24.8.11

Il pane e i denti.


Leggevo ieri di come il rilancio della Justice League, in USA, abbia portato la testata a vendere sulle 200.000 copie con il suo numero uno, sbalzando dalla vetta dell'albo più venduto dell'anno un numero di Ultimate Spiderman che si era fermato a 160.000.
Anche altri titoli del rilancio hanno avuto pre-ordini superiori alle centomila copie.
Facile immaginare l'entusiasmo in casa DC/Warner.
E non solo per il buon risultato in quanto tale, quanto per la dimostrazione dello stato di buona salute delle proprietà intellettuali in loro possesso e quindi la possibilità di sviluppare su queste film, videogiochi, cartoni animati, pupazzetti, magliette e via dicendo.
Tutto questo, un'intera industria dell'intrattenimento, basato su personaggi che, in occasioni di eventi speciali (morti, resurrezioni, matrimoni, rilanci di varia forma e natura) riescono a raggiungere, a stento, le 200.000 copie vendute.

Tex, ogni mese, sommando tutte le varie edizioni, ne vende poco meno di 400.000.
E questo da sessant'anni a questa parte.
Che cosa ha saputo generare, nel corso di tutto questo tempo, il successo del ranger?









E poco altro.
Adesso, con tutto il rispetto e l'affetto che provo per la Bonelli, la sua tradizione e il suo stile, io di questo stato di cose non riesco a capacitarmi.
E non venite a dirmi che in Italia è il massimo che possiamo fare perché, nel frattempo, Winx Club di Iginio Straffi è sbarcato in USA, distribuito da Nickelodeon, incontrando un successo senza precedenti, con tanto di pubblicità in piena Times Square.


Abbiamo un patrimonio che stiamo buttando al vento.
E non è un peccato solo per la Bonelli ma per il nostro settore in genere e, a conti fatti, per l'Italia tutta.

73 commenti:

saldaPress ha detto...

Parole sante. Punto.

jenaplissken ha detto...

direi che la Bonelli non ha un gran rapporto con l'america.... basta vedere come hanno fatto finta niente sul fil di Dylan Dog.... :-)

Hellpesman ha detto...

condivido in pieno, ma spero che tutto questo cambi presto....

saldaPress ha detto...

http://iosefossigaramond.blogspot.com/2009/08/i-francesi-non-buttano-via-niente.html

(dicevo nel 2009)

jackoilrain ha detto...

Tex 400mila solo in Italia, contro 200mila della JL in tutti gli USA?
O ho capito male io, oppur emi pare che Tex sia un successone...

Planetary ha detto...

La maggior parte delle testate Bonelli vende più di quelle Marvel

Planetary ha detto...

Di solito si dice che Bonelli non ami particolarmente questo genere di marketing. Il film di Tex poi l'ha segnato negativamente. Ma è come quello che cade dalla bici e poi ha paura a risalirci.

Poi non so, robe, tu che sei più addentro magari ne conosci i particolari.

AntoBlueberry ha detto...

Sì, ma i lettori di Tex hanno tra i 35 e i 70 anni. Ce li vedi a comprare un action figure davvero sparante di kit Carson?

Davide ha detto...

stiamo lavorando ad una cosa... per voi

Matteo Casali ha detto...

Robe dice bene, ma la soluzione non credo sia l'action figure sparante (^_^ che suona fighissima, però...) di Kit Carson.
Abbiamo tutto l'eventuale/possibile indotto mediatico, in Italia, drogato e stantio. Quello che domina, e non parlo di Bonelli nello specifico, è la paura d'investire.
Perché, sai... metti che crei una (o più... il potenziale non ci manca certo) property che possa essere esportato, come le Winx, poi che fai? Te tocca de metterti a lavora' deppiù a fa' cose che non conosci.
La logica "piccola" della produzione italiana è ovunque, dai fumetti alla grande industria.
Scusate lo sproloquio, ma mi sembrava un argomento intrigante...

ICSDi ha detto...

Condivido con AntoBlueberry. Quello che dici, Roberto, è giusto, è vergognoso che in Italia certi validi fumetti non abbiano un battage promozionale che meritano, pero c'è da contare che un fumetto come Tex è un fumetto molto ma molto datato, che lo leggono gli appassionati e i fedeli (datati di eta) e che non attira più un certo pubblico nuovo. Diverso è il caso di Dylan Dog che, data l'uscita del film americano potevano fare una grande pubblicità come quella data alle Winx. Il fatto è che la Bonelli si taglia le gambe da sola per voler spingere sempre sui classici, destinati a un pubblico prettamente ristretto, dai soggetti poco freschi (tex, disegnato da ottimi fumettisti per carità, ma spara e va a cavallo con le solite trame e solito tutto da tempi immemori) senza promuovere cose nuove, o mettendo dei paletti alla creatività di certi fumettisti, rimanendo nel suo universo creatosi rimasto negli anni passati. Questo è solo un mio papere comunque, quello che dici lo condivido, ma non nel caso di Tex e dei classicI Bonelli.

