23.9.11

Avete sbagliato sala.

Ieri parlavo con un mio amico delle reazioni del mondo del fumetto all'arrivo (e al successivo successo) del film di Gianni Pacinotti (in arte Gipi ma, come vedrete, d'ora in poi è meglio chiamarlo con il suo nome e cognome) a Venezia.
In particolare, discutevamo di come entrambi avessimo avuto l'impressione che tutti quei complimenti, tutti quegli auguri, tutto quell'entusiasmo e quei "Forza Gipi" che si leggevano su Facebook, sui siti specializzati e nella blogosfera, somigliassero a quel tipo di entusiasmo che la povera gente riserva per quelli che, partendo dalla loro stessa condizione sociale, in qualche maniera, ce l'hanno fatta.
Sembrava, insomma, che il successo di Gianni fosse avvertito come un successo di tutti.
Un successo dei fumettisti. E del fumetto.

Avete presente quando la gente di Philadelphia fa il tifo per Rocky Balboa contro Apollo Creed?
Ecco, la stessa cosa.
Un eroe del basso proletariato, sostenuto da un popolo che vede nel riscatto del suo beniamino, un riscatto collettivo.
E, magari, anche una speranza per il proprio futuro.

In sostanza, ci sembrava (a me e al mio amico) che la maggior parte della gente non tifasse per Gianni in quanto tale, ma che facesse il tifo per lui in quanto simbolo.
Peccato che nessuno abbia pensato di chiedere a Gianni se lui, simbolo, lo voleva essere davvero.

E così, un paio di giorni fa, è andata in onda un'intervista su Radio Deejay dove, alla domanda sul suo essere un fumettista, Gianni ha risposto (più o meno) che sì, lui faceva fumetti con il nome di Gipi, che adesso non li fa più e che il fumetto per lui è sempre stato solamente un mezzo per raccontare le storie e che adesso c'è il cinema.

Tanti saluti al riscatto collettivo.
Avete sbagliato sala.
Il film non è il primo Rocky...

...ma Rocky IV.



Adesso, io con Gianni di questa cosa ci ho parlato in più di una occasione.
Il suo punto di vista e il suo atteggiamento non mi sono nuovi e non mi sorprendono.
E per quanto non riesca a condividere questo modo di pensare in nessuna maniera, stimo il fatto che lui abbia sempre avuto l'onestà di esprimerlo con la sua solita franchezza (franchezza che, per esempio, Neil Gaiman non ha mai dimostrato).
Quello che invece mi fa un poco sorridere è pensare a come si debbano essere sentiti quelli che avevano caricato sulle sue spalle tutta una serie di valori (che Gianni non ha mai detto di voler portare) ad ascoltare le sue parole.
Non c'è nessuna comunione signori.
Non c'è mai stata e mai ci sarà.
C'è solo un autore (di fumetti, libri, film, fate voi) che fa le sue robe.
Ed è pure giusto che sia così.

Del film L'Ultimo Terrestre, invece, ne parliamo presto.
Che è complicato.

39 commenti:

LRNZ ha detto...

Forte!

conversazionisulfumetto ha detto...

ma infatti, lo ha sempre detto e si sapeva, e condivido le tue parole.

ora ha fatto un film, magari domani scriverà un libro.

forse tornerà a fare un fumetto, anche se sinceramente coi fumetti non ha più nulla dire, anzi rischia di riciclarsi.

peccato perchè gli venivano discretamente bene.

Tyler ha detto...

Per me è un portatore sano di fumetto.
Può negarlo con le parole, può servirsi di altri mezzi, ma il fumetto è parte di lui (come infinite altre cose). In ordine temporale (correggetemi se erro) è il primo mezzo che ha sviluppato a livello professionale e tutte le opere posteriori dovranno sempre qualcosa a quella prima esperienza.
E, "suo malgrado", è il principale sponsor del neonato interesse di certi media per il fumetto.
Che poi le genti del fumetto, i lettori normali, innalzino Pacinotti a bandiera... bhe è giusto.
Sono una manica di sognatori incalliti, per cui i Cancelli di Tannhauser sono reali quanto Parigi e che non si fermano al diniego del Pacinotti, perchè il loro eroe è Gipi.
Gipi è morto?

