12.7.11

[RECE] Super 8


Se vi state chiedendo perché mi sono dilungato così tanto nel parlare di un certo tipo pellicole che affollava le sale negli anni '80, la spiegazione è presto detta: volevo farvi capire con quale spirito mi sono avvicinato alla visione di Super 8, questa mattina, all'anteprima stampa per il web. Ero speranzoso di ritrovare una magia della mia infanzia, andata persa con gli anni e, al tempo stesso, spaventato di trovarmi davanti a uno sterile esercizio di maniera, capace solo di scimmiottare lo spirito di un epoca, senza saperlo far rivivere e senza adeguarlo al presente.
Del resto, i due trailer di Super 8 non mi aiutavano di certo a capire cosa aspettarmi visto che il primo mi era sembrato la solita roba alla Abrams, tutta hype e misteriorissimi misteri misteriosi e il secondo, invece, mi aveva fatto quasi credere che fosse un film di Spielberg dell'epoca, andato perduto e ritrovato.

E voi adesso starete dicendo: "Vabbè, RRobè... falla breve e dicci com'è 'sto cazzo di film?"
E allora togliamoci il dente e diciamolo:

è brutto.

E la cosa peggiore è che è molto bello, prima di diventare mediocre e, infine, brutto.

Mi spiego meglio:
Tutto il primo atto è favoloso.
Abrams modella il suo stile sull'imaginario spilbergiano, riuscendo comunque a non perdere di personalità, lo script è perfetto nell'introdurre e caratterizzare i personaggi, la messa in scena ricrea ottimamente i primi anni '80 senza eccedere mai e senza scadere nella macchietta, gli interpreti sono uno più bravo dell'altro (in particolare Elle Fanning, la sorella minore della più famosa Dakota, di una bellezza e di un talento notevoli) e il ritmo è tutto in salire, fino ad arrivare alla spettacolare scena mozzafiato che chiude la prima parte del film.
Purtroppo, nella parte centrale, il film si accartoccia.
Il ritmo si sfilaccia, gli eventi perdono di senso ed incisività, i personaggi spariscono, lo scritp si fa confuso e farraginoso e ci si annoia.
E il peggio deve ancora venire.
Il terzo atto del film è narrativamente un disastro, la costruzione drammatica del tutto assente, i personaggi negativi agiscono in maniera insensata, quelli positivi sono ridotti ad automi meccanicistici, il tanto atteso elemento fantastico, quando mostrato, è privo di qualsiasi fascino o magia e il finale si rivela stucchevole e forzato.
Di colpo, anche l'amalgama tra la la magia spielbergiana e lo stile di Abrams si guasta e gli elementi, che nella prima parte della pellicola si fondevano splendidamente, nel finale si rivoltano l'uno contro l'altro.
A conclusione del film, l'unica cosa che consola sono i divertenti titoli di coda e il ricordo di quel primo atto meraviglioso.
Che ci ha illuso e traditi.

Poteva essere il film dell'anno.
Invece è una grande, grande occasione persa.





p.s.
per i fan di Abrams:
sì, ci sono le solite stronzatine e inside jokes che vi emozionano tanto.