1.9.11

ComiXology e la nuova Justice League


Ieri, 31 agosto, la DC Comics ha pubblicato il primo numero della nuova Justice League, albo d'esordio del mega rilancio (52 nuovi numero 1 in totale) di cui mi è già capitato di parlare.
La ragione per cui vi segnalo la cosa però, non è per commentare l'albo (vabbè, ve lo dico lo stesso: è una roba goffa e noiosa ma disegnata discretamente) ma perché, proprio con questo albo, la DC comincia la sua rivoluzione digitale.
In sostanza, da questo momento in poi, tutti gli albi della casa editrice di Superman e Batman, raggiungeranno nello stesso momento tanto gli scaffali delle fumetterie tradizionali quanto quelli gli shop virtuali.
Per l'occasione, ComiXology, l'applicazione principe per la vendita dei fumetti digitali negli USA, si è rifatta completamente il look, andando a perfezionare un'interfaccia che era già piuttosto buona.
Pur non essendo particolarmente interessato a questo rilancio DC, ho deciso di partecipare all'evento e di comprarmi in digitale questo primo numero della Justice League. Vi racconto come è andata e le impressioni che ne ho tratto.

Prima di tutto ho aggiornato ComiXology.
Roba da poco se non fosse che, una volta fatto l'aggiornamento, tutta la libreria di fumetti precedentemente acquistati attraverso la App debba essere aggiornata a sua volta. Questo significa dover riscaricare tutti gli albi da capo (gratis, sia chiaro). Non un grosso problema nel mio caso, visto che avevo comprato pochissimo, ma immagino che qualche utente più affezionato al servizio, si rompa non poco ogni volta che ComiXology viene aggiornato.
Lanciata la App, ho trovato l'evento DC ben segnalato nella pagina principale dello shop e nel tempo di due click mi sono trovato davanti al tasto "acquista".
Il prezzo dell'albo, per 24 pagine di fumetto, due copertine e un paio di pagine di studi, è di 2 Euro e 99 centesimi. 3 dolari e 99 centesimi sullo store USA. Lo stesso prezzo dell'edizione cartacea.


E qui mi tocca fare una lunga parentesi.
Il prezzo dei fumetti digitali americani, specie di quelli DC, è fuori dal mondo, sia in termini assoluti (nel rapporto costo-tempo di fruizione) sia in termini relativi al contesto.
Sulle piattaforme Apple (iPhone, iPod e iPad) per 99 centesimi compri una canzone, per 79 centesimi compri un intero videogioco (e in taluni casi si parla anche di titoli dalla longevità enorme e che sono costati centinaia di migliaia di euro di sviluppo).
In tale contesto, non puoi vendere 20 pagine di fumetto a prezzi che variano tra i 2 e i 3 euro.
Non c'è proporzione.
E poco m'importa che il prezzo del cartaceo è lo stesso (che è comunque altissimo) perché una volta che io mi sono comprato il cartaceo, poi posso farci quello che voglio: posso leggerlo dove voglio, posso prestarlo a chi voglio e posso rivenderlo (cosa importantissima in USA, dove il collezionismo di comic book è davvero un mercato).
Il file digitale che invece mi viene venduto da ComiXology è, prima di tutto, chiuso all'interno dell'applicazione e non trasferibile fuori di essa (come se comprassimo un MP3 e potessimo leggerlo solo attraverso iTunes), non lo possiamo prestare (a meno di non prestare tutto l'iPad) e, ovviamente, non possiamo rivenderlo.
Aggiungiamoci poi che, se andiamo a rifletterci, non c'è assolutamente ragione per cui la DC equipari i prezzi delle due edizioni, visto che digitale non costi di stampa.
E se è vero che la DC deve dare una percentuale sul prezzo di copertina di ogni albo venduto ad Apple e ComiXology (i distributori digitali dell'albo), la stessa percentuale se la prende pure la Diamond nella distribuzione degli albi cartacei.
Se poi teniamo conto che quello digitale è solo uno sfruttamento ulteriore di un investimento che la casa editrice ha fatto comunque (quello della realizzazione dell'albo in quanto tale), si può dire che, in termini semplici, un fumetto digitale alla DC non costi NULLA.
Eppure... 2 euro e 99 centesimi di prezzo di vendita.
Mah.