Que viva Gipi.

BrunoB ha detto...

In effetti alla fine con una mossa così accontenta tutti: lui evita di essere inquadrato come "quello che fa fumetti" (come invece è capitato a Sclavi, per dire), e al tempo stesso chiunque parli del film non potrà fare a meno di citare i trascorsi fumettistici dell'autore, portando così attenzione positiva sui fumetti, come sottolineava anche Tyler.

Insomma dal punto di vista etico/morale mah, ma pragmaticamente parlando ci sta.

E Rocky IV è il miglior film di sempre!

Apeiron ha detto...

è vero che, per parole sue, ha detto di essere semplicemente uno a cui piace scrivere storie; però sentire parlare di fumetto d'autore in uno dei programmi di spicco di una radio nazionale, fa comunque piacere.

Marco Galli ha detto...

Il fumetto è solo un mezzo, niente di più.
E' chi guida che fa sempre la differenza.

Questo vale per gli autori, naturalmente.

RRobe ha detto...

Mica lo so se il fumetto è solo il mezzo.
Per me può anche essere un fine.

Ma facciamo conto che lo sia, che non sia altro che strumento.
La spada, per i samurai, era strumento.
Ma rappresentava pure loro stessi.

RRobe ha detto...

Nel senso: io credo che lo strumenti che usi, ti rappresenta.
E se usi uno strumento che non ti rappresenta, allora c'è qualcosa su cui devi riflettere.

Djo! ha detto...

è vero, la sua (Pacinotti) è una presa di posizione onesta, molto più Demagogica invece la condotta di Gaiman.

randagio ha detto...

Ma la città del buon Rocky non era Philadelphia (anzichè Detroit)?

ivanhawk ha detto...

Philadelphia, non Detroit. ;-)

RRobe ha detto...

Sì, sì.
Errore mio.
Colpa di Robocop.

kingsimon ha detto...

vivo o morto tu verrai con me......

Marco Galli ha detto...

Io faccio fumetti, mi piace...

Ma se domani vincessi dei soldi (oltre i vari paradisi, coktail e donnine...) farei un film d'animazione, se me ne rimanessero altri farei un film dal vero... in tutti e due i casi ci metterei anche lo zampino nella musica.
Ho scritto poesie, racconti, faccio quadri, come molti di noi, credo.

Intendo: Gipi ha avuto un opportunità che non tutti possono avere e l'ha sfruttata.

Intendo: Se la cifra stilistica di un autore è raccontare storie, il mezzo è solo un servo per raggiungere il fine.

Poi credo sempre che noi non siamo una sola cosa e che anche i samurai non erano solo la loro spada... quella è la leggenda che ci piace sentire.

RRobe ha detto...

Sui Samurai: per quello che ho letto di filosofia giapponese e per quel poco che ho praticato davvero... io penso che sia qualcosa di più che una roba tanto per dire.
Ma è un discorso lungo.

RRobe ha detto...

Per Marco: sul resto. Grossomodo, concordo. E' che non capisco perché dire "non farò più fumetti, i fumetti non mi sono mai appartenuti completamente ma erano solo un mezzo".

Poi, ripeto: sulla storia del mezzo e del fine, ci si potrebbe parlare per ore.

Djo! ha detto...

dev'essere personale, come con Alan Moore, o come quando ti lasciano ma non è colpa tua.

