30.11.11

Le Stanze del Desiderio di Milo Manara



Milo Manara è uno dei pochi autori italiani di fumetti di cui, gli altri fumettisti (sempre italiani), parlano male liberamente e apertamente, infrangendo quel tacito (e un poco ipocrita) accordo che pare vigere tra colleghi.
Come mai?
Io credo che sia a causa di un'insieme di cose.
Prima di tutto, la lontananza di Milo dal settore e dalla scena.
Frequenta rarissimamente le fiere, il suo editore principale in Italia è Mondadori, collabora poco con altri autori.
Poi c'è il fatto che in molti lo avvertano come "altro" rispetto al fumetto "vero". E, in effetti, Manara (insieme a Pratt, Pazienza e, in misura minore, Liberatore) è stato uno che è riuscito ad andare oltre alla platea degli appassionati del medium fumetto per approdare al mainstream più smaccato.
Infine, c'è l'invidia. Che va bene che sono sempre le solite donnine, va bene che forse non disegnerà più come una volta, va bene che il fumetto su Valentino Rossi era una roba inguardabile e che il progetto del cartone animato su Adriano Celentano non promette nulla di buono... ma sono abbastanza certo che in molti darebbero un braccio per essere al posto di Manara e poter godere delle occasioni, della visibilità, della popolarità, e dei compensi, di cui gode lui.

Adesso non sto dicendo che criticare Manara sia sbagliato.
Dico solo che una critica seria alla sua opera, non influenzata da fattori esterni, non c'è.
Perché se da una parte c'è l'incensante e nostalgico Mollica, dall'altra parte c'è solo un esercito di "odiatori" a prescindere, che certe volte, Manara, lo conoscono anche poco.
Ed è anche per questo motivo che ho apprezzato molto Le Stanze del Desiderio, mostra personale organizzata dal Comicon, nel Complesso Museale Santa Maria della Scala di Siena.
La mostra ripercorre tutte le fasi della carriera di Manara, dagli esordi ad oggi, ed è allestita con delle idee forti alle spalle e con la capacità di metterle in scena nella maniera migliore (non vi ritroverete davanti solo a un mucchio di tavole appese alla parete, insomma).
Lungo il percorso vi troverete faccia a faccia con alcune pagine di fumetto che hanno fatto la storia del nostro linguaggio e anche con molta altra roba (più o meno valida, più o meno discutibile) e, al termine di una lunga passeggiata attraverso una serie di stanze tematiche, arricchite da una messa in scena ben ragionata, avrete acquisito una visione completa del lavoro dell'autore.
A quel punto, starà solo a voi stabilire se Manara sia un autore da buttare o meno (io vi dico la mia: per niente. Ad avercene dieci di autori come lui, oggi il fumetto in Italia, starebbe molto meglio).

Questa è la pagina Facebook della mostra che rimane a Siena fino all'8 gennaio.
Siena è una gran bella cittadina, oltretutto, e val bene una gita.
Insomma, il mio consiglio è di farci un salto, se potete.



p.s.
Aggiungo una cosa: il catalogo della mostra, curato da Claudio Curcio, è straordinario.



17 commenti:

Engelium ha detto...

Posso dire la mia da, evidentemente visto quanto scrivi, 'gnurante?

Manara è un grande... non so chi lo odia è perchè ma a me piace, è sempre piaciuto, e da sempre utilizzo i suoi lavori come modello per i miei pastrugnetti

Di critiche sui massimi sistemi fumettistici non ne sapevo nulla nè mi interessano visto che non sono un fumettista, ma fatto sta che mostre di Manara ne vedrei una al giorno, del 99% dei fumettisti neanche una all'anno...

Bella Jack ha detto...

è da più di un mese che cerco di andarci. finalmente questa domenica è la volta buona :)

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

Sinceramente non ho mai sentito parlar male di Manara se non commenti sulla solita cosa delle "donnine tutte uguali", ma è solo dal punto di vista del disegno... commenti che trovo un po' superficiali se si fermano solo a quello.
Io invece trovo alcune storie di Manara, come certe di Crepax, altamente provocanti e colpiscono la mia zona erogena cerebrale facendo centro. Cosa che non riesco più a ritrovare in autori italiani moderni che fanno storie (come le tue) troppo tendenti al solo lato maschile e che a me lasciano estremamente indifferente.
Anzi se qualcuno mi consiglia degli autori erotici...

elenA

Luigi ha detto...

"se Manara sia un autore da buttare o meno"

Come scrittore o come disegnatore? No, perché credo che in pochissimi lo butterebbero come disegnatore.

Tyler ha detto...

"Infine, c'è l'invidia."

Last, but not least...
Poi ai criticoni rosiconi occorrerebbe chiedere:
Onestamente, pensi che senza Manara il fumetto in Italia sarebbe migliore?

p.s
@lattesangue
Concordo. L'erotismo di Manara, per quanto ormai datato, è più leggiadro ed "universale", rispetto alla maggior parte di quanto in circolazione.

