28.8.11

Lettera di Niccolò Storai

Dopo la lunga (e abbastanza inutile, visto gli sviluppi) polemica sul finto libro della Becco Giallo (trovate qualcosa QUI e QUI), Niccolò Storai mi ha chiesto di postare qui un suo intervento conclusivo sulla faccenda.
Lo faccio volentieri visto che Niccolò è quello stato tirato in ballo.


Via il Veleno dagli occhi

Ci ho pensato moltissimo prima di scrivere queste righe; è giusto farlo?, non è un po' come buttare benzina su un fuoco assopito?

Non è niente di tutto questo, è un modo per denunciare un malcostume malato che ha colpito e colpisce non solo me ma tutta la nostra categoria.

Roberto mi ha dato la possibilità di pubblicare questa lettera sul suo blog ed io ho accettato perchè mi sembra il luogo più adatto, non ricordo di aver mai letto, annualmente così tanti commenti livorosi come quelli dedicati al Rrobe nazionale, ed è questo che restituisce appieno la mia scelta di accettare l' ospitalità.

Nelle settimane passate io, Andrea Laprovitera siamo stati oggetti di un Fake, un falso dedicato ad un libro che non esiste e che io MAI farò, il libro in questione era dedicato ad Amy Winehouse, un opera di sciacallaggio, un peccato di cui per fortuna non mi sono macchiato.

Le persone che hanno ordito sta puttanata evidentemente non avevano niente di meglio da fare in agosto che dedicarsi ai falsi per poi pubblicizzare una loro piccola rivista on line.....che tristezza.

Se a me non piacciono le cose di qualcun altro, non vado certo a scriverne su blog e forum ma ne parlo, se è il caso, con il diretto interessato ed a parti inverse apprezzo molto quando una persona mi critica a viso aperto.

Perché nascondersi dietro a degli avatar ed a dei nomi finti? Sta cosa è una bruttura della nostra società, un campanello d' allarme che denuncia un malessere infimo e serpeggiante di persone infette che trovano cure alle loro ferite nascondendosi dietro ad un computer.

Ad onor del vero, l' episodio che ha visto me e LaProvitera coinvolti conosce i suoi attori e sono Paolo Interdonato e Roberto LaForgia che si sono divertiti a fare quello che hanno poi indicato come satira.

La satira è una gran cosa ma qui si parla di perculata dal momento che la Satira con la “S” maiuscola si fa nei confronti dei potenti e non tra colleghi, in tal caso è un attacco mirato ad esprimere un livore fastidioso.

Paolo Interdonato e Roberto LaForgia collaborano entrambi con Rizzoli Lizard, una casa editrice che mi ha dato tanto e con la quale mi sono sempre trovato bene; è strano che colpiscano autori scelti dalla suddetta casa editrice, mi sembra un controsenso una sorta di autogol che fa morire la loro credibilità come persone e come operatori del settore.

Bisogna scegliere con molta accuratezza i propri collaboratori e riprenderli se fanno qualche boiata, tutti commettiamo degli errori ed è così che preferisco pensare, ad un errore fatto dalle persone sopracitate.

Oltre agli autori si faceva il nome di BeccoGiallo, una realtà editoriale che esiste già da diverso tempo, gli attacchi alla loro linea editoriale potrebbero essere anche leciti ma, cristo santo, c' è modo e modo di esprimersi, mi spiace essere ripetitivo ma quando vedo tra le righe odio e livore credo sempre che ci sia qualcosa di ben più malato dietro.

Io accetto tranquillamente le critiche, non mi spaventano ma le sparate velenose no, ecco, quelle sono solo pratiche di chi non ha il coraggio di parlarti tranquillamente di persona.

Per favore, smettiamola con tutto questo, torniamo a parlare serenamente, ad essere complici invece che detrattori, basta con i gruppetti stile scuola media, basta con le fazioni, con il fango buttato di qua e di la, non fa bene ne a noi ne al fumetto che tanto diciamo di amare.

Da sempre sento parlare di crisi del fumetto, ecco, secondo me la crisi più grande è a livello umano, una crisi che poi deturpa tutto il resto.

Per favore, dimostriamo di essere persone migliori, basta usare forum per spararsi a vicenda, basta veleno, basta vivere on line, per toglierci i sassolini dalle scarpe vediamoci in un pub e beviamoci dei galloni di birra gelata, ritorniamo ad essere persone e non pulsioni elettroniche malate.

Parliamo dei nostri lavori, di disegno, di tecniche, di suggerimenti tra buoni vicini e piantiamola di usare internet come un arma, ha veramente Rotto il cazzo sta cosa, e che siamo?

Personalmente non risponderò più a critiche di anonimi o a veleni sui forum e sui blog, se qualcuno ha qualcosa da dirmi e ne ha il coraggio può farlo alle fiere oppure telefonandomi, il mio numero si trova sia sul mio Fb che sul sito.

Sono sempre disponibile al confronto ma pretendo che questo sia fatto con educazione e con serenità, altrimenti è uno scornamento che non mi interessa anche perchè non sono corna munito ;-)

Riappropiamoci della vita reale ed usiamo internet per il bene, il male lasciamolo fare, staremo tutti Meglio!

Niccolò Storai


Personalmente non concordo con la posizione di Niccolò, sia sul discorso inerente all'operazione stessa, sia sul "non spararsi a vicenda" (che per me è giusto e normale in un ambiente culturale sano e vivo) sia nell'invito tra le righe a farsi una vita (i get a life su Internet non li ho mai capiti), ma mi sembrava giusto dare visibilità alla sua opinione, alla stessa maniera in cui l'hanno avuta gli altri.