2.11.11

Lucca Comics & Games: una prima manciata di riflessioni sparse.



E' stata una bella edizione, graziata dal clima e dal calendario.
Non ci sono stati particolari problemi con biglietti e accrediti, e la gente, pur con un'affluenza superiore a quella degli anni passati, è riuscita tutto sommato a godersi la fiera, anche nei momenti di maggior calca.

- L'area Games continua ad essere la più vitale anche se, quest'anno, complice il Games Week (che si terrà a Milano questo fine settimana) ha dovuto subire l'assenza di alcuni nomi importanti come quelli di Activision-Blizzard e Microsoft. In genere, comunque, questa è ormai la sezione della manifestazione che attira non solo più gente ma pure i nomi di maggior rilievo tanto nell'ambito dei giochi, quanto in quelli dell'illustrazione. Vale la pena sottolineare quanto lo spazio dedicato al live painting sia una delle cose migliori e più interessanti di questo spazio. E' un peccato che nell'area dedicata ai fumetti non ci sia qualcosa di analogo. Da rilevare pure la presenza della Mondadori (che, se non erro, è la prima volta che viene a Lucca) che si è ben guardato da andare nell'area dedicata ai fumetti ma ha partecipato in maniera decisa allo spazio Games.

- Forte crescita ed espansione anche per il Japan Palace che, se non vado errato, quest'anno ha quasi raddoppiato lo spazio a sua disposizione. Personalmente, continuo a nutrire alcune perplessità su quest'area a causa della sua dislocazione (decisamente distaccata rispetto a quella dedicata al fumetto tout court) e alla sua ragione d'esistere. Mi spiego meglio: gli editori che pubblicano manga, non sono nel Japan Palace ma nei padiglioni dedicati al fumetto in genere, mentre i commercianti che sono presenti nel Japan Palace presentano materiale legato al mondo dei manga e degli anime (ma non solo) che si può trovare anche in tutti gli altri stan della fiera. Quindi, a parte la (pessima) tavola calda giapponese al centro del palazzetto, non capisco esattamente cosa dovrebbe avere di diverso questo spazio dal resto della manifestazione. Ma è sempre pieno di gente e cosplayer, quindi è probabile che sia io quello a cui sta sfuggendo qualcosa.

- Le aree dedicate ai commercianti e antiquari, per quel poco che le ho viste, mi sono sembrate sempre meno rilevanti nell'economia della manifestazione, quando una volta, invece, ne erano una parte integrante e non prescindibile.
Inoltre, tra editori sempre più votati alla vendita diretta delle novità e del catalogo, e distributori sempre più agguerriti, mi sembra che questo aspetto di Lucca Comics & Games sia destinato ad estinguersi.
Ma prendo anche in considerazione l'ipotesi che sia semplicemente io a non percepirlo nella maniera adeguata.

- Sempre più discutibile la Self Area, invece. Non per la qualità della proposta ma perché è sempre meno chiara la definizione di un prodotto "self". Anche Come Crescere un Robottone Felice e Fuck Land (tanto per fare due esempi di prodotti ci cui ho parlato qui sul blog) erano, a tutti gli effetti, autoproduzioni dei loro autori, ma i loro stand erano nel padiglione editori, insieme a tante altre realtà di fumetto "indipendente". Cosa distingue un prodotto dall'altro? La disponibilità economica dei loro autori? Mi pare debole e non troppo corretta come distinzione.

- E veniamo ai due padiglioni in piazza San Michele e in piazza Napoleone. Il cuore pulsante dell'area fumetto della manifestazione.
Premesso che il padiglione San Michele è stato menomato a causa di non ho ben capito quali problemi burocratico-amministrativi e che la cosa ha creato qualche disguido a editori con poco peso "politico", tutto sembra avere funzionato piuttosto bene anche se la dislocazione di editori, commercianti (mascherati), distributori e stand personali degli autori, continua a lasciare delle perplessità e suscitare polemiche. Comunque sia, i corridoi erano sufficientemente larghi e non ci volevano più di un paio di giorni per riuscirsi a raccappezzare nel dedalo che andavano formando (sì, sono ironico). Per gli anni futuri, non sarebbe male un intervento di maggiore razionalizzazione sui percorsi e, soprattutto, sulla dislocazione delle varie realtà editoriali.

