19.10.11

Come una pelliccia di Cincillà.



Se avete aperto un qualsiasi sito d'informazione, negli ultimi anni, avrete sentito parlare della Foxconn, la più grande multinazionale produttrice di componenti hardware al mondo e l'azienda con il più alto tasso di suicidi tra i suoi operai che si tolgono la vita a causa delle condizioni di lavoro disumane a cui sono sottoposti.
E a cosa lavorano questi poveracci?
Tra le altre cose, alla produzione e all'assemblaggio di gran parte dei prodotti Apple.
In particolare, di iPhone e iPad.

E voi volete dirmi che andare a manifestare contro il sistema produttivo-finanziario mondiale (perché questo era il tema della manifestazione di sabato, non Berlusconi e il suo governo, contro cui avrei manifestato volentieri) con in tasca l'iPhone non sia come presentarsi in pelliccia di cincillà a una manifestazione di animalisti?
Ma fatemi il piacere.
E badate, me la sto prendendo in particolare con la Apple solo perché la diffusione dei suoi prodotti è arrivata a un punto tale da rappresentare un discorso a parte (pare che il 60% dei francesi abbia un iPhone. Pensateci: il 60% dei francesi. Fa impressione, eh?) e perché in un sistema produttivo che non permette a nessuna azienda di essere "buona", la Apple è la peggiore tra le peggiori (e non parliamo delle sue politiche ecologiche...).

Ogni volta che diamo soldi alla Apple (o alla Samsung, alla Sony e a chi più ne ha più ne metta), non facciamo altro che alimentare quel sistema contro cui oggi vi indignate.
E lo sappiamo sia io che voi.
Ma l'iPhone è il migliore prodotto sulla piazza e poco importa se è un pochettino sporco di sangue (no, non è una metafora drammatica: è una realtà di fatto) perché ci piace e ci è comodo.
E, vi giuro, a me sta bene.
Io ho la casa piena di prodotti con sopra mela morsicata,  e non sono disposto a rinunciarci a meno che non mi venga offerta un'alternativa superiore che non comporti alcun compromesso o sacrificio.
Ma cazzo, la consapevolezza che nel dare i soldi a Cupertino sto sostenendo, ATTIVAMENTE (al pari, e più, di dare i soldi a Emergency, per esempio), un'azienda criminale che sta mandando il mondo a rotoli sotto un mucchio di punti di vista, ce l'ho ben presente e ne accetto la responsabilità e accetto pure quello che comporta questa responsabilità.
Per esempio, non avere il diritto di indignarmi.
Perché non sono senza peccato e mi tengo lontano dalla prima pietra.

85 commenti:

Pinocuozzo ha detto...

clap clap clap clap ...grande RRobe

Roberto La Forgia ha detto...

Vabbé, ma qui si parla come se la produzione di nuove tecnologie dovesse necessariamente uccidere qualcuno.
Come se fosse assurdo immaginare che la produzione di tecnologie di massa non possa escludere lo sfruttamento e le morti sul lavoro. E come se la tecnologia, quella più avanzata, non fosse un diritto.
Ci si può o no indignare del fatto che per fare una telefonata si debba per forza alimentare un'azienda che si sporca di sangue?
E' sbagliato indignarsi perché non ci sono alternative?
Oh, alternative avanzate, non cacate in bambù.

RRobe ha detto...

No, non è sbagliato, Roberto.
Farlo, mentre si partecipa attivamente al sostegno di chi, invece, fa l'esatto contrario, per me è ipocrita. Tutto qui.
E' una società consumistica?
E allora la cosa più politica che possiamo fare è sapere da dove vengono i soldi dei nostri stipendi e a chi vanno, quando decidiamo di spenderli.

YaK ha detto...

Appartieni alla scuola di pensiero del "Se tu non sai fare meglio, allora stai zitto e non ti lamentare" ?

Capisco il problema della coerenza logica-materiale e sono d'accordo.

Ma, francamente, una volta resomi conto che anche io sono sporco, cerco di rendermi conto, prima di tutto, di QUANTO sono sporco e in un secondo momento tiro anche le pietre agli altri, essendo però sempre consapevole che da un momento all'altro le posso prendere in faccia anche io.

Appoggio in pieno la tua osservazione sulle persone che si lamentano solo quando gli vai a toccare qualcosa che li riguarda direttamente, altrimenti continuano ad ignorare il problema, però, da qui a dire che non si ha il diritto di indignarsi se si danno soldi a qualche azienda che alimenta "Il mostro" (ed è inevitabile a meno di non fare la vita dell'hippie-barbone in una comune) il passo mi pare decisamente lungo.

Poi bisogna anche valutare QUANTI soldi dai, non è semplicemente "0" o "1".
C'è chi abusa di tecnologia (per fare un esempio) che nemmeno gli serve in realtà e chi investe in una macchina cercando il compromesso migliore per le sue tasche e sfruttandolo finchè può.

RRobe ha detto...

YaK, provo a mettertela nella maniera più semplice e diretta possibile:
tu compreresti i prodotti di una azienda con, notoriamente, utilizza schiavi, per la sua produzione?
Ecco, la Foxconn (e quindi la Apple e tutte le aziende che si appoggiano a lei o ad altre come lei), fa questo.
A me sta bene pure se mi rispondi che li compreresti.
Non mi sta bene se li compri e poi vai a indignarti contro la schiavitù.

RRobe ha detto...

E comunque, sì. Per me, se non ti comporti meglio di quelli che critichi, per me non hai alcun diritto di criticare.

Roberto La Forgia ha detto...

No, aspetta, Robertoo. Forse non ho capito (sul serio).
Cosa intendi per "Farlo, mentre si partecipa attivamente al sostegno di chi, invece, fa l'esatto contrario, per me è ipocrita."?

