17.10.11

Perché vi siete indignati oggi?

Leggo in giro tante parole di critica e condanna ai "facinorosi", ai "violenti", ai "teppisti" (ma quanto vi piace usare questi termini stantii?) che, nella giornata di sabato, hanno messo "a ferro e a fuoco" (sempre a proposito di triti luoghi comuni), Roma.
Questi "black bloc" (altro termine che significa tutto e niente) che hanno rovinato una magnifica manifestazione civile in cui degli onesti cittadini si erano riuniti per dare voce alla loro indignazione nei confronti di un sistema economico diventato insostenibile.
Per come me la stanno raccontando tutti, pare che da una parte ci fosse la gente, bella, brava, buona e sprizzante impegno civile e politico da ogni poro, dall'altra parte, i poliziotti, che sono cattivi a prescindere (all cops are bastards, giusto?) e in mezzo, tra di loro (in senso fisico ma pure in senso lato) un "manipolo" (sì, voglio usarli proprio tutti i termini del cazzo) di male intenzionati.

Sarà.

Per come la vedo io, gli schieramenti per me erano i seguenti:
Le forze dell'ordine.
Le forze del disordine.
E una manica di ipocriti.

Perché ditemi quello che cazzo volete, ma a me questa storia che il privato cittadino occidentale, americano, spagnolo, grego, italiano e via dicendo, si sia svegliato adesso e solo adesso, mi sta sui coglioni.
Dov'erano gli indignati dieci anni fa, quando la povertà era un problema solo degli altri?
Perché oggi, e solo oggi, l'italiano, l'americano, lo spagnolo, il greco e via dicendo, scendono in piazza per mettere in discussione quel sistema capitalistico che per sessant'anni ha strozzato tutte le economie non occidentali ma ha ingrassato loro?
Perché, OGGI, si chiede una più equa distribuzione della ricchezza quando quello che sta succedendo è esattamente che la ricchezza sta venendo ridistribuita e che quelli che ieri erano i morti di fame che ci vendevano gli accendini con le lucine, domani saranno i nostri datori di lavoro?

La verità è che il capitalismo NON è in crisi.
Lo scopo del capitalismo è generare e accumulare ricchezza.
E continua a farlo alla grande.
Solo che non siamo più noi occidentali a accumularla.
E la cosa non ci piace nemmeno un pochettino.
Ma mica vorrete fare la figura di quelli che si portano via il pallone quando stanno perdendo, no?


Cari indignati, volete sapere qual è la verità?
La ruota gira.
E voi (e, tra di voi, io) sarete i prossimi negri. I prossimi cinesi. I prossimi indiani.
La vostra "indignazione" è solamente figlia della transizione.
I vostri figli, e i figli dei vostri figli, non si indigneranno.
Per loro essere sottomessi sarà normale.
Loro abbasseranno il capo e mangeranno la stessa merda che noi abbiamo fatto mangiare ai padri e ai nonni dei loro padroni.
E la verità è che ce la meritiamo quella merda. Tanto noi, quanto i nostri figli.
E ce la meritiamo ancora di più perché oggi, e solo oggi, abbiamo avuto la faccia come il culo di indignarci.



127 commenti:

Cthulhu84 ha detto...

no, non è la stessa cosa perché chi si incazza adesso ha vissuto i vantaggi del capitalismo, mentre prima (se succedeva) erano i poveracci sfruttati dallo stesso sistema.
quindi le dinamiche sono diverse

Marte ha detto...

Mi è venuta ansia nel leggere il messaggio finale. Approvo quasi tutto... e torno nel mio stato ansioso a meditare su un futuro di sottomissione.

BrunoB ha detto...

Secondo me se ci si sveglia solo ora un po' è dovuto anche al fatto che la lotta ai problemi del capitalismo è sempre stata la bandiera di 'sta gente esagitata che è facile liquidare come una manica di coglionazzi che vogliono solo fare casino (e non è detto che non lo siano).

Incendiare auto, tirare sassi o urlare sempre gli stessi slogan non sono atti che creano consapevolezza.

Che poi non è neanche una questione di violenza o meno: avessero occupato il parlamento, o raso al suolo qualche residenza di B., o svaligiato una banca... e invece no, semplicemente vetrine sfasciate, sassaiole, incendi e una camionetta degli sbirridemmerda andata in fumo... grande risultato! ora sì che preso dal fervore rivoluzionario mi sento anticapitalista! ROTFL

RRobe ha detto...

Son prove generali.
Le manifestazioni sono sempre l'incubatrice e il test sul campo di un sacco di roba.

rae ha detto...

Tempi interessanti

COWABUNGA, Dude! ha detto...

In linea teorica il discorso fila, però c'è da considerare che, specie in Italia, la protesta non era tanto contro la crisi, quanto contro il/i governo/i che ci hanno condotto a questa crisi, e che ora, pur non sapendo che pesci pigliare, continuano a ingrassarsi alla faccia di chi non ha più lavoro ne un futuro per i propri figli (che poi detta così sembra retorica, ma è la dura realtà). Vedere che tutti stiamo nella merda non fa indignare, ci fa solo rimboccare le maniche; vedere che noi siamo nella merda, mentre quelli che prima ci guadagnavano continuano a guadagnarci, questo fa incazzare!

COWABUNGA, Dude! ha detto...

Per il discorso "facinorosi", guardali, erano tutti ragazzi 16 enni figli di papà (fascisti) che non aspettavano altro che fare danni per roma, come sempre tra l'altro

Matteo Aversano ha detto...

Quindi dovremo seguire la zucca o la scarpa?

Luigi ha detto...

Meno male, pensavo che nessun altro in tutto il Pianeta vedesse le cose in questo modo.
Secondo me quelli che protestano non sono degli ipocriti ma solo della gente con i paraocchi che non ha capito una sega di quello che sta succedendo a livello globale.
In teoria gli "indignati" dovrebbero essere contenti perché questa "crisi" non è una crisi ma una redistribuzione della ricchezza.
Perché protestano? Sta succedendo proprio quello che la sinistra si auspica, cioè il miglioramento delle condizioni di vita per molta gente nel Terzo Mondo.
Gli indignati non si sono accorti che le risorse della Terra sono limitate e una crescita alle stelle per tutti non è possibile? Che la crescita di qualcuno deve essere compensata dal decremento di qualcun altro?

Chi vuole protesta in Italia contro la "crisi" dovrebbe accettare tutto questo e non protestare oppure protestare ma rendersi conto che la soluzione è tutt'altro che di sinistra.
Gli indignati sono dei coglioni, non degli ipocriti.

COWABUNGA, Dude! ha detto...

@Luigi, Si vede che non hai famiglia e/o problemi economici gravi. Si vede eccome. Neanche io ce l'ho ovviamente, ma per lo meno li capisco i tuoi "coglioni".

Luigi ha detto...

"Chi vuole protestare in Italia contro la "crisi" dovrebbe accettare tutto questo e non protestare oppure protestare ma rendersi conto che la soluzione è tutt'altro che di sinistra."

Cosa non è chiaro di questa frase?
Ho scritto che la gente non deve protestare? Non mi sembra.

mei ha detto...

la seconda parte mare di stronzate, 'ste cose valle a dire agli immigrati teroni come i miei genitori e ti sputano in faccia. Dal canto mio sono entrato nel mondo del lavoro che già c'era CRISI. In Italì si è sempre mangiato merda, e oviamente c'è chi ci lucrava e si arricchiva, quelli merda non la mangiano, nè prima nè ora nè mai. I tuoi discorsi sono allo stesso livello ipocrita qualunquista di quello degli indignatos (lol).
Non che il mio sia meno qualunquista, ma sappiamo tutti che è inutile argomentare su un blog (e in generale sull'internet).

rae ha detto...

non mi sembra che la ricchezza venga "risdistributia", quanto piuttosto che si stiano spostando i centri di potere.

Avion ha detto...

Ma io in effetti non trovo un cazzo da protestare.
L'economia va così, pensare che qualche provvedimento ad hoc ci riporterà ai fasti del passato è ignoranza.

Stefano ha detto...

siamo più poveri perchè la carta moneta che circola in europa è stampata da banche PRIVATE che la "noleggiano" agli stati il cui valore è quindi pari alla carta straccia essendo svincolata da qualsiasi bene materiale (prima era l'oro). Si chiama signoraggio bancario (informati se non lo hai ancora fatto ti si aprirà un mondo) il debito pubblico è proprio questo, è il debito che abbiamo con la BCE perchè loro stampano 100€ che gli costa quanto il pezzo della carta e l'inchiostro che usano, noi gli dobbiamo ridare 100€ più 1€ e quando non lo si può pagare ci pignorano la telecom, le poste italiane la sanità pubblica, ecc.. non so lo sapete ma asnche la Banca D'Italia è una banca privata che non appartiene a noi e uno stato che non stampa moneta non è uno stato.

Stefano ha detto...

sul fatto che in piazza ci vanno i pecoroni posso solo che essere daccordo

Nicola Orritos ha detto...

Il tuo post si scorda che spesso e volentieri non siamo stati noi, nè i nostri padri nè i nostri nonni a creare la povertà che dici.
Ci siamo fatti il mazzo per generazioni, avendo, questo lo riconosco, la fortuna di vivere in una parte di mondo molto meno depressa delle altre. Però abbiamo tutti sputato sangue (per lo meno la mia famiglia e gran parte delle persone che conosco). Scordati tutto il pippone su noi "lucidi aguzzini" del resto del mondo: eravamo troppo impegnati a farci il culo per guadagnarci il pane. E alcuni di noi non hanno neanche mai smesso di impegnarsi per quel resto del mondo (in vari modi, chi più chi meno).
Secondo me hai ragione sul capitalismo, ma non scordare che non siamo degli ipocriti: io, tu e molti altri 10, 15 o 20 anni fa che ne sapevano di com'era il mondo fuori dalla porta di casa? Ne sapevano qualcosa i nostri genitori? Non credo: oggi è più facile documentarsi e a tutti viene voglia di sistemare i problemi del mondo.
Beh, sei sicuro che sia egoistico iniziare dal sistemare i problemi più vicini a noi? E sei altrettanto sicuro che questo non aiuti a risolvere anche i problemi lontani da casa nostra?
Sabato a Roma c'erano tante persone che si battono da anni contro guerre, sfruttamento e tante altre ingiustizie.
Lo fanno da anni, a volte manifestando, a volte organizzando dibattiti, a volte contribuendo anche con denaro donato a organizzazioni umanitarie, a volte andando in prima persona chi in Africa chi in Sudamerica. Lo fanno soprattutto in maniera non violenta.
Te la senti di definirli degli ipocriti?
Te la senti di definirli "quattro gatti"?
Siamo in tanti che stiamo provando a cambiare le cose, da un sacco di tempo. Anche solo parlarne come stiamo facendo qui e adesso è una cosa importante.
Ipocrita è chi con la scusa della crisi inizia a spaccare e distruggere tutto: la soluzione più facile (è venuta in mente a tutti noi), ma anche la più sbagliata.

mistake89 ha detto...

