11.10.11

[RECE] Arrietty

Con i film dello studio Ghibli, non diretto da Miyazaki, io ho sempre lo stesso problema: se non sono diretti da Miyazaki in persona, mi annoiano da morire.
Dico di più, tutto gli stilemi di Miyazaki che, messi in scena da lui, mi piacciono, quando me li trovo riproposti dai suoi collaboratori, li percepisco come leziosi manierismi, vuoti e pure un poco stucchevoli.
Inoltre, non c'è film dello Studio Ghibli non diretto da Miyazaki che, a mio avviso, riesca a riproporre la stessa formula del maestro, fatta sì di momenti poetici e attimi contemplativi, ma pure di scene d'azione straordinariamente coinvolgenti e di attimi buffi, folli e divertenti.
E questo Arrietty non fa differenza.
Basandosi sul ciclo di romanzi Gli Sgraffignoli di Mary Norton (da cui è stato anche tratto il film I Rubacchiotti), Hayao Miyazaki, qui in veste di solo sceneggiatore, costruisce una storia sui suoi soliti temi: critica al consumismo, critica alle barriere sociali, il rapporto conflittuale tra l'uomo moderno e la sfera naturale e via discorrendo. Qualcosa però, questa volta non funziona: la storia è piccola e scarsamente significativa, i personaggi agiscono secondo logiche poco chiare, non compiendo alcun arco di crescita o maturazione, il ritmo è soporifero e tutto il carico della "poesia" pesa sui soliti, bellissimi, fondali e su di una colonna sonora che, personalmente, ho trovato piuttosto irritante nelle sue parti più marcatamente pop.
In più, non ho proprio capito perché Miyazaki si sia accanito tanto sulle figure familiari: in Arrietty non c'è padre o madre che non sia assente, distante o ridicolmente immaturo. Tenendo conto che questo aspetto non è il tema del film e non trova alcuno sviluppo nella trama, mi sembra una roba davvero inspiegabile.
Sul fronte animazione, siamo sui consueti livelli dello Studio Ghibli, quindi altissimi.
Giusto tre notarelle a margine:

- io continuo a pensare che, nella realtà, non tutti gli esseri umani deambulano con la stessa accortezza e lentezza di quei vecchietti terrorizzati di rompersi il femore.C'è anche gente che si muove di fretta, o a scatti. Capisco che così si nota di meno quanto cura leziosa tu abbia messo in ogni singola animazione, però si esagera.

- i capelli che si alzano come il pelo di un gatto per suggerire che il personaggio ha paura o che il suo spirito è in agitazione. Capisco che è una roba che Miyazaki ha sempre fatto, sin dai suoi esordi. ma non è che bisogna replicarla ogni tre per due.

- va bene il disegno assistito al computer. Ma gli inserti in CGI, in questo tipo di animazione, sono un pugno nell'occhio, anche se usati con moderazione.


Infine, mi permetto una riflessione:
gli esperti di animazione, specie quelli appassionati di animazione giapponese, sostengono da anni la teoria secondo cui la Disney sia l'impero del male e Miyazaki e lo Studio ghibli, i buonie i giusti.
Per carità, io non voglio mettere in discussione questo assioma... però a me fa pensare il fatto che ogni film uscito dagli studi Disney, e questo sin dai suoi albori, è stato diverso dal precedente, che ogni film ha sperimentato strade diverse, che ogni film abbia portato in dote, in maniera evidente, la diversa sensibilità di chi lo ha realizzato.
I film dello Studio Ghibli, invece, mi sembrano livellati tutti sullo stile di Miyazaki.
Le tematiche sono quasi sempre quelle, il linguaggio pure, i fondali sono tutti realizzati con la stessa perizia e sensibilità, le soluzioni anatomiche sono ferme dai tempi di Conan e persino i dettagli di animazione sono comuni tra un film e l'altro. E questo indipendentemente se a firmare il film ci sia Miyazaki stesso o uno dei suoi collaboratori. Poi, certo, i film diretti dal creatore di Totoro  hanno quel tocco in più che fa la differenza, rispetto a quello degli altri del suo staff, ma se dovessi giudicare Arrietty solo sulla base di una manciata di sequenze, io non saprei stabilire di chi è la regia. Direi che sembra un film di Miyazaki. O dello Studio Ghibili. Tanto è lo stesso.
E badate, non sto dicendo che la roba giappo è tutta uguale. Non lo è e poi, io adoro la roba giappo. Dico che la roba dello Studio Ghibli è tutta uguale.
E io ho il sospetto che, per raggiungere una tale livello di omologazione, si finisca per usare con i propri collaboratori dei metodi che hanno ben poco a che spartire con il "buono" e il "giusto".
Io mi chiedo quante lacrime e repressione ci saranno dietro a quei fondali tanto poetici che piacciono tanto ai radicl chic di mezzo mondo.