Chi fa l'esatto contrario? Quelli che non hanno l'iPhone? Quelli che non vogliono sporcarsi le mani di sangue? A sto punto sono TUTTI sporchi di sangue.

L'Europa vive da secoli sullo sfruttamento di risorse e mano d'opera africane (e non solo).
Il sangue a questo punto è ovunque.
Non c'è disallineamento tra i manifestanti. Il mondo non si divide in cattivi con l'iPhone contro buoni senza il telefono.

Che facciamo allora?
Non dovremmo comprare niente.
Essere nudi, col cazzo da fuori, a trombare la prima femmina che ci passa davanti.
Oh, volendo io ci sto, ma COMUNQUE vorrei un telefono spaziale senza sentirmi un assassino.

Djo! ha detto...

quindi se esistesse un I-equosolidale cambieresti sponda ? e a quel punto sentiresti di aver riguadagnato il diritto di indignarti o quel diritto lo avresti perso per sempre ?

Mirko ha detto...

puro vangelo

RRobe ha detto...

Per Yak: io vorrei un'alternativa che non mi facesse sentire un assassino ogni volta che spendo dei soldi.
Mi dico che l'alternativa non c'è ma è una scusa, perché cinque anni fa vivevo senza iPhone e, sorpresa, vivevo! Oggi, non sono disposto a tornare indietro. pur sapendo che quei "diamanti" sono sporchi di sangue.

Per me, fare una manifestazione contro un certo tipo di attegiamenti finzanziari-produttivi, e poi dargli dei soldi, tutti i giorni, è ipocrita.
Quindi, a una manifestazione del genere (che lo ripeto: non era contro le miserie della nostra italietta ma contro un discorso globale) non ci partecipo. Perché non ne ho diritto.
Sono parte del problema, non della soluzione.

RRobe ha detto...

Per Djo!
Se esistesse una via altra, che non comportasse per me sacrifici o compromessi, la abbraccierei.
Troppo comodo?
Esatto.

Djo! ha detto...

e ti sentiresti in diritto di indignarti con chi fa diversamente ?

Mirko ha detto...

roberto è stato chiarissimo:

se fai guerra alla società liberale, anche con veri e proprio crimini, non puoi essere un consumatore di prodotti realizzati da operai che non godono di diritti sindacali.

La coerenza ha un prezzo o le parole non valgono un cazzo.

francesco ha detto...

discorso interessante, condividibile ma anche senza uscita.
Le cose come stanno non piacciono per un tot di motivi e ciascuno, con la sua dialettica (che va dal corteo ad articoli di denuncia alla distruzione) fa sentire la sua voce.
Il problema è che, secondo te, se uno per un qualche modo partecipa alla società dei consumi (anche quelli che sono andati a Roma in macchina hanno le loro colpe...) non ha il diritto per manifestare contro la società dei consumi. Credo che una simile riflessione sia una specie di cortocircuito per cui, visto che tutti abbiamo una porzione di colpa, il vizio va bene così. Quale è allora l'alternativa? aspettare un APP per dire alla Apple che sbaglia?

RRobe ha detto...

Eh?
Se mi indignerei con gente che, a fronte di un'alternativa valida, non la dovesse sfruttare?
Probabilmente, a quel punto, s'.
Mi pare che stiamo parlando di fantascienza, però.

RRobe ha detto...

Pre Francesco: credi che sia tanto distante quella App?

Il sistema è organizzato in modo e maniera di masticare e digerire tutto. Anche lo scontento e la rivolta.

Djo! ha detto...

@Mirko certo, è lineare, ma volevo capire se esiste un percorso di redenzione e di cosa è lastricato.

personalmente non capisco qual'è il problema con qualche compromesso se è per una soluzione globalmente più sostenibile, alla fine sono solo strumenti, e non è che qui stiamo parlando di un vantaggio che fa realmente la differenza.

ma qui potrei aver frainteso, per quanto interessante non lo trovo poi così banale.

RRobe ha detto...

Anzi, ti dico di più, per certi versi, quella App esiste già: si chiama Twitter.

Che oggi, fare un bel messaggino di 140 caratteri su Twitter equivale ad avere una coscienza politica.

Djo! ha detto...

ogni apologia di Steve Jobs tratta del trasformare la fantascienza nel reale : ) solo a che prezzo.

YaK ha detto...

Personalmente parlando, dai un connotato troppo negativo al termine ipocrita. Per me è semplice incoerenza.

Sembra quasi che non sentendoti degno di indignarti (madonna, smettiamola di usare questa parola..insieme a "facinorosi" e "Autunno caldo" mi sta dando a noia..)tu stia cercando una assoluzione o una condanna (che poi è uguale).

Premettendo che neanche io ho partecipato alla manifestazione, perchè ho poca fiducia nella manifestazioni di piazza (diventano politiche, deviano di significato, finoscono in merda etc etc) , posso dire che ho sempre ragionato in un modo diverso, ovvero, Se io sbaglio e lo riconosco e mi critico, posso anche criticare gli altri.

Chiaro che nel tuo esempio, la dissonanza è forte e l'incoerenza è marcatissima, però, insomma, nel mondo occidentale anche quando compri del cibo finisci per alimentare qualche azienda che tratta male dipendenti, animali, ambiente etc etc.

Ti ripeto, a me fa vomitare che il 90% degli "indignados" siano tali perchè hanno dovuto stringere la cinghia, altrimenti il problema non se lo sarebbero mai posto, io invece, su alcune tematiche il problema me lo pongo sempre, quando era meno pesante ed ora, certo, non mi fa sentire una persona migliore.

