8.9.11

[RECE] Cowboys & Aliens



Se la strada di Jon Favreau non si fosse incrociata con quella di Robert Downey Jr, oggi questo regista/sceneggiatore/attore sarebbe ricordato, al massimo, per Swingers.
O per la sua partecipazione ai Soprano nel ruolo di sé stesso (Chris, avresti dovuto sparargli).
Ma Robert Downey Jr. c'è stato ed è a causa di questo incontro che, per qualche tempo, la gente si è creduta che Favreau fosse un regista da tenere d'occhio.
Ma se nel primo Iron Man, Downey Jr. faceva miracoli, caricandosi sulle spalle tutto il peso di un film deficitario sotto qualsiasi punto di vista, trasformandolo in una roba decisamente gradevole, già con Iron Man 2 si vedeva che sotto c'era del marcio.
Adesso arriva questo Cowboys & Aliens a fugare qualsiasi dubbio: Favreau è un regista piccolo e mediocre e realizza film piccoli e mediocri.
E sì che, anche questa volta, aveva un cast mica da ridere, eh?
Daniel Craig (che è invecchiato di vent'anni negli ultimi cinque... sbrigatevi a fargli fare un nuovo Bond o sarà troppo tardi), Harrison Ford (che è sempre bello vedere sullo schermo e che, in questa pellicola, è piuttosto in forma), Sam Rockwell (talento puro, sempre e comunque), Keith Carradine, Walton Goggins, Clancy Brown e poi, lei:


Olivia Wilde.
Che è quel tipo di attrice troppo bella per non risultare improbabile in qualsiasi ruolo la si metta.
E oltre a questi, un mucchio di altri. Tutti bravi.
Al soggetto e alla sceneggiatura, un esercito: Orci, Kurtzman, Lindelof, Fergus, Ostby, Oedekerk e Rosenberg (che è indicato per pure ragioni contrattuali visto che ha avuto solo l'idea dello spunto base).
Per produrlo, un'altro squadrone di nomi rinomati tra cui quello dello stesso regista e di alcuni dei sceneggiatori, oltre a quello dell'ormai immancabile Spielberg.

E tutta questa gente non è riuscita nemmeno a trovare il cappello giusto da far mettere a Daniel Craig.


Ma in generale, tutti nel film hanno un cappello (pure la Wilde) ed è un cappello sbagliato.
Tranne Harrison Ford, che lui i cappelli li sa portare e che comunque si affida a uno Stetson a falda larga piuttosto classico.
Mi viene da pensare che il segno che Hollywood abbia definitivamente perso la rotta e il mestiere, sia proprio dato da questa assenza di "senso del cappello".
Se gli americani non riescono nemmeno più a trovare il cappello giusto per una manica di cowboys, allora vuol dire che è finita.

Che dire del film?
Che è scritto male (ma male tanto), diretto in maniera anonima e che gli effetti speciali sono inferiori a quelli dello standard di riferimento attuale (rappresentato dal solito District 9 che, per costo degli effetti e risultati degli stessi, è diventato il punto di riferimento per qualsiasi produzione di medio livello oltre a essere la cura di ogni male per la Hollywood in crisi economica).
A conti fatti, è un film di cui non varrebbe nemmeno la pena parlare, se non fosse per la storia produttiva che c'è dietro.

Nel 2006, tale Scott Rosenberg (il fondatore della Malibù Comics, dice Wiki), diede alle stampe un albetto di 16 pagine a tiratura e distribuzione limitata (gli americani chiamano questi tipo di albi ashcan). Rosenberg ebbe solo l'idea, affidando poi la realizzazione dell'albo ad altri.
L'albo in questione venne pubblicato da una minuscola casa editrice che poco dopo rivendette i diritti a Roseberg stesso, il quale, nel frattempo, aveva fondato la Platinum Studio (sì, quelli del film e di tutti i prodotti derivati di Dylan Dog) proprio per cercare di piazzare a Hollywood tutta una serie di proprietà intellettuali legate ai comics.
Adesso dovete capire che, in piena mania da cinecomics, Disney e Fox da una parte, e Universal e Dreamworks dall'altra, si fecere una guerra feroce per comprare i diritti.
La guerra venne vinta da Universal e Dreamworks e il primo draft del film (la prima stesura della sceneggiatura), venne affidata dalla Platinum a Oedekerk, un totale sconosciuto che si beccò qualcosa come quattro milioni di dollari di compenso.
Tenete conto che poi, di sceneggiatori, se ne aggiunsero altri cinque che riscrissero, riscrissero, e riscrissero il film.
Sei sceneggiatori per scrivere una sceneggiatura tratta di un fumetto di 16 pagine.
E poi il film non solo è brutto, ma si rivela pure un disastro ai botteghini!