Zeno ha detto...

non centra nulla ma la conclusione del post mi ha fatto venire in mente questa battuta dal terzo uomo
In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento.
In Svizzera, hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos'hanno prodotto? Gli orologi a cucù.

AntoBlueberry ha detto...

E fra parentesi, la situazione negli anni è migliorata. Dai tempi del boom di Dylan Dog qualcosa si è mosso: magliette, calendari, videogiochi e recentemente statue e accendini.
Poi l'unica vera property sviluppata di recente con appeal per i giovanissimi, il target del merchandise, sono state appunto le Winx e Straffi le ha sfrutatte e spremute per bene.
John Doe, giusto per fare un esempio, non è materiale per le masse di ragazzini, popolare. Non può essere sfruttato come le Winx. Quello che manca in Italia per esempio è un gruppo di fumettisti intelligenti e furbi che collaborino come hanno fatto i Men of Action con Ben10.

RRobe ha detto...

Sui elttori di Tex: guardate che vi sbagliate con lo stereotipo del lettore di Tex vecchio e privo di ricambio generazionale.
Sono anni che Tex non perde lettori. Dylan, invece, sì.

RRobe ha detto...

Il personaggio è immensamente popolare.
E i personaggi immensamente popolari sono oro e vanno sfruttati.

Nicola ha detto...

....il merchandise io lo impronterei su t-shirt accattivanti, non su action figure.. insomma, le winx sono bambole/fatine e hanno la strada spianata per il mercato delle bambole. Hanno spazzato via la concorrenza obsoleta come la barbie. A che età inizi a leggere o a interessarti alle tematiche di Dylan Dog? non a 6 anni sicuramente! e quando inizi a leggerlo di sicuro non giochi a bambole. Stessa cosa vale per tex.

RRobe ha detto...

Ma a parte le action figures: ma il cinema? I videogiochi?
Ma anche solo lo sfruttamento che l'Astorina fa con Diabolik, basterebbe a generare un indotto notevole.

COWABUNGA, Dude! ha detto...

Forse (probabilmente) mi sbaglio, ma credo che il film di Dylan abbia avuto un grande peso sulle future dinamiche commerciali della Bonelli e non solo. Credo che se il film fosse andato bene al botteghino e avesse rispettato anche minimamente il personaggio, alla bonelli non ci avrebbero pensato due volte a vendere i diritti per, che ne so, Tex; e sopratutto credo che i (pochi) produttori italiani, cinematografici e non, avrebbero investito di più sui prodotti nostrani, incoraggiati dalla vista dei verdoni. Ne avrebbero giovato tutti.
Invece il film è stato una cagata da ridere che ha anche guadagnato poco, e quindi si saranno detti "chi ce lo fa fare di rischiare? Già ci siamo sbilanciati con quelle statuine, mica vorremo sfruttare l'enorme potenziale che abbiamo tra le mani?" e così la faccenda è chiusa e tutti vissero tristi e scontenti.

Nicola ha detto...

Uno sparatutto western con Tex non sarebbe male. O un "broken sword" con Dylan nemmeno, anche se ormai il punta e clicca è morto come genere.

Nicola ha detto...

Dude! la questione film totalmente fuori dal personaggio è risaputa. I "mericani" si sono comprati i diritti e hanno fatto carne di porco di quel che era il plot originale.. e siccome i diritti sono loro, non si poteva far niente per tirar loro le orecchie in fase di realizzazione.

Giorgio Salati ha detto...

Sono d'accordo a livello teorico, ma non sono sicuro che le cose debbano essere proprio così... Forse Tex e i Bonelli in generale hanno questo successo PROPRIO perché non si sono sputtanati con miliardi di gadget, film, videogiochi, che avrebbero potuto inflazionare il "marchio".

Le Winx sono un prodotto creato apposta per bombardare il mercato, invece chi ama Tex lo ama proprio perché è come un buon whisky torbato: lo gusti una volta al mese col suo sapore aspro, venduto in lattina farebbe schifo.

Dopotutto non TUTTE le property di successo lo sono state perché hanno saturato il mercato. Vedi ad es. Calvin & Hobbes.

Poi per carità, sono d'accordo anch'io che quando c'è un prodotto veramente valido è anche giusto farci sopra un po' di grana (sempre meglio con un prodotto valido che con una schifezza), però non sono sicuro che il discorso sia valido per tutti i prodotti.

Magari mi sbaglio.

RRobe ha detto...

Per Cowabunga: fidati, ti sbagli. E su tutta la linea.

RRobe ha detto...

Per Giorgio: assolutamente.
Ma serve una misura sia un verso che nell'altro.

MarcoS. ha detto...

In passato la rai a provato a produrre la serie di Dylan Dog che doveva essere scritta da francesco scardamaglia (sceneggiatore di altrimenti ci arrabbiamo) poi non si è fatto nulla.
Questo per dire che il fumetto italiano, a differenza di quello giapponese e Americano, non ha altri settori così in salute da sostenerlo.