Poi vabbè, in definitiva hai chiarito il punto di vista, non volevo fare polemica.

Roberto La Forgia ha detto...

@Rrobbe:
Sono convinto come te che ci sia dell'ipocrisia (l'ho detto fin da subito senza giri di parole) ma se stasera il mio cesso comincia a sgorgare merda dalle fogne, diciamo che non mi va di trattenere il vomito e dirmi "no, devo essere coerente. Ho messo casa qui e ora mi becco la mia bella porzione di merda".
Diciamola così, la coerenza è per i pigri.

Preferisco andare giù, nelle fogne, e rompere il cazzo finché il responsabile delle fogne non mette le cose a posto.

Il tuo ragionamento ha degli spunti più che giusti ma poi caschi in un fatalismo senza via d'uscita.

RRobe ha detto...

"Se io sbaglio e lo riconosco e mi critico, posso anche criticare gli altri."

Pure se continui a sbagliare?
Se a pensiero non segua poi, azione concreta?

Roberto La Forgia ha detto...

A te va bene che le apps ammazzino gente e che il tuo cesso sgorghi merda.
A tanti altri no.
Questo è il punto.

RRobe ha detto...

Per Roberto: sì, sì. Concordo sul fatalismo.
Ma sul nichilismo, pure, volendo.

RRobe ha detto...

Spetta, Roberto: a me non va bene.
Non va bene per nulla.
Ma se sono io a sostenere quel sistema, che cazzo di diritto ho di criticarlo?

Djo! ha detto...

a questa puoi non rispondere, ma il dubbio che mi è rimasto è:

se è data una possibilità di cambiamento in meglio per tutti e noi la cogliamo ma altri no, se è pur vero che abbiamo il dovere di contestarne l'immutabilità abbiamo ancora il diritto di indignarci ?

francesco ha detto...

storicamente, poi non c'è mai stata rivoluzione senza interessi 'incoerenti' in gioco. Di solito le cose cambiano non quanto chi sta male sta peggio (chi sta male è quasi assuefatto) ma quando qualcuno è costretto a scendere di livello. Onestamente io aspetto con speranza e preoccupazione il giorno in cui questo malessere colpirà gente ancora più incoerente perché, come per in america nel 1800, sono loro quelli che hanno i mezzi per far finire la schiavitù. Non credo esista la purezza degli eroi, ma confido nella speranza che il prossimo passo sia meno peggio di questo.

Roberto La Forgia ha detto...

"Ma se sono io a sostenere quel sistema, che cazzo di diritto ho di criticarlo?"

Certo che puoi.

Ipotesi:

io sostengo le apps (consentimi questa metafora banale del capitalismo), ne voglio un sacco. Ci vivo anche senza, ma che mi frega, io le voglio, ho le mie ragioni. Penso che siano fiche e che mi semplificano la vita.

Un produttore di apps sfrutta i suoi dipendenti.
Lo critico, gli dico di rigar dritto e cambiare il suo metodo di produzione.

ottokin ha detto...

Cerchiamo di capire meglio la manifestazione dell'altro giorno...

Partiva dal basso... Coinvolgeva gran parte degli stati cosidetti ricchi (700 manif circa in 80 nazioni CONTEMPORANEAMENTE) ma sopratutto, era stata lanciat via web da gente comune, non da politici o sindacati ecc.

Era contro la moderna concezione di capitalismo, quello che da 20 milioni di dollari di premio a fine anno ai manager delle banche (evdella foxxcon).

Contro lo sfruttamento del lavoro (di tutti i lavori e di tutte le nazioni), contro la dioccupazione e la precarietà e contro tutte le storture create da esso.

Mi piace pensare che in un mondo ideale e futuro, possiamo comprare qualsiasi cosa tecnologica (tano x fare un esempio) che vada dal ferro da stiro al samsung galaxy, all'iphone, senza che qualcuno n paghi il prezzo umano!

Per questo SI MANIFESTA IN TUTTO IL MONDO!
Dobbiamo far capire che le cose vanno sistemate ed equilibrate, noi 'occidentali' un po meno padroni e gli altri un po piu ricchi e meno sfruttati!

Solo cosi forse il mondo potrebbe vivere piudecentemente!

Qui l'articolo dellamanifestazione di protesta degli operai Foxxcon

http://www.tuaw.com/2011/05/18/protesters-plank-outside-foxconns-shareholder-meeting/

Roberto La Forgia ha detto...

della serie: non è che le apps possano esistere SOLTANTO in un sistema capitalistico.

RRobe ha detto...

Per Francesco: verissimo quello che hai scritto, furo di ogni dubbio. E giusto e intelligente.
posso comunque rattristarmi del modo in cui le cose girano e hanno sempre girato?

RRobe ha detto...

Paolo: eh. Appunto.

Roberto La Forgia ha detto...

@Francesco:
"storicamente, poi non c'è mai stata rivoluzione senza interessi 'incoerenti' in gioco."

Verissimo.
E non c'è nulla di male e neanche di triste.
L'interesse primo è stare bene. E il benessere è una cosa molto confusa e contraddittoria. Non come ci hanno voluto far credere negli anni 60. Il benessere non è una condizione precisa, non ha una forma statica, non è oggetto.

Bòn, vado a lavorare se no il benessere col cazzo che lo raggiungo.

YaK ha detto...

Si, anche se continuo a "sbagliare,
perchè, in alcuni casi, può anche darsi che per "correggermi" io debba sbatterci la testa 10 volte prima di riuscirci, mentre la persona che ho criticata, dopo aver preso coscienza del problema ci riesca subito. Se non lo avessi fatto notare, il problema non sarebbe venuto fuori.

Cercherò di essere più chiaro.