Visto mai che adesso gli americani apriranno gli occhi e capiranno che:

A: solo perché è tratto da un fumetto, non vuol dire che è figo. Specie se il fumetto non esiste.

B: Jon Favreau non sa girare. Con Iron Man ha avuto culo e adesso il culo è finito.

C: se hai bisogno di sei persone per scrivere un film, vuol dire che lo stai facendo sbagliato.

D: se il soggetto è banale e la sceneggiatura debole, mettici degli effetti speciali che mi fanno fare "OHHH!" e non la roba standard di After Effects. Almeno mi distrai.

E: se proprio devi avere una brutta sceneggiatura, un cattivo regista e brutti effetti, dammi Olivia Wilde nuda.

G: il problema non è l'accostamente tra cowboys e alieni (la Guerra dei Mondi di H.G. Wells è ambientata nel 1898 e nessuno se ne è mai lamentato), il problema è che il film è BRUTTO!

H: che fine ha fatto il Punto F?

I: Niente, volevo solo vedere se eravate attenti.

19 commenti:

Benny ha detto...

Mi faccio subito una domanda: ma oggi come oggi chi dobbiamo pagare per avere un buon film? mi viene da rispondere NESSUNO visto che per questo "film" (se così possiamo definirlo) ne ha visti di soldi spesi....

chissà magari sto pensando ad un mucchio di cazzate, sta di fatto che cosa ci insegna questo film? che forse c'è speranza per tutti i fumettisti, guada 16 pagine quasi anonime cosa combinano!!!!

Ma sono ottimista, c'è chi dice che i periodi di grande crisi (ed è inutile non dirlo c'è crisi ovunque e intendo anche crisi creativa) fanno nascere sempre grandi talenti (vedi la storia dell'arte italiana) e questi talenti arriveranno!

RRobe ha detto...

Bho.
Io sono uscito allibito.
Sono un buon conoscitore della storia del cinema americano e mai, mai, ho visto questo settore in un tale sbando.
Deriva di tutto, di idee (e ci può stare), di mezzi (e con la crisi, anche questo ci può stare) e, sopratutto, deriva di mestiere (e no, questo da Hollywood non posso accettarlo).
FIlm sempre peggiori che incassano sempre meno.
E cercano di salvarsi con il 3D.

Ivan Vitolo ha detto...

acc... il vecchio trucco del punto f, m'hai fregato.

kingsimon ha detto...

il senso del cappello.....stavo giusto cercando un modo conciso per indicare la situazione dei film di questi disastrosi anni duemila.....e mi sa che ti rubo il senso del cappello!

Luca ha detto...

Speravo fosse almeno ignorante e divertente. Manco quello?
Quindi flop al botteghino?

Cavuccio ha detto...

il senso del cappello.
Qui sta tutta la tua capacità di critica. Con un simbolo hai riassunto l'essenza stessa del cinema americano. Delle sue glorie e dei suoi fallimenti.
Sono basito.
Eco potrebbe trarre un saggio di semiotica con questo titolo.
Chapeau Monsieur Recchioni.

spino ha detto...

vorrei ricordare che favreau è stato anche Foggy nelson in quell'orribile sciatteria che è stata Daredevil con Ben Affleck, e se il buongiorno si vede dal mattino.... :D

Gimmo ha detto...

Olivia Wilde. Nuda :D
http://www.myxxxblog.com/images/olivia-wilde-frontal-nude-and-topless-alpha-dog.jpg

el mauro ha detto...

Togliete a questa domanda: "ma è così strano che un film che si intitola cowboys contro alieni sia una cazzata?" ogni possibile aspetto polemico e provocatorio e rispondetemi.
Ci sto che - nell'ambito - esistono capolavori come esistono i cialtroni, ma a me sembra che "l'ambito" ormai sia allo sbando da parecchio.
Non faremmo tutti meglio a non degnarli aprioristicamente di qualsiasi attenzione? (un po' come successo per Battle L.A. ad esempio)

Gatsu 88 ha detto...

Ma io nn capisco proprio perché facciano queste porcate! Anche alla sceneggiatura di Lanterna Verde ci hanno lavorato diversi sceneggiatori, ben quattro, e il risultato da l'impressione che uno abbia scritto senza sapere cosa stesse scrivendo l'altro XD.

RRobe ha detto...

