6.7.11

[RECE] Topolino per iPad


Nella giornata di ieri, Disney Italia ha presentato il rilancio a tutto tondo di Topolino.
Trovandomi a Milano, ho fatto un salto alla conferenza stampa, mosso però (devo ammetterlo), dai peggiori presagi di sventura.
Fino a questo momento, infatti, tutte le iniziative legate al web e, in particolare, alla stampa digitale, promosse dalla sezione italiana della multinazionale del topo, si sono rivelate fallimentari sotto ogni punto di vista (nell'idea di base, nella messa in pratica, negli esiti), e così, temendo di trovarmi di nuovo davanti ai Digicomics, mi sono seduto a sentire quello che Valentina De Poli aveva da raccontare.
E dopo aver visto parecchie slide e sentito parecchi discorsi, ho deciso di disinteressarmi alle parole di un sociologo invitato per l'occasione (che, sostanzialmente, aveva il ruolo di fare folklore per la stampa generalista) e sono andato a provare direttamente il prodotto.
Ne sono rimasto abbastanza sorpreso. In positivo, stranamente.

Sostanzialmente, tutta l'operazione si basa su tre grossi blocchi: la rivista cartacea, il portale di Topolino.it, e l'edizione digitale della rivista cartacea.

Sull'edizione tradizionale su carta di Topolino non c'è tantissimo da dire.
Grafica rinnovata con abbondante utilizzo di infografiche e tanti link che rimandano al sito, che, invece, ha subito una profonda revisione, diventando una specie di portale per ragazzi con alcune sfumature social non troppo invasive ma piuttosto divertenti. Il tutto completamente in HTML 5, per essere pienamente compatibile con qualsiasi macchina e, in particolare, con l'iPad, piattaforma prescelta per il lancio del settimanale in forma digitale.

E veniamo al punto che più ci interessa della questione:
qual è l'approccio che la Disney ha scelto per il lancio del Topolino digitale?
Risposta: quello più semplice possibile.
In sostanza, si tratta di un grosso PDF arricchito da vari link ipertestuali che non fanno altro che rimandare direttamente alle pagine del portale online (pur rimanendo sempre all'interno dell'applicazione stessa, evitando quindi che il bambino, una volta uscito dalla pagine della rivista, poi usi l'iPad per andarsene in giro per la rete senza controllo).
Grossomodo è lo stesso approccio che hanno avuto quelli de l'Internazionale, al lancio della loro applicazione per iPad, solo arricchito dai vari link.
La fruizione del settimanale è basica: sfogli le pagine e, con due dita, le ingrandisci.
Niente lettura guidata in stile ComiXology, niente negozio integrato, niente elementi enchanted, niente effetti sonori, vignette animate, montaggi delle tavole o quanto altro.
E meno male, aggiungerei.
Semplicemente la rivista, così com'è in edicola, solo integrata direttamente con i contenuti del portale sul web e con alcune opzioni di condivisione (queste, sì, davvero rozze) sui vari social network.
Si potrebbe fare molto di più, sia chiaro. Ma rispetto agli ambiziosi disastri ottenuti dai Digicomics, è già molto.

Detto questo, veniamo alle criticità.
La prima, e più ovvia, è la dipendenza da un collegamento internet per fruire dei contenuti extra. Il PDF te lo scarichi nel tuo dispositivo ma i contenuti web sono e rimangono sul web. Se non sei in linea, non li vedi.

La seconda è legata al metodo di commercializzazione e, forse, è il problema più grave.
Per lanciare il suo Topolino digitale, infatti, la Disney ha deciso di affidarsi alla piattaforma Abbonamenti, sviluppata da Mondadori.
In sostanza, per leggere Topolino su iPad, bisogna fare questa procedura:

- Andare sul sito Abbonamenti.it di Mondadori.

- Sottoscrivere (alla cieca, visto che non c'è nessuna preview) un abbonamento all'edizione digitale di Topolino.

- Scaricare gratuitamente la app Abbonamenti dall' App Store.

- Inserire i dati del proprio account (ottenuti previo abbonamento e questa è la cosa peggiore di tutta la faccenda).

- Scaricare quanto ormai è vostro di diritto e, finalmente, leggervelo.

Una faccenda lunga e anacronistica, specie sulle piattaforme Apple, dove la maggior parte degli acquisti è distanza di un solo click.
Però siamo onesti: questo tipo procedura non è un problema solo di Topolino ma di tutte quelle applicazioni che si sottraggono dalla vendita diretta sull'App Store o attraverso il meccanismo dell'in-app purchase.
Kindle, per esempio, ha lo stesso problema (anche se è ottimizzata meglio e permette la visualizzazione gratuita di una preview del prodotto).
Resta da capire il perché la Disney Italia non abbia sviluppato qualcosa di più armonico con la Apple, visto che, sostanzialmente, sono parte della stessa azienda e abbia, invece, deciso di affidarsi a Mondadori, gruppo editoriale che, è noto, con la Apple vuole averci il meno a che fare possibile.