Il tuo discorso non fa una piega, con l'esempio da te citato (e simili) ma non puoi correre il rischio di generalizzarlo.

Sillogismo:

Non puoi criticare il sistema se ne fai parte, quindi, siccome tutti ne facciamo parte nessuno può criticare il sistema.
Se nessuno critica il sistema, il problema non c'è (nel senso che non è percepibile) e quindi non si cercano alternative.

Ovvio che è un discorso estremo anche il mio.
Non che lo uso come copertura per criticare gli altri :D

Semplicemente, credo che l'incoerenza (o ipocrisia come preferisci chiamarla tu) in taluni casi sia indispensabile, se non critichi (o manifesti o quel che cavolo vuoi) il problema non esce allo scoperto.

Insomma, è vero che le chiacchiere stanno a zero, ma il silenzio è peggio. Difficile nasca un'azione dal silenzio, magari dalla chiacchiere con un po' di culo invece si.

francesco ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
francesco ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Vittorio ha detto...

D'accordo su (quasi) tutto, ma la storia del "non parliamo poi delle sue politiche ecologiche"... mah!
Apple è una delle aziende più "verdi", secondo gli standard di Greenpeace... e tra le sue dirette competitrici nessuna è sopra di lei in questo rating.

Ma che poi il problema è solo Apple...? Se pensiamo che pure gli X360 vengono prodotti da Foxconn (per dirne una)... sono sempre di meno quelli che potrebbero "indignarsi".

francesco ha detto...

@Robbe, dillo a me... io sogno un mondo in cui se uno spillo non viene prodotto nel rispetto del lavoro di chi lo produce non possa essere esportato...
Ma sono un idealista disilluso che spera comunque in un futuro migliore, ma che ha anche sempre meno fiducia nel genere umano...
Pensa che di fronte alle immagini di roma (un incubo per chi è genovese) mi interrogo anche sulla dialettica dei violenti. Cosa pensavano i contemporanei dei Black Block che assaltarono la Bastiglia??

Manuel Colombo ha detto...

Niente, volevo seguire i commenti.

Pog ha detto...

ma pure non darglieli i soldi si può fare.
Capisco la coerenza, ma uno stronzo coerente rimane sempre stronzo (non prenderla sul personale eh).

Giorgio Salati ha detto...

Hai senz'altro ragione Roberto, c'è solo un problema secondo me: l'unico modo per non sporcarci le mani di "quel" sangue sarebbe costruirci una capanna e vivere di ortaggi coltivati da noi stessi. TUTTO ciò che compriamo in qualche misura è sporco di sangue.

Questo significa che non possiamo più indignarci di niente? E' colpa nostra se siamo nati e cresciuti in un sistema in cui devi lavorare-guadagnare-comprare?

L'unica soluzione forse sarebbe radicale: smettere di essere consumatori e tornare all'età della pietra.

Ma forse basterebbe che si migliorassero le condizioni di chi lavora ai prodotti che compriamo. Perché alla fine se non compro Apple compro qualcos'altro altrettanto sporco di sangue. Siamo comunque fregati.

E' come per le compagnie telefoniche, sono tutte truffaldine ma alla fine che fai, per protesta non usi il telefono? Libero di farlo, ma non è facile fare quello che fai se sei isolato dal mondo.

Idem hai bisogno di un computer, anche se non è Apple è comunque sporco del sangue della Foxconn o di altri lavoratori.

U carcamagnu ha detto...

Quindi siccomeci sono adolescenti che si suicidano per motivi scolastici la scuola é una istituzione che gronda sangue e da boicottare?

rae ha detto...

"It's worth mentioning that the number of suicides is still less than half of the national rate"

Final Solution ha detto...

Ma quindi tu Rrobe che proporresti di fare?
Cioè se io in qualità di cittadino vorrei fare qualcosa ed essere coerente e non ipocrita, che dovrei fare?

U carcamagnu ha detto...

Magari ciascuno nel suo piccolo può cercare di non cambiare computer tutti gli anni ma magari ogni 4 o 5 anni.
I programmi piú usati tanto girano lo stesso.

Pog ha detto...

@rae
se il confronto delle statistiche è fatto in modo corretto, le cose cambiano. Magari non in melgio, ma cambiano.

U carcamagnu ha detto...

Che poi che ne so io se il negozio dove compro il prosciutto e il latte non reinveste tutto in aziende che sono compartecipate dalle multinazionali delle armi o della droga?
fino a che punto cioè é giusto e possibile essere consapevoli delle proprie scelte?
In piú che diritto ho io di sindacare sull'usoprivato che gli altri fanno dei soldi che gli do?

Ryowazza ha detto...

Regà stiamo parlando di iphone i ipad..soldoni.. mica di pane e prosciutto!

Simone Malacarne ha detto...

il discorso del 60% dei francesi con l'iphone mi sembra *leggermente* sproporzionato.

Forse è "il 60% degli utilizzatori di smartphone in Francia ha un iphone".

Fuz ha detto...

Agree, 100%.

U carcamagnu ha detto...

Nella vita pensate di aver speso di piú in alimenti o in tecnologia?

Fuz ha detto...

"Un produttore di apps sfrutta i suoi dipendenti.
Lo critico, gli dico di rigar dritto e cambiare il suo metodo di produzione."

Tu continui a comprare e lui se ne batte il cazzo delle tue critiche.

Final Solution ha detto...