MicGin ha detto...

come scrive "conversazionisulfumetto", gipi lo ha sempre detto e si sapeva. tra l'altro aveva già avuto esperienze di regia. e poi lo spettacolo musicale e teatrale recente, per me niente male: gipi è un talento che gli riesce più o meno tutto.

sono tra i tanti che gli hanno fatto gli auguri, ma non come rappresentante di una categoria, ma come autore che amo, e soprattutto con la speranza (l'ho anche scritto) che si possa aprire una strada anche in Italia per trasporre in film i nostri fumeti. come dice giacomo monti, autore del fumetto a cui si è ispirato gipi, in un'intervista su lospaziobianco, i soldi gli ho visti con il film. e tutto ciò non fa certo male... la sorte è stata benevola: due autori che fanno un fumetto e un film perché hanno qualcosa da dire e che vengono premiati con un compenso economico e con una buona critica. se poi il film avrà successo, chi lo sa, vedremo, spero.
spero perché si aprano nuove possibilità per i nostri autori.
nessuno si faccia illusioni, ovviamente, ma potrebbe succedere.

Slum King ha detto...

Il problema è che non si riesce a capire come la gente si strappi i capelli per un film mediocre. Non brutto ma mediocre.
Da questo punto di vista siamo un po' un paese di sfigati...

Marco Galli ha detto...

Beh, io non trovo nessuno scandalo in questa frase.

Poi, forse noi spettatori/commentatori ci attacchiamo sempre un po troppo alle parole di quelli che stimiamo, pensando che tutto quello che fanno e dicono oggi è, e sarà la verità assoluta, in nome della "coerenza" d'artista.

A me non interessano molto gli autori/artisti coerenti, li trovo noiosi...

magari gipi parla sotto l'effetto dell'ubriacatura del successo, magari no. Magari fra qualche anno sconfessera questa cosa.

Intendo: per me un artista deve esprimersi come meglio crede in quel momento e se fa cose buone va bene...

Poi è vero che le parole sono importanti, ma non devono neanche diventare montagne insormontabili...

MicGin ha detto...

ma chi è che si è strappato i capelli? ho letto in giro (repubblica, unità, lastampa, internazionale) critiche sempre benevole, ma che sottolineavano anche il divario tra l'attuale cinema italiano e il resto...
insomma, non ho letto nessuno che abbia gridato al capolavoro, ma giudizi positivamente colpiti, probabilmente perché è un film d'esordio e magari per quei mondi lì (cinema e stampa) la visione "pacinottiana" della vita è una novità.

tinoshi ha detto...

Prima o poi un Francis Ford Coppola smetterá di fare film e si metterá a fare fumetti. Che poi magari é giá successo, io non lo so. Dicendo che i suoi film erano solo un mezzo, e che adesso vuole trasmettere le stesse emozioni disegnando. Mi pare che in generale sia sempre un movimento dal fumetto ad altro, cosa che alimenta l' impressione generale che i fumetti alla fin fine siano sempre arte di serie B, qualcosa da cui partire. Sto generalizzando a bestia, non parlo né di me né dei presenti, é una considerazione a pelle... Ad ogni modo, mi piace molto Gipi come fumettista, e per me é piú triste sapere che non fará piú fumetti, rispetto al fatto che comunque racconterá tramite film...

Marco Galli ha detto...

Per Mic: no, nessuno paragona il successo di Gipi a quello dei Beatles.

Però essere con il film d'esordio a Venezia, insieme a Crialese fra gli Italiani e ricevere pure critiche positive praticamente da tutti, secondo me un po di ubriacatura la da...

Tra l'altro, a parte quelli che ruotano intorno al fumetto, Gipi per il resto degli Italiani era praticamente uno sconosciuto, adesso va a Deejay...

Pensa che a me la cosa che piaceva più di Gipi "era" come disegnava...

Unknown ha detto...

guardate che continuare a fare film non è cosa da tutti. il cinema è pieno di gente che fa un paio di pellicole e poi più nulla.
NON LA STO TIRANDO A NESSUNO SOTTOLINEO. spero che continui a fare film se quella è la sua VERA strada. ma sono convinto che sui fumetti ci tornerà.

Slum King ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Slum King ha detto...

@Ginevra:
Non ne vale la pena di spiegarti come vanno le cose perché non le capiresti

S3Keno ha detto...