Comunque sia, ormai ho deciso di fare questa cosa, e quindi, nonostante il prezzo mi sembri fuori dal mondo, clicco sul tasto "acquista".
Il trasferimento richiede pochi secondi e l'albo è nelle mie mani.
Ci metto davvero poco per leggerlo (meno di cinque minuti) e, una volta completato, so bene che non mi capiterà più di sfogliarlo di nuovo perché la storia non mi è piaciuta e i disegni sono la solita roba.
Mi sento fregato.
E non c'è niente di più pericoloso di un consumatore che si sente fregato.

E allora faccio una prova e cerco un download dell'albo su Internet.
Lo trovo in meno di cinque secondi. Il file è in alta definizione, non una scansione fatta da appassionati. Ho il ragionevole sospetto che sia lo stesso file che ho appena comprato attraverso ComiXology.
In sostanza, è un file "gentilmente" offerto dalla DC Comics stessa.
Lo metto a scaricare e trenta secondi dopo il numero 1 della Justice League riposa nella pancia del mio computer.
Da quella posizione, io con quel file posso farci quello che voglio: posso metterlo su qualsiasi dispositivo digitale in mio possesso, posso leggerlo attraverso una vasta serie di programmi diversi, posso inviarlo ad un amico e volendo, per assurdo, potrei pure stamparmelo.
In sostanza, posso esercitare tutti i miei legittimi diritti di acquirente ("legittimi" nel senso, previsti dalla legge)... ma per farlo devo utilizzare un file per nulla legittimo.

Ora, voi ditemi quello che volete ma io ho l'impressione che se le grandi case editrici di fumetti americane (e anche quelle italiane e francesi) continueranno a muoversi in questa direzione, il disastro sarà inevitabile e quelli che vinceranno nel gioco del fumetto digitale, saranno quelli che a quel gioco hanno deciso di non parteciparci.

C'è una soluzione?
Sì.
Prezzi molto più bassi (ancora più bassi di quelli che applica la Dark Horse, per esempio) oppure (e sarebbe ancora meglio) la soluzione delle e-copy:
tu compri un prodotto fisico (fumetto, libro, disco, film) e ti viene regalata la copia digitale. La Disney e altri grande case di produzione si stanno muovendo in questo senso con la musica e il cinema e pare che stia funzionando piuttosto bene.
Vedremo.
Di sicuro, se i prezzi e la politica di gestione dei file non cambiano, io non comperò mia più un albo digitale su ComiXology o su altri servizi analoghi.

33 commenti:

The Passenger ha detto...

non sono un espertone di digitale ma sta roba è fallita ancora prima di iniziare!

Andrea ha detto...

Fanno veramente cagare, non sono mai stato attratto dal fumetto digitale (la carta è sempre la carta, per una miriade di motivi) e pensare di dover spendere la stessa cifra per qualcosa di "immateriale" rispetto a qualcosa di "materiale" mi fa passare la voglia di prendere anche un solo albo per provare.
Credo che il punto di forza del digitale sia proprio quello del prezzo, se decade questo non ha ragion d'essere.

DIFFORME ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Leon ha detto...

Io sono un editore indipendente Italiano e dal 2012 affiancheró al cartaceo il digitale x ipad ad un prezzo molto inferiore i 4 lingue. Lo faccio per poter essere su più mercati senza investirenella richiosissima ed esosa stampa.
Tuttavia credo che il prod digitale debba dare qualcosa di diverso dal cartaceo x nn essere semplicemente un surrogato ed è x questo che saranno scaricabili gratuitamente con il fumetto una serie di "bonus" esclusivi.
Per correttezza non mi firmerò ma do un piccolo indizio...Disegnamo in una gabbia di Leoni!

Ciao!

Davide Riboli ha detto...

Non sono del mestiere e non sono nemmeno un appassionato di quelli fanatici, ma in linea generale concordo su tutto il fronte.

