capirvi un pizzico di più?

Ma, visto che, a conti fatti, è solo una graphic novel carina, perché dico che è una scelta intelligente? Prima di tutto, per le sue origini: Gene Luen Yang produce i suoi fumetti attraverso i meccanismi del crowd funding (tra breve pubblicherò qualcosa a riguardo sulle pagine di Conversazioni sul Fumetto, stay tuned) e credo che questo sia il primo progetto sviluppato in questa maniera ad essere pubblicato in Italia. Multiplayer.it, proprio come ha già fatto per i romanzi, sembra aver visto in anticipo dove si stanno muovendo le cose interessanti, nei mercati esteri. In secondo luogo, mi sembra una scelta intelligente perché pur appartenendo in pieno alla categoria della graphic novel intimiste e disegnate "male" (non fate finta di non capire quello che intendo) e che, a mio avviso, troverà parecchi sostenitori specie nella platea più ricercata del nostro settore, è anche un prodotto perfetto per il tipo di pubblico a cui si rivolge Multyplayer.it attraverso i suoi canali di vendita.
Insomma, un primo passo per entrare nel mondo dei fumetti, davvero buono.
E poi, è una lettura divertente.

4 commenti:

Oropallo ha detto...

Dello stesso autore lessi il buon American Born Chinese: credo che acquisterò anche questo volume, anche per la tua interessante introduzione.

Lowfi ha detto...

Progetto interessante e coraggioso per quei geni del male di multi... ma non la mia tazza di the.

Avion ha detto...

A me sembra interessante solo dalla vignetta in cui gli compaiono gli occhi a forma di pacman. Potrebbe essere la storia della mia vita, o come sarebbe potuta essere. Voglio.

Giant Baba ha detto...

Interessante.. sono anche curioso di sentire la tua sul crowdfunding fumettoso.. da quel poco che ho letto in rete sono progetti molto piu' collettivi (rispetto al crowdf di cinema per dire). Si tratta di tanti autori che si organizzano tutti assieme in un canale collettivo, giusto? Cmq direi che si tratta piu'che di un buon modo di fare soldi, di un ottimo canale per farsi conoscere (almeno per quel che riguarda il fumetto..)