Ma magari è solo una paranoia mia.
Forse allo Studio Ghibli sono davvero tutti felici, allegri e soddisfatti di ricalcare pedissequamente, da più di trent'anni, le orme del loro padre-padrone.
A me sembra difficile ma io sono un occidentale e loro giapponesi, valli a capire...

Poi, che vi devo dire, alla fine io sono un rozzo semplicione che a Miyazaki preferirà sempre Nagai, e pazienza.




24 commenti:

Michele"Mika the Healer Garofoli" ha detto...

quanto hai ragione Robe..

Massimo Giacon ha detto...

era ora! A me Ponyo, che tutti hanno trovato due anni fa a Venezia un capolavoro aveva irritato non poco, soprattutto la terribile canzoncina. I Rubacchiotti erano già un brutto film illuminato dalla presenza di John Goodman, perchè farne una versione animata? Mi sembra che lo studio Ghibli non abbia più molte idee, siamo lontani dalla complessità del passato (Nausicaaa, per esempio). E comunque il consolidamento e la conseguente pietrificazione dello stile è un pò il problema di tutti i maestri giapponesi, mica tutti possono essere come Kurosawa, che nonostante fosse un re, si metteva in discussione continuamente.

Cthulhu84 ha detto...

I film di Isao Takahata sono molto diversi da quelli di Miyazaki, concettualmente e strutturalmente parlando (e anche a livello grafico, per quanto ci siano delle somiglianze, si distinguono bene dalle opere del creatore di Totoro)

ivanhawk ha detto...

Rrobe, credo che l'opposizione Disney-Studio Ghibli sia un problema legato al pessimo trattamento che la Buena Vista ha riservato alle opere di Miyazaki in Italia. O, almeno, io la vivo così...

emptywords83 ha detto...

bene...ho materiale a sufficienza per fare il critico cinematografico con le ragazze al pub in queste uggiose giornate ottobrine...QUANTO ME SERVI!!!grazie ROBE'! ;)

Matteo Aversano ha detto...

Sul discorso del "buono" e "giusto" per ottenere particolari risultati (anche riguardo all'omologazione dello stile) dagli animatori si batte una strada un po' vecchia, otrnata in auge di recente anche con la morte di Jobs e il suo lato oscuro, padronistico e verbalmente violento con cui era solito, si dice, vessare i tecnici e i creativi al servizio di Apple, al suo servizio.
Due anni fa ho avuto il piacere di vedere un documentario giapponese con un grande spaccato della vita e del lavoro di Miyazaki, nel quale, in un breve passaggio ripreso direttamente negli studi durante la lavorazione di Ponyo, il Maestro in modo pacato, nipponico e apparentemente elegante apostrofava in modo duro e diretto un animatore che non aveva reso abbastanza bene il volo di uno stormo di gabbiani.

Come sempre il problema si porrà dopo la morte del Maestro/Modello e, per quanto mi riguarda, Apple & Ghibli stanno messe male allo stesso modo, entrambe non sono state capaci di trovare una via altrettanto di successo ma alternativa allo status quo e al potere carismatico che ha soverchiato il potere della qualità tecnologica o artistica.

Fabrizio Ricci ha detto...

Condivido solo in parte la tua analisi. La metà dei film dello studio Ghibli sono firmati dal suo co-fondatore Takahata, il cui stile, che personalmente non ho mai apprezzato moltissimo, sarà in linea con i dettami dello studio, ma non credo si possa considerare una copia di quello di Miyazaki.
Ovviamente è evidente che lo studio Ghibli non è ancora pronto a superare l'esperienza Miyazaki, il cui percorso non durerà meno della carriera del maestro, e non è detto certo che ci riusciranno in futuro. Per adesso abbiamo un autore che nonostante l'età continua a sfornare film di notevole livello, anche se magari i suoi vertici li ha già scritti in passato. Difficile che alla sua età decida di rinnovarsi, ed infondo non lo ha mai veramente fatto, se non nell'affinare e migliorare la sua poetica che per l'appunto è sempre quella.
Un male? Affatto.
Sono film che resteranno, e più ne fa meglio è. Finora è stato dato poco spazio a giovani emergenti all'interno dello studio Ghibli. In futuro sarà diverso, e speriamo certo che si riesca a portare avanti un discorso non necessariamente vincolato a sangue all'identità dal maestro.

Ps: La Disney è cosa assai diversa dallo studio Ghibli, i paragoni sono sempre stati fuorvianti e fuori luogo, secondo me.

Watanabe ha detto...

Lo studio Ghibli aveva bisogno di un ridimensionamento, così come la Pixar.
Quando si arriva a pensare che una casa cinematografica e il suo autore sfornano solo capolavori vuol dire che c'è un eccesso di buonismo.

Arrietty sapeva di pacco già dalla locandina.

BrunoB ha detto...

È un po' che non seguo la scena manga/anime con costanza, ma da quel che ricordo è abbastanza comune che, dietro la firma di un autore, anche di fumetti, si nascondano veri e propri studi formati da più persone che danno il loro contributo pur seguendo uno stile comune.

Credo però che più che essere dei "droni" in senso Apple, siano dei "ragazzi di bottega", un po' come s'usava in passato nel mondo della pittura e delle arti in genere, che s'affiancano al maestro per "rubargli il mestiere" e magari poi mettersi in proprio.

La vera differenza tra Studio Ghibli e Disney forse sta nel fatto che il primo mette sempre il nome del regista in primo piano - mentre di quanti film Disney ci si ricorda il regista?

Gaunt Noir ha detto...

Ma GoNagai tutta la vita, altrochè! Gran bella analisi! Arrietty lo eviterò come la peste.

Viviana Boccionero ha detto...

Mynkia, RRoby, ieri ho visto La pelle che abito, di Pedro il Grande. Non ti dico, RRoby... C'è in atto il più tosto e meraviglioso complotto che il Cinema tutto abbia mai concepito. E voi dormite. Buonanotte. Sogni d'oro.

Miya Zaki?... Chi è?... Una Idol?...

Skull ha detto...

Mah. Dire che Pom Poko è uguale alla Città Incantata o che La Tomba delle Lucciole è uguale alla Principessa Mononoke mi sembra tanto strano da rasentare l'allucinante.
Anche rimanendo sullo stesso Miyazaki non vedo come un Totoro possa essere paragonato, come tematiche, animazione, filosofia ad un Castello Errante di Howl o a un Porco Rosso.
Secondo me non ne hai colto le tante differenze, Rrobe, pari se non maggiori di quelle tra i film della Disney.

mei ha detto...

che i film dello studio Ghibli siano tutti uguali proprio un cazzo, eh. Che i film di Miyazaki abbiano tutti lo stesso paio di temi invece sì però li gira sempre in modo eccellente. Che nessuno dello studio riesca ad eguagliarlo allora sì nuovamente (magari solo Takahata, ma non lo apprezzo come Miyazaki). Faccio notare che lo studio non è stato creato da Miyazaki ma anche da Takahata e altra gente che non ho voglia di cercare, quindi non li chiamerei "collaboratori" del primo regista, al massimo dello studio stesso

Omar Luciani ha detto...

in realtà esistono film dello studio Ghibli con stili diversi da Miyazaki, ma non sono mai stati portati in Italia

mei ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Axl84 ha detto...

ponyo mi è piaciuto un sacco... (per rispondere a massimo giacon).

mei ha detto...

sul discorso Disney-Ghibli quoto ivanhawk (il post di prima l'ho cancellato perchè avevo sbagliato utente). E in generale aggingo che il fastidio di chi ama l'animazione giapponese per Disney si è acuita con il Re Leone che mamma mia e poi con Atlantis che lascia perdere...

Roberto D'Andrea ha detto...

Il discorso sui rapporti all'interno dello studio ghibli è interessante. E probabilmente hai ragione che i collaboratori di Miyazaki sono vessati da 30 anni. Il punto è che i rapporti di lavoro e sociali in Giappone sono tutti basati sulla sopraffazione con gerarchie drasticamente suddivise.

~ Mezzaluna ha detto...

speravo in una recensione più "felice". sono sempre in attesa di nuove opere di Miyazaki quindi speravo in qualcosa di meglio.

In ogni caso non posso che darti ragione su molti aspetti.

Per quanto riguarda Disney posso solo dire che l'ho molto rivalutata negli ultimi anni... e poi comunque non ho mai messo a confronto Ghibli e Disney perchè mi sembrano così tanto diversi come tipologia di prodotto e target che non mi sembra ci sia confronto da fare...
(casomai tra Disney e Dreamworks, dove a parer mio vince Disney)

comunque Arrietty devo andarlo avedere :)

Tyler ha detto...

Il "bello", quando diventa "solito", declina verso il "brutto"...

Hanuman ha detto...

Go uber alles, anche se adoro Miyazaki (per quanto veramente non abbia molto digerito Ponyo). L'unico problema di Nagai è che sta un po' cadendo nel riciccio di alcune cose che lo hanno reso superfamoso (sai benissimo che come autore lo adoro, ma sto ancora interrogandomi sul perché di Shin Mao Dante e Z Mazinger...)

~ Mezzaluna ha detto...

ah comunque l'ho visto e... pensavo peggio.
Bambini e mamme scassa-ca**i a parte, era il solito studio Ghibli.

che poi non capisco perchè un film d'animazione nell'immaginario collettivo = film per bambini. (non c'è niente da fare)

sweethomealabamaa ha detto...

Prova con questo:
http://www.youtube.com/watch?v=x9itwuJ6iMQ

È sempre Ghibli :)

gg ha detto...

mi hai fatto passare la voglia di andare a vedere 'sto film... :P
poveri radical chic..anche se ancora nn ho capito chi sono sti radicalchic?!?