U carcamagnu (vorrei tanto avere un nick come il tuo). Si questo in linea teorica almeno si può fare.. e questo sistema si può applicare a qualsiasi cosa. anche per il cibo. per me magari è più facile perché abito in un posto piccolo..
Ma chi ha difficoltà economiche? non è che va' dal negozietto frutta e verdura sotto casa perché costa di più. Va dalla grande distribuzione dove la mela non sa di mela ma costa di meno.
Si deve andare a comprare vestiti a poco prezzo fatti in paesi in via di sviluppo (e quindi il sospetto che la maglietta l'abbia fatta un dodicenne vietnamita è forte).
Certo per l'I-qualcosa, o la PS3 o la xbox, il problema è diverso.. basta non comprarlo.
Posso comprare il caffè equo e solidale..

Però fare una manifestazione non è già fare qualcosinainaina? Anche se può essere considerato ipocrita? o incoerente?

U carcamagnu ha detto...

Final son completamente d'accordo con te, le nostre scelte nascono spesso da rapidi conflitti forse inconsci tra necessità opportunità e coscienza critica, qualsiasi cosa sia quest'ultima ....;-)

BrunoB ha detto...

Ma un po' di senso della misura, dai! Non si può mettere sullo stesso piano chi si compra l'iPhone (o chi per lui) una tantum, e chi invece spende continuamente i suoi soldi per questi gadget.

È come mettere sullo stesso piano chi si beve il mezzo bicchiere di vino a tavola e un alcolista, non sono la stessa cosa e sicuramente il loro impatto sul sistema produttivo, economico e finanziario NON è lo stesso.

Manuel Colombo ha detto...

anche la mela che non sa di mela si può non comprare.

e il discorso sugli alimenti è giustissimo ed è la cosa su cui possiamo agire quotidianamente. (qualcuno ha detto allevamento intensivo?)

Locomotiva ha detto...

In tutto il tafferuglio
"Però fare una manifestazione non è già fare qualcosinainaina? Anche se può essere considerato ipocrita? o incoerente?"

Non so, sa abbastanza di una roba per lavarsi un ciccinino la coscienza e dire 'ah, ma io non c'entro, ho fatto la manifestazione'

Poi, ma perché no? É una questione di coscienza. Di consapevolezza.

Vado a fare l'indignados con l'Iphone al collo, vado alla manifestazione ambientalista col cincillà, vado al corteo 'verde' e già che sono in giro mangio da Mcdonald producendo un chilo di carta tra pacchetti e bicchieri.

Sarei un ipocrita?
Si, lo sarei. Ne avrei coscienza.
E magari lo farei lo stesso, ma prendendomi la mia responsabilità.
E se un Rrobbè me lo facesse notare, non gli darei del nichilista o dell'interista.

U carcamagnu ha detto...

Chi é senza peccato scagli la prima pietra. Uno dopo l'altro se ne andarono tutti. (Cit.)

U carcamagnu ha detto...

Mi rendo conto di non essermi presentato.
sono un lettore di fumetti. Tra cui in passato alcuni lavori di Rrobe.

duff ha detto...

Taiwanese-owned Foxconn has had seven suicides this year. That sounds like a lot, but the firm has an estimated 800,000 workers, more than 300,000 of them at a single plant in Shenzhen.

Although exact figures are hard to come by, even the most conservative estimate for China's suicide rate is 14 per 100,000 per year (World Health Organization). In other words, Foxconn’s suicide epidemic is actually lower than China’s national average of suicides.

http://bit.ly/g9jX0w

RRobe ha detto...

Sei il secondo che mi posta questa cosa: mi spiegate cosa dovrebbe dimostrare?
Sono tutti suicidi di operai della stessa società. Che attenenza ha il fatto che, rapportato con le statistiche dei suicidi medi cinesi, la Foxconn ha un rate più basso?
Vogliamo vedere le statistiche comparate dei suicidi di altre società, magari con condizioni di lavoro e confrontarle con quelle della Foxconn, invece?

Manuel Colombo ha detto...

Vogliono dimostrare che quelli alla Foxxcon stanno molto meglio della media dei cinesi.

Il bello dei dati reali è che si possono interpretare in milioni di modi diversi

duff ha detto...

Non avevo visto che era già stato postato. L'idea è quella espressa da Manuel Colombo. Occorre sempre tenere presente quali sono le condizioni di partenza e quali sono le alternative. Le aziende cinesi che lavorano per i grandi marchi in definitiva finiscono più facilmente sotto l'occhio dell'opinione pubblica occidentale, che spinge perchè siano garantiti i diritti minimi. In seguito alla polemica sui suicidi (infondata) foxconn ha dovuto annunciare un aumento dei salari (già sopra la media cinese). Un impiego in foxconn consente al cittadino cinese un innalzamento della qualità della vita, misurabile in capacità di acquisto ma anche in possibilità di istruzione (figli) e accesso a cure mediche. Alla fine la globalizzazione sta *molto* lentamente ma inevitabilmente spingendo paesi come la cina al riconoscimento e al rispetto dei diritti umani. L'alternativa è l'isolamento e il mantenimento dello status quo tipo Corea del Nord.

Final Solution ha detto...

Si può anche non comprare la mela che non sa di mela, ma qualcosa dovremmo pur mangiare. E chi non può permettersi la mela buona va dalla mela cattiva.
Io posso, ancora, permettermi di scegliere almeno alcune cose. Ma altri, vivendo qui in questa società sono costretti a prendersi la mela di plastica.
Si, teoricamente si può abbandonare tutto e prendersi una cappanna in montagna. ma è facile a dirsi, non sempre facile a farsi, spede se hai figli e devi decidere anche per loro.

per tornare ad ipad e congegni simili, uno come fa a sapere sempre e comunque se la scheda madre è stata prodotta da un'azienda dove nessuno è sfruttato?
Chi produce, a meno che non sia un santo cerca sempre le minori spese, spesso è costretto a cercare le minori spese. E le minori spese sono: manodopera a basso prezzo.
E' la globalizzazione.
Bisognerebbe globalizzare anche le regole e i diritti.
Il problema è che i diritti li stanno livellando verso il basso. E cercano tutti di convincere che questa sia l'unica soluzione.

