
Con l’occasione di vedere un mio pezzo stampato su Animals, sono andato in edicola a cercare la rivista. E appena ho messo piede nel gabbiotto colmo di giornali, DVD, dispense e puppazzettume vario, mi sono reso conto che erano mesi che non mi capitava di farlo. “Corbellerie!” mi sono detto. Io, in edicola, ci vado sempre, sono il classico lettore forte che non può fare a meno di fermarsi per vedere cosa è uscito, e poi fermarsi ancora, e ancora, per appurarmi che non mi sia sfuggito qualcosa di fondamentale. Io, in edicola, ci ho sempre lasciato un minimo di cento euro al mese. Poi ho pensato che, in effetti, sono parecchi mesi che in saccoccia mi avanzano sempre un cento euro non previsti. E allora ho dovuto accettare la dura verità: io, in edicola, non ci compro più niente. I libri (sia quelli fatti di sole parole di quelli di parole e immagini) quando non me li regalano, li compro nelle librerie e, sempre più spesso, nella loro versione digitale. I quotidiani li ho sostituiti con le agenzie stampa online e le versione web delle varie testate giornalistiche e lo stesso vale per le riviste specializzate (le mie passioni sono il cinema, i videogiochi e la musica e la rete, in questi campi come in molti altri, arriva prima e meglio della carta stampata). L’Internazionale me lo leggo sull’iPad. I film e le serie TV li scarico. Non compro riviste di gossip e ho smesso di seguire le dispense con Basic, la mia prima enciclopedia sul mondo dei computer, nel lontano 1984. In poche parole, non ho nessuna scusa valida per dare dei soldi a quelle istituzioni da strada che, per gran parte della mia vita, sono state come delle piccole cattedrali per me. E, a giudicare dai dati ADS e Audi Press diffusi negli ultimi giorni, non sono il solo a trovarmi in questa condizione. Per citare il sapiente Egon Spengler: “La stampa è morta”. O sta morendo. E ho l’impressione che sarà un processo rapido e brutale perché il pubblico ancora fidelizzato all’edicola sembra che sia composto dalle seguenti categorie:
- over sessanta sclerotizzati nelle loro abitudini di consumo e quindi legati ai quotidiani cartacei e al settimanale di approfondimento.
- il pubblico dei settimanali di gossip, digitalmente (e non solo) analfabetizzato.
- i lettori di fumetto popolare italiano che non possono comprare il loro fumetto in nessun altro luogo diverso dall’edicola e che lo vogliono sul supporto a cui sono stati abituati da sempre e che non cambierebbero mai, anche per mere ragioni di collezionismo, la carta.
Ma se il fumetto popolare italiano basa la sua stabilità sul pubblico di appassionati, è con il lettore casuale che ha sempre trovato la sua ricchezza. E se una volta il signor Mario Rossi andava in edicola e si comprava un quotidiano o una rivista e magari, seguendo l’ispirazione del momento, si portava a casa pure un Tex, un Topolino o un Diabolik, oggi, che il Mario Rossi 2.0 non ha più l’abitudine ad andare in edicola, quelle copie dei fumetti restano invendute. E la ricchezza non si genera più. La verità è che bisogna tornare a essere casuali. Anche a costo di doversi reinventare da capo a piedi.
18 commenti:
...il motivo per cui trovo obsoleto che i fumetti escano ancora in edicola...
Tutto drasticamente vero. Io ancora compero qualche quotidiano e qualche rivista occasionalmente, ma più o meno le abitudini sono cambiate come dici tu. Il problema è l'acquisto massivo dei fumetti Bonelli. Forse tu li ha gratis per motivi professionali (e beato te) ma io per quelli spendo in edicola parecchi soldi, visto che 'sti dinosauri non distribuiscono in fumetteria e/o in libreria (anche perché sappiamo che non gli conviene...)
Bonelli su iPad NOW!
Condivisibile su molti punti, ma Tex vorrei averlo di carta. Sempre.
non l'avevi già scritto sto pezzo?
uè piano, ché non ho tempo di andare sempre in fumetteria.
No. Era un redazionale di Animals.
Forse lo ha letto la sopra.
Io che sono nerd e utilizzo la rete in ogni sua forma compro ancora i fumetti più diffusi in edicola piuttosto che in fumetteria per semplice comodità.. una dozzina di passi invece che qualche centinaio! :P
ah, ecco.. si si
l'età avanza...
e meno male che non fa caldo
devi dire a quelli che hanno postato prima di me che devono comprare animals!
ecco l'anello che mancava:
non sarà la carta in sè ad essere "cannibalizzata" dal digitale ma le edicole, cioè l'ultimo anello della catena, lo step appena precedente alla lettura; questo significa forse che il resto del canale, a patto che segua uno strada diversa verso il final user, può salvaguardare le proprie startegie ed operatività correnti!?
Ahimè ciò che dici è verissimo. Anche se non ai livelli da te descritti, ma ci si stiamo arrivando. La carta stampata sta morendo...
Io son un trentacinquenne che ama ancora comprare il giornale la mattina ogni tanto, andar in edicola a comprare john doe e dylan dog e andar in fumetteria a prender il resto. Spero che la fine della carta stampata arrivi il + tardi possibile.
saluti
andreaf
ps: volevo ringraziarti roberto per tutte le informazioni che ci dai. Ti leggo con piacere tutti i giorni e mi arricchisco moltissimo. Grazie
BASIC
l'ho fatta anch'io, purtroppo mi sa che l'ho regalata a mio cugino.
A rivederle oggi certe cose sono divertentissime. :)
I listati da copiare per poter giocare... fantastico :)
boh, io il settimanale e il quotidiano li compro ancora; sarà che il tablet ancora mi deve arrivare, ma sul cesso ad es per ora esiste solo la carta :asd:
e non cambierei il mio scaffalone di dyd (e pure giondò va :asd: ) per nessuna versione digitale.
Vero, ma non cambierei i miei fumetti con la versione digitale!
fumetti (e libri) di CARTA!
SEMPRE!
o meglio: libri (fumetti e non) di CARTA!
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