Bah no, non sono d'accordo a 'sto giro.

Io mi indigno perché i soldi che ci sono, pochi o tanti che siano -tra cui anche i miei- vengono investiti male. La ridistribuzione che c'è, e che io mi auspico, sta funzionando malissimo, perché i fondi vengono gestiti malissimo.
Io che vivo nel mondo della cultura vedo ogni giorno i soldi che se ne vanno per saldare i debiti alitalia e FS che sono società che spartiscono gli utili tra privati e i debiti tra i cittadini. Vedo città d'arte che cadono a pezzi perché la politica è incapace di investire in cose che ci hanno reso grandi nel passato e ci sono state donate e vedo la mancanza assoluta di programmazione (che sia energica, strutturale...). Sto vedendo un paese paralizzato, al di là delle menate economiche che ci propinano e vedo le tasse universitarie aumentare a dismisura e che sta mandando via alcuni tra i migliori cervelli (e lo vedo tra i miei amici di università!).
Ah già, non vedo più la Rai perché qualcuno ha deciso che deve diventare un tv per deficienti.

Questo non c'entra nulla con il capitalismo e la ridistribuzione della ricchezza.

Piccola postilla: io sono lucano. E da noi, col fatto che abbiamo il petrolio, ci pigliano per il culo tutti i giorni e ci daranno un contentino di 90E quando loro si spartiscono i miliardi. Questa è ridistribuzione?
Per me si sta solo polarizzando l'economia: i ricchi saranno più ricchi ed i poveri che si arrangino come possono.

Per me ci si indigna perché si è raggiunti la misura -economica, politica e tutto quello che vuoi - e così, con questo sistema, oltre non si può andare. Per la soluzione parliamone, ma stare zitti per me è ingiusto.

JenaPlissken ha detto...

Il capitalismo è in crisi eccome, vista l'interdipendenza delle varie economie mondiali.
Se va giù l'occidente vanno giù anche tutte le altre economie a catena, l'economia non è più un sistema a compartimenti stagni basato su gli stati nazionali, ma un unico sistema interconnesso, modello domino.
Va giù una pedina? Le altre non se la passano troppo bene.

La Cina può prosperare perchè c'è un ampio mercato lì fuori che compra le sue merci, ma se questo si inceppa iniziano i guai.
Stesso discorso per la quota di debito detenuta dai paesi asiatici: è vero che dà loro un grande potere, ma se il debitore non paga vanno nei guai. Se tu mi devi 1000 euro e io in tasca ne ho solo 20, se tu non mi paghi vado nella cacca :p

In sintesi, quello che ci aspetta è un mondo multipolare. Quello che è definitivamente tramontato è un sistema egemonico.

mario uno due ha detto...

x nicola orritos e mistake89...... avete pienamente raggione, ma infatti che state ancora a perde tempo dietro a recchioni, che qui l'unico ipocrita coglione è lui a scrivere ste cose???
roba da vergonasse: parlano parlano senza sapere de che, non c'hanno manco figli e parlano di quelli dell'altri, che si credono onnipotenti e invece sparano a salve e so' solo impotenti............

Manuel Colombo ha detto...

la testata è fichissima!

Il resto è troppo complicato per l'ora in cui sto scrivendo, magari ci torno più avanti

RRobe ha detto...

Sarà. Come diceva la canzone? Anche se voi vi credete assolti, siete comunque, coinvolti.

Nicola Orritos ha detto...

Già, e almeno stavolta sono sicuro che Gaber parlasse degli altri.

Nicola Orritos ha detto...

Che poi, tu, come ti senti? Indignato? Assolto? Coinvolto? Metà e metà? No, vorrei capire se il tuo messaggio parla di condanna, di autocritica o di entrambe.
Vorrei capire se, per te, abbiamo fatto abbastanza, non abbastanza oppure se ce ne siamo proprio fregati.
E quali sono le strade e i comportamenti che proponi, alternativi a quello che hai visto finora?

RRobe ha detto...

Era De André.
E quanto al discorso parlare degli altri.
Mica mi tiro fuori dal novero.
Ce lo meritiamo tutti, io compreso.

el mauro ha detto...

Riducendo ai minimi termini il senso della manifestazione si potrebbe guardare a quel "99% vs 1%" che era ben visibile ovunque.
L'indignazione è quella nei riguardi di quell'1% che possiede quello che il restante 99% non avrà mai. E che questo 1% sia composto da ricchezza americana, europea, cinese, indiana poco, o nulla, importa, perché, comunque, le proporzioni, non cambieranno.
Per quello si manifestava.

el mauro ha detto...

(Ah, e riguardo la frase del sommo, ho usato la foto con la maglietta con quella frase come rappresentazione del mio post su fb proprio per sottolineare il coinvolgimento e la colpa di tutti. Nostra in primis.)

Nicola Orritos ha detto...

Non lo so se siamo anche noi da annoverare: abbiamo un casino di problemi per conto nostro. Secondo me la gran parte di noi ha già fatto tanto. Anche chi era in piazza a Roma Sabato.
Oddio, LA GAFFE! Volevo dire "Faber"... Cristo. Ho proprio bisogno di ferie.

RRobe ha detto...

La mia idea?
Per me è giusto che vada così.
E' giusto che vengano a farcela pagare.
E' giusto che il prezzo sia salato.

Per me ,se ci spazzano via domani, fanno bene.

Sarebbe bello che avessi almeno la dignità di capire che ce lo meritiamo invece di stare a fare gli ipocriti a cui stanno a cuore i poveracci.
Dei poveracci non ci è mai fregato un cazzo, fino che non ci è balenata davanti la possibilità di diventarlo noi.

RRobe ha detto...

Per mauro: certo, si manifestava per quell'1%.
Perché oggi?

RRobe ha detto...

Che poi, andare a manifestare sulle ingiustizie del mondo, con l'iPhone in tasca, mi fa ridere a prescindere.

el mauro ha detto...

Gente più attenta di noi lo faceva già anche ieri.
Gente più distratta lo farà da domani.

RRobe ha detto...

E no, non ho detto iPhone a caso.
Basta vedere come è prodotto e dove il mio giocattolo preferito per capire.

eppure: io ce l'ho, tu ce l'hai, e come me e te, milioni di altre persone. Una sacco di queste, "indignate".

RRobe ha detto...

E no, non ho detto iPhone a caso.
Basta vedere come è prodotto e dove il mio giocattolo preferito per capire.

eppure: io ce l'ho, tu ce l'hai, e come me e te, milioni di altre persone. Una sacco di queste, "indignate".

Massy ha detto...

Lo so che è fuori dal mondo e anacroistico ma da anticapitalista convinto io tornerei sul serio al baratto.

Ovviamente non parlo 3 capre per 10 litri di olio ma un sistema intelligente e serio di elargizione di servizi al cittadino in cambio del proprio lavoro (qualunque esso sia).

Non avendo un oggetto a cui si attribuisce valore (il denaro) e che è l'oggetto di baratto universale (capitale) la ricchezza e "il potere" non è dato dall'accumulo di capitale ma tutti dovrebbero avere tutto in egual misura.

E' utopico e quasi impossibile da tradurre in pratica, chissà magari quando ci scanneremo un bel po' tutti e capiremo che una rivoluzione profonda anticapitalistica è l'unica soluzione frse i nostri pro-pro-pronipoti ce la faranno.

winnie ha detto...

Hai ragione a questo giro Recchioni: tutti a fare i ribelli e poi noi in saccoccia abbiamo iPhone e affini. Fare i belli e poi tornare a casa e stare bene non ha proprio senso ed è da ipocriti.
Il fatto è che abbiamo paura di diventare poveri pure noi.
Vediamo quando riusciremo ad ammetterlo tutti quanti.

mistake89 ha detto...

Ma ci sarà qualcuno che può essere arrabbiato per davvero o tutto questo deve necessariamente tradursi in ipocrisia?

Skull ha detto...

Non è in crisi il capitalismo, è in crisi il mondo del lavoro.
Ed è in crisi perchè qualcuno ha cancellato con un colpo di spugna i diritti conquistati col sangue dai nostri padri e ha reintrodotto la schiavitù.
Se permetti chi DIVENTA schiavo è un pò più incazzato di chi ci NASCE, specie se di ricchezza in questo paese ce n'è ancora tanta per chi ha saputo manovrare la politica per i suoi fini.

kEiSoN ha detto...

Non sono d'accordo. È dietrologia spicciola.
Io mi sono trovato in mezzo agli scontri di Atene dell'anno scorso, e c'ero questo sabato a Cavour e Labicana.
In Grecia c'era la disperazione e l'esasperazione vera. Non c'erano le curve degli stadi.
Chiamare ipocriti quelli che sabato stavano manifestando pacificamente, significa non riconoscere loro il fatto di essersi mossi contro una situazione che ci indigna tutti, e dovrebbe indignare pure te. Pure solo per il fatto che sei italiano. Poi le ragioni possono essere diverse, possono avere bandiere o non averne. Però quelle erano tutte persone che avvertivano il malessere.
Non puoi condannare chi inizia ad avvertirlo solo quando lo tocca da vicino.
Perchè vuol dire che c'hai la testa chiusa.
E invece di gridare "ipocriti" dovresti pensare "meglio tardi che mai".
Perchè ad Atene io ho visto la disperazione vera Robè. Non c'erano le curve degli stadi, come sabato qui. Erano persone che si sono viste portare via tutto da chi stava al governo.
Ed erano le persone che 'sto sabato manifestavano pacificamente.
E se io stavo là, è perchè ho visto qual'è il passo successivo. Ho visto come possono diventare quelle stesse persone una volta che gli togli tutto. E non ci voglio arrivare.
Scrivi di quello che conosci Robè, me l'hai detto tu stesso.

kEiSoN ha detto...