Di fumetti digitali ne compro molti e mi piacciono molto. Risolvono il problema dello spazio e li ho [quasi] sempre con me. Queste due comodità, secondo me, superano qualsiasi "contro".

ComiXology permette anche di accedere alla propria bliblioteca via web. Basta collegarsi con un browser decente a

https://comics.comixology.com/

L'opzione è molto ben nascosta, ma c'è. Una volta entrati ci si muove in un sistema digitale a base Flash, la cui interfaccia grida vendetta ma che permette di accedere a tutta la propria biblioteca da qualsiasi computer.

In linea teorica, volendo condividere un album con un amico è sufficiente fargli avere la propria pwd che è comunque insufficiente per terminare un acquisto.

Davide ha detto...

un libro a 15 euro, pagherei volentieri un extra di 1 euro per avere la versione digitale

un fumetto a 3 euro, pagherei volentieri 50 cent per la versione digitale (inzomm...)

mi sembra che quel che pensavo (che la versione digitale sia una necessità "di facciata" piuttosto che fonte di guadagno o mercato reale) si sta realizzando davvero... è un biglietto da visita degli editori...

BrunoB ha detto...

Io ho ricominciato a seguire i fumetti proprio grazie all'iPad - prima per "vie traverse" e adesso sempre di più tramite ComiXology.

I prezzi effettivamente sono altini, ma potrebbero esserci ragioni al di là dei costi di stampa: tempo fa mi è capitato di leggere qui http://blog.nathanbransford.com/2011/03/why-some-e-books-cost-more-than.html a proposito dei libri digitali, e magari anche per i fumetti ci sono meccanismi simili.

Altra questione da considerare è che le robe più vecchie su ComiXology si trovano ben scontate, non so se è così anche per le robe fisiche, ma io sono rimasto all'epoca delle ristampe e degli arretrati al prezzo di copertina.

Comunque ovviamente finché potranno continuare a tenere i prezzi alti, lo faranno, questo è certo...

Final Solution ha detto...

Ma io non capisco una cosa del mercato americano, chi legge i dumetti DC e Marvel? Solo adolescenti? o sono anche seguiti da un pubblico più adulto?

flaviano ha detto...

ma hai letto l'ultimo numero di Flashpoint dove questo nuovo universo si genera a causa du Flash che corre fortissimo su un tapisroulant? pateticissimo. però i disegni di andy kubert sono belli, sempre uguali ma belli.

Giacomo Cimini ha detto...

Penso stiano attuando una politca dei prezzi legata alla data di uscita del fumetto. Se aspetti un po' tutti gli albi poi vengono offerti a 0,99 dollari finendo per costare molto meno dei corrispettivi volumi cartacei su Amazon (compreso il mercato dell'usato) e gli albi in questione non hanno pubblicità. Vedrai che pubblicheranno a breve albi con le pubblifità a costo zero. Tra l'altro intere serie vengono anche offerte a prezzi notevolmente più contenuti: recentemente ho acquistato l'omnibus di Planetary a 25 dollari che non avrà il fascino dell'edizione cartacea, ma me lo posso leggere comodamente sbracato sul divano senza avere a disposizione una gru e tra l'altro il volume in questione non mi occupa mezza libreria. E comunque, i fumetti in US sono ormai beni di extra lusso... Nel senso che la domanda (considerato il bacino potenziale) é talmente basta che i prezzi folli sono per assurdo ampiamente giustificati.

jac ha detto...

"Tuttavia credo che il prod digitale debba dare qualcosa di diverso dal cartaceo x nn essere semplicemente un surrogato..."

Concordo. Sono pochi gli esempi esistenti di veri e propri fumetti pensati in digitale.
Per ora il 90% sono trasposizioni o varianti di lettura (verticale soprattutto)

BrunoB ha detto...

Cmq a proposito di fumetti digitali guardatevi questo (scorrete in basso e non preoccupatevi per la lingua, si capisce cmq): http://comic.naver.com/webtoon/detail.nhn?titleId=350217&no=20&weekday=tue

saldaPress ha detto...