- Il programma di mostre e incontri è stato ricco e frequentato.
E questo è un bel risultato per una manifestazione sempre più mastodontica e mainstream.

- Valida la proposta della neonata sezione Movies ( a questo proposito, a breve vi parlerò di Real Steel, presentato a Lucca in anteprima). Bisogna però trovare uno spazio più ricco e capiente per farla crescere come si deve. Il cinema della parrocchia, se si ha l'ambizione di essere un Comic-Con all'europea, non va bene.

- Mi ha lasciato davvero, davvero, perplesso, l'assegnazione dei premi Gran Guinigi, invece.
A parte che organizzare la serata di premiazione alle 20 del sabato è tipo un suicidio (autori e editori vogliono andare a cena!) ma sono proprio i premiati a lasciarmi interdetto. Non perché chi ha vinto non si meriti un premio (quasi tutti ci meritiamo un premio, prima o poi), ma perché, per me, hanno poco senso i nomi espressi. Perché, per esempio, a Lucca Comics & Games 2011 premi Joe Kelly come miglior sceneggiatore per I Kill Giants, un fumetto del 2009 americano (molto carino, a dire il vero)?
Qualcuno di voi dirà che è un festival internazionale, che quindi si premiano autori e opere di tutte le nazioni, come succede a Venezia o a Cannes per il cinema, e che il mio è un atteggiamento provinciale.
E avrete pure ragione nel dirlo, sia chiaro.
Ma, se vogliamo tenere valido l'esempio dei premi cinematografici, gli Oscar vengono assegnati esclusivamente a film girati in lingua inglese e, proprio per questo, è stata istituita la categoria "miglior film straniero", in cui premiare opere di particolare valore di altre nazionalità.
E sì, il sistema degli Oscar è figlio di una visione distorta degli americani di essere il centro culturale del mondo, ma è pur vero che il loro premio, nel loro mercato interno (ma anche globalmente) ha un valore rilevante. E', in sostanza, un premio che fa bene al proprio sistema produttivo, dove, invece, Cannes, Venezia e Berlino e tanti altri festival sono molto meno influenti sotto questo aspetto.
Se poi vogliamo fare qualche altro esempio comparativo in altri settori, il Premio Strega premia gli scrittori italiani e ha un peso non irrilevante nel nostro mercato interno (ed è per quello che ci si scanna, anche in maniera poco corretta, per vincerlo).
A mio modo di vedere, visto che la strada per dare una dignità internazionale al Gran Guinigi è davvero ancora lunga, forse sarebbe stato il caso creare due categorie di premi: una dedicata al fumetto italiano, e una per il fumetto di altre nazioni.

Bon.
Per ora mi fermo qui, che devo andarmi a comprare Uncharted 3.

Magari più tardi posto un paio di altre considerazioni generali e un paio di osservazioni sui vari editori e le loro proposte che mi è capitato di vedere.


22 commenti:

Design270 ha detto...

Molto d'accordo su questione Self Area, strana roba quella.
Molto d'accordo su questione esposizioni e incontri. Le tavole di FIOR sono una delle cose più belle che abbia mai visto.
Molto d'accordo su Gran Guinigi. Continua ad essere un premio di altri, anche se molti dei premiati mi piaciono a bestia.
Io insisto a far notare che in ogni caso gli editori si sono appiattiti nella stragrande maggioranza dei casi a far robetta e che per fortuna c'è un folto gruppo di AUTORI (con le palle quadrate) che ci rimettono del proprio per fare proposte davvero interessanti.