-harlock- ha detto...

e andrebbe anche detto che proprio l'autore di questo post è stato talvolta uno dei suoi critici più duri, se non ricordo male..:)
comunque oltre al fatto che, nel bene e nel male, milo è sicuramente uno degli autori di fumetti più grandi che abbiamo (aldilà dei gusti e di alcune scelte quantomeno discutibili, come tu sottolinei) è anche persona dotata di un'intelligenza raffinata e profonda, e di una visione artistica altrettanto lucida. e aldilà di tutto di queste persone sì avercene, altro che altre dieci.

Gianluca Maconi ha detto...

Be le storie di Bergman sono una delle cose più belle del fumetto italiano. E poi chi non si è toccato con Miele e Claudia?

MicGin ha detto...

innanzitutto, ancora un bel post molto efficace! complimenti!

quanto scrivi dimostra lo scollamento forte che c'è tra la percezione delle cose che troviamo dentro l'area frastagliata degli addetti ai lavori e la percezione dei lettori in generale.

Manara rimane un best seller e un autore/artista tra i più apprezzati in assoluto. Questo non vuol dire che non debba essere criticato negativamente per alcune sue caratteristiche. Ci mancherebbe. Ma si dovrebbe anche fare uno sforzettino per comprendere come mai piace ancora così tanto. Non è una questione di donnine nude. Mica è l'unico che le disegna. Sono i comportamenti dei suoi personaggi, le sensibilità e le "devianze" che rappresentano, in equilibrio tra conformismo e provocazione, che intrigano i lettori, spesso e volentieri non consumatori abituali di fumetti...

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

...ma toglietemi una curiosità: le copertine del MONTATORE erano sue ?

-harlock- ha detto...

@elena: sì.

Tommaso ha detto...

uBC qualche tempo fa gli dedicò uno speciale in tre parti niente male, per quanto inevitabilmente molto sintetico.

Personalmente oso dire che le Avventure di Giuseppe Bergman (personaggio che mi è tornato in mente leggendo proprio l'ultimo John Doe, per altro) surclassano decisamente le Avventure di Pentothal. E neanche di poco.

MicGin ha detto...

paragonare pentothal e le avventure di hop e gb...?
ok, tenendo conto però che pazienza era poco più che ventenne e con pentothal si è fatto conoscere.
hp e gb è uscì tra l'altro prima in francia ed era l'opera di un autore già d'esperienza. infatti il tratto di manara era ormai maturo. pazienza invece ha sperimentato stili, tratti, abbozzi di storie, un flusso di testualità straordinario.
in comune hanno l'approccio sperimentale, da una parte l'avventura, dall'altra l'esistenzialismo giovanile.
per come le ho vissute, le ritengo due opere importanti e abbastanza complementari.

MicGin ha detto...

scusate errori di battitura....

dedalus ha detto...

e se qualcuno dicesse che manara è il più grande banalizzatore di anatomie femminili che abbia visto il fumetto erotico italiano?

nel senso che mai il corpo feminile è stato falsificato, semplificato e plastificato come da lui?

e se quel qualcuno citasse le sue x-women tutte uguali come prova?

no dico, solo per ipotesi, eh.

daniele marotta ha detto...

L'allestimento è quanto di meglio un autore possa immaginare. A mio parare l'opera di Manara esce da questa mostra in modo completo rivelando tutta la sua forza ma anche la debolezza.
Si vede il Manara ispirato dell'inizio che osa e che vuole scandalizzare, quello dei fasti che da' il meglio di sé con le collaborazioni sublimi (Pratt, Fellini) e poi esce anche tutto il Manara scarso, quello delle illustrazioni inutili, dei progetti tirati via, dei culi facili e della pubblicità, il Manara 'azienda' che è il maggior detrattore del Manara artista.
Detto questo i fumettari che passano da Siena faccino un fischio che li porto a mangiare i pici buoni.

D.
Baci a

Marco Pellitteri ha detto...

Ma chi sono i critici italiani (quelli con un po' di visibilità, intendo, nel mondo reale, non nel sottobosco dei sitarelli sul fumetto) che sparlano di Manara? Ora come ora non riesco a far mente locale.

Jacopo Scarabelli ha detto...

Ricordo ora che ne parlasti qui sul Blog e infatti ritorno qui per dire che per questo capodanno sono stato in Toscana in zona San Gimignano e chiaramente sono passato da Siena ma non per la mostra... non me ne ricordavo fino a quando non mi sono ritrovato di fronte il mega banner in piazza.

Che dire... Manara già lo apprezzavo ma non lo conoscevo a sufficienza come credo molti.
Dopo questa mostra dove ho visto delle tavole che non stanno ne in cielo ne in terra posso dire che è solo da ammirare il lavoro che fa.

Tecnica e stile ai massimi livelli.
Pulizia e sapienza in ciò che fa.
Totale controllo dei mezzi.

Le tavole dei Borgia così come le illustrazioni in grande formato ad esempio... sono fuori parametro da vedere dal vivo.

ANDATECI entro l'8 gennaio in sostanza.