Il mio "non sono d'accordo" era riferito al tuo post. NOn al commento precedente di Skull (con cui tra l'altro sono d'accordo)

alexmeia ha detto...

Mi piace il tuo punto di vista. Quello che scrivi sarebbe ancora più adatto per quelli che si sono accampati davanti a Wall Street, ma si adatta bene anche ai nostri indignati.

E' comunque giusto chidersi, come fa Mistake:
Ma ci sarà qualcuno che può essere arrabbiato per davvero o tutto questo deve necessariamente tradursi in ipocrisia?

Secondo se le cose andranno male per davvero cominceranno a scendere in piazza quelli arrabbiati per davvero, magari non giovani, non studenti e senza iphone. E a quel punto i black block sembreranno bambini un po' troppo vivaci.

carlpaz ha detto...

@keison
Purtroppo la gente che manifesta perchè sta per perdere tutto, dovrebbe capire che gran parte di quel tutto, 99% superfluo, ce lo si poteva permettere sfruttando quelli che adesso stanno rialzando la testa, e non ci stanno più.
da USA , Europa, Giappone, a Cina India Brasile e Russia.l'asse economico mondiale sta per cambiare.
noi siamo già falliti, compresi gli Usa.
la domanda vera e': molleranno lo scettro pacificamente, o faranno guerre ovunque?

Dormomale ha detto...

seppure io condivida il fatto che ci sia sempre un numero consistente di ipocriti in mezzo ai manifestanti, nel tuo post c’è confusione e un po’ di qualunquismo. Tipico di chi non sa cosa vuol dire avere problemi economici seri, di chi non è cresciuto in una famiglia che ha fatto solo sacrifici per tirare avanti o far studiare i figli, di chi non ha dovuto fare il cameriere per tutti gli anni di università, e dopo la laurea ha fatto il giro delle agenzie interinali. Oggi i ricchi sono sempre ricchi e non erano tra i manifestanti. Sicuramente è da ipocriti comprarsi un paio di scarpe Nike (o un IPhone) e poi manifestare, non sopporto queste persone. Purtroppo molti di questi erano in piazza. Tuttavia c’era anche chi aveva diritto a starci ( fosse stato anche il 10%), perché si è sempre fatto il culo per campare, e che di sicuro non ha mai avuto tempo e mezzi per interessarsi dell’Africa. A proposito, quelli che ci vendono gli accendini continueranno a venderceli purtroppo ancora per molto, anche se a me non dispiacerebbe affatto vedere il contrario. Che cinesi e indiani ci invadano e ci sostituiscano è un mio desiderio ma questo è un altro discorso. Spero tu voglia fare un passo indietro e condividere che gli schieramenti fossero più di tre.

Matteo Aversano ha detto...

Posso dire, Roberto, che secondo me, se la manifestazione fosse andata bene, senza scontri, senza mazzate, senza disordini, senza sanpietrini lanciati... Tu questo post non l'avresti scritto?

Perché gli indignati saranno pure ipocriti svegliatisi all'ultimo, come dici, ma non è che tu stia facendo una figura migliore: mi sembra tu stia passando per Nelson dei Simpson.

dedalus ha detto...

post molto lucido, anch'io credevo di essere il solo a pensarla così. Grazie davvero.

se pensate che il passaggio di ricchezzza di cui parla rrobè sia temporaneo, guardate questo video:

http://www.ted.com/talks/niall_ferguson_the_6_killer_apps_of_prosperity.html

se poi pensate che la vita in italia negli ultimi 50 anni sia stata dura, chiedetevi quanti vostri famigliari sono morti di malaria recentemente. La mia amica Raby (26 anni, viene da Guiné - Conakry) ne ha persi 6, tra cui due fratelli.

Adesso anche questa gente vuole un posto al sole, e non saranno certo le proteste ad atene o roma a cambiare il processo.

Djo! ha detto...

sempre a guardare al bicchiere mezzo vuoto, dove è lasciata l'inquadratura se mi permetti. E' un occasione che la società ha di migliorarsi forse. e non importa per chi, se sarà per i migliori, per i giusti persino.

ma sia ben chiaro, non è un'idea scorretta la tua, un piacere che tu l'abbia condivisa.

Daniele ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Daniele ha detto...

A

spino ha detto...

Io non ho l'iPhone, quindi dico la mia! :)

Secondo me, e già so che mi darete del pomposo ma sticazzi, se non hai figli, non si può capire.

COWABUNGA, Dude! ha detto...

@Luigì, gli hai dato esplicitamente dei "coglioni". Che cazzo gliene frega a loro della redistribuzione globale dei miei coglioni, se non hanno da mangiare (nel senso che non hanno di cosa procurarsene)?! Qua pare che ve li immaginate tutti come dei riccastri annoiati che per passare il tempo organizzano manifestazioni. O magari come ricchi industriali borghesi che hanno paura di perdere la propria egemonia. Ebbene, potrà sembrare assurdo ma non è così. E non mi venite a tirare fuori l'iPhone, che quello non è mai stato un indice di ricchezza.
Questi qua sono incazzati con chi è responsabile della crisi e non ne subisce le conseguenze, non con la Cina o con chissà chi altri.

Poi ancora devo capire che c'entra la sinistra, che tu hai tirato fuori, con questo discorso degli indignati..

Skull ha detto...

Che poi io vorrei sapere che cavolo ho di superfluo nella mia vita da raggiungere addirittura il 99%, come diceva carlpaz... dovremmo darci tutti alla meditazione ascetica vestiti di stracci?
Mah.

Crumb ha detto...

Indignarsi quando qualcosa ti tocca da vicino, è normale, è scontato, è logico, è umano.
Non vedo cosa ci sia di strano.

Un discorso del genere se ne fotte di tutto quello che di buono viene fatto, di tutte le persone che una coscienza ce l'hanno.
Un discorso del genere tronca le gambe sul nascere a qualsiasi buon proposito si possa intreprendere.
E' talmente generico e prende alla larga qualsiasi aspetto della quotidianità che perde quasi ogni significato.

Massimo Giacon ha detto...

Questa analisi geopolitica e neocinica ha alcuni punti deboli. Il primo punto debole è che in un momento in cui tutte le economie sono interconnesse, un tracollo dell'economia occidentale sgomenta anche le neoeconomie cinesi e indiane, per la semplice ragione che la grossa fetta dei consumatori del mondo è occidentale, e un impoverimento nostro significa un freno anche per loro, infatti l'economia cinese è già scesa di due punti. Insomma non diverremo la forza lavoro dell'oriente, a meno che questa non sia una vera e propria terza guerra mondiale che, come la seconda, sta partendo da una fase di recessione occidentale. Le anime belle magari pensano che una re-distribuzione delle risorse sarebbe una cosa meravigliosa, i cinici che si tratta di un'utopia, la realtà è che si tratta di una necessità. Ci vogliono dei nuovi modelli economici-sociali, in questo momento non sono possibili perchè in realtà nessuna delle macro-economie pensa al futuro. I singoli magari sì, ma nel mondo siamo entrati davvero in una logica consuma-accumula-muori, e allora cosa fare? Meglio sentirsi bene con la propria coscienza cercando di interrompere questa catena di eventi o osservare affascinati l'abisso ? Le due anime della manifestazione di ieri, ammesso che una buona parte dei violenti non erano infiltrati o agenti di una fantomatica cospirazione internazionale, sono le due facce della stessa disperazione .

Crumb ha detto...

Se proprio qualche ipocrita ce lo vogliamo mettere, io ci infilerei tutti quelli che si lamentano della stampa che parla solamente dei "facinorosi" (sono fighi sti' termini in effetti) quando poi su facebook, al bar, in giro, su internet, non si parla d'altro.

~ Mezzaluna ha detto...

si, un pò ce la siamo voluta, ma non mi lamenterei per il fatto che finalmente qualcuno si fa sentire.
forse li immezzo(voglio sperare) c'era qualcuno che manifestava il suo totale distacco dal modo di gestire le cose in italia, da tutto il sistema italiano, dalla politica, tutta.
ps: io non c'ero e me ne sono anche ben guardata. e forse in fondo hai ragione tu...

BrunoB ha detto...

Un po' di buon senso (IMHO):

1) La gente che era lì probabilmente non ce l'aveva coi cinesi o gli indiani o i brasiliani, ce l'aveva coi privilegiati di tutte le latitudini che fanno miliardi senza fare un cazzo tutto il giorno, a partire dai politici e passando per tutto il mondo di banca e finanza.

2) Questione iPhone: c'è una differenza tra l'operaio (o il figlio dell'operaio) che si compra l'iPhone E BASTA, magari a rate, per essere alla moda o chissà per quale altro motivo, e tra le belle anime che hanno iPhone, iPad, iMac, action figure, limited edition, vinili d'epoca e tutto l'armamentario hipster pagato a peso d'oro e poi rimasto sottoutilizzato oppure proprio a prendere la polvere su uno scaffale. Se per "quelli con l'iPhone" si intendono solo questi ultimi ok, però intendiamoci.

Davide Riboli ha detto...

Per quanto mi riguarda, condivido pure le virgole.

Rocco ha detto...

La risposta alla tua domanda, RRobe, è "Perché ieri stavamo bene, oggi no".

Ti sembra assurdo? Eppure l'Uomo è un sistema a feedback come ce ne sono tanti.
Se poi sia giusto o sbagliato, ipocrita oppure no se ne può discutere.

Sarebbe bello un mondo in cui ognuno di noi lotta per ciò che è giusto e non per ciò che è vantaggioso, ma non è a questo che ci ha portato la spinta evolutiva. Siamo programmati per sopravvivere (e, secondariamente, far sopravvivere chi è più simile a noi) a scapito del resto del mondo; per quanto io non appoggi questo principio, non è così semplice combattere qualcosa di tanto radicato. E' la nostra Prima Legge e ricordati quanto ci mette Daneel Olivaw a creare la legge Zero. Se poi tieni conto che noi siamo più ottusi dei robot di Asimov...