X Locomotiva: beh ognuno ha la propria coscienza.. a quello c'è poco da fare.. cioè ci sarebbe da fare per smuovere le coscienze ma ci vuole lavoro..

Manuel Colombo ha detto...

il minor prezzo lo puoi fare solo se hai un target disposto a mangiare carne di mmerda purchè sia carne, pesce di mmerda purchè sia pesce, frutta esotica perchè quella di stagione, locale, che non costa un cazzo ci fa schifo.

Quanto costano i cibi pronti in più degli ingredienti singoli? Quanto costa un Kg di pasta e quanto la farina l'acqua e il sale per farla da soli?

Non mi parlate di fare la fame, perchè la fame è una cosa che per fortuna nessuno di noi conosce, tutti possiamo fare delle scelte; anzi, tutti facciamo sempre e comunque delle scelte.

Anacroma ha detto...

Ho sempre ritenuto i prodotti della mela sopravvalutati e, diciamocelo, per un target di fichetti in cui non mi identifico (e in cui non voglio identificarmi).
Odio gli I-Phone
Non ho (mai avuto) un I-Pod (e men che meno un I-PAD).
L'idea di possedere un computer che pago millemila euro solo perché "artisticamente" decorato da un logo della strafungia (e che, a quanto ne sò, non può girare a software libero) mi fa ridere.
NON ero a Roma sabato, non fisicamente. Ma c'ero idealmente. C'ero, perché del peccato di capitalismo cerco di peccare meno che posso.
E mi sento nel pieno diritto di idignarmi e di tirarne ben più di una pietra.

Ovviamente, solo metaforica

Crumb ha detto...

Rimango dell'idea che sia un discorso senza via d'uscita e per questo poco fruttuoso. Dovremmo cercare di essere piu pragmatici invece.
Un post come il tuo Rrobe, nonostante tu dica che hai un ipad, che fai parte del problema, che é difficile o impossibile anche per te tornare indietro, per quanto tu tenta di dire il contrario, prende le distanze da tutto il sistema ed in sostanza te ne lavi le mani. E per me non ne hai neanche il diritto a questo punto.

The Man On The Pero ha detto...

D'accordo tutto il discorso fatto fino ad ora.
Ma niente da dire, giusto per fare un esempio, sulla mancanza di prospettive reali di lavoro? di crescere economicamente, di avere, che dico! una pensione per poter invecchiare e morire senza dover lavorare fino all'ultimo giorno?
Niente da eccepire su una crisi finanziaria che alla fine paga e soffre soprattutto chi sta spuntando beni e consumi nella lista della spesa per far quadrare il proprio bilancino? Niente da dire sull'impossibilità di poter decidere di non condividere uno zozzo appartamento con altre persone per impossibilità di affittare da soli?
Perchè i temi sarebbero anche questi. Non voglio dire che bisogna interessarsene per forza, per carità, ma nemmeno voglio credere che i vostri problemi siano solo le crisine di coscienza per aver comprato l'IPhone.

Lebbia

Mario De Roma ha detto...

Per la cronaca scrivo da un HP con scheda madre FOXCONN. Chi più ne più ne metta.

Costa meno della metà di un apple. La cosa traspare nella scelta di certi mteriali.

A me l'idea di un azienda che ha praticamente come uno slider per settare il livello di qualità dei suoi prodotti a seconda di come paga il cliente comunica un senso di estraniamento inverosimile.

Mario De Roma ha detto...

Comunque sul non avere il diritto di indignarsi...

Il problema è che in un mondo di ultraspecializzati tutti siam caproni in qualche particolare campo dello scibile e lo siamo in modo semi-criminale. Ci sono quelli che il sistema bancario non lo han mai capito ma neanche per il cazzo ora sono indignati. E continuano a non capirlo.

Ci son quelli che i diritti dei lavoratori gli sono sfuggiti, sbadatoni, idem, indignati. Intendono non fare straordinari non pagati ora? Neanche per il cazzo: e giù a lavorare di sabato per niente o ancora meno.

And on and on...

Ci siam tutti dentro fino ad un certo punto. Forse non ai livelli di certi idioti colossali, ma forse non è nemmeno tutto merito nostro.

Dei problemi seri alla base li abbiamo, cose che non riteniamo crimini forse lo devono diventare.

Vittorio ha detto...

Anacroma
Quello di Rrobe era un esempio, non è che se non compri roba Apple e ti senti alternativo così poi vai a fare la spesa all'Esselunga ed è tutto ok. Così come una macchina Fiat, un cellulare con scheda Vodafone, un paio di Nike etc.etc...
Il problema è stato già molto bene esposto prima di me nei vari commenti.
"Peccare di capitalismo il meno che posso" è una bella cazzata che serve solo a sentirsi meglio con sè stessi. Se ti serve un pc per lavoro svago o quello che vuoi tu, se ti fai un HP hai comunque una scheda madre made in Foxconn (tra l'altro, ti obbligano anche a comprarci insieme il tutt'altro che "libero" Windows) e che hai risolto riguardo al "capitalismo" rispetto a uno con un Mac.
Sennò non te lo fai proprio il pc e allora sì che pecchi di capitalismo il meno che puoi.
Comunque sui Mac possono ASSOLUTAMENTE girare software liberi, sia sistemi operativi sia programmi.

Skull ha detto...