Locomotiva ha detto...

No, bhe, mettiamo le mani avanti subito, mica che fai come per Romics.

A foto di cosplayers ignude, come sei messo?
Il resto è secondario...

( ;) :P )

parola chiave Mokotomb. GIST + Lara. Mah?

RRobe ha detto...

Nessuna.
Ultimamente mi annoiano.

-harlock- ha detto...

una delle miglior lucca comics di sempre, per tante ragioni, alcune anche personali (e di una di queste sei pure a conoscenza). si trovava pure da andare a cena e a pranzo senza troppi problemi. il che per me resta il vero miracolo.
poi vabbé, solo per aver stretto la mano a ticci resterà nella mia top five per tutta la vita.

-harlock- ha detto...

dimenticavo: m'è cascata la mascella alla mostra di taniguchi. spettacolare. io ero convinto del fatto che l'uomo al mondo che disegna più in piccolo fosse alessio fortunato.
mi sbagliavo:)

Carlo V Imperatore ha detto...

Si, effettivamente nonostante la mole di gente impressionante non è successo come gli anni scorsi; cioè entravi in uno stand, venivi trasportato dalla corrente in luoghi in cui non volevi assolutamente andare, senza vedere nulla ed uscivi senza accorgertene.
Per me quest'anno è stato il migliore di quelli che ho visto; sono riuscito a incontrare gran parte degli autori e disegnatori che prediligo e mi sono accorto di quanto spesso tutti voi siate disponibili.
L'ultimo giorno, dopo che ti avevamo incrociato per una foto all'uscita, io e mia sorella abbiamo fatto gli stalker allo stand Aurea nel tentativo di trovarti ma abbiamo fallito miseramente. Nonostante ciò perseveriamo, sarà per il prossimo anno! Ritieniti avvisato. XD

p. ha detto...

"Molto d'accordo su questione Self Area, strana roba quella."

in che senso?

Cosologo ha detto...

D'accordissimo sui premi. Basta regalare statuette a gente che non ne ha bisogno e che non se ne fa nulla. Ci sono tanti bravi autori ITALIANI che andrebbero invece stimolati con un premio e con una maggiore visibilità in libreria (un po' come ha provato a fare il Napoli Comicon).

Giorgio Salati ha detto...

Abbastanza d'accordo sui Gran Guinigi che dovrebbero essere "riservati" agli italiani, comunque penso che la Zuccheri si sia meritato il premio!

Luigi ha detto...

Il problema di stand come quelli di Dell'Otto, Alex Ross e Simone Bianchi è che sono pochi e non riuscirebbero a riempire un tendone apposito separato dal tendone degli editori.
L'ideale sarebbe un'area apposita con gli stand degli autori affermati, ma ora come ora, non essendo fattibile, li vedrei meglio nel tendone dei venditori di tavole originali.

Minkia Mouse ha detto...

Il japan palace si distingue dagli altri padiglioni per l'attenzione al Giappone, che non si esaurisce nella vendita di gadget giapponesi e nella taverna, ma nelle conferenze, nelle mostre di artisti pop giapponesi, nei corsi di lingua giapponese, nei workshop su come disegnare un manga, nelle performance pittoriche, nel karaoke, nella gara di lancio delle stelle ninja, nel come andare in Giappone e altro ancora.

Il programma culturale del japan palace di questo anno era il paradiso per ogni amante del Sol Levante.

Panda ha detto...

Onestamente non capisco perché riservare i premi gran guinigi agli italiani, siamo forse la lega? Premi a km 0... giuro non capisco.