E poi una battaglia giusta resta giusta anche se si combatte per i motivi sbagliati. O no?

nessuno ha detto...

robé hai ragione per carità, ma, mammasantissima, come la fai drammatica

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

@ Roberto

Hai affrontato la questione con una tale superficialità che...
... che punto.

elenA

RRobe ha detto...

Per Keison: va bene. hai laverità in tasca perché sei stato in Grecia e io non conosco quindi non dovrei parlare perché in Grecia non ci sono stato. Poco importa che qualche manifestazione me la sono vista da vicino, lacrimogeni compresi. Non sono stato in Grecia, non posso capire.

RRobe ha detto...

Per Dormomale: esattamente, che ne sai te della mia situazione economica e di quella della mia famiglia?
Vuoi venire a pagarmi i debiti?

RRobe ha detto...

Sulla questione iPhone.
Il punto non è "l'iPhone costa, è ridicolo che chi va a manifestare contro la crisi abbia un cellulare che costa".
Il punto è che mi fa ridere che la gente che va a manifestare contro un sistema, poi non avverta alcuna remora a dare soldi a una azienda come la Apple, che anche fosse solo (ma ci sono mille altre ragioni) per come produce i suoi prodotti in Cina (e per la maniera in cui vengono trattati gli operai delle ditte a cui si appoggia) è artefice di quel sistema contro cui ci si indigna.

"Indignazione" è una parola grossa.
Indignarsi per qualcosa comporta responsabilità enormi, prima fra tutte, la coscienza pulita. E la coscienza pulita, in occidente, non ce l'ha nessuno a prescindere.

RRobe ha detto...

Per Massimo Giacon: sì e no.
Le due facce della manifestazione (poliziotti a parte e ammesso che tra i black bloc non ci fossero infiltrati) saranno pure due facce della stessa medaglia, ma sono facce molto diverse.

Da una parte c'è l'indignato della domenica che poi torna a casa e continua a rifornire quel sistema contro cui si indigna.
Dall'altra parte, c'è uno che a quel sistema ci tira contro i mattoni e che il rischio di prendersi una sprangata o di finire in carcere, se lo accolla.
E' una parte che si tira fuori da quel "consorzio civile" che per me è colpevole a prescindere, proprio perché "civile".
Le multinazionali, le banche, le grandi società, non sono persone con cui parlare. Sono macchine.
Non si parla con le macchine. Al massimo, le si rottama.

Roberto D'Andrea ha detto...

Non Puoi generalizzare. Parla per chi vive la cosa come dici te. Io c'ho 37 anni e sono 30 anni che detesto il capitalismo. Ho sempre pensato che sia un sistema abbietto e ho sempre creduto che l'Unione Sovietica e la DDR non fossero quell'inferno che i nostri mezzi di informazione venduti ci raccontano. E, no, quella merda di iPhone in tasca io non ce l'ho, e non me ne frega un cazzo. La casa ce l'ho, il mutuo lo pago, perchè sono costretto dal mondo intorno e da qualche parte devo pure dormire, altrimenti dovrei pagare un affitto a qualche stronzo. E in piazza l'altro giorno ce ne stavano tanti come me, che vent'anni fa già lo sapevamo che se noi eravamo così ricchi era perchè c'era chi non mangiava. Bisogna fare molta attenzione quando si parla di centinaia di migliaia di persone.
Venti-trenta anni fa peraltro il lavoro non era precarizzato come oggi, e il capitalismo di allora non si era ancora assueffatto all'iper-liberismo finanziario: si era ancora in epoca sostanzialmente "fordista".

BrunoB ha detto...

Troppi assolutismi secondo me. Non fatico a immaginare che di "manifestanti della domenica" ce ne fossero anche tra chi era lì a buttare le pietre. Ma forse immagino male io...!

Che poi ci sarebbe anche da dire che c'è gente per cui andare a manifestare è più o meno come andare allo stadio o in discoteca, pietre o meno... la cumpa, il casino, lo sfogo...

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

Ma scusa, la coscienza pulita non ce l'ha nessuno e basta, ammesso che tu voglia fare proprio una discussione sulla coscienza. Non puoi fare una divisione netta perché c'è il capitalismo in una tal parte del globo e dire che la tribù "firulì firulà" é più sana e basta perché non avendo l'iphone non ha sfruttato nessuno, poi magari indaghi un attimo e si fa i mocassini con la pelle della tribù a fianco.
E' colpa di Meucci che ha inventato il telefono ! Si poteva immaginare che quell' infernale apparecchio sarebbe servito non solo per far comunicare le persone a distanza, ma che un giorno sarebbero nati gli 144 e tutta la trafila per spremere i soldi agli stolti. E se sei stolto fatti tuoi perché lo dovevi sapere.
Non capisco cosa vuoi dire... "oggi noi, domani voi" ?, ma questa è storia. Da sempre c'è uno sfruttato e uno sfruttatore, ma non è questione solo capitalista, è una prerogativa umana, purtroppo.
Se poi vuoi discutere delle modalità nel manifestare un disagio è un'altra cosa. Io non credo che manifestare in piazza sia la risposta giusta, ho dei dubbi, ma ho dei dubbi perché in queste situazioni si incasina sempre tutto perché può essere manipolata e rimanipolata.
Siamo capitalisti... da domani tutti crocefissi in sala mensa !

RRobe ha detto...

Elena: te la faccio rapida.
A me fa ridere che una volta stabilito un gioco, io cui uno sta sopra e l'altro sotto, quando a quello che sta sopra tocca il turno di stare sotto, di colpo si ridiscute la giustezza di quel gioco.
E' un sistema del cazzo? Assolutamente.
Ma andare a protestare oggi che sono i nostri privilegi a venire toccati, è troppo facile.
E soprattutto, andarlo a fare con la pretesa di un confronto civile, è ridicolo.
Sopratutto tenendo conto che, finita quella dimostrazione di "indignazione", si tornerà a casa e si tornerà a far parte di quel sistema contro cui ci siamo indignati.

Sei indignato per ile regole del nostro consorzio civile?
Bene.
Escine.
Poniti fuori da esso e prendi una spranga.

Altrimenti, non rompere il cazzo e accetta che ieri toccava agli altri e adesso a te.

Massimo Giacon ha detto...

Ho una certa età, e sono molto depresso nel constatare che le cose, con i dovuti aggiornamenti dati dall'aggiornamento temporale, poi non cambiano nella sostanza. Nel 1978, a Padova, c'erano gli autonomi con i camperos e i soldi di papà, oggi ci sono gli indignati con l'IPhone. Alla fine è sempre la stessa polemica su chi è autorizzato a fare la rivoluzione e chi no.
Eppure non penso che perchè hai i soldi e l'IPhone devi per forza essere uno che se ne strafrega di come vanno le cose. Io mi ricordo come andò alla fine degli anni '70... Tutto veniva messo in discussione, lo stile di vita, i rapporti di coppia, la famiglia, il consumismo, il comunismo, il PCI, i sindacati... Alla fine si passava più tempo a discutere della forma che della sostanza, finchè non sono arrivati l'eroina a basso prezzo e gli edonistici anni'80 e hanno spazzato via tranquillamente tutto il movimento, a parte alcuni irriducibili. A me non sembra che ciò abbia giovato molto all'Italia. In teoria non bisognerebbe usare nessun computer, nessun cellulare, vestirsi con abiti di cotone coltivato e tessuto in casa, mangiare le verdure del proprio orto, rifornire di elettricità la propria casa caricando i generatori pedalando in bicicletta (ma attenzione, perchè anche le biciclette potrebbero essere prodotte in Cina). Con questa logica non si va da nessuna parte. Sono arrivato alla consapevolezza che non si operano cambiamenti radicali, ma il tempo opera cambiamenti radicali in noi, che lo vogliamo o no, per cui cerco di modificare quel che posso, senza sentirmi il motore della prossima rivoluzione, e cerco di fare i conti con le contraddizioni della vita e della politica. I black block non mi piacciono, ma ci sono sempre stati fin dai tempi della Rivoluzione Francese (e sicuramente anche prima), per cui non li criminalizzo, sono organici a tutte le mutazioni storiche, non cambiano la storia, ma ne fanno parte, come i movimenti di opinione etc.. Che credete, che durante la rivoluzione francese non ci fossero ricchi intellettuali che sbandieravano ideali a cui poi non aderivano materialmente? Intanto cerchiamo di chiudere un periodo storico fatto di liberismo selvaggio e di berlusconismo italiano (che mi sembra l'emergenza reale), e poi discutiamo di produzione e di cambiamenti comportamentali. Una cosa per volta.

RRobe ha detto...

Aspetta, Massimo.
Io non sono venuto a sindacare sul fatto che uno ha i soldi e l'iPhone.
Io sono venuto a sindacare su come li spendi quei soldi. Ovvero, comprandoci quell'iPhone che è frutto di quello stesso sistema che ti indigna. basta vedere in che condizioni è prodotto e qual è la tenuta etico-produttiva dell'azienda che lo produce.

Io spendo un sacco di soldi un prodotti realizzati da quelle aziende che sono parte in causa, una parte rilevante, spesso, della situazione attuale, che fanno parte di un sistema che sfrutta una parte del mondo per accumulare ricchezza.
Per me, andare in piazza a "indignarmi", dove indignarsi significa fare una dimostrazione civile per comunicare il mio dissenso, sarebbe ipocrita.

Se avessi le palle di prendere un mattone e di metterci la faccia, le ossa e la fedina penale, almeno in parte un diritto a essere indignato ce lo avrei.

Massimo Giacon ha detto...

Certo Roberto però che seguendo la tua logica la prima persona a cui tirare quel mattone in faccia dovresti essere tu. La prendo come una slutare provocazione, è vero siamo tutti un pò colpevoli dello stato di fatto, ma allora rilancio, come conciliare il nostro amore per il "superfluo", con le nostre aspirazioni di vedere un "mondo migliore"? Una cosa esclude l'altra? Oppure di vedere un mondo migliore tutto sommato non ce ne frega una cippa?

