24.8.11

Il pane e i denti.


Leggevo ieri di come il rilancio della Justice League, in USA, abbia portato la testata a vendere sulle 200.000 copie con il suo numero uno, sbalzando dalla vetta dell'albo più venduto dell'anno un numero di Ultimate Spiderman che si era fermato a 160.000.
Anche altri titoli del rilancio hanno avuto pre-ordini superiori alle centomila copie.
Facile immaginare l'entusiasmo in casa DC/Warner.
E non solo per il buon risultato in quanto tale, quanto per la dimostrazione dello stato di buona salute delle proprietà intellettuali in loro possesso e quindi la possibilità di sviluppare su queste film, videogiochi, cartoni animati, pupazzetti, magliette e via dicendo.
Tutto questo, un'intera industria dell'intrattenimento, basato su personaggi che, in occasioni di eventi speciali (morti, resurrezioni, matrimoni, rilanci di varia forma e natura) riescono a raggiungere, a stento, le 200.000 copie vendute.

Tex, ogni mese, sommando tutte le varie edizioni, ne vende poco meno di 400.000.
E questo da sessant'anni a questa parte.
Che cosa ha saputo generare, nel corso di tutto questo tempo, il successo del ranger?









E poco altro.
Adesso, con tutto il rispetto e l'affetto che provo per la Bonelli, la sua tradizione e il suo stile, io di questo stato di cose non riesco a capacitarmi.
E non venite a dirmi che in Italia è il massimo che possiamo fare perché, nel frattempo, Winx Club di Iginio Straffi è sbarcato in USA, distribuito da Nickelodeon, incontrando un successo senza precedenti, con tanto di pubblicità in piena Times Square.


Abbiamo un patrimonio che stiamo buttando al vento.
E non è un peccato solo per la Bonelli ma per il nostro settore in genere e, a conti fatti, per l'Italia tutta.