Dunque, vediamo se ho capito: io non ho l'iPhone, non ho mai comprato niente della Apple, non ho la Playstation 3 nè l'XBox 360, il mio PC risale al 2007 e il mio cellulare è anche più vecchio; stando così le cose posso indignarmi contro il sistema o devo vendere anche televisione e lettore DVD, per non parlare di alcune marche di abbigliamento e altre di alimentari?

No: direi che c'è qualcosa che non va nel discorso.

BrunoB ha detto...

A me comincia davvero a sembrare una cosa del tipo "mi sento in colpa e quindi tutti devono sentirsi in colpa con me".

RRobe ha detto...

Mai detto di sentirmi in colpa.
Ho detto che non sono un ipocrita.

BrunoB ha detto...

Infatti ho scritto che è un'impressione, non una cosa che ho letto. :D

Greylines ha detto...

Se dovessimo davvero aspettare di essere senza peccati per lanciare la prima pietra, nessuno ne scaglierebbe. E i peccati rimarrebbero lì dove sono.
La coerenza è sacrosanta, ma non deve diventare una "scusa" per non agire. Ammettere di accettare il sangue sull'Iphone non basta.
Non dimentichiamo che, come ha detto giustamente Roberto La Forgia, il sangue è ovunque, quindi alla radice siamo tutti ipocriti. Anche tu Rrobe. Anch'io.
Chiaro poi che ci sono diverse gradazioni di ipocrisia e parecchi modi di "scagliare pietre". Questo, secondo me, è il nodo del problema.

Greylines



PS: concordo con YaK, smettiamola di usare il termine "indignati". Che poi, quelli di Madrid mica si chiamavano così, è la stampa che si è inventata il nomignolo.

Final Solution ha detto...

Manuel, le scelte le puoi fare se sei nella condizione di poterle fare. Se non hai la disponibilità economica(un solo stipendio in famiglia, muto o affitto da pagare..) certe scelte forse non saranno imposte ma certamente fortemente indirizzate. La pasta su può farla da soli certe altre cose no..

Poi per carità, almeno un minimo lo possiamo fare tutti e tutti dobbiamo farlo se lo riteniamo giusto

uomoragno ha detto...

Condivido i tuoi pensieri Rrobe, ottime e argute osservazioni.
Nulla da dire.

lozio ha detto...

Vivo in un contesto che mi obbliga ad avere/utilizzare/consumare beni la cui provenienza è... indegna.
Quindi non è una mia scelta.
Sono obbligato.
La tecnologia perché mi tocca lavorare, il cibo perché mi tocca mangiare, gli abiti perché vivo al nord, fa freddo, e poi in giro nudo non mi ci fanno andare.
E non credo che il tuo discorso cambi se invece di fighettate Apple utilizzo scassoni hp, o se invece che capi firmati e prosciutti rovagnati compro al mercato magliette e insalate.

E già mi indigno del non avere scelta, figuriamoci del resto...

Greg ha detto...

mi piace constatare che l'arma del chissenefrega è sempre più potente di qualsiasi bomba.
e a buon diritto.

Gaunt Noir ha detto...

Mi esce solo un commento scontanto ora: condivido in toto.

Fra l'altro, persino nella minuscola Forlì mi sono imbattuto in un paio di brutte-copie di indignatos badati dai caramba di fronte alla banca. Molto dandy, qualcuno messaggiava su un coso senza tasti. Forse era indignato per il T9.

QSJesus ha detto...

Stiamo lasciando entrare nella UE la Turchia che ancora frusta i dipendenti delle fabbriche e ci lamentiamo della Cina? Almeno in Cina le aziende progrediscono ed i salari si alzano, per andare in un Lao Gai almeno devi aver infranto la legge.
Invece noi tolleriamo la Turchia solo perchè siamo affascinati da una Istanbul tirata a lucido...

Cris ha detto...

In parte condivido... ma non è detto che tutti sappiano come si producono certi oggetti di consumo... e poi il capitalismo è alla frutta per il semplice motivo che sta facendo troppe vittime. I mercati emergenti? Chi si arricchisce in Cina, Russia, India? Non certo gli operai, ma pochi magnati che accumulano ricchezze spaventose. Il capitalismo funzionava finché c'era come controparte il comunismo, per ragioni politiche ed economiche. Oggi il capitalismo deve essere rivisto. Il debito pubblico? Bisogna fare come l'Islanda, cancellarlo. L'inflazione? Dev'essere controllata e regolata. La spesa pubblica dovrà diventare illimitata, svincolata da criteri economici ma finalizzata solo al benessere dei cittadini. Ci sono risorse limitate, ma altre che non sono affatto limitate.

omo os caras do slimpikinot ha detto...

La apple è diventata "verde" grazie anche ad una campagna politica di Greenpeace nel 2004:
http://www.greenpeace.org/international/en/news/features/greening-of-apple-310507/
Greenpeace o qualche suo impiegato probabilmente possedeva dei mac nelle sue sedi.

Come dice Chris nn tutti sanno in che condizioni vengono prodotti gli oggetti che acquistiamo. Non si può dar la colpa ai ragazzi di ora se usano cellulari o altro, si son ritrovati in un mondo in cui il sistema di schiavismo era preesistente e già efficiente (secondo la logica capitalista almeno).
E anche chi è meno giovane ha il diritto di indignarsi anche se possessore di un cellulare.
Voglio vedervi a dire ad un cliente "Mi chiami nella cabina di via Checazzoneso alle 16 che ci mettiamo d'accordo, perche' non sono in ufficio".