Tyler ha detto...

Credo che in Italia siano deboli le "strutture satellite".
Il panorama USA ci mostra una forte realtà imprenditoriale fumettistica, che si appoggia, di volta in volta, ad una fortissima industria del videogame, o ad una colossale industria cinematografica.
Bonelli su chi poggerebbe per VG o per i film in Italia? Su tante promessse, ma su nessun gigante.
Non voglio fare l'imprenditore col portafogli altrui, ma credo che Bonelli disponga di ottimi prodotti, proposti ad un pubblico troppo limitato numericamente.
A parte il venduto in patria, anche i sassi in Patagonia conoscono Superman ed Hulk. Da qui il vero successo del merchandise. Tex è un ottimo prodotto, ma è un pesce grosso in uno stagno piccolo.
P.s.
Io un dlc di Red Dead Redemption fatto con Tex me lo giocherei di gusto.
:)

RRobe ha detto...

Per Tyler: concordo. Ma ripeto: le Winx di Straffi, allora, come hanno fatto?

p.s.
sul DLC di Tex per Red Dead Redemption: darei il sangue per averlo.

Slum King ha detto...

Se ne riparlerà morto il vecchio

COWABUNGA, Dude! ha detto...

Come da premessa, d'altronde.
Te come la vedi invece? Perchè io credo che in italia il potenziale ci sia, manca solo la scintilla che metta in moto la macchina. E la scintilla, si sa, sono i guadagni. Basta vedere le serie italiane tipo "romanzo criminale" o "boris" che hanno avuto successo sia in termini di qualità che di incassi

Nicola ha detto...

OT dhe più OT non si può..
Avessero fatto RDR su pc avrei dato il sangue. Le console non mi piacciono, senza mouse come fai a puntare di precisione?

Tyler ha detto...

Le winx hanno puntato da subito a vendere il merchandise.
Prezzi bassi per il prodotto pilota (cartone) per poter vendere il merchandise (dove fanno il guadagno vero). Le Winx non hanno storia, quindi non soffrono di problemi di adattemento al mercato attuale. Sono nate per questo mercato.
Tex è nato per un'altra epoca, ma nel tempo ha raggiunto un livello qualitativo tale da farlo sopravvivere alle maree della moda e del costume.
E il punto - per me - è questo: qualità.
Hai un prodotto di qualità, non snaturarlo per cercare di renderlo appetibile ai più. (Sì, sto parlando di Dylan Dog The Movie...)
Piuttosto cerca di individuare i giusti canali di marketing per piazzare il tuo prodotto. Non credo che negli USA non ci siano appassionati di Western, nè che i loro gusti siano differenti dai nostri. Cosa vogliono? Colori? Una gabbia diversa? Sono questioni tecniche, che intaccano marginalmente la struttura narrativa e per nulla lo stile del personaggio. Dagliele.
Poi vendigli pure il paraspifferi di Tex.
:P

Djo! ha detto...

perchè, Tex che promuove concerti e feste della birra ? o rallies e competizioni di sport estremi ? Festival di cortometraggi in tema ? Parchi giochi ? Roba tipo Overland ? Che sconfina nelle rubriche online e nei magazine da Rolling Stones all'Internazionale ?

Djo! ha detto...

I clown in costume possono vendere tazze da capuccino e costumi da carnevale, action figures sullo stile del disegnatore di turno e blockbuster estivi, ma se sei Tex, o Corto Maltese, servi un'ideale più alto, vendi libertà, cultura, sfida e tutte quelle cose che un superuomo di krypton mandato contro una rapina in banca non potrà mai giustificare.

Tyler ha detto...

:)
Non credo che la bonelli ne sarebbe scontenta.
Intanto il parco giochi delle Winx, già c'è, di Dylan Dog ho trovato solo un paio di pantofole al supermercato e qualche rimasuglio di cancellleria. Tex non pervenuto. Nathan assente ingiustificato.

Marco E. G. Maltese ha detto...

Lungi dal volerne sapere più di te Robbe, ma l'utenza media di Tex che età ha?
Certo rielaborarne un po' la figura per farne un film e un videogioco (potrebbe sfondare specialmente ora, grazie ad un altro paio di titoli che hanno avuto un discreto successo tipo Lead or Gold e l'altro di cui non mi viene il nome, giunto ormai al terzo capitolo) potrebbe portare a un paio di filoni d'oro ma onestamente così come è, IO e sottolineo IO, l'ho sempre trovato pacchiano e banale.

Djo! ha detto...

Tu non te la faresti una bistecca alla sagra della Ciccia Mugghiante™ di Grosseto servita da un cosplayer vestito da Kit Carson ? Magari il catering è per mano di qualche discendete di vero Carbonaio o Buttero, sai che storie.

daniele barbiero ha detto...

Stando a questa intervista (Mauro Uzzeo, fonte affidabile, direi), Straffi avrebbe chiesto a Bonelli di poter fare i cartoni animati di Dylan Dog, ma, per il momento, ciccia.