Il gran guinigi si asseggna ad una pubblicazione editata in un arco temporale tra la lucca precedente ed un mese prima della lucca in corso circa. Sono elegibili le opere inviate all'organizzazione... in alcuni casi se un editore di scarsa lungimiranza non crede nel suo prodotto e non ritiene opportuno inviare nulla, in quel caso esistono i premi della giuria che servono per l'appunto a tappare quella falla. Perciò anche se un fumetto è stato scritto e stampato nel 1965 ma ha avuto un edizione nel 2010 e a detta dei giurati in questo anno non vi è stato di meglio a quel punto italiano, giapponese, americano, sudanese o che so io viene premiato.
Su queste basi.. cioè che i guinigi sono riservati alle pubblicazioni italiane e basta, con i premi per gli autori o della giuria si può decidere dipremiare un particolare autore italiano ostraniero che si contraddistinto nell'anno in corso.. oppure alla carriera.

In pratica non importa che sia magnus, gipi o il prossimo esordiente, l'opera presentata viene guardata con lo stesso occhio e roberto lo sà avendo fatto parte di una giuria negli anni passati.

sulla self area, non saprei dirvi. Con i mezzi a disposizione oggi è praticamente finito il perido della fanzine fotocopiata che usavamo negli anni 80/90 e con investimenti modici ci si può permettere delle pubblicazioni dignitose o pari professionali se non meglio (guarda appunto come allevare il tuo robottone).

La self area ha un prezzo accessibile anche se ti presenti come autore singolo mentre invece se scegli di andare nel padiglione editori principale e fai colletta tra i 6/7 autori del progetto perché vuoi provare a farti conoscere meglio, io lo considero un investimento accurato. Non ci dimentichiamo anche dietro le piccole produzioni che si sono affacciate nel napoleone vi erano dietro autori che sono nel professionismo del comics da anni e che allo stesso tempo avrebbero levato posto a giovani esordienti se avessero scelto la sefl area, eliminando così la possibilità di un nuovo affaccio.

rob.

Panda ha detto...

un aggiunta... nello spazio games, sempre loro e sempre avanti, è da tempo presente la artist alley dove sono raggruppati gli autori che decidono di prendersi uno stand per vendere le loro produzioni et simile. Secondo me funziona proprio perché sono circondati dai vari editori e rivenditori. Messi in un luogo a se stante o in mezzo ai collezzionisti non credo che funzionerebbero altrettanto bene.

Cmq, rrobe, la tua osservazione sulla mondadori è corretta e penso che nei prossimi anni i games vedrano un incremento di presenza della grossa e piccola editoria libraria.

r.

el ha detto...

Attenzione, nella self area non ci sono solo giovani esordienti fanzinari.
La differenza fra la self e il padiglione editori sta diventando sempre più piccola e scegliere l'una invece dell'altra è più un fattore "tecnico" che di categoria di appartenenza.

E non ho capito che intende Design270 con "strana roba quella" riferendosi alla self.

Francesca Ferrara ha detto...

I guai principali della Self Area sono due:
Il primo è che nessuno la prende seriamente. La gente ci entra perchè è gratis. Davanti al mio stand sono venuti più bambini a chiedermi un disegno di Batman, Flash, Capitan America e Hulk. La maggior parte delle persone che degna di uno sguardo il prodotto si mette lì, lo sfoglia, ride se fa ridere, ti dice che sei un genio (ma come le hai pensate certe cose?), ti riempie di complimenti per un'ora e poi ti dice che comprerebbe davvero il tuo prodotto, ma gli servono i soldi per comprare Tex.
Poi prendono tutto quello che è gratis (nel nostro caso i disegni fatti allo stand e gli adesivi)e vanno via.
Il secondo motivo è forse legato al primo: alla Self Area ci si trovano cani e porci. E tecnicament è giusto che sia così, ma se un autore X che gira tra i primi stand cercando un buon fumetto autoprodotto e trova gente che vende TUTTO tranne che un fumetto (oppure che fa 1 solo albo e 5000 stronzate attorno a quest'ultimo)e scappa a gambe levate, è giusto porsi delle domande. E non mi rivolgo ai curatori della SA ma a molti degli standisti.