Mentre per Apple è saltato fuori il discorso Foxconn, di sicuro anche Asus, Samsung e tutte le altre multinazionali non sono meglio in quanto a schiavitù. I comuni mortali non hanno possibilità di scelta. Non esistono possibilità di scelta. I boicotaggi sono attuabili solo se nel mercato a cui possiamo accedere c'e' la presenza di un concorrente rispettoso dei diritti umani.
Qualunque cosa uno compri alimenta la schiavitù.
Mica serve andare in Cina per l'iPhone. Basta comprare pomodori del sud (sicuramente anche del nord - ma del sud si ha qualche decina di inchieste a dimostrarlo). Gli indignati che lanciassero pomodori ai parlamentari sarebbero ipocriti?
Le regole ci sono, formalmente, per contrastare gli schiavismi. Almeno in Italia. Se compro pomodori non trovo mica scritto "Prodotti al 100% da negri sfruttati. Valutate in base alla vostra morale".
Se boicottassi un prodotto poi a rimetterci non sarebbero certo gli sfruttatori, ma proprio quegli operai che necessitano di quel misero stipendio.
A barletta nella palazzina crollata le operaie lavoravano per 4 euro in nero mi pare. Un parente aveva avvisato una delle operaie che il palazzo era a rischio crollo. La risposta fu: "Vuoi farmi perdere il lavoro?"

http://www.youtube.com/watch?v=OJF-9gIsmz8
Barnard usa sicuramente un cellulare. Lo dobbiamo ritenere ipocrita? Complottista senza dubbio. Ma mette comunque in evidenza molte contraddizioni o incapacità o malafede (chissà) dei vari gestori del potere (guardate Prodi e Fassino) e come chi ha interessi cerchi di impedire ai 'consumatori' di sapere le cose per cui ci si potrebbe indignare.

In un sistema regolato da leggi che normano persino la lunghezza dei cetrioli dovrebbero essere tenuti più in considerazione i diritti umani. Per questo ci si indigna. Contro Amazon la legge l'han fatta in breve tempo, con la scusa di difendere i piccoli librai. Se ci sono interessi il parlamento diventa efficiente.
Bisogna fare in modo che sia interesse del parlamento sempre, anche con l'aiuto di iPocriti.

A estremizzare i vostri ragionamenti (di Rrrobe e di chi e' d'accordo con lui, che sono già ragionamenti estremizzati) si potrebbe arrivare a dire che sono gli stessi operai schiavizzati ad alimentare questo sistema di schiavitù. Senza di loro infatti non potrebbe esistere. Ipocriti anche loro. Scioperano e si indignano contro i loro sfruttatori, mentre gli permettono di arricchirsi e di sfruttarli.

omo os caras do slimpikinot ha detto...

Secondo me, Rrobe, ti trovi fermo in un paradosso di Zenone. Logico ma poco realistico.
Da un punto ad un punto B ci sono infiniti punti. Per raggiungere il punto B, partendo dal punto A, dovresti prima raggiungere un punto in mezzo ad A e B chiamato C. per raggiungere C dovresti raggiungere un punto D in mezzo al punto A e al punto C. E cosi' all'infinito. Conseguenza logica: non raggiungeresti mai il punto B. E per questo non ti muovi.
Quando invece per arrivare al punto B basterebbe muoversi o "indignarsi" e tutto dipenderebbe dalla distanza del proprio obiettivo.

E' nostro interesse che ci siano "ipocriti" no global che protestano assieme a non ipocriti. Se si alzano i costi di produzione di cinesi ora, indiani poi, coreani di seguito e così via, torniamo competitivi come sistema produttivo anche noi.

Quando gli stipendi si livelleranno al minimo, le masse non avranno più soldi per comprare niente di superfluo. Addio cinema, fumetti e tutti i prodotti superflui di intrattenimento e cultura. Ti toccherà scrivere i tanto odiati fumetti d'autore, gli unici che sopravviveranno. Volumoni costosi acquistabili solo da fighetti con l'iPhone.
Solo per questo bisogna difendere sti rivoltosi chic. Per farsi prestare quei fumetti che solo loro potranno comprare.
C'è un lato positivo comunque anche nel frangente in cui persino con l'aiuto degli iNoglobal non dovessimo riuscire a cambiar le cose: potrai scrivere "Watchmen 2" col beneplacito di Alan Moore, che dovrà mantenere due figlie precarie.

Il nemico del mio nemico è mio amico.

iP.S.: un default dell'Italia colpirebbe la massa sfigata di detentori di bot e quant'altro le banche propinano come investimento ai propri clienti. Forse con i soldi pubblici buttati da americani e inglesi per salvare le proprie banche senza colpire i motivi che le hanno portate a quelle perdite, non servirebbe chiedere a paesi come la Grecia misure di rigore che impoveriscono la popolazione. Li trasformano in nostri concorrenti a basso costo e non servirà che i produttori europei vadano fino in cina. Il FMI e la BCE tolgono la ricchezza delle infrastrutture ai paesi che dovrebbero risanare, facendogliele svendere.
La Finlandia chiedeva il Partenone in garanzia degli aiuti alla Grecia.
Le baguette diventeranno la nostra moneta quando acquisteranno tutte le nostre infrastrutture.
C'è solo Berlusconi a frapporsi tra questi cannibali ed il nostro paese, quindi noi. Ma più per disinteresse e incapacità che per volontà politica. Fa quel che puo' e che sa fare. Ossia spara cagate, chiava, fa finta che tutto vada bene e nient'altro. Non attua le politiche di rigore che l'Europa chiede, ma accelera la depauperizzazione dell'Italia non facendo niente e agendo in balia degli eventi (Va tutto bene, però dobbiamo aumentare l'iva e le tasse varie). Gli altri la depauperebbero più lentamente ma progressivamente. Gli indignati con l'iPhone non sono un problema, se non momentaneo fastidio. Spariranno assieme alla classe media.

iP.S.II: Scusa per la lunghezza e confusione :)