Non capisco come mai nessuno tocchi un altro argomento piuttosto fondamentale: il denaro.
Magari è un discorso un po' cinico, ma di fronte a certe opportunità/possibilità non ci sono artisti, spade o samurai che tengano (visto che anche all'interno dello stessa sistema fumetto, per denaro si fanno intere scelte di vita discutibili); allora figuriamoci FUORI dal settore, dove in molti ambienti - cinema, televisione, pubblicità, etc. - le cifre che girano non sono nemmeno minimamente paragonabili a quelle dell'editoria specializzata, Bonelli compreso!

Che anche nella pubblicità, per dire (ma varrebbe anche per molta fiction nostrana) se poco poco entri nel giro giusto, vorrei vedere QUALSIASI fumettaro italiano - anche quelli che ci campano bene - davanti alla scelta di guadagnare quattro/cinque/sei volte di più al mese, con un quarto della fatica (e per di più continuando cmq a narrare e/o comunicare).

Sarebbe interessante, solo a quel punto, ascoltare che tipo di interviste rilascerebbe chiunque di loro, se questo "nuovo ruolo" (col quale magari si riscuote anche una certa popolarità) non gli lasciasse realmente il tempo di disegnare più…

RRobe ha detto...

Per Marco: ma chi ha parlato di scandalo?
Che poi, il punto del topic è altro.

Per Michele: ecco, la tua speranza è proprio quello di cui parlavo. "La speranza che si apra una possibilità per altri fumettisti di fare cinema..:" e via dicendo.
Ma perché?

Watanabe ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Watanabe ha detto...

Quello che dici è giusto. Ma a difesa dei fumettisti che lo portavano in spalla come il loro eroe / portavoce c'è da dire che gran parte della promozione si è basata su:

Gipi, il grande autore di fumetti, ha fatto un film.

E non mi riferisco a trailer, manifesti etc .. ma a comunicati, interviste e speciali.

Per il resto, opinioni condivisibili o meno è pur sempre un grande autore. Ora c'è da capire se è più bravo con i fumetti o con il cinema.
(...e non possiamo ancora saperlo).

23/09/11 20:47

Viviana Boccionero ha detto...

Che tonti ingenui mammalucchi che siete. Secondo le vostre vetuste teorie dovremmo arguire che i fisici del CERN, presempio, lavorino sui neutrini al mirabolante scopo di esprimersi. E' questa finocchieria da collegiali artistoidi che vi incula tutti. Io lo vedo già Gipy, nel 2012, fare harakiri con la spadazza di RRoby, il recereticente: perché la penna ferisce più.

MicGin ha detto...

no roberto, non ci siamo capiti. non mi interessa che altri fumettisti facciano cinema. non stavo parlando di gipi, stavo parlando di giacomo monti, stavo parlando di storie interessanti e importanti che grazie al cinema possono arrivare a più persone e magari incuriosire nuovi lettori. stavo parlando di canicola, che si sono autoprodotti e che ora hanno un titolo che ha acquisito importanza. tra l'laltro, nell'intervista che citavo, giacomo monti dice che non appena avrà realizzato le ultime tavole vuole smettere di fare fumetti, perchè a quel punto avrà detto quello che voleva.

slum king, grazie!

RRobe ha detto...

Eh, e per me il discorso che fai, non ha senso.
Il cinema italiano potrebbe interessarsi al fumetto italiano. E quindi? Che c'è di così rilevante a parte uno sfruttamento commerciale?
Che a qualcuno vengono in tasca dei soldi?
Buon per lui ma, sinceramente, non vedo come questo possa influire sul media.
Il fumetto è il fumetto.
Il cinema è il cinema.
Se Gianni avrà successo al cinema sarò contento per lui.
Per lui.
Non per "il fumetto".

RRobe ha detto...

Poi, magari, mi spieghi che c'entra che Monti abbia detto che si ritira.

