15.11.11

[RECE] Halo Combat Evolved: anniversary edition


Dieci anni fa si diceva che gli FPS (first person shooter per in non avezzi al gergo videoludico) non potessero essere giocati su console e con il pad.
Poi uscì Halo Combat Evolved su Xbox, la prima Xbox, lo scatolone nero, e le cose cambiarono.
Cambiarono al punto che oggi, gli sparatutto in prima persona, sono uno dei generi maggiormente sfruttati sulle piattaforme Sony e Microsoft.
E non è cosa da poco se teniamo conto che gli FPS sono stati il cavallo di Troia che ha avvicinato, per la prima volta, una moltitudine di giocatori PC, adulti, europei e nord americani, al gioco sulle console, macchine che, fino a quel momento, erano percepite come una roba per ragazzini e per fissati di giochi giapponesi.
Oltre a questo merito non da poco, Halo è pure la più importante proprietà intellettuale di casa Microsoft in ambito videoludico e, per molti versi, è il simbolo e incarnazione dell'Xbox stessa e proprio a questa serie sono legate le sue fortune.
Mettiamola così: per quello che riguarda me, pur avendo potuto giocare una manciata di buoni giochi sulla vecchia Xbox, se non ci fossero stati i due capitoli di Halo, l'avrei ritenuta una macchina fallimentare su tutta la linea.
E, se non ci fosse stata la prospettiva di giocare Halo 3 su Xbox 360, probabilmente sarei stato molto meno ansioso di comprare la console di casa Microsoft, il giorno della sua uscita.
E come me, molti altri. Specie in USA, dove la Microsoft ha il cuore del suo pubblico.
E pensare che, in origine, il titolo sarebbe dovuto essere una esclusiva Mac, se non fosse che la Apple se lo fece soffiare da sotto il naso (c'è da dire una cosa su Steve Jobs: in fatto di giochi, non ci ha mai capito un tubo).

(come sarebbe stato Halo se fosse uscito per Mac)

Insomma, anche fosse solo per questi elementi, qualsiasi polemica sull'importanza o meno del titolo Bungie nella storia del medium videogioco è fuori luogo: Halo Combat Evolved ne fa parte a pieno diritto e con un posto di primo piano.
Ma Halo non è esclusivamente un importante grimaldello commerciale per la corazzata di Redmond, è pure un gioco che, dieci anni fa, non solo ha saputo cogliere quanto di buono già era stato fatto nel genere FPS e integrarlo nelle sue meccaniche, ma ha pure apportato tutta una serie di piccole e grandi innovazioni che, oggi, sono diventate la regola per qualsiasi FPS moderno.
In poche parole, è un titolo che ha saputo coniugare la frenesia dinamica della serie di Quake, con la raffinatezza artistica e narrativa di Half Life, creando nel contempo un universo di sfolgorante bellezza e dando i natali a quella che, oggi, è un'icona del mondo dei videogiochi, al pari di Super Mario. Ovviamente, parlo di Master Chief.


Tranquilli, adesso non mi addentrerò in una analisi dello Spartan John 117.
L'ho già fatto spesso e, se volete, potete leggerne QUI e in vari altri pezzi sul blog (non fate i pigri: ho messo la funzione "cerca" proprio per questo motivo ).
Quello di cui  oggi mi preme è parlare di questo remake del primo Halo, approdato ieri sulla 360.
Che, si badi, non è una di quelle robine che vanno di moda di questi tempi in cui si prende un titolo di successo della scorsa generazione, gli si mettono le texture in alta definizione e si cerca di venderlo di nuovo.
No, in questo caso quelli di 343 (lo studio che si è avvicendato a Bungie nello sviluppo della serie) hanno deciso per un approccio inedito, costruendo un nuovo motore grafico che si "appiccica" sopra quello del gioco originale, andando a sostituire i modelli ma mantenendo le dinamiche inalterate.
Faccio prima a farvelo vedere che a spiegarvelo:




La cosa bella è che mentre si gioca si può passare da un tipo di visualizzazione all'altra con la sola pressione del tasto "Back" e, devo dire, che questo da modo di apprezzare bene l'ottimo lavoro svolto anche se, ogni tanto, il peso di far girare due motori in contemporanea si avverte e il gioco è meno fluido di quanto sarebbe lecito attendersi.
Però sia chiaro, anche con il nuovo motore grafico, il gioco non raggiunge le vette grafiche di un Halo: Reach e nemmeno quelle di un gioco qualsiasi di questa attuale generazione.
E' gradevole a vedersi? Sì. Specie per quanto riguarda l'ambientazione. Ma la "base anatomica" dei modelli rimane sempre piuttosto elementare e, in particolare nei modelli umani, goffa.

Per il resto, è il primo Halo. Un gioco tosto che ha dalla sua una devastante carica evocativa (merito degli scenari proposti e della fantastica colonna sonora), una raffinata IA nemica (da cui, ancora oggi, in molti dovrebbero prendere esempio) e una grande implementazione del concetto di sandbox, attraverso cui è possibile affrontare la maggior parte degli scontri in maniera sempre diversa.
Di contro, il gioco si porta dietro anche i difetti del titolo originale quindi, sì, i capitoli finali sono ancora noiosetti e dannatamente poco ispirati in termini ludici.

