24.11.11

Cominciando a parlare di Skyrim...




Fa freddo.
La bruma del mattino non si è ancora sollevata
mentre avanzo lungo il vallo del fiume Karth.
Mi sono lasciato alle spalle il villaggio di Rorikstead e il feudo di Whiterun. Non c'è più nulla per me, da quelle parti. Adesso il mio cavallo mi sta portando verso Karthwasten. La mia idea è di vedere che aria tira, vendere un poco della mia mercanzia e poi, risalire verso nord e piantare le tende a Solitude.
Il passo dell'animale che ho sotto le gambe è lento e io mi trovo di nuovo a valutare l'opportunità dell'investimento che ho fatto.
Non ho avuto buone esperienze con i due cavalli precedenti a questo.

Uno mi è scappato, dopo che lo avevo lasciato legato vicino a una tomba di vampiri e l'altro è caduto in un dirupo, quasi trascinandomi con lui.
E mentre rifletto sulla natura ostinata delle bestie equine di Skyrim, la città di Karthwassen si comincia a profilare davanti a me, sotto un cielo di nubi scure.
E, in mezzo a quelle nubi, una figura ancora più scura che ci si muove dentro.
Una bestia volante di infinita malignità.
Un drago.
Un altro drago.
Potrei cambiare strada.
Puntare verso sud e trovare rifugio a Markarth.
Ma sono un sangue di drago e uccidere quelle creature è un richiamo ancestrale che non posso ignorare.
Controllo il mio equipaggiamento e mi lancio al galoppo.
Non ci vuole molto prima di arrivare nei pressi di Rorikstead. 
Il drago sembra tenere la città sotto assedio.
Perché le guardie cittadine non fanno nulla?

Scendo da cavallo, avendo cura di lasciare la mia bestia lontana da quello che mi immagino sarà il luogo dello scontro, poi mi muovo cauto verso alcune rovine.
Scruto l'orrore alato, nascosto all'ombra di una colonna di marmo.
Alcuni contadini avanzano inebetiti, nella vallata.
Devono essere stati resi pazzi dal terrore. Non c'è altra spiegazione.
Silenzioso, prendo il mio arco e scaglio due frecce all'indirizzo della creatura che, immediatamente, si volta verso di me. Ho giusto il tempo di chiedermi come possa aver fatto a vedermi, poi il pensiero diventa confuso e solo l'azione conta.
Imbraccio le mie due asce e mi lancio nella lotta.
Il drago vola sopra di me e io uso l'antico sapere per costringerlo a terra con un Urlo.
Quello che succede dopo è un turbinio confuso di lame, artigli e sangue.
Troppo sangue, e quasi tutto mio.
Ho sottovalutato la minaccia.
Mi trascino indietro, cercando di tenere a bada il mostro con alcuni incantesimi basilari.
La creatura ride dei mie patetici tentativi e mi incalza.
Se adesso soffia, sono spacciato.
Ma il drago non soffia.
Si distrae.
Il suo muso crudele si volta verso qualcosa alle sue spalle che io non riesco a vedere.

Sento un nitrito.
E' il mio cavallo. Quella bestia fedele si è scagliata contro il mostro, in mia difesa, e adesso il drago sta facendo scempio di lui.
Recupero le forze e mi lancio all'assalto del rettile, prendendolo alle spalle e spacciandolo.
Sono stato rapido. Ma non abbastanza.
Vedo il mio cavallo che, impazzito, galoppa lungo la valle. E' in fiamme.
Povera bestia. Ma è stato un buon investimento, dopo tutto.
Riprendo la strada verso Karthwassen. A piedi, adesso.
Lungo il sentiero, vengo attaccato da un brigante che quasi mi uccide.
Evidentemente, il combattimento con il drago deve avermi spossato. 
Entro nella prima locanda disponibile. Sono sfinito ma l'adrenalina mi tiene in piedi. Non ho sonno e nemmeno fame. Mi siedo davanti al fuoco e ascolto la canzone di un bardo...



Questo, grossomodo, è la maniera in cui io (e come me, tanti altri), percepiscono Skyrim quando ci giocano.
Adesso vediamo come stanno davvero le cose.