Okay, è Dylan e non Tex, ma il punto è:

Straffi stesso (le Winx, milioni, USA, eccetera) te lo chiede (senza che sia tu ad andarlo chiedere a lui) e tu niente.

Non gli interessa. A Bonelli non interessa fare più soldi di quelli che già fa.

Oppure boh. Uno sceneggiatore che lavori per Bonelli (un nome a caso, Recchioni) è nella posizione di chiedere a lui direttamente in proposito?

Tyler ha detto...

@Marco.
Lo pensavo anche io. Poi l'ho letto.
Credo la colpa sia di un certo tipo di storie di qualche anno fa.
Ed anche per la mancanza di punti di svolta conclamati.
Batman, in origine, era tutto "SOK! THUD!". Poi è arrivato Miller con Dark Knight Returns, tutti hanno gridato al miracolo, e batman è diventato il Cavaliere Oscuro.
Per Tex questo non è successo. Si è adattato in maniera più lenta, lavorando più sulle storie che sul personaggio (che è il solito granitico Tex di sempre).
Quel che ne risulta è un prodotto di genere western assolutamente solido e con scarse pecche di gusto retrò.

ICSDi ha detto...

c'è anche da dire che Tex, nonostante abbia un cambio generazionale, che io non vedo, è vittima dell'involucro "vecchio/dei tempi passati" che la Bonelli impone. Non è tanto la questione "i giovani non leggono tex ma lo fanno solo i vecchi", piuttosto " i possibili investitori vedono Tex come un prodotto vecchio e a priori non vendibile" Le Winx che sono? Delle fatine senza una storia, ma confezionate in un bell'involucro che ci sta bene sopra il comodino (action figures) tra i film della disney (dvd) e altro. Tex no, è vecchio come involucro, non vendibile al di la del fumetto.

RRobe ha detto...

Per Cowabunga: è per questo chr ti dico che ti sbagli.
Tu vedi le cose sotto una logica normale: ci sono i guadagni, quindi la gente cercherà di farci qualcosa.
Invece, in Italia e per la Bonelli in partciolare, le cose non stanno così.
Ci sono i guadagni? Sì. Bene. A noi ci bastano.

RRobe ha detto...

Io impazzirei anche solo per un Bonelli Cafè: con il ristorante Tex Mex fatto come uno scenario di Tex, il pub inglese alla Dylan e il salotto lounge con le forme della foresta di Darwood.

Ma pensa che parco a tema, altrimenti, che ne potrebbe uscire.

Djo! ha detto...

è che cercando di pensare fuori dalla scatola uno si accorge che Le action figures hanno provato a farle (brutte) e i film anche (lasciamo perdere), e credo che se la bonelli non ha sfruttato il merchandising nei sessanta abbinando i due pards a una moka bialetti o al carosello non ci ripenserà di certo adesso.
Cosa c'è invece di più italiano e attuale della gastronomia, i festival, i viaggi e la competizione sportiva ? io ce lo vedo troppo il ranger Willer a promuovere una mille miglia di veicoli storici fuoristrada che percorrono le strade fatte dai pastori nomadi prima dell'unità di Italia, o un festival di spaghetti western o che cavolo ne so io.

Carlo ha detto...

Io non capisco perché bisognerebbe fissarsi su una produzione italiana di prodotti satellite: la serie animata di Diabolik se non erro è francese e seppur non rispetti appieno il personaggio è una buona serie. E nel campo dei videogiochi mi avete citato RDR. Bé, il game designer di RDR è tale Christian Cantamessa, italianissimo, che Tex se lo è letto eccome.

COWABUNGA, Dude! ha detto...

Ma infatti l'ipotesi mia (più che altro una speranza) era proprio che il film smuovesse un poco le acque nel merchandising del settore. Una roba del tipo che il grande capo della baracca lo vede, gli piace parecchio, capisce che dopotutto potrebbe realizzare qualcosa del genere anche con altri personaggi e decide di dare il via libera. Qualche produttore volenteroso, giovine e sveglio (Sky, Fox Italia, ecc..) coglie la palla al balzo e ne viene fuori una serie tv, un film, un videogioco, un cartone, un detersivo... Mi pareva una cosa se non realistica, per lo meno fattibile.
MA, tu frequenti il settore più di me e sicuramente conosci il Sergione più di quanto lo conosca io, che ragiono solamente in base a ciò che mi dicono i fatti( dopotutto un film l'hanno fatto sia di Dyd che di tex, e se non sbaglio c'era anche una serie animata su MM), quindi mi fiderò della tua opinione.

daniele marotta ha detto...

secondo me il problema è che le winx sono un 'prodotto' perfetto per il merchandise, sia perché non si capisce se il derivato sono i prodotti o le storie, sia perché sono per un pubblico vorace e subito iper-dipendente ovvero le ragazzine dagli otto ai quindici anni.