MicGin ha detto...

ok
>Il fumetto è il fumetto.
>Il cinema è il cinema.

infatti sono d'accordo. e lo stesso vale per gipi se etc etc. infatti mi sembra di aver scritto cose diverse.
cmq lo sfruttamento commerciale del fumetto italiano attraverso il cinema non è irrilevante se avvenisse.
è un mezzo per far conoscere di più storie che oggi sono di nicchia (i cinquecento-mille lettori).
Faccio un discorso di contenuti, non di successo personale. Le storie di Monti sono formidabili per il ritratto che fanno dei nostri tempi. Se qualcosa di quelle storie arriva anche al cinema, sono contento.
Il fumetto italiano sta diventando un serbatoio-laboratorio di contenuti che non mi sembra di trovare nel cinema o nel romanzo italiano. non parliamo poi delle nostre fiction...

I miei auguri a gipi, oltre che personali, si rivolgevano a chi sceglie il fumetto per raccontare, prima ancora che per esercitare una professione. Come Giacomo Monti, che non voleva diventare un fumettista, ma aveva delle cose da dire. Quando le avrà dette tutte, così lui dice, smetterà di fare fumetti.

Io dò questo senso ai possibili effetti del film di pacinotti/gipi. Se poi c'è chi si esalta etc etc, come scrivi nel post, beh... visto che nel post citavi in generale commenti entusiasti e così via, volevo solo dire che non mi considero tra quelli. che tu lo consideri sensato o meno, il mio discorso era appunto un altro.

Slum King ha detto...

@Michele:
Non era per offenderti, è che tu sei troppo buono "volemessebene" mentre troppe volte le pacche sulle spalle e bacini sono robe di Giuda.
Specie da noi che facciamo quei film così da tempo immemore e solitamente in Italia siamo degli stronzi che massacriamo senza pietà i giovani registi, gli strozziamo quando ancora sono in culla.
Quindi la "critica" tante volte non è equa.
Solo quello.

Lele ha detto...

Io spero in un bel film. Vado a vederlo stasera.
Per il resto Gipi mi pare non avesse mai fatto mistero in passato dell'idea di lasciare il fumetto. Che poi è un peccato, però vabbè.
Non credo sia per una mera questione da "il fumetto è arte, ma al 50%", più che altro suppongo sia legato anche a cosa ci si sente di fare in quel determinato momento della propria vita.
Se non hai nulla da dire con il fumetto, allora meglio non dirlo.
Che poi non è che sia solo un mezzo, date le possibilità completamente personali di raccontare qualcosa in un determinato modo. Ma credo che anche di questo Gipi ne sia cosciente.

Per il tifo... boh, io aspettavo con curiosità la prova cinematografica di un autore di fumetti che ho molto amato, il resto mi sa di seghe. Seghe anche legittime se volete.

Marco Galli ha detto...

Ma quanti punti ha un topic?

Gipi ha detto...

Ma io mica lo so se ho smesso di fare fumetti. Ho smesso per ora. Ma i fumetti sono belli e ci puoi fare roba pazzesca. A me il cinema ha preso bene principalmente perchè è un lavoro di squadra e non di solitudine (come nel mio caso fare fumetti) e poi perchè ci sono tutte le mie passioni secondarie dentro, dalla musica agli effetti audio/video alle macchine, il montaggio.
Però non so quanto resterò a fare quel mestiere. Vorrei imparare un po', quello si. Il primo film è pieno di difetti ma è pure fatto con due lire. Mi piacerebbe farne un altro per vedere cosa ho imparato.
D'altro canto la dipendenza dal denaro che sento nel cinema (per la realizzazione, intendo) non mi piace per niente, mentre la libertà del fumetto la adoro.
Ma sto pure scrivendo un libro senza disegni (da quattro anni ormai) e chissà che cazzo mi frullerà nella testa poi.
Per me non ci sono classifiche. Nessun mezzo è superiore a un altro, credo solo che ci siano momenti della vita e necessità personali, che spingono in una direzione piuttosto che in un'altra.
Grazie a tutti per questa discussione. A me è stata utile.