Discorso del tutto diverso per il multiplayer, invece, che altro non è che il motore di Halo: Reach, applicato ad alcune vecchie mappe dei primi due capitoli di Halo, riviste per funzionare bene anche con l'implementazione dei perk.
Volendo farla semplice, non è altro che un pacchetto di mappe aggiuntive per Halo: Reach, giocabile sia come tale (istallando le mappe nella console e facendole partire con il disco di Reach) sia come elemento stand alone.
Una roba carina (e che ruberà parecchie ore del mio tempo, sia chiaro) ma nulla di imprescindibile.

E adesso veniamo al sodo: questa Anniversary Edition vale l'acquisto?
Dipende. Diciamo che è una domanda dalle molteplici risposte:

- Se siete amanti della saga e avete giocato tutti i capitoli, assolutamente sì. Tornare sull'anello è un'esperienza che vi emozionerà come la prima volta. E poi ci sono le mappe aggiuntive per il multi.

- Se avete giocato solo a Halo: Reach, questo è il proseguimento immediato della storia. Non siete curiosi di sapere come continua?

- Se avete giocato solo a Halo 3, invece,  è un acquisto prescindibile, a meno che non vogliate conoscere tutta la storia dall'inizio (ma, in quel caso, è meglio che partiate da Reach).

- Se non avete mai giocato a nessun capitolo della saga di Halo e volete iniziare, no.  Compratevi il terzo capitolo o Reach. Usati li trovate a poco e potrete appurare se la serie vi piace o meno, godendovela al massimo della forma.

- Se non vi piace Halo... perché cacchio siete arrivati a leggere fin qui, razza di infedeli?

10 commenti:

Stefano Manieri "Bruciatore" ha detto...

Grande rece per un grande gioco, da prendere a occhi chiusi. Grazie RRobe.

Lowfi ha detto...

NGI Maphia colpisce ancora

ViewtifulMax ha detto...

Ottima recensione, lo sto apprezzando non poco. :)

Domanda. hai avuto problemi con lo switch tra grafica classica e rimasterizzata?

Fuz ha detto...

Mah.
halo è stato un gioco assolutamentemediocre che ha avuto successo per via della mancanza di alternative su console, e che ha introdotto alcune (forse tutte) tra le pecche più grosse degli fps che ci portiamo dietro ancora adesso, tipo le patetiche mappe a corridoio e la rigenerazione.
E poi, sinceramente, giocare ad un fps con un pad e l'aiuto alla mira è ridicolo.
E' solo hype, gonfiato a dismisura (e questo è stato fatto assai bene).

Andrea Peduzzi ha detto...

Bella rece. Io all'epoca per qualche motivo Halo lo giocai male, e lo sto riscoprendo proprio ora (ho la 360 in pausa); passo metà del tempo a sparare, e l'altra metà a guardare il cielo e apprezzare musiche e colori.

werther Dell'Edera ha detto...

@fuz

ma che stai dicendo? Su Halo non c'è la mira aiutata! E non ci sono neanche le mappe a corridoio, a differenza dei vari CoD e compagnia cantante.

Se non ti piace, è una questione puramente soggettiva. No la mettere come se fosse oggettivo che è un gioco mediocre, perché allora dimostri di non sapere di cosa stai parlando.

Lowfi ha detto...

Fuz mi sa che la salute autorigenerante è precedente e, almeno in halo, è funzionale agli scudi che si ricaricano (senza sei morto in due secondi).

Le mappe a corridoio anche no, visto che ci sono degli spazi aperti, eccome.

Poi ti può piacere o non piacere (per esempio a me le armi non sono mai piaciute), ma diamo a cesare quel che è di cesare

Fabiano Zaino ha detto...

@ Fuz: "E poi, sinceramente, giocare ad un fps con un pad e l'aiuto alla mira è ridicolo."

Vabbè, a parte delle grosse castronerie che hai detto su rigenerazione e schemi a corridoio che su Halo non ci sono (almeno, dico io, informarsi), la mira assistita non ci sta e giocare ad un FPS con PAD alla mano magari risulta DIFFICILE a te. Sai, ci sono milioni e milioni di giocatori su console che non si lamentano...saranno tutti ridicoli?

Tyler ha detto...

Sulla faccenda corridoi, giocati la mappa multiplayer "longest" e ne riparliamo.
:)
La sagra dello shotgun.
L'auto aim non c'è, se non rammento male. La pistolettina alla testa era micidiale, ma dovevi beccarci.
Gioco che segnò un epoca, poco da dire.
Poi non facciamo paragoni con altre piattaforme (pc).
E' chiaro che il mouse è più preciso del pad.
Quanto questo aggiunga o tolga al divertimento è da vedere.

ViewtifulMax ha detto...

Ehr...La salute non era autorigenerante nel primo Halo.
Gli scudi sì, ma la salute andava ripristinata con i "soliti" medkit che si trovavano in giro nelle mappe.

Fuz, a che gioco hai giocato? :)
Anzi: l'hai mai giocato?