La bonelli per fare merchandise e prodotti derivati dovrebbe "liberare" i personaggi e fare si che terzi li riadattino per cartoni, serie, giocattoli o ristoranti. Ovvero da fumetti di successo, i personaggi bonelli dovrebbero divenatare Brands, come xmen, spiderman, Disney ecc.
A me piacerebbe intendiamoci, non porterebbe che aria fresca e nuove idee senza intaccare i fumetti, ma vista la rigidità di Bonelli mi sembra un sogno irrealizzabile. Loro non cederanno mai e poi mai il controllo sui personaggi, in nessuna forma.
Io non sono nessuno ma avrei investito da mo' un po' di soldi seri per fare fumetti adatti a giovanissimi sia con i personaggi riadattati che con personaggi nuovi.
E' anche vero che politica che vince non si cambia e tant'è.
Io di Bonelli cafè ne metterei uno in ogni coop e in ogni multisala e alè.
D.

Giuseppe Di Bernardo ha detto...

Quoto tutto, tutto, tutto, tutto.

E aggiungo che il mondo dei comics riflette il paese. Qui non valorizziamo un fico secco di quello che abbiamo. Né arte, né ambiente, né cervelli.

Francesco "Pindaro" Diana ha detto...

beh... Roberto parla da fan e anch'io come fan vorrei vedere un derivato, un sano derivato, di un prodotto bonelli. non dico nemmeno di toccare Dylan o Tex, perché hanno una storia importante e stanno lì, come il cavallo della RAI, a raccontare la storia di una famiglia che ha fatto sacrifici per spianarsi una strada. ho letto che la serie di diabolik è prodotta in francia, anche don camillo e peppone lo era, perché noi il meglio lo facciamo fare agli altri e a volte lo facciamo fare anche male. un telefilm horror girato su dampyr, per dire un neo arrivato in famiglia che si presenta più che bene, non sarebbe male, ma se non s'è pensato è perché questa cosa ha bisogno degli uomini giusti al momento giusto. non può arrivare un produttore qualunque a presentare questa idea. vedete la serie a colori che roberto sta scrivendo, se andava un altro autore non sarebbe stata presa in considerazione la cosa. quindi capisco papà bonelli, e aspetto. per chi dice poi che se il film di Dylan fosse andato bene le cose sarebbero state diverse, beh, pensate che la disney per comprare la marvel ha aspettato tre x man, tre spiderman due hulk, due ironman, un gosth rider e sicuramente dimentico qualcosa. sul rigore di alcune linee di personalità dei personaggi bonelli, nemmeno sono d'accordo: ero un ragazzino con un braccio rotto a san giovanni rotondo che un ragazzetto di poco più grande di me sognava di avere il numero uno di tex, io a quei tempi leggevo PK. poi sui derivati in generale... beh... sogno anch'io qualcosa di interessante, ma immagino quant'è difficile a farsi. anche di JD ora come ora non c'è tanto da trovare in giro. immagino che ci sono mille cose dietro che non sappiamo, e che roberto può immaginare, e suppongo anche che ci sia il desiderio di privare... ma, winx a parte, il buon esito è difficile. ancora oggi credo che se non ci fossero stati i dossier per John, magari John non sarebbe arrivato a 100 albi di vita; quale sarebbe quindi il carburatore per entrare nel mondo dei derivati? quale quel prodotto di largo consumo che potrebbe innescare quel grande fenomeno registrato, ad esempio, in guerre stellari? (solo nel 2011 è nata un'attrazione di questa grande pellicola in un parco a tema Disney o mi sbaglio?)

Shishitsu Nari ha detto...

A MIO PARERE, semplicemente i fumetti prima o poi vanno aggiornati.
Il mercato va rinfrescato, prima o poi, o si spegne, semplicemente.
Il mercato dei supereroi americano tratterà sempre gli stessi argomenti, ma ogni volta cerca di farlo con modi diversi, con personaggi diversi. Punta ad aspetti sempre diversi del concetto del "supereroe". Si rinnova, insomma, pur rimanendo fermo nel tema. La Bonelli che fa? Le ristampe.

INOLTRE, in Italia manca una cosa: il target.
Non dico che dobbiamo diventare maniacalmente settoriali come i giapponesi, quello è esagerato. Solo, non so, cristo, produrre qualcosa di nuovo, adatto ad altre fasce.
Cioè, io vorrei farvi notare che per esempio la maggiorparte delle donne e delle ragazze è diventata un'appassionata di fumetti perché è stata attirata dai manga.
In Italia quando mai abbiamo prodotto qualcosa che possa essere accessibile ad un pubblico femminile?
Magari mi sbaglio. Aiutatemi a capire.

Axl84 ha detto...

scusatemi ma una miniserie di 10 episodi prodotta da sky su dylan dog no?

se fatta bene la rivendi in giro per il mondo e puoi anche tirarci il film dopo...

tex e dylan dog se sfruttati a dovere e razionalmente potrebbero portare carrettate di soldi.

sono d'accordo con rrobe...

Veru ha detto...