Francesca Ferrara ha detto...

*"il secondo GUAIO"
*"ma se un autore X gira..."

si vabbè, commento scritto proprio con i piedi...frutto di un commento veloce dovuto ad una connessione traballante dato che comprare un'altra chiavetta costa troppo.
Vedete a che siamo ridotti noi poveri (davvero) della Self Area?
:D

el ha detto...

X Francesca Ferrara
concordo su tutto! è esattamente quello che è successo a noi lì alla self, dato che avevamo solo fumetti e niente gadget.
I bambini ( ma anche ragazzi ) ci chiedevano se i disegni li facevamo pagare,alla risposta negativa ci depredavano e non compravano niente!! Solo una signora è tornata indietro e ha preso un fumetto!
Tanti complimenti e pochi acquisti.
Eppure passavano appassionati di fumetti con borsoni pieni e noi vendevamo a prezzi bassi.
Ma il vero problema è che noi non siamo nessuno e a nessuno interessa conoscere davvero quello che facciamo, bello o brutto che sia.
Ho anche notato un'altra cosa, spesso ci prendono superficialmente per un tutt'uno:
-chi è convinto che facciamo tutti solo fanzine underground
-chi entra, vede il primo stand e, pensando che facciamo tutti cose simili, gli altri manco li guarda
-chi pensa che siamo tutti ragazzini che provano a fare i fumettisti "veri"
- e vai così

Io avevo anche lanciato delle proposte per rendere la self un pò più interessante, ma purtroppo tante cose sono risultate difficili da organizzare per vari motivi.

el ha detto...

Ahahah! poveri davvero! ricordi qual'era uno degli argomenti della riunione finale?
:D

Francesca Ferrara ha detto...

No, io non c'ero alla riunione, ci è andato l'altro ragazzo allo stand con me!
Comunque noi alla fine abbiamo venduto, e , volendo, pure tanto...però probabilmente perchè siamo andati incontro al problema ed abbiamo fatto delle offertissime, sconti sull'acquisto di più prodotti ecc... com'è ovvio che si faccia in questi casi.
Insomma, le nostre soddisfazioni alla fine le abbiamo pure avute, e non mi lamento del fatto che si debba faticare (o meglio, che ci si debba sacrificare) per andare incontro alle tasche del lettore... solo il contesto generale attorno è davvero pessimo e siamo stati fortunati perchè c'è stato un BOOM di pubblico quest'anno.
E poi perchè magari ad altri stand della Self Area un disegno (di merda, diciamocelo pure...il livello a volte è deprimente) te lo fanno anche pagare.
Non per fare salotto su blog altrui, ma a che stand eri?

el ha detto...

Anche noi abbiamo fatto un prezzo inferiore fin dall'inizio e con le vendite ci si può pure stare.
Non sapevo che altri vendevano i disegni...
Non per fare salotto, ma io sono di effimera comics, e tu? :D

Francesca Ferrara ha detto...

Fumè Factory! Accanto a queli col vino e i biscotti, per intenderci :D

uomoragno ha detto...

Bella edizione, peccato non aver incrociato il Rrobe, sarà per la prossima volta.
Sono passato solo il venerdì, in generale ho notato piccoli, ma significativi miglioramenti organizzativi.
Da appassionato assolutamente non jap, mi sono recato al Jap Palace giusto per incontrare un amico commerciante e concordo con quanto ha detto il Rob, molto ma molto distante dal centro, direi un pò troppo, location splendida, peccato per la mancanza di indicazioni per il secondo piano (molte persone non avevano capito che c'era un fatidico secondo piano da visitare).
I Games quest'anno non me li sono proprio visti, con un pò di rimpianto.
Urgerebbe solo una soluzione "definitiva" al braccialetto e biglietto da far vedere ad ogni ingresso di un padiglione.
Chi passa dagli stand antiquari di Garibaldi ne sa qualcosa...