1.7.11

Maxi Dylan Dog 15: il vigilante. Contenuti Speciali.


ATTENZIONE CONTIENE SPOILER.


- Il soggetto della storia nasce da uno spunto redazionale, poi elaborato da me.

- Nello spunto si parlava di un Prekiller, un vigilante che uccide gli assassini ancora prima che questi possano compiere i loro crimini. L'omaggio evidente era a Minority Report e ai suoi Precog.
A me però, l'associazione tra la parola "Killer" e gli autori che sarebbero stati destinati a disegnare questa storia (Montanari & Grassani) ha subito fatto in venire in mente il n. 12 della serie regolare, intitolato Killer!
Un albo che avevo amato molto sia per la resa visiva di M&G, sia per il gioco a carte scoperte che Sclavi operava con quella sceneggiatura. Killer! era, infatti, tanto una rilettura citazionistica di Terminator, quanto uno smontare il film di Cameron per rivelarne la sua vera origine (che, nella lettura che gli ha dato Sclavi, affonda nel mito ebraico del Golem). Ho quindi deciso di scrivere la mia storia cercando di restare quanto più possibile vicino allo spirito di quell'albo.

- La storia è, in generale, un grosso omaggio alle sceneggiature non solo di Sclavi ma pure di Chiaverotti.

- Il tema del vigilante mi ha fatto pensare immediatamente al mio ammazzasette a fumetti preferito: il Punitore. Ho quindi deciso di modellare il Prekiller, sia nell'aspetto che nei pensieri (che ho messo in didascalia, come il war journal di Frank Castle) su di lui.

- Altri omaggi espliciti al Punisher sono la vignettona di pag 199 (ripresa da una vignetta di Punisher War Zone ad opera di Romita Jr.) e le battute finali della storia, riprese da Circolo di Sangue, una miniserie del Punitore di Steven Grant e Mike Zeck (e non, come hanno creduto alcuni, da Watchmen).

- Cercando di creare una mia personale geografia per Dylan, sono tornato ad usare un paio di luoghi già apparsi in altre storie che ho scritto: il pub The Wolrd's End e l'ospedale Royal Free Hospital. Entrambi luoghi davvero esistenti a Londra.

- Groucho abbatte la quarta parete, rivolgendosi direttamente al lettore per fare una battuta. Come capitava che facesse un tempo.

- Groucho si traveste. Come capitava che facesse un tempo.

- Groucho va in missione. Come capitava che facesse un tempo.

- Le indagini di Dylan sono prossime allo zero e incappa nella soluzione per puro caso, dopo aver preso una sonora cantonata. Come capitava che facesse un tempo.

- Il Prekiller se ne va in giro in moto (una Harley) con un fucile a pompa. L'ovvio riferimento è a LUI (che si scrive solo così, tutto maiuscolo).

- Le battutacce da film action degli anni '80 che pronuncia il Prekiller sono esattamente quello che sembrano: battutacce da film action anni '80.

- Visto che per tutta la storia mi sono mosso ampiamente nei cliché, ho deciso di dare alla storia una risoluzione diversa da quella che ci si poteva aspettare, optando per un anticlimax in cui Dylan, invece di affrontare e sconfiggere il suo avversario, si ritira (dimostrando, nel contempo, la sua fibra morale).

- La storia non ha alcuna pretesa di essere diversa da quello che è: buon intrattenimento (si spera) con tanta azione, un ritmo sostenuto, qualche colpo di scena, una certe dose di splatter (che quando a disegnarlo sono Montanari & Grassani, è concesso) e tanti rimandi all'epoca d'oro di Dylan Dog. Nulla di più. Ma neanche nulla di meno.

- In ordine di tempo, questa è l'ultima storia che ho scritto per Dylan, prima che di fermarmi per dedicarmi ai miei altri progetti per la Bonelli. Ed è anche la prima che ho scritto su un'idea redazionale. Nel cassetto restano ancora una storia di Brindisi (scritta in collaborazione con Mauro Uzzeo), una storia di Carnevale (che, al momento, è ferma) e una storia con Caluri. Non chiedetemi quando verranno pubblicate perché non lo so.