Quoto tutto il post di RRobe e ricordo che non occorre snaturare un personaggio o ricorrere necessariamente agli action figures (visti i risultati di un prodotto attualmente in edicola), nè pensare esclusivamente ai lettori di una testata come possibili fruitori di gadget legati ai personaggi. Un esempio che RRobe ha citato: Diabolik. Fumetto che non leggo ma di D. possiedo un portacellulare, una t-shirt (linea ufficiale disponibile in un notissimo monomarca nazionale, quindi con una produzione di larga scala) e c'è mancato tanto così che comprassi uno di questi www.mycrom.it/ita/diabolik a Torino. Astorina ha saputo sfruttare i personaggi ma in modo elegante, evidentemente Bonelli - passato il boom DD anni '90 - ha deciso che non ne valeva più la pena. Ma le opportunità ci sarebbero, eccome (anche per personaggi minori come Julia).

@Shishitsu: io sono una ragazza e da un ventennio leggo/compro solo bonellidi (attualmente un po' più di una decina) :-) A naso il pubblico di Tex sarà composto principalmente da uomini, ma credo che molte serie più "recenti" (anche relativamente) siano assolutamente pensate per coinvolgere anche (non solo) un pubblico femminile (Dylan Dog se vogliamo qualcuno di arcinoto, ma anche Brendon, Julia, Gea... e sicuramente anche il buon John Doe). Poi mai precludersi niente! :-)

Viviana Boccionero ha detto...

Io in un Bonelli Café non ci entrerei neppure per pisciare. Piuttosto, nelle mutande. À la Valentina Bataille.

Crepax, RRoby!!!

Franz Meo ha detto...

con il bene che ti voglio e la stima che meriti... queste sono cagate. dite cazzate e chi ti segue parla semplicemente a vanvera. tutti a scuola.
Franz

RRobe ha detto...

Argomenta.
Altrimenti è inutile, Franz.

Franz Meo ha detto...

Eh, colpa mia, hai ragione. non sono capace cosi'. Ma ci provo brevemente. Mai nella mia vita professionale ho assistito a una cosi' attenta difesa dell'integrita' di un personaggio e della sua awareness da parte del proprietario a parte Marvel nel core con Panini. Sergio e' il piu' consapevole del mazzo. Lucidissimo, lui e Mauro e sospetto Canzio prima di Mauro. Non e' una scelta di retroguardia, ma consapevolezza di cosa si puo' e si deve fare realmente con quello che si ha.
Tex, parliamoci chiaro, non ha nessuna rilevanza tolto dal suo corretto contesto. Questo contesto e' narrativo, grafico, di packaging e di posizionamento in edicola.
Ogni giorno io mi genufletto (e Press-di con me) davanti alla consapevolezza dell'edicola di questi signori.
Il resto, fidati di me, sono cose di nicchia. qua spacciamo per mainstream una roba di nicchia. Il mainstream e' altro credo. Sergio lo sa meglio di noi e infatti... vince ogni santo giorno.
F

Giuseppe Di Bernardo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Giuseppe Di Bernardo ha detto...

Pur genoflesso di fronte alla consapevolezza data dall'esperienza pluridecennale, mi chiedo se, pur non toccando Tex, non si potesse far qualcosa con gli altri personaggi.
Tipo provare a coltivarsi nuovi lettori con testate adatte. Cosa che non mi pare sia successa.

Djo! ha detto...

non saprei decidere dell'etica di queste operazioni, ma credo che una realtà possa anche crescere attraverso interventi del genere, cross-publishing e contaminazioni potrebbero estendere il Bonelliverso in tutte quelle dimensioni che l'edicola di per se non contempla ne supporta. Tenere una proprietà del genere sotto il materasso è un peccato, se non per gli utili allora per un senso dell'imprenditoria che, forse è vero, purtroppo manca.

Franz Meo ha detto...

Giuseppe, evidentemente no. Lasciando stare i personaggi e le storie altrui su cui non mi permetterei mai di fare analisi (e ci mancherebbe), mi viene solo da dire una cosa... l'edicola di un anno fa, l'edicola di 2 anni fa e l'edicola di 10 anni fa... sono non lontani parenti, ma alieni di marte, plutone e aldebaran.
l'edicola di oggi e' un metro gia' piu' interessante. anzi, vuoi sapere come e' variato il business edicola Bonelli fra il 2009 e il 2010 rispetto ad altre case editrici? poi quando avete aperto il tex mex su Tex mi fate anche sapere quanti punti vendita ci sono e con quali condizioni commerciali? ah, quando fate il licensing out di Tex (o altri personaggi) mi fate sapere come e' andata fuori dai fumetti? che se fate 1 milione e' tanto... ovvero e' niente.
vabbe' io mi fermo qua :-)

Giuseppe Di Bernardo ha detto...

@ Franz
Parlo da uomo della strada. La mia carriera di pubblicitario era confinata al lavoro di agenzia, quindi non so praticamente nulla di "licensing" etc. Mi fido degli esperti, ma la perplessità rimane. Se non si è sfondato con i numeri della casa editrice di via Buonarroti, allora è meglio lasciar perdere?