Riflessioni di un neofita (che quindi potrebbe dire cazzate. Anzi: di sicuro le dirà) in ordine sparso:

1. scaricare a ufo costerà sempre di meno (ovvio: è gratis. L'unico investimento è il tempo che ci metti a cercare il file, tempo che cresce proporzionalmente man mano che qualcosa non è più una novità).

2. cosa ti da di più comixology (o chi per lei)? Ordine e semplicità costanti nel tempo.

3. credo che i fumetti su comixology abbiano un prezzo quando il fumetto esce (uguale a quello della versione cartacea?) ma poi il prezzo si abbassa.
Vuoi leggere la novità? Evidentemente x te il fatto che quello che leggi sia nuovo è il valore interessante. Se vuoi leggere solo la storia, aspetti un mese e ce l'avrai a un prezzo inferiore a quello su carta.

4. se comprando il cartaceo ho la carta (che alla fine posso pure bruciare per fare calore o usare x avvolgere il pesce) anche comprando il digitale DEVO avere qualcosa. Cosa? Qualche extra che nel cartaceo non ho. Qualunque cosa ma non la stessa versione del cartaceo.

5. il "paghi il cartaceo e ti regalo il digitale" può funzionare solo come investimento promozionale. Ovvero servono capitali da investire nella speranza di un futuro radioso del digitale.

Altre riflessioni il caldo umido di reggio emilia non me le permette. E mi sa che anche queste qua già risentono del clima di merda di questa città...

:) CIC!

Gennaro Costanzo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Gennaro Costanzo ha detto...

Ho letto sul forum che i prezzi nei prossimi mesi scenderanno.
Forse è per non bruciarsi il lancio che l'hanno messo allo stesso prezzo.

Approfitto per segnalare la mia recensione del numero 1 di JL:

http://gennarocostanzo.blogspot.com/2011/09/justice-league-1-recensione.html

saldaPress ha detto...

Per Rrobe (o per chi altro sa): e la situazione ad oggi in Italia? esiste già il comixology italiano?

RRobe ha detto...

Per Salda: no, eisstono vari shop, ognuno di una specifica casa editrice, che forniscono, grossomodo servizi analoghi ma con un catalogo infinitamente inferiore e con lettori interni raramente adeguati agli standard.

saldaPress ha detto...

Disney può fare un negozio/lettore. Stessa cosa per Bonelli. Credo anche per Astorina/Diabolik.
Non ha molto senso, ma loro potrebbero farlo in un modo economicamente sostenibile.

Ma per il resto, se non nasce una Comixology qui da noi (o se Comixology non apre anche al prodotto italiano: dopotutto no avrebbe senso? Vado lì e decido se Superman me lo voglio comprare in inglese o in italiano, no?) mi sa che per ora si resta dove si è.

Ed è un peccato perché, come si dice qui , c'è bisogno di iniziare a costruirlo quel ponte che ci porterà altrove.

saldaPress ha detto...

Quando dicevo "Ed è un peccato perché, come si dice qui" mi è saltato il "qui".

Era questo:
http://www.fastcompany.com/1777205/can-comics-make-the-leap-to-digital-in-a-single-bound

Luigi ha detto...

"Penso stiano attuando una politca dei prezzi legata alla data di uscita del fumetto. Se aspetti un po' tutti gli albi poi vengono offerti a 0,99 dollari"

Hai quasi ragione. La DC ha fissato lo stesso prezzo sia per il fumetto digitale che per quello di carta. Dopo trenta giorni il prezzo del fumetto digitale sarà abbassato di un dollaro.
A fine settembre Justice League 1 versione digitale costerà 2,99 dollari. Stesso discorso per le altre serie (abbassamento da 2,99 a 1,99 anziché da 3,99 a 2,99).

Per ora la DC ha venduto i fumetti a 0,99 solo in occasione di offerte particolari.
Tipo 101 fumetti di Batman, Lanterna Verde e Freccia Verde venduti a 0,99 per due o tre giorni.

saldaPress ha detto...

Razzolo un po' a caso sulla rete.
Da neofita.

