31.8.11

Tanti anni e tanti chilometri di distanza...

E alla, fine, quando si tratta di spiegare perché i propri fumetti vendono ogni anno di meno, Dan Di Dio, il capoccia della DC Comics, non trova altra spiegazione che prendersela con i videogiochi e i social network.
Praticamente le stesse cose con cui se la prende Sergio Bonelli da decenni, e suo padre prima di lui (e con loro, qualsiasi altro editore italiano).

QUI trovate tutto.

Ma pensare che, forse, si fanno fumetti che hanno perso la capacità di trovare nuovi lettori (e tenerseli), pare brutto?

Come direbbe Moretti: "...quelle spallucce vittimiste dei tennisti italiani, che perdono sempre per colpa dell'arbitro, del vento, della sfortuna, del net... sempre per colpa di qualcuno, mai per colpa loro".

Che poi, quando un fumetto è fatto bene, non perde lettori.
E ci sono ottimi esempi in questo senso anche nei fumetti italiani popolari, basti pensare proprio al Tex della Bonelli, al Diabolik dell'Astorina o al Dago dell'Aurea.


p.s.
aggiungo una cosetta: sentire Di Dio che parla di aumento dei prezzi mi fa davvero ridere. Vendono 20 pagine di fumetto a 3 dollari e si lamentano.