(ps. felice di ritrovarti anche qui. Oggi ci sentiamo spesso ;))

daniele marotta ha detto...

Ma non è semplicemente una questione di fatturato ma di marketing.
Io non sono dentro a licensing e pubblicità...
Ma se la bonelli lasciasse via per un tot di soldi una licenza di tex per l'editoria scolastica, una per i giocattoli, una per i generi alimentari, una per i videogiochi e coproducesse una miniserie o un film come romanzo criminale o come il film su blueberry fatto in francia con vincent cassel creerebbe, guadagnandoci, un'onda mediatica che certamente porterebbe il personaggio ancora più alla luce e ancora più in fasce di pubblico che adesso non sono toccate dai personaggi bonelli. Alla serie base si potrebbero affiancare pubblicazioni mirate ad un poubblico più giovane.
Perché i ragazzini italiani hanno lo zaino Dragonball o Ben 10 e non tex o nathan never?
Di diabolik c'è qualcosa ma non basta fare il gadget devi concertare una serie di prodotti pilotati dalla tv perché il personaggio diventi di successo tra i ragazzini o altro.
Da Star Wars in poi il personaggio percepito dal pubblico non è solo quello narrativo ma è la sintesi di tutti i media da cui quel personaggio arriva al pubblico. E in tutto questo l'integrità del fumetto rimarrebbe intoccata.
d.

AntoBlueberry ha detto...

Non hanno gli zainetti di Tex e Nathan Never perché banalmente quelli non sono personaggi per ragazzini. E se anche ci fosse la serie TV di Tex (perché non Zagor che si potrebbe fare con due lire in Abruzzo?), i ragazzi comprato un numero della serie al 90% si annoierebbero e non ne comprerebbero altri. Di Tex si potrebbero fare gli accendini, come per Dylan.
Per chiudere per Nathan, Legs e Dylan, tutti i diritti extra fumettistici dovrebbero essere in mano alla Platinum che ha prodotto il film di DYD. Loro non hanno quelli di Martin Mystère, ricordiamolo già protagonista di una serie animata e che potrebbe diventare con facilità una serie live-action. Per Julia ci sono trattative per una serie TV di ambientazione europea.

SimoBazza ha detto...

Io, nel mio, ho tentato in tutti i modi di organizzare nel parco divertimenti in cui lavoro un evento in collaborazione con la Bonelli e più di preciso legato a Dylan, ossia una Horror House in parte ritematizzata con i personaggi e le location (oltre ovviamente alla storia del percorso) con il mondo dell'Old Boy, ma purtroppo, non c'è stato alcun riscontro positivo... peccato! E con ciò vorrei anche dire che se qualcuno iniziasse a produrre lenzuola, copripiumini, ecc... in formato matrimoniale con i temi di quelli per bambini (Star Wars, Superman, Spongebob, ecc) sarebbero un successo assicurato! ...con Diabolik l'hanno fatto e se non sbaglio non stanno andando male...

Roberto D'Andrea ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Fabio D'Auria ha detto...

La Bonelli c'ha provato a dare in concessione i suoi personaggi, più di una VOLTA ma non gli è andata granchè BENE
(i due film li avete già citati)

harrydice... ha detto...

a parte il possibile sfruttamento commerciale (e quanto dice meo è interessantissimo), mi spiegate come coprire l'italia di merchandising (tex mex compreso) sarebbe una valorizzazione del patrimonio culturale di tex?! questa proprio non la capisco.
a meno che per valorizzazione, non intendiamo monetizzazione. ma sono cose molto diverse.
bonelli fa una scelta chiara. e mantiene forte il suo prodotto dove è giusto che sia forte. dove da sempre ha avuto forza e ragione d'essere.

forse watterson non è solo:
http://harrydice.blogspot.com/2011/08/merchandising-e-la-posizione-di-bill.html

Massimo Giacon ha detto...

un problema che non è stato toccato è il controllo qualità del prodotto, ovvero che bisognerebbe , per ogni tipo di prodotto extra fumetto Bonelli, istituire un ufficio Controllo Qualità.I prodotti di merchandising della Astorina sono esteticamente orrendi. Il merchandising americano invece (anche quello più kitsch), è ammantato di un'aura pop che lo rende comunque fico. Noi siamo in grado di fare operazioni del genere con i personaggi Bonelli? Bisognerebbe mettere insieme marketing e creativi che il merchandising lo sanno fare veramente, e magari un paio di designers veri (gente che non viene dal mondo del giocattolo) in grado di costruire una linea estetica riconoscibile . Questo Bonelli è in grado di farlo? A mio avviso no, perchè vuol dire mettere in piedi una struttura che ha un investimento di partenza consistente, a prescindere del fatto che altre aziende si prendano il licensing. Prima di dire cosa dovrebbe fare Bonelli, io penserei al come, e farei un piano di costi e fattibilità, altrimenti sono ipotesi al vento.