Terzo problema, l'impossibilità di comprare un solo numero di Topolino alla volta. O ti abboni o non lo leggi.

Quarto problema, la gestione dei contenuti acquistati. Che è una rogna comune a tutta l'editoria digitale. Ovverosia l'impossibilità di gestire contenuti, regolarmente pagati, liberamente. In poche parole: non c'è modo di accedere al PDF di Topolino che avere comprato, se non attraverso l'applicazione stessa. Oppure jailbrekando l'iPad.

Quinto e ultimo problema, il futuro.
Se domani la Apple dovesse cambiare la sua policy riguardo a quelle applicazioni che permettono di effettuare acquisti fuori dall'App Store (e ci sono state spesso voci a riguardo), tutto l'investimento fatto dalla Disney andrebbe perduto. E bisogna ancora vedere in cosa consisterà Newsstand, la nuova funzione, integrata nel prossimo sistema operativo Apple, dedicata espressamente alla vendita di riviste in formato digitale.

In conclusione, questo esordio digitale di Topolino da una parte convince, per l'approccio sobrio alla lettura e per la buona integrazione con il web, dall'altra parte delude sotto il punto di vista dell'infrastruttura che è debole, sotto potenziata, poco flessibile e macchinosa e che rischia di limitare seriamente la diffusione del prodotto.
Staremo a vedere.



p.s.
e se il pezzo vi piace, mettete il +1 che sto in scimmia con Google+


12 commenti:

Gennaro Costanzo ha detto...

Un paio di precisazioni:

- La preview c'è, addirittura c'è tutto il numero on-line: http://www.comicus.it/news/item/49482-il-nuovo-topolino-gratis-in-rete

- Per la questione Apple, c'è una cosa chiamata antitrus che mette i bastoni fra le ruote: http://www.repubblica.it/economia/2011/06/11/news/apple_cede_monopolio_giornali_digitali-17537653/

:)

RRobe ha detto...

Quella non è una preview dell'esperienza proposta.
Primo, non la frusci nella maniera in cui dovresti fruirla su iPad, secondo, è solo una slide del numero, senza iperlink e quanto altro, non ci sono tutte le varie funzioni e via dicendo.

Sulla questione Apple: è più spinosa di così e le ragioni sono altre.
La cosa strana è che queste ragioni, che è comprensibile indispongano editori esterni, non si capisce perché dovrebbero indisporre la Disney, che del gruppo Apple è parte integrante.

RRobe ha detto...

Che poi, l'articolo che hai linkato, è pieno di inesattezze assurde. Il monopolio non c'è mai stato.
La Apple aveva paventato di voler impedire alle applicazioni di poter fare andare l'utente "fuori" a spendere i suoi soldi, ma, in realtà, non lo ha mai fatto (tanto è vero che Kindle gira su iPad dagli albori).

RRobe ha detto...

Da quello che ho capito parlando con alcuni responsabili Disney, il problema vero sono i dati degli utenti.
Problematica che, pare, sia in via di risoluzione ma che, a oggi, è ancora un punto nodale.

Avion ha detto...

Ma... quel Pacman vestito da Topolino? :|

Gennaro Costanzo ha detto...

Per l'anteprima avevo inteso quella della rivista, per l'app sull'App Store non la vedo ancora. :/

Per l'articolo di Repubblica, ricordo di averlo letto un mesetto fa,credo che i prossimi mesi saranno fondamentali per stabilire le dinamiche con gli editori.

gongoro72 ha detto...

... e io, che ho già l'abbonamento cartaceo, posso scaricarmi qualcosa su ipad o mi attacco?

Turycell ha detto...

> La Apple aveva paventato di voler
> impedire alle applicazioni di poter
> fare andare l'utente "fuori" a spendere
> i suoi soldi, ma, in realtà, non lo ha
> mai fatto

Lo ha fatto eccome: ha rifiutato l'app per gli e-book della Sony proprio per questo motivo.
Poi ha fatto marcia indietro, modificando i termini: ora puoi vendere contenuti nel tuo negozio via web, ma non puoi mettere un link dentro l'app.

Il motivo per cui funziona così, probabilmente, è che è l'unico modo per non pagare un ricco 30% alla Apple, per tacere del fatto che si può usare la stessa infrastruttura anche in caso di futuro port ad altre piattaforme (come per Kindle, appunto).

dario dp ha detto...

messo +1

non è che hai un invito (web.dariodp@gmail.com) così mi scimmio anche io?

Viviana Boccionero ha detto...

Forse intendevi "ventilato", RRoby, non "paventato". Affermare che La Apple tema la Sua stessa volontà è... bla-blasfemo.

Non vergognarti, tutti potete sbagliare, e correggi:

La Apple aveva ventilato (l'ipotesi) di voler impedire alle applicazioni di poter fare andare l'utente avventato "fuori" a "ventilarsi". Thou shall not sball.

Gianfranco Goria ha detto...

Interessante!... Per cui oggi sei su afNews.info, oltre, eh!, al click sul mitico "nuovo" +1.

RRobe ha detto...

E' tipo un gagliardetto delle Giovani Marmotte?