RRobe ha detto...

Assolutamente, Massimo.
Ma lo dico in conclusione del pezzo è?
Io sono il primo da stendere, ancor di più perché mi rendo pienamente conto di far parte del problema e non certo della soluzione.
Ma, almeno, non mi sento ipocrita.
Non mi "indigno" (che, lo ripeto, è una parola pesante da tirale in ballo perché implica un mucchio di responsabilità) per qualcosa di cui pure io sono causa.
Al massimo, avessi una coscienza, potrei vergognarmene.

RRobe ha detto...

E per rispondere alla tua domanda: io credo che la risposta sia la seconda.
Il mondo migliore, per me, interessa a pochi.
Interessa a molti, invece, un mondo migliore per sé e per proprio figli.
E se oggi avessimo ancora tutti il culo al caldo coperto dalla grande coperta del lato vincente del consumismo, in giro non ci sarebbero indignati ma solo un gruppo di sparuti rompipalle dotati di una vera coscienza civile.

Mario De Roma ha detto...

@luigi Problema: le risorse della terra non sono limitate quanto un altra massa di ipocriti vuole farci credere.

Si tratta di prendersela un po' in culo noi mentre gli indiani e i cinesi si equiparano a noi e dall'altro lato di far mollare i cordoni della borsa a chi le risorse le raziocina per proprio tornaconto.

È tutta storia di non farla prendere in culo tutta al ceto medio/basso. isi.

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

Mi è chiaro il concetto.
E questo puoi rivolgerlo direttamente a me. Viziata, privilegiata ... prima stavo sopra e adesso sto sotto in questo gioco.
Sì, per anni si è sperperato, usato, spremuto e prima o poi finisce.
Sì mi rode non avere gli stessi privilegi dei miei antenati e il tuo messaggio è chiaro se si rivolge a una persona come me. Però non ti viene il dubbio che molti, tanti, troppi questo gioco non lo hanno mai giocato ? Che molti sono spettatori consapevoli o inconsapevoli e che non gli viene neanche data l'occasione di giocarlo questo gioco. La cosiddetta massa... che magari sente che c'è qualcosa che non funziona e che in tutto questo si mescolano persone che non hanno più, che non hanno mai avuto e anche sì che non ha di meglio da fare o che ha degli intenti occulti o politici. Sta di fatto che la risposta al capitalismo si sta trasformando in repulsione con l'incapacità dell'autoanalisi nel gesto quotidiano--> televisore da tremila pollici. Ma non siamo tutti uguali, non tutti ragionano alla stessa velocità. Però per me é sempre meglio l'azione alla staticità e personalmente credo di più all'"azione" parola che all'"azione" gesto.

RRobe ha detto...

Per Elena: non lo so.
Per, essere nati in occidente, è già un bonus enorme rispetto che esser nato in qualsiasi altra parte del mondo, negli ultimi... bho, venti secoli come minimo?

RRobe ha detto...

p.s.
l'azione "parola" non è azione.
L'azione gesto è l'unica azione possibile.

(sì, ancora non ho finito di rileggermi Mishima).

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

Non solo in occidente... e per moltissimi è un privilegissimo essere nata e vivere a Milano.

Sì sono fortunata, lo riconosco e me lo dico allo specchio nei momenti difficili. Consapevole anche che rinuncio al ferro da stiro, alla lavastoviglie, al televisore ma MAI rinuncerei al computer (esempio di incoerenza capitalista)

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

- l'azione "parola" non è azione.
L'azione gesto è l'unica azione possibile.-

Non lo so... non lo so. Ci penso

Stefano ha detto...

lascio perdere i perchè e i percome della crisi che ho accennato nel mio post precedente, ma che nessuno ha colto, colpa non vostra, ma se non si frequenta la disinformazione non si può capire purtroppo, ma di certo scendere in piazza senza un obiettivo apparte quello di vedere Berlusconi impiccato (come se quelli che verranno dopo saranno meglio) è senza dubbio superficiale e inutile. La cosa che più mi fa male poi è continuare a vedere bandiere rosse, perchè vuol dire che non si è proprio capito un cazzo, cioè non si è capito che il dualismo politico, punto fondamentale del progetto P2 di Gelli, è ciò che ci tiene immobili e ci fa perdere tempo ad avere ragione sugli altri piuttosto che migliorarci come persone.

La storia dell'iPhone non è una cazzata che ha detto Robe, perchè uno che spende 300 o non lo so quanti euro per un telefono non può scendere in piazza e dire che non ha i soldi per mangiare e che non ha futuro.. ma meno male che uno così non ha futuro!

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

@ Stefano

Ciao Stefano,
conosco Tizio che fa da molti anni il rappresentante. Ha un'età tra i 40 e i 45. Tizio fa questo mestiere da quando ne aveva 20 e riusciva a fare questo mestiere senza cellulare. Oggi l'azienda per cui lavora lo paga la metà rispetto a 10 anni prima. Tizio nel frattanto ha fatto una famiglia e l'azienda per cui lavora oggi pretende la reperibilità a 360 gradi da mail, a telefono a sms etc. La ditta gli concede la macchina e deve ringraziare il cielo, ma il resto sono fatti suoi... se no prende armi, cellulare e bagagli, lascia la macchina e se ne va. E dove va ?

Conosco un Caio donna che lavora per l'editoria. Ha superato i 35 ed ha sempre lavorato in azienda da quando ne aveva 24. Questa società, per niente piccola, ha deciso di stracciare il contratto determinato due anni fa e ha imposto a questa Caio donna di aprire la partita IVA, di comprarsi un computer e di lavorare da casa per risparmiare. Risultato: due anni dopo lavora sia in sede ... che a casa.

Questi sono due esempi reali.
Non discuto la volubilità della gente, ripeto sono io la prima ad ever comprato l' IPHONE2 dagli Stati Uniti. Ho fatto male ? No e non me ne pento. Ci metterei però vent'anni a spiegarti il perché.

Viviana Boccionero ha detto...

Sembra di stare a Carnage, RRoby. E io, gènia in esilio, mi sembro la cricetina ai giardinetti: libera!

mei ha detto...

"Per, essere nati in occidente, è già un bonus enorme rispetto che esser nato in qualsiasi altra parte del mondo, negli ultimi... bho, venti secoli come minimo?"

ma checcazzo dici? Ma con occidente intendi Europa? L'Europa dove c'è sempre una cristo di guerra? Dove ancora oggi dopo più di 60 anni in Italia si trovano le bombe? Ma l'italia dove ancora si emigra e dove i miei genitori mangiavano carne una volta l'anno anche se pascolavano bestie? Dove io avrò una casa di proprietà quando schiatterò? E lascia stare la buonanima va' L'Azione e la spranga contro le vetrine... lol
Non lo apro più 'sto blogge che c'è gente mala

Apollonius ha detto...

Io l'Iphone non ce l'ho, mi da titolo ad indignarmi? Ero indignato pure prima.
La faccia non ce la metto perchè, come dici bene, io ho una figlia e piuttosto che cambiare il mondo mettendo in pericolo lei preferisco preservare il suo piccolo futuro.
Però non me la sento di condannare quelli che han tirato i mattoni.
Perchè la manifestazione pacifica non serve a un cazzo.
Perchè conosco la storia e so che da quando si conosce qualcosa non v'è memoria di un cambiamento pacifico del sistema (e non mi citate Ghandi: se la Gran Bretagna avesse davvero voluto tenersi l'India non ci sarebbe stata non-violenza che tenga). Quando la gente non ne ha potuto più, ha sempre preso i forconi e ha messo in gioco la sua vita. Per farlo devi avere la pancia vuota però, e la nostra è ancora (per quanto?) tanto, tanto piena. Anche quella del precario (come me).

RRobe ha detto...

Allora ciao, Mei.
Inutile che ti stia a rispondere a quello che dici, tanto non lo leggerai.

Comunque, se lo dovessi leggere: l'Europa eccoma.
Quella stessa Europa che fino a metà del 900 ha comandato le sorti del mondo e che era composta dalle nazioni più potenti e ricche.
Poi sono arrivati gli USA. A adesso se la prendono in culo tanto l'Europa, quanto gli USA.

Fabrizio Ricci ha detto...

ridistribuzione un cazzo... i poveri restano poveri, e tutti gli altri lo diventano... certo è uguaglianza, livellata al ribasso... ce ne è da protestare...

Final Solution ha detto...

Io c'ero perché sono deluso e depresso.

Io c'ero perché vivo in un paese che dal secondo dopoguerra chi comanda fa patti con la mafia.

Io c'ero perché è un paese cieco che da decenni non guarda al futuro.

Io c'ero perché se porto mia moglie con problemi motori (non in sedia a rotelle ma con problemi ad intraprendere camminate più lunghe di 500 metri) in una grande città del resto dell'europa gliela posso far visitare quasi tutta, mentre al solo pensiero di portarla a Roma, Milano, Firenze, Napoli, etc.. mi viene un magone che non vi dico.

Io c'ero perché non c'è più una scuola pubblica.

Io c'ero perché io sono un operaio a cui stanno togliendo tutto e a cui dicono che deve star zitto perché è un fortunato.

Io c'ero perché da quando voto ho sempre votato il meno peggio.

Io c'ero perché il meno peggio di 15/16 anni fa' era molto meglio di quello di adesso.

Io c'ero perché vorrei che almeno in futuro costruissero case, scuole e i palazzi tutti con criteri antisismici e non che mi chiedessero l'euro misericordioso via sms.

Io c'ero perché non si fa più ricerca.

Io c'ero perché vivo in un paese dove devi conoscere qualcuno pure per stare in linea di montaggio.

Io c'ero perché l'Italia è un paese povero di idee, di spirito, di bontà.

Io c'ero perché non dirò mai "Culturame".

Io c'ero perché non voglio i CPT.

Io c'ero perché l'Italia comincia ad essere un paese senza idee, senza futuro, ma sopratutto un paese cattivo, diffidente, brutto...

E poi per carità, condivido il senso di fondo del posto di Rrobe. ma mi sento in diritto di esserci stato in piazza.
Forse ho sbagliato manifestazione.

RRobe ha detto...