Luna ha detto...

la bonelli dovrebbe investire su un organico interno di persone che si occupano SOLO della parte licensing, un po come la TLM per la panini. E magari acquisire anche brand esterni alla Bonelli stessa per ammortizzare i costi.

harrydice... ha detto...

oppure potrebbe occuparsi solo di fumetti, e investire una parte dei suoi enormi introiti con tex per progetti nuovi e creativi, per un pubblico nuovo e aperto, e...

h.

Giuseppe Di Bernardo ha detto...

X Massimo Giacon

"I prodotti di merchandising della Astorina sono esteticamente orrendi."

De gustibus... ma mi permetto di dissentire e fare pure difesa d'ufficio.

I prodotti della "Sorprese e dintorni" sono molto studiati e curati.
Oltretutto il marchio del Re del terrore si è legato a Iceberg, Dolce e Gabbana e Sisley. E vogliamo parlare della Clio e della 500 diabolike?

Franz Meo ha detto...

Ma perdonatemi, vorrei fare io una domanda a voi. A parte che Bonelli un'agenzia di Licensing Publishing gia' ce l'ha (e' Panini). A parte che TLM e' una delle tante agenzie di Licensing italiane (ed e' una delle piu' piccole)... da quant'e' che non entrate in una Giocheria o in un Toy Center (o in un Toys 'r us)? fatelo - e comprate cosi' l'azienda per cui lavoro e' contenta - ma soprattutto capirete che il target e' totalmente diverso. I fumetti Bonelli sono concepiti per essere per tutti ma sono inesorabilmente rivolti agli adulti. a una nicchia di adulti. sono fumetti d'avventura per ragazzi, non per bambini e neppure per ragazzini. perche' le aziende che si occupano di merchandising mass dovrebbero investire su dei lettori adulti maschi che vivono gia' pienamente il loro rapporto con il prodotto, l'editore e l'immaginario che li rappresenta, li soddisfa e li rassicura?
ma per tornare ai nostri lidi: in fumetteria si vendono piu' copie di Naruto o di Tex? anzi, in fumetteria si vende il merchandising? anzi, dove si vende il merchandising che alcuni di voi vagheggiano? io che lavoro in un'azienda che di bustine di Gormiti ed Hello Kitty ne ha vendute parecchie posso dirvi che non esiste alcun interesse per i prodotti Bonelli o similari.

Chris ha detto...

parole, parole parole....ma qualcuno della Bonelli, che seriamente prova a rispondere qui, dato che in primis Rrobe lavora per loro e che almeno ci prova a dare qualche scossone?
Massimo, sono d'accordo con te!

Marco ha detto...

Faccio una domanda banale, da "uomo della strada" anch'io.
Ma se provassimo a difersificare l'offerta-Tex... se dovessimo creare, chessò, un videogioco o un cartone animato cool, oppure produrne versioni "ultimate" o addirittura per il pubblico infantile... non si rischierebbe di intaccare la base solida del personaggio? Il segreto del successo di Tex non starà anche e soprattutto nella sua riconoscibilità, come l'espresso che prendi al bar e sai fin dal primo mattino, ogni giorno, che gusto ha e quanto costa? L'espresso non è necessariamente rivolto anche agli studenti delle elementari, ma il barista sa che ogni mattina i clienti fissi, siano essi adulti o studenti, andranno lo stesso a berselo.
Molto più difficile è creare diramazioni commerciali da questa cosa.
Mentre se creiamo differenti versioni e strategie commerciali, perdiamo di vista il gusto della proposta di base, che in definitiva è l'unica cosa che ne determina il successo.

Massimo Giacon ha detto...

Il mio giudizio sul merchandising Astorina è una questione di gusto, e prescinde dal fattore qualità. Ma diciamo che l'idea in generale di un merchandising legato ai personaggi del fumetto popolare italiano mi fa venire in mente immagini molto poco appaganti dal punto di vista moda. Pensiamo a fenomeni come Paul Frank o Hello Kitty, due brand molto diverse ma di successo. La prima domanda da porsi è effettivamente a chi si rivolgerebbe il prodotto in questione. Secondo me il merchandisin funziona quando si hanno simboli, marchi , personaggi semplici e che possono essere fortemente stilizzati oppure che hanno una forte carica di stile "evergreen" (tutti i disegni di Kirby, per esempio). Non mi pare che lo stile Bonelli si possa prestare a un'operazione di merchandising moderno, bisognerebbe ri-disegnare e ripensare al tutto con molto coraggio e voglia di rimettersi in discussione, ma non credo proprio che sia nelle corde di Sergio Bonelli, e molto probabilmente ha pure ragione lui.

Enrico ha detto...

Rrobe, giusto perche` siamo in tema, vorrei farti notare questo:

http://www.comicsblog.it/post/11609/dylan-dog-un-film-falso-ma-piu-vero-del-film-vero

Il progetto e` palesemente amatoriale, ma direi che merita un'occhiata

Enrico