Per Mauro: mica concordo.
Come dicevo nel pezzo, la Guerra dei Mondi di Wells si ambienta pochi anni dopo.
L'idea di vedere gli alieni sbarcare nel west invece che a Londra, poteva essere uno spunto notevole.

el mauro ha detto...

Si, si, è vero, mi sono spiegato male.
Intendevo, sono anni che ormai sappiamo come saranno questi film e allo stesso modo in cui evitiamo le pizzerie che c'hanno dato inculate pazzesche perché non lo facciamo anche per il cinema?
Ormai è chiaro come sarà il film prima di entrare in sala e le eccezioni sono talmente rare che il gioco neanche vale la candela.
E lo dico a me in primis che leggo il titolo del film e mi dico: "dai, magari questa volta..." e invece no. Neanche questa volta.

RRobe ha detto...

Bho.
Perché credo che si tratti di un discorso di genere.
E non parlo di fantascienza, fantasy, western o altro ma, del cinema di genere nella sua interezza.
Che Hollywood ha sempre fatto benissimo, sfornando capolavori della storia del cinema (e mica parlo solo di Indiana Jones, eh? Anche i grandi western di John Ford erano film che rientrano nel discorso) e che adesso non riescono a fare più.
Ma continuerò a sperarci perché come ho bisogno di un Lynch ho bisogno pure di uno Spielberg (o di un Ford).

el mauro ha detto...

Io non credo che Spielberg "sbaglierà" mai. Il suo comunque a casa lo porta. Io parlo proprio di questo esercito di nessuno senza qualità alcuna che hanno dimostrato ampiamente di non ottenere risultati. E allora perché continuare a investire su di loro? Veramente non ce ne sono di migliori?
E allora abbandonare. Dico noi come pubblico, premiando i migliori.

Deimos ha detto...

Al cinema ormai vedo solo film di merda. Questo l'ho visto in sala e come volevasi dimostrare...film di merda, purtroppo. Ormai onde evitare di spendere soldi, bisogna guardarsi i film prima di andare al cinema per capire se valgono lo schermo cinematografico o meno.

Ivan ha detto...

A Locarno avevano presentato in anteprima europea questo film giusto per accontentare la platea del popolo del sabato sera e successivamente c'era il grandioso Drive di Refn. Ovviamente sono andato a vedere solo il secondo. Procedendo a scelte molto selettive dei film da vedere io raramente esco della sala insoddifatto, ma sarà che i film di chiara impronta Hollywood industry li evito se non ho letto dei pareri che mi spingono a fare altrimenti.
E questo autunno tra Carnage, A Dangerous Method, La Pelle Che Abito, Ballata Dell'Odio e Dell'Amore, oltre al già citato Drive di cinema di qualità da vedere e gustarsi c'è.

AntoBlueberry ha detto...

Solo due cose: Oedekerk non era un emerito sconosciuto, era lo sceneggiatore delle commedie di maggior successo del periodo.
E il fumetto è uscito dopo che c'era stato l'interesse a fare un film dal titolo "Cowboy vs Aliens". La storia di come Rosemberg ha giocato il tutto è molto divertente, ed è nata dall'impossibilità di riuscire a vendere i diritti per un fim su Tex Willer. Si può leggere qui http://www.bleedingcool.com/2011/07/29/the-secret-story-behind-cowboys-and-aliens/

Matteo Casali ha detto...

Con i Platinum "Studios" abbiamo avuto a che fare (e con il plurale intendo Innocent Victim, lo studio che forse qualcuno conosce e da cui siao scaturiti io, Cammo, Grazia Lobaccaro, Werther Dell'Edera, Michele Petrucci e altri) fin dal 1999, anno della nostra seconda San Diego.
Erano interessati ai diritti delle nostre properties fumettistiche (come a tante altre) e alla fine non chiudemmo nessun contratto con Rosenberg e soci, nonostante pranzi a Los Angeles e presenze a feste un po' tamarre e molto burinHollywood.
E già allora si parlava, che ci crediate o no, di Cowboys & Aliens... che veniva descritto come "esempio di fusione tra i generi" che a Hollywood tanto era piaciuto da esser stato messo in preproduzione PRIMA della fine del millennio.
E tutte le volte che incontravo Scott mi chiedeva come andassero le cose per poi "aggiornarmi" sullo status produttivo di Cowboys & Aliens.
Il film non l'ho visto e dopo la recensione di Rrobe non so se lo farò, però la sua è una storia quantomeno curiosa...

Mario De Roma ha detto...

e sottoscriviamo il punto E, direi.