Però, forse, sì.
Perché il tema di questa, non era sull'indignazione, giusta, degli italiani nei confronti dell'Italia e del suo governo.
E manco la solita manifestazione contro Berlusca.
Era una roba nata come movimente mondiale con uno scopo e un messaggio ben preciso.

omo os caras do slimpikinot ha detto...

Ma guarda che anche a Genova, 10 e passa anni fa, manifestavano per le stesse cose i cosidetti "No Global", che chiedevano più diritti anche per i lavoratori cinesi.
Quante son state le manifestazioni contro le guerre neocolonialiste degli Americani e partner vari?
Quanti comunisti (A parte soprattutto il nostro Presidente amante delle guerre) erano stati contro l'invasione della Cecoslovacchia?
C'e' sempre stata gente che si preoccupava anche per gli altri: preti, missionari, volontari, compaesani e anche politici.

Se chiedi più giustizia sociale non è detto che è per trarne vantaggio solo tu.
Se vuoi cambiamenti della politica internazionale del tuo stato e dei suoi alleati, non li chiedi solo per te. Soprattutto se sei nella parte che si avvantaggia di queste politiche visto che il controllo del petrolio in Libia, Iraq, Afghanistan e piu' avanti Iran avvantaggerà l'Occidente.

Poi che siano probabilmente illusi nessuno lo nega. Che molti siano coglioncelli annoiati o chissà cos'altro è sicuro. Che le idee di cosa succeda nel mondo e come intervenire siano confuse. A sentire diverse interviste agli indignados cascavano i coglioni. Poi senti parlare i politici a Porta a Porta e speri che gli indignados raccolgano i tuoi coglioni e glieli scaglino contro.

Ma negare a chi lotta o ha lottato per queste cose da una vita, come i radicali per i ceceni (intendo Antonio Russo non i vari Rutelli o Capezzoni), Gino Strada, Enzo Baldoni e mille altri o anche a chi si sfoga sulle medesime questioni solamente davanti ad una birra o a chi manifesta rischiando molotov o
manganellate, la legittimità del dissenso solo per avere un cellulare o un iCellulare più fighetto mi sembra un muro inscavalcabile.
E' come dire a D'Alema: "Zitto, hai la barca" e non "Con che faccia parli tu, coglione, che hai questo e quest'altro"(bicamerale, ecc)

Molte multinazionali (Monsanto, Nestlè, ecc) hanno dovuto migliorare le condizioni di "sfruttamento" degli operai del terzo mondo grazie alle denunce di associazioni o persone del ricco occidente.
La Apple stessa avrebbe dovuto sicuramente migliorare le condizioni di lavoro dei suoi operai in cina visto che anche noi in occidente siamo venuti a sapere dei suicidi nelle sue fabbriche. Come infatti si è trovata a dover pubblicizzare la sua battaglia per il rispetto ecologico in risposta alle denunce di Greenpeace.

Hai presente il filmato dei simpson con l'unicorno che buca i cd e gli operai che lavorano per la Fox in condizioni assurde. Perde forse valore la denuncia perche' fatta da gente che ci guadagna probabilmente bene e che ha l'iCellulare? Smetti di guardare i Simpson o subissi di proteste la Fox?

Ah la crisi occidentale metterà le pezze al culo anche alla Cina. Hanno comprato molti debiti occidentali. Se consumeranno a livello nn dico degli statunitensi, ma solo degli europei torneranno dalle auto alle biciclette in breve tempo.

I soldi creati magicamente dalla finanza mondiale sono almeno 10 volte quelli reali e nn coperti da oro o altri beni (vado a spanne, non mi intendo di finanza. Né di altro a dire il vero). Quindi rischi di fallimenti di stati ecc.

Se guardi la prima puntata su la7 di prodi, spiega molto bene i veri problemi futuri: acqua e cibo.
La ricchezza forse si accentrerà da altre parti. Ma la vedo male per i comuni cittadini, cinesi & C (cioè anche noi). Soylent Green per tutti.

Scusate la confusione dell'esposizione, ma data l'ora... Vado che mi sveglio presto :P

E speriamo che qualcuno abbia un piano d'emergenza.
Saluti, Ozymandias

Richez ha detto...

Le rivolte arrivano sempre quando non c'è più il pane. E' sempre stato così.
Si poteva fare qualcosa per evitarlo, certo, ad esempio si poteva iniziare a pensare ad un nuovo modo di gestire le ricchezze decenni fa.
Purtroppo non è stato fatto e quando si accumula ed accumula ed accumula poi la reazione è quella che hai visto, indipendentemente dalle divisioni da squadra di calcio come fai tu (buoni, cattivi, ...)
E non finirà sicuramente qua. La lotta vera deve ancora arrivare.

Perché, nonostante tu non te ne sia accorto c'è gente che lotta per queste cose da decenni e non per l'interesse proprio ma per il bene comune, anche il tuo.

Su una sola cosa sono d'accordo con te: la tempistica. E' successo ora perché, per ipocrisia inizia a mancare qualcosa a quel qualcuno che fin'ora se n'è altamente fregato di quello che succedeva attorno.

Questo non significa che le persone non debbano avere la libertà di manifestare le proprie idee.

Chiaro che mi dispiace per chi ha dovuto subire forzatamente la violenza, è ora però di sedersi ad un tavolino, tutti, di tutto il mondo, e pensare ad un nuovo sistema mondiale perché il capitalismo ha fallito, non può funzionare neanche nella carta, ma era il sistema "meno peggiore".

Ora che abbiamo la consapevolezza di questo, che abbiamo la conoscenza, che abbiamo la possibilità di informaci liberamente in tutto il mondo, è ora di cambiare.

Hai scritto un post veramente ridicolo, pieno ignoranze ed a tratti anche di falsità.
O sei un ragazzino di 10 anni ed ancora non riesci a vedere quello che accade intorno a te oppure sei uno di quelli che ha tenuto gli occhi chiusi per non vederlo il mondo reale, uno di quelli che, si indignano perché qualcuno si indigna.

Alla fine sei un indignato anche tu!

Skull ha detto...

Probabilmente qualcuno si è incazzato anche con i francesi quando si sono indignati contro la propria aristocrazia nel 1789...

Manuel Colombo ha detto...

Provo a fare una cosa che non sopporto quando viene fatta a me: interpretare il pensiero del post.

Non è un "fighetto non indignarti perchè c'hai l'iPhone"
ma "pensa che quello contro cui ti indigni è il modello di sociale in cui vivi, se scendi in piazza e sei indignato, e indignato vuol dire una presa di posizione molto forte, domani pensa a quello che compri, a che banca affidi i tuoi soldi, a quello che mangi, a come spendi il tuo tempo libero"

Ci chiamano consumatori? e allora decidiamo noi cosa consumare, vedrete che se le entrate diminuiranno cambieranno i modelli di business, o pensate che le linee bio e i motori meno inquinanti siano state introdotte da imprenditori illuminati pronti a salvare il pianeta? semplicemente si è creato un nuovo business commercialmente appetibile.

RRobe ha detto...

Tu mi stai davvero paragonando quei francesi e le coro condizioni sociali con l'occidentale moderno?
Madonna, la faccia come il culo.
Ci meritiamo di bruciare. Sempre più convinto.

RRobe ha detto...

Mi riferivo a Skull.

RRobe ha detto...

Per Manuel: sì. Il punto era quello.
Ma a, sinceramente, pare che emergesse abbastanza chiaro.

Manuel Colombo ha detto...

@RRobe a leggere i commenti sembrava che tutti avessero capito il contrario:

spino ha detto...

Un paio di risposte per Rrobe:

va bene. hai la verità in tasca perché sei stato in Grecia e io non conosco quindi non dovrei parlare perché in Grecia non ci sono stato. Poco importa che qualche manifestazione me la sono vista da vicino, lacrimogeni compresi. Non sono stato in Grecia, non posso capire.

Somiglia un po' alle "mie" risposte quando parliamo di editoria ("Spino, davvero, non sai di cosa parli" etc.)... non commento, è solo una constatazione.

E se oggi avessimo ancora tutti il culo al caldo coperto dalla grande coperta del lato vincente del consumismo, in giro non ci sarebbero indignati ma solo un gruppo di sparuti rompipalle dotati di una vera coscienza civile.

E se mio nonno avesse avuto 3 palle sarebbe stato un flipper.
E' ovvio che il disagio viene fuori quando la gente lo avverte sulla propria pelle.
Quindi?

"Senza offesa, eh?"
(Ok, questo l'ho scritto solo per farti incazzare) :D

BrunoB ha detto...

Per quanto riguarda il "perché solo ora", IMHO potrebbe essere anche per il motivo che spiega Paolo Barnard qui: http://www.youtube.com/watch?v=4kiLjrH79ek

Dormomale ha detto...

@Rrobe. non era mia intenzione offendere la tua famiglia ( che non conosco), ma difendere la mia ( che TU non conosci), visto che è stata alla manifestazione, e NON è ipocrita. per cui mi sono sentito offeso dal tuo post, e ti chiedevo di fare un passo indietro ed ammettere che in mezzo a quegli ipocriti ci potessero essere anche persone, seppure in minoranza, che avevano tutte le carte in regole per starci, fra cui appunto i miei familiari. Spero di essermi chiarito. ti saluto.

Skull ha detto...

Senza soldi, senza futuro nè per sé nè per i propri figli, senza rappresentanti di nessun tipo, attorniati da poca gente che vive nel lusso... si, direi proprio che sto paragonando i francesi del 1789 agli europei (italiani, greci, portoghesi e quant'altro) di oggi.
E anzi, loro venivano da SECOLI di schiavitù e quindi se ne sono accorti solo quando ha iniziato a scarseggiare il cibo, noi se permetti veniamo da anni più floridi e da un livello culturale maggiore e ce ne siamo accorti molto prima.
Vogliamo arrivare a quello? Ad appendere i ricchi ai lampioni? E' quello che intendi quando lodi l'azione o citi Mishima?

Roberto La Forgia ha detto...

Vero.
Quel che sta accadendo è che ci stiamo indignando di qualcosa. Ma pochi hanno l'onestà e il coraggio di ammettere che l'indignazione è prima di tutto verso se stessi. Per quel che abbiamo alimentato da sempre con il nostro lavoro, il nostro stile di vita, la nostra vita tutta (noi classe media, chi si sente fuori, si escluda tranquillamente).
Si fa il giochetto (comodissimo e ipocrita, sì, ipocrita è il termine giustamente utilizzato in questo post) di cambiare la traiettoria dell'indignazione e indirizzarla verso il capitalismo, come se questo fosse qualcosa di estraneo a noi. Quel capitalismo che quando ha fatto il suo boom in Italia negli anni 60 ha solleticato l'esistenza di quelle stesse persone (ora tutti anziani indignati) che ora vogliono un mondo diverso.

Indignati sto cazzo. Potevate aprire gli occhi quando vi siete piegati come capre al modello americano?
E non erano pochi tra sociologi e intellettuali a dirvi che stavamo riducendo le nostre vite a un modello consumista. Sono teorie vecchie come il capitalismo e che solo ora che la palla non è più nelle nostre mani (come si dice metaforicamente in questo post), vengono prese in considerazione dalla massa degli indignados (o meglio i ritardataros).

Questa è la lettura più controversa e interessante circa i fatti di Roma (e non solo) che abbia letto fino ad ora.

Il resto sono le puttanate di Libero e Repubblica. I delinquenti... i civili...
Sempre sulla superfice, ragazzi. Sempre a mangiarci la crosta ammuffita.

omo os caras do slimpikinot ha detto...

Ma come fai a chiamarli ritardataros? La maggior parte di quelli che protestavano sono ragazzi di 15-25 anni. Quando cazzo avrebbero dovuto protestare? In pancia della madre lanciando molotov. Le vulvatov.

C'e' gente che chiede cambiamenti da quando ho iniziato a votare io!!! E già allora c'eran sempre Berlusconi, D'Alema & C. Sempre gli stessi. Come signorotti medievali.

Io non capisco il voler sputtanare questa energia grezza ma positiva di voler cambiar le cose.

L'ipocrisia sta da altre parti (Napolitano guerrafondaio costituzionalista, Berlusconi il capitalista statale, Brunetta il nullastupefacente tornellizzatore).

Cosa dovrebbero fare questi 'indignados'? Seppuku?
Stare zitti e accettare che le banche vengan salvate socializzando i loro debiti o perdite e tutto il resto che verrà?

Manuel Colombo ha detto...

ancora, nessuno ha detto che non ci si debba indignare, il punto è che non basta indignarsi un pomeriggio e poi vivere nello stesso modo di prima.
Non serve perché l'oggetto dell'indignazione non è qualcosa che può avere o non avere legittimazione, non lo si vota, lo si vive tutti i giorni.

Per spaccare le banche non servono i sassi sulle vetrine, ma togliere da li tutti i risparmi, ma non siamo pronti a farlo.

Se fossimo davvero indignati con le banche perchè continuiamo a consegnargli tutti i mesi tutti i nostri soldi?

Massimo Giacon ha detto...

ha ha, quali risparmi? La maggior parte di noi con le banche ha più che altro debiti (mutui, fidi,etc...).

omo os caras do slimpikinot ha detto...

Ma chi cazzo si indigna un pomeriggio e basta? C'e' gente che va spesso alle manifestazioni. Saremo il paese con più manifestazioni dell'occidente, a parte la Grecia adesso.
Se si criticano e nn si appoggiano i giovani che hanno tempo e forze per protestare non se ne esce fuori.
Se uno ha un figlio deve decidere se proteggerlo da disordini, manganellate o lasciarlo manifestare. Almeno non accusiamo chi ha il coraggio o l'incoscienza di protestare di essere ipocrita. L'iCellulare non è un argomento. Vive qua e protesta qua con i mezzi e le tradizioni che ha qua.
Io ho un cellulare di 10 anni fa. Probabilmente me lo comprerò nuovo con bluetooth per salvarmi la rubrica senza dovermela scrivere con calamaio e pergamena. Non diventerò ipocrita per quello.

Cambiare il sistema protestando, votando, boicottando pubblicamente le ditte poco etiche e spostando i soldi in una banca 'etica' o che investe localmente (Il problema e' che sono tutte collegate) è l'unica alternativa pacifica.
Ma non si puo' agire senza proteggere anche i propri interessi.
Sennò fai seppuku alla Mishima e non risolvi un cazzo. E finisci deriso e compatito con un discepolo inetto che non riesce a decapitarti la testa.

Pensi di togliere i soldi dalla banca? Procurati cartucce per evitare che i ladri ti si fiondino a casa a prender quello che lo stato ti lascia dei tuoi soldi.

Ritiri i soldi dalle banche? Ti chiudono gli sportelli!
Investi in oro e lo nascondi in cassette di sicurezza? per te c'e' l'Ordine Esecutivo 6102!
Le banche investono alla cazzo e rischiano di fallire? Lo stato le finanzia coi soldi pubblici o le statalizza come in Inghilterra!
E questo lo fanno i paesi occidentali difensori della proprietà privata e della libera impresa.
Certo farle fallire non è la soluzione. Ma se l'opinione pubblica facesse pressione per aumentare i controlli, garanzie o altro probabilmente le cose potrebbero cambiare. Si dovrebbero fare discussioni su questo, non sull'ipocrisia dei ragazzotti - non dico qua, ma almeno tra i politici. E voi vi lamentate per sti cazzo di iPhonici trillanti in piazza...
I consumatori hanno potere solo se hanno potere d'acquisto. Ma da noi sta scomparendo questo potere.

Adesso c'e' la possibilità di imporre alla Apple condizioni migliori per i suoi schiavi. Quando non ci potremmo permettere l'iMinchiadiniente se ne fotteranno allegramente.

Sti ragazzi li puoi convincere a subissare di email la tomba di jobs per protestare, se li accusi di ipocrisia non fai niente di utile neppure tu. Se gli si facessero critiche costruttive e senza attaccarli penso che potrebbero incanalare meglio le loro forze.

Non sono ipocriti, sono ingenui forse. Ma per quello protestano.
I cinici son quelli rassegnati che nn protestano.
Anche loro con l'iPhone.

Roberto La Forgia ha detto...

@ omo os caras do slimpikinot:
con ritardados mi riferivo (senza spiegarmi bene) a chi ha l'età di mio padre e nel 2011 si accorge che il boom economico e l'ingresso dell'Italia nelle economie capitalistiche gli ha fatto saltare il cervello. Forse se ne accorgono adesso perché vedono gli effetti sui propri figli disoccupati o costretti a lavorare senza contratto o con contratti da schifo.
Questi sono quelli ostinati a credere che il PD o i grillini vogliano (prima che 'possano') cambiare le cose.
Tutto qua.
Ho 28 anni. Non ho l'iPhone. Lo vorrei ma non posso permettermelo. Anch'io sarei un indignato ma penso che una crisi forte possa fare solo bene al Paese, adesso. E non per il gusto di vedere le cose andare a rotoli, ma perché una parentesi di povertà potrebbe riunire il Paese.
Inoltre non si passa dal capitalismo a un altro sistema economico senza prima attraversare una crisi.
Quindi che ci piaccia o no, è da lì che si passa.

@Manuel e Giacon: volevo seriamente ritirare i miei risparmi dalla mia banca. Che non si sa mai ce li freghino. Sono andato in banca e ho chiesto quanto avevo. Meno di mille euro. Ne ho ritirati dieci e mi sono preso un kebab.

omo os caras do slimpikinot ha detto...

@roberto La Forgia:
ok pensavo ti riferissi anche tu alla diceria secondo cui la gente protesta solo ora.

In un momento di benessere e di crescita economica come nel periodo del dopoguerra è difficile che si ascoltassero le lagnanze di chi protestava. Saranno sempre minoritarie. Solo in momenti di crisi come questo potrebbero avere risonanza.
Le proteste non mancavano certo negli anni 60 e 70. Ma il potere propagandava una diffusione del benessere che soffocava le critiche.
Nel passaggio del millennio si irridevano i no global. Li si accusava di voler impedire la diffusione della ricchezza nei paesi poveri. Ora i critici di questi avanzano grandiose idee di protezionismo (senza in realtà fare un cazzo).
Alla fine 4 cazzoni noglobal indignati dei centri sociali avevano le idee più chiare di 4 cazzoni di fiscalisti/tributaristi/economisti/fancazzisti quali tremonti, sacconi e brunetta strapagati e non intontiti dalle droghe (ma su questo non ci giurerei) presenti in tutti i governi che hanno impoverito il paese accusando sempre i governi precedenti. [...]

Il PD non si differenzia moltissimo dal PDL come politica economica, se non per una serietà maggiore nei conti. Probabilmente se quei comunistacci fossero rimasti al governo non saremmo come paese italia ridotti in queste condizioni. Per chi dirà che è una visione da comunisti, beccatevi giannino che si è svegliato dal letargo: http://www.youtube.com/watch?v=_830Sz1S5_A&noredirect=1
Comunque saremo sempre in balia della crisi mondiale attuale.

Secondo me comunque il problema non è nel capitalismo in sé, ma in questo lasciare l'economia a regolarsi da sola, il cosiddetto turbocapitalismo. Da noi le regole si fanno solo per proteggere propri interessi. Vedi la legge Levi contro Amazon che vende in perdita per penetrare nei mercati nazionali con la scusa di proteggere i piccoli librai. Invece niente è stato fatto per proteggere i piccoli negozianti, con proliferazione di centri commerciali a vanvera.

Purtroppo una crisi forte provocherà un disastro sociale all'inizio (non vedo una coesione sociale tale da prevenire sciacallaggio o altro su larga scala. Ci sono troppi egoismi. Chi ha pochi sudati risparmi sarà in balia delle forze dell'ordine e del disordine. Chi ne ha tanti sarà ben protetto nel suo castello.) e forse nelle generazioni successive la povertà potrebbe riunire il Paese. Ma si ripartirà di nuovo da zero. A lottare per quei diritti minimi che hanno tolto in questi anni. Al posto di combattere per il diritto alla malattia per chi ha la partita IVA od è precario si attacca insensatamente chi ce l'ha. Puntando al peggio, al posto di copiare da paesi in cui produzione e stato sociale funzionano. Il nipote di Ford abbassa il salario ai suoi dipendenti e scopre che nn possono permettersi più le sue auto.

Comunque non credo che si passerà ad un nuovo tipo di economia. Questo sistema economico tenderà a trasformarci nei prossimi cinesi oppure si riuscirà a trasformarlo in un capitalismo regolato e ragionato in cui valorizzare la produzione locale. C'e' troppo divario tra quel che vengono pagati i contadini oggi e il prezzo finale al consumatore. un giorno converrà di nuovo comprare sottocasa, sperando ci sia ancora qualcuno che produca vicino a noi.

E quando gli indignados finiranno i sanpietrini, avranno ancora gli iPhone da lanciare.

Scusate la lungaggine (ed ho omesso anche un bel po' di considerazioni politiche :P)

ausonia ha detto...

"E quando gli indignados finiranno i sanpietrini, avranno ancora gli iPhone da lanciare."

ahahah! sei un grande, lasciatelo dire! e non sono ironico.

Nebo ha detto...

Ma ti firmo parola per parola, riga per riga.

omo os caras do slimpikinot ha detto...

@ausonia

grazie, hai fatto bene a specificare che non eri ironico :)

Nebo ha detto...

Anche se apprezzo come tu sia riuscito ad essere pacato, io non ci riuscirei.

Roberto La Forgia ha detto...

@ Omos os Caras:

beh, hai sollevato molte questioni. A questo punto tutte condivisibili.
La politica economica del PD in realtà è diversa da quella del PDL. La differenza sostanziale è che i primi sono liberisti, i secondi tengono in vita le aziende di Berlusconi e amicado. E sono cose che già sappiamo tutti dal 1992.

Resta il fatto che anche se la politica del PD l'avesse avuta vinta, saremmo comunque qui a parlare di crisi. Magari con un po' più di responsabilità e occhio lungo di adesso.

Piace anche a me l'immagine degli indignados che lanciano l'ultima cosa che gli rimane: l'iPhone.
Però non generalizziamo. L'iPhone è ancora uno status symbol che non possiamo permetterci proprio tutti. I giornalisti di Repubblica, L'espresso e Internazionale che erano in piazza ce l'hanno e lo dicono nei loro post. E questo ci fa pensare che gli indignados siano iper-tecnologizzati.
Ma non è così, ed è anche un peccato.

RRobe ha detto...

Ma guardate che il problema dell'iPhone non è che è uno statuts simbol di ricchezza o tecnologia.
Il problema è come viene prodotto e da chi.
Andare a indignarsi contro i potenti del mondo e le loro strategie economiche, con un iPhone in tasca, è come andare a una protesta contro la crudeltà sugli animali con indosso una pelliccia di cincillà.

Tyler ha detto...

Analisi macroeconomica corretta, conclusioni sociologiche (come dimostrato dai 100ettocca post) opinabili. Però avrei preferito un pezzo più da "reporter on the road", come l'altro. Hai un punto di vista privilegiato sulla questione (quanto ciò sia/sarà una fortuna è tutto da vedere...) e mi sarebbe piaciuto avere qualche notizia di prima mano.
Esempio: si parla di relativamente pochi black bloc e violenti, ma dalle immagini che vedo e dal dispiegamento di forze che leggo non dovrebbero essere sti pochi.
15oo poliziotti in assetto antisommossa anche se dislocati in gruppi, non tengono a bada un ridotto numero di esagitati.
Li polverizzano.

Massimo Giacon ha detto...

Mah in realtà il problema non è la Apple, ma tutto il sistema produttivo, per cui praticamente tutte le aziende che manifatturano in Asia e nei paesi dove la manodopera costa meno. Grosse aziende che non hanno impostato l'iter produttivo in questo modo non ce ne sono, questo per il classico "effetto a catena", ovvero, se i tuoi concorrenti producono in Cina, mettono in vendita prodotti a prezzo che tu producendo in loco non puoi permetterti, per cui rischi di chiudere in breve tempo. Non vorrei dire, ma se i cinesi si sindacalizzassero e cominciassero a lottare pure loro per i diritti (cosa che sta già accadendo), non staremmo lì a sindacare si chi ha l'IPhone e chi no, visto che non stiamo certo a discutere su chi ha una Fiat o una Renault (che de-localizzano pure loro, nei paesi dell'Est). Ma ora i costi dei cinesi sono comunque alti anche per i cinesi, in una ricerca costante del prezzo più basso, del profitto più alto, del prossimo paese da sfruttare. Non dimentichiamo che anche la colpevolezza andrebbe distribuita equamente.

RRobe ha detto...

i 100 e passa post (non tutti contrari) e i 179 "mi piace", se proprio dobbiamo fare le gare.


Quanto alla cronaca diretta: io alla manifestazione non c'ero, l'ho detto. Sarei stato ipocrita ad andarci.

RRobe ha detto...

Relativamente, Massimo.
E' vero, la Apple fa parte diun sistema a cui partecipano tutti (per logiche di mercato) ma tra tutte è la più incidente (il 60% della manodopera di Shenzen produce iPhone e iPad) e quella che agisce peggio.
Per non parlare del suo profilo ecologico poi (e sì, in questo settore, ci sono alternative possibili e valide).

Tyler ha detto...

Giusto per la cronaca e scusa il double posting.
Penso anche io che tutto questo sia prodromico rispetto a fenomeni molto più vasti ed intensi.
Sarà un inverno lungo, freddo e, temo, anarchico...

RRobe ha detto...

E ricordiamoci il tasso di suicidi mensile tra gli operai di Shenzen.

C'è poco da fare: quell'adorabile mattoncino nero (o bianco) che ci portiamo in tasca, è sporco di sangue e manco poco.
E non è un'immagine figurata. E' una roba concreta e reale.

Tyler ha detto...

Se vi vai a scopo documentaristico e non partecipativo, non ci vedo nessuna ipocrisia.
:)
Ti fosse sfuggito sei un blogger a tutto tondo, non solo dedito al fumetto.
(anche se ultimamente trascuri il porno...)
:)

BrunoB ha detto...

Io continuo a credere che qui si facciano discorsi troppo ampi. Pare tanto brutto concentrarsi prima sui problemi di casa (che non sono pochi) e pensare dopo ai suicidi cinesi?

Mi pare come quelle discussioni tra coppie (scoppiate) che per un tubetto del dentifricio spremuto male arrivano a litigare di principi morali e di etica dell'agire... e intanto il tubetto rimane lì.

RRobe ha detto...

Ma la manifestazione di sbatao non era una manifestazione sui nostri problemi casalinghi.
Fosse stata una manifestazione contro il governo, ci sarei stato.
Ma non era quello.
Quello si è aggiunto, in modo spurio, ma nulla aveva a che spartire con il movimento degli indignati.

Massimo Giacon ha detto...

Roberto hai ragione, ma mettiamo da parte la Apple per un momento. La Apple è un esempio, ci sono centinaia di migliaia di aziende occidentali che hanno de-localizzato in Cina. Il dibattito forse dovrebbe diventare più filosofico, ovvero su cosa desiderare.
Negli anni '70 si teorizzava la fine del lavoro, o almeno la riduzione progressiva dello stesso. Ora che ce lo tolgono ci mettiamo in ginocchio per averlo, o al limite per conservare quello che c'è. Forse bisognerebbe tornare di nuovo a desiderare quello che al momento sembra impossibile, ed è desiderando e teorizzando l'impossibile che il genere umano è sopravvissuto. Il futuro è una bella parola, mentre devo dire che il NoFuture punk style è durato un pò troppo, e a dirla tutta, mi ha rotto proprio i coglioni.

BrunoB ha detto...

Beh, proprio "nulla" a che spartire non credo, ma in ogni caso rimane il problema: a livello pratico, a che serve sfasciare vetrine, lanciare pietre, o discutere della legittimità di tutto ciò?

uomoragno ha detto...

no, non sono d'accordo sul tuo punto di vista.
Troppo qualunquistico e non specifico.
Penso che molte persone stiano iniziando ad accorgersi che là fuori molto sta cambiando.
Non è più, come una decina o una ventina di anni fa che con un diploma o una laurea (al limite) si trovava un bel posto fisso in una decina di giorno e si potevano "relativamente facilmente" realizzare un pò di sogni nel cassetto, con impegno, tirando un pò la cinghia, ma togliendosi anche degli sfizi.
Ora no, la paura avanza e la crisi è sempre dietro all'angolo, con le parole "cassa integrazione" e "disoccupazione".
Perciò la gente è spiazzata e non si capacita del fatto che il trend del momento porta l'Italia sempre più giù.
Noi come affrontiamo questo incombere?!
Con Berlusconi, Tremonti, Bossi, Brunetta e Alfano.
Siamo a posto.
Manifestare, per le diverse ragioni rimane sempre un diritto imprescindibile.

Stefano ha detto...

@ Elena Accenti
scusa il ritardo della risposta.
Non ho capito cosa c'entrano queste due storie. Il primo si poteva comprare un qualsiasi altro telefonino che lo pagava pure 20 euro, l'azienda non lo obbliga ad avere il non plus ultra della tecnologia telefonica, l'altra ..non ho capito l'iphone cosa c'entri (ma forse ho letto male io)

Ho letto che Roberto invece si soffermava sull'etica della produzione Apple e dell'ipocrisia di chi da soldi a questo tipo di sistema e poi lo contesta, ma in questo senso il discorso è totalizzante perchè TUTTO ciò che COMPRI è IL SISTEMA. TUTTO. Forse anche se ti coltivi le zucchine da solo ci sta il dubbio che il seme che ti danno per naturale sia invece OGM.
Questo discorso non è da poco, anzi, mina le basi di tutto ciò che crediamo sia VERO al mondo.. io spero sempre che si riesca tutti ad aprire gli occhi (o forse a chiuderli ed aprire la mente) ma ad oggi nel mondo sono davvero in pochi

vi consiglio il sito di un grande uomo:

http://paolofranceschetti.blogspot.com/

Le Furie ha detto...

Un analisi politica profonda ed accurata.
Come sempre del resto.

PS
Ho molto apprezzato il post sui tablet e i fumetti.
Il tuo blog è una bella ed utilissima cartina d'orientamento nel mondo di certa comunicazione di massa.