Leggo che Jpop ha una App per acquistare/leggere i suoi manga.
Immagino che debba andare su App store e scaricarmi la App. Poi, tramite quella, posso fare tutto quello che mi serve.
Però se vado sul sito della Jpop di questa App non ne trovo traccia.
Eppure dovrebbe essere dentro il catalogo: guardo i titoli della casa editrice e scelgo il modo in cui ordinarli (cartaceo o digitale).

Stessa cosa per Tunuè che, da quello che mi è capitato di leggere in giro, su questa cosa del fumetto digitale è stata una delle prime ad investirci.
Io lo so che "Metauro" di Petrucci esiste anche in digitale ma, se lo voglio comprare, il catalogo di Tunuè me lo propone solo su carta.

Editoriale Aurea (che pure lei dovrebbe avere creato una App per leggere/acquistare i suoi fumetti), se la cerco online addirittura mi rimanda al sito di Alessandro Libreria.
Che ovviamente vorrà vendermi solo ed esclusivamente la versione cartacea (e infatti, pure qui nessun segno della relativa App necessaria allo scopo).

Allora provo con Astorina.
Pure di lei ho sentito parlare quando si citava il fumetto che sbarcava sul mercato digitale.
Che trovo sul sito?
In homepage una news che mi dice che Diabolik è sbarcato su Ipad (con relativo link a Itunes).
Diabolik uno, resto dell'italico fumettomondo zero.
Nel negozio online però i fumetti di Diabolik continuano a volermeli vendere solo su carta.

A 'sto punti, sono io che sono imbranato abbestia e non trovo le cose oppure è proprio il modello di impresa riassunto in questi esempi che ha qualche problema di comunicazione con il potenziale (e ipotetico) pubblico pagante?

Luigi ha detto...

"Ma io non capisco una cosa del mercato americano, chi legge i dumetti DC e Marvel? Solo adolescenti? o sono anche seguiti da un pubblico più adulto?"

La maggior parte del pubblico è composta da adulti.

Clod ha detto...

Rrobe, pare che la copia di JL1 uscita piratata sia uno scan, anche se ComiXology ha ammesso di averne vendute copie per errore già da lunedì.
Ad ogni modo, gli scan reperibili su Tortuga sono -solitamente- ripassati con photoshop, e paradossalmente in alcuni casi hanno una resa migliore dell'originale cartaceo.

spino ha detto...

Non vorrei fare il nemo profeta in patria...ma 'sto discorso dei costi troppo elevati dell'editoria digitale, l'ho scritto più volte da 'ste parti... :)

Apprezzabile l'eura/aurea che mette gli albi di JD a metà prezzo, mi pare, no?

Sono d'accordissimo (strano, vero? ^___^) sul discorso eCopy... si potrebbe risolvere il tutto con dei codici sul fumetto, magari qrcode: compro il fumetti, scansiono il codice e poi mi scarico la copia digitale.. aggratise... e mi sta bene pure se me la dai con DRM o simili...

Però, e sembra strano che a dirlo io, la strada per il digital delivery del fumetto non può passare solo sotto il basso costo.

Djo! ha detto...

comunque i costumi nuovi sono una poverata. a quando risalirebbe qui la trasformazione in Cyborg di Vic Stone, primi novanta ?

Rouges-1973 ha detto...

Manda la frase:
"è una roba goffa e noiosa ma disegnata discretamente", a Dan Di Dio per spiegargli come mai calano le vendite dei fumetti...
Una copia digitale di un fumetto per 2/3 dollari è un prezzo assurdo, tenete conto che l'acquisto a vita con utilizzo illimitato di una cosa come Shazam lo prendi per 4,50 euros.

Andrea Spacca ha detto...

alcune (lunghe) considerazioni mosse da due o tre fronti della questione.


1. fruitore:
do' un valore quasi nulla al formato digitale, come acquirente. trovo scandalosi 0.79 a traccia su itunes store, il prezzo dei comics dc (anche considerato lo sconto col passare del tempo) e' semplicemente ridicolo, imho.
la natura del fumetto, secondo me, e' poi fortemente legata al suo supporto fisico. mentre gia' musica e cinema sono "liquidi", nel senso che nessuno maneggia un dvd o un cd durante la fruizione, leggere un fumetto significa maneggiare un libro, soprattutto sfogliare le pagine, e sappiamo quale impatto enorme alla "grammatica" del linguaggio questo limite fisico produce.
questo per dire che un fumetto digitale che si limita alle scansioni del corrispettivo cartaceo secondo me nasce male. le soluzioni sono altre, inutile citare esempi di chi gia' sta facendo qualcosa.

Andrea Spacca ha detto...

2. da (piccolo) editore:
nonostante le mie resistenze come lettore, come editore mi sembrano evidenti le potenzialita' del fumetto digitale. soprattutto quelle di distribuzione e di bacino di ricezione.
le prime sono innumerevoli: azzeramento della logistica, possibilita' di indipendenza/distribuzione diretta, costi di produzione per albo di qualche ordine di grandezza inferiori ad una copia cartacea.
secondo me sono pero' piu' interessanti i vantaggi che si hanno nell'ampliamento della propria platea.
in italia se vuoi comprare un fumetto (un certo tipo di fumetto, quello che editiamo con proglo, ad esempio) devi andare in fumetteria. magari non lo trovi nemmeno li', di certo se non sai nemmeno cosa sia una fumetteria non avrai mai l'occasione di incontrare una mia pubblicazione.
la distribuzione digitale, ovvero tramite i grossi store apple/android/amazon etc, sembra risolvere quel vecchio problema del (ri)portare il fumetto nelle libreria di varia, fuori dal ghetto, per rendersi disponibile alla vista dell'acquirente casuale.
col vantaggio che l'acquirente e' ancora piu' casuale, in alcuni casi abituato all'acquisto "indiscriminato" dell'app/contenuto che gli passa sotto gli occhi in quel momento. un acquirente piu' facile da conquistare, magari estemporaneo, ma piu' numeroso. alla fine l'importante e' raggiungere il maggior numero di lettori possibili: ridurre il numero agli abituali da un numero piu' ampio produce un numero piu' ampio a sua volta ;1

Andrea Spacca ha detto...

3. da sviluppatore:
un anno e tot fa contattati una ragazza alla quale proposi di sviluppare un'applicazione ipad di ecomics per proglo. lei doveva preparare la tesi triennale e accetto' l'applicazione come progetto da presentare. come retribuzione il costo di un ipad1 (non ricordo se 3g o wifi), successive royalties da stimare. avrebbe scritto "solo" il codice iniziale, poi lo sviluppo sarebbe stato interno alla casa editrice (allora non avevo lo competenze per fare tutto da zero). la parte server di distribuzione dei contenuti l'ho sviluppata direttamente io, invece.

ora sto chiudendo lo sviluppo di un'app ipad per la versione digitale di un giornale locale. sara' su appstore nel giro di un mese, presumo. considerato quanto sono stato pagato, il fatto che sia in subappalto di un subappalto, presumo che a un editore una cosa del genere non possa venire a costare meno di 12/15mila euro. per l'app.
poi ci sono i server da prendere, il sistemista per mantenerli, etc etc. (a noi un volume da 2000 copie di quelli che pubblichiamo raramente viene a costare piu' di 3000 euro, per fare delle proporzioni).

in sostanza un'app di ecomics ha un costo di mantenimento continuo nel tempo, e se i download sono tanti, le macchine vanno dimensionate, e i costi aumentano (almeno aumentano anche gli introiti).
quanto detto in precedenza sull'assenza di costi tipografici e' quindi meno vero: si mutano in costi di infrastruttura informatica, che sono cmq minori.
almeno finche' si parla di piccoli editori, con piccoli cataloghi, con piccoli download.

nel caso di comixology siamo davanti a qualcosa di enorme. questo cambia pero' la prospettiva.
si tratta di un service: un pacchetto completo di produzione/distribuzione. le economie di scala cambiano, i costi sono diversi per comixology stessa, la logica di tariffario agli editori segue necessita' diverse.

di fatto comixology e' un distributore. rispetto alla realta' italiana di tante micro-applicazioni per editore, secondo me quella usa e' migliore.
si riuscisse a fare qualcosa di simile anche qui non sarebbe male (e ora che ho il codice potrei provarci io ;))


ps: scusate la prolissita'

Tyler ha detto...

Posto che gli editori agiscono per profitto, credo che la strategia DC sia semplicemente:
Ogni fumetto su comixology = 3 euro netti di profitto. Lotto con ogni mezzo per convincere i lettori che è eticamente, moralmente, umanamente giusto pagare quei 3 euro. Faccio pure i sacrifici a Baal se necessario.
Perchè a 50 cent a copia ho bisogno di un parco clienti sei volte superiore per pareggiare i conti.
Le limitazioni ai tuoi diritti di consumatore? Stanno lì a tutelarti, ad evitare che della gentaglia disonesta ottenga gratis ciò che tu giustamente paghi. Ed è anche colpa loro se il prezzo è così alto, se non ci fossero giurin giurello che rinuncerei a buona parte dei miei profitti. Ed è pure colpa loro se a breve dovrò aumentare i prezzi.
Se poi tutto va male, allora mi piego alle esigenze del mercato e dei fan - magari con gran battage pubblicitario - abbassando il prezzo e liberalizzando il tutto.
Non mi piace fare "cinico TV", ma è plausibile.
Smentitemi, vi prego, che coltivo ancora qualche illusione sul mercato del fumetto.
:P

Andrea Spacca ha detto...

"Se poi tutto va male, allora mi piego alle esigenze del mercato e dei fan - magari con gran battage pubblicitario - abbassando il prezzo e liberalizzando il tutto."

lievemente OT, ma legato ai costi delle licenze per il materiale digitale: il servizio itunes match sembra promettere una forfait di 25 $/€ l'anno in sostanza per l'intero catalogo musicale di itunes store.
e' di fatto la licenza globale/collettiva proposta da tempo dagli "hacker" francesi.

nessun battage pubblicitario, almeno per il momento, almeno posto in questi termini di interesse.

Andrea Spacca ha detto...

@ saldapress:
"A 'sto punti, sono io che sono imbranato abbestia e non trovo le cose oppure è proprio il modello di impresa riassunto in questi esempi che ha qualche problema di comunicazione con il potenziale (e ipotetico) pubblico pagante?"


in parte credo che sia in cosi', in parte, almeno per le app iphone/ipad gli editori non hanno grosse alternative.

addirittura fino a poco tempo fa la licenza dell'in-app purchase di apple prevedeva che i contenuti potevano essere venduti solo tramite il sistema apple piu' altri alternativi, ma non esclusivamente tramite questi (e mai con un prezzo in concorrenza a favore degli ultimi).


non e' nemmeno possibile vendere l'app al di fuori dell'app store, a livello di licenza e tecnico (se non sbloccando l'iphone e piratando l'app ;1).
immaginati se a cupertino abbiano lasciato il minimo spiraglio per acquistare un ecomics di un'app senza farlo direttamente dal cellulare/tablet.


insomma, in quell'ecosistema li', il sito di un editore non puo' che proporre di venderti direttamente la copia cartacea. per la versione digitale piu' che un link all'applicazione sullo store non puo' fare.


il mondo android e' diverso, ma che io sappia in italia le app coi fumetti stanno su apple.

saldaPress ha detto...

Altra considerazione a margine: l'editore USA del caso vende il suo fumetto in USA e lo licenzia in giro per il mondo. Anche in italia.

Se Comixology con gli italiani non ci parla (sostanzialmente perché li immaginano come poracci boni solo ad acquistare), allora perché non mettersi d'accordo licensee (chi vende) e licensor (chi acquista) per avere una versione multilingua su Comixology?

Così americani, italiani, spagnoli e congolesi possono andare su un unico sito, usare un'unica app e quando sono lì decidere in che lingua acquistare il fumetto digitale.

Non sarebbe più semplice?

Cioè, a monte, non aveva senso che DC Comics (o Marvel o chi per loro) si fosse tenuta i diritti per il digitale in tutte le lingue e poi avesse fatto l'unico editore globale?