Ho finito le quest secondarie della zona di Whiterun e adesso, visto che con l'esclusione della main queste, le varie storie non sono collegate in un flusso coerente e continuo, vado a zonzo a caso in cerca di qualcosa di interessante da fare.
Sono in sella a una specie ammasso di poligoni male assemblati che qui a Skyrim chiamano cavallo.
I cavalli sono esteticamente tutti uguali (e quindi orrendi), sono lenti (che non si capisce perché uno dovrebbe usarli), sono dotati di una manovrabilità pari a quella di un cingolato impantanato nella sabbia, hanno l'intelligenza di una cavalletta gravida e condividono tutti la cattiva abitudine a sparire quando ci si allontana da loro. In più, non si possono legare da nessuna parte.
Comunque sia, mentre sono a cavallo, vedo un drago in lontananza.
L'ennesimo drago.
Anche i draghi a Skyrim sono tutti uguali (proprio come per i cavalli, cambia solo il colore) con l'eccezione di due. E nemmeno la loro IA brilla in maniera particolare (anzi).
Per il resto, il primo drago che si incontra è una bella emozione ma, purtroppo, dal secondo in poi, tutta la faccenda diventa una roba di routine, anche perché nessuno di loro presenta una sfida di particolare difficoltà o interesse.
Decido di affrontarlo comunque e mi avvicino al drago, notando che non troppo distante ci sono delle guardie cittadine che giocano a fare le belle statuine. Il bello (si fa per dire) delle guardie di Skirym è che, pur essendo sempre e comunque più forti dell'eroe (grazie al pessimo meccanismo del livellamento automatico) la loro IA le fa attivare solo in occasione di un crimine o quando vengono attaccate. Quindi, se il drago non le attacca, loro non attaccano lui.
Accanto alle guardie noto un contadino che passeggia tranquillamente. Anche qui, tutta colpa dell'IA che impone che se il tal contadino deve andare dal punto A al punto B, lui ci va. 
Poco importa che di mezzo ci sia un drago. E, a meno che il drago non sia il primo ad attaccare, il contadino in questione non batterà ciglio davanti alla creatura.
Ignoro il contadino e decido per un approccio silenzioso: scendo da cavallo, avendo ben cura di lasciarlo lontano da dove penso che avverrà lo scontro e avanzo furtivo. Trovo riparo e scaglio una freccia alle spalle del drago. Che, ovviamente, si volta subito verso di me e mi attacca. Non mi ha visto, non può avermi visto, ma in Skyrim, quando attacchi, la tua posizione è immediatamente rilevata. Con buona pace dei cecchini di tutto il mondo.
Passo dal combattimento a distanza a quello corpo a corpo, costringendo il drago a terra con un Urlo.
Ho fatto male i conti e il drago me le sta dando sode quando un secondo attaccante attira la sua attenzione.
E' il mio cavallo.
Nel gioco, l'intelligenza artificiale dei cavalli di proprietà è programmata per attaccare il bersaglio del loro padrone. Questo significa che se vi portate dietro un cavallo in un combattimento, lui si scaglierà in avanti contro il vostro avversario. 
E la cosa che fa ridere è che i cavalli attaccano abbastanza bene e ci mettono una sacco a morire. 
In pratica, sono i migliori tank possibili.
Ammazzo il drago e mi rimetto in cammino. 
A piedi perché il cavallo è scappato dopo che il drago lo ha investito con un soffio di fuoco.
Lungo la strada esce fuori un bandito che quasi mi uccide.
Che non è per nulla strano visto che, causa dell'autolivellamento, gli NPG e le varie creature di Skyrim, salgono di livello insieme al personaggio del giocatore.
Quindi può capitare di ammazzare abbastanza facilmente un drago (che non sono per nulla tosti come avversari), anche essendo un guerriero di primo livello, e poi morire mille volte con un ridicolo capo coboldo, pur essendo, magari, un guerriero di ventesimo.
Sopravvissuto allo scontro, arrivo in una locanda ed entro.
Nella locanda affittano stanze e vendono cibo ma sono cose abbastanza inutili perché dormire garantisce un bonus trascurabile e mangiare serve solo per recuperare punti ferita che, comunque, si rigenerano anche da soli.
Mi siedo su una sedia e stacco.



Adesso, a giudicare dalle discrepanze tra le due visioni e in base i difetti elencati, verrebbe da pensare che Skyrim sia una schifezza, giusto?
E, invece, no.
E' un capolavoro. Di quelli che meritano di restare nella storia del medium videogioco.